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Gay & Bisex

L'armadio delle meraviglie "Atto secondo"


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
24.06.2026    |    1.500    |    4 8.6
"Mirko cacciò un urlo a metà fra dolore e piacere ed esclamò: «Ohhh siiii fottimi il culo sbattimi forte!», e nel frattempo Filippo gli bloccò la testa sul suo cazzo quasi a non farlo respirare..."
Il pomeriggio era di quelli intensi, con lo scirocco che non dava tregua e l'aria pesante che rendeva tutto più faticoso. Quando il campanello suonò, dopo tre giorni di attesa per quel guasto all'armadio, fu quasi un sollievo. Sulla soglia si presentò il tecnico: un ragazzo sulla trentina di nome Mirko. Ero l'ultimo cliente di una giornata chiaramente infinita. Aveva l'aria stanca ma un sorriso cordiale, la camicia da lavoro completamente sbottonata sopra una t-shirt leggera e i pantaloncini corti per sconfiggere il caldo. Si scusò subito per l'orario; l'orologio segnava ormai le 17:30.
L'accoglienza fu spontanea: un bicchiere d'acqua fresca per spezzare il ritmo e due chiacchiere per rompere il ghiaccio. Il ragazzo, dimostrandosi subito molto loquace, ringraziò con gratitudine e si mise immediatamente al lavoro. Tra un attrezzo e l'altro, salendo e scendendo dalla scala, l'atmosfera si fece via via più informale e distesa. Mentre armeggiava con le cerniere, spiegava ogni singolo passaggio. Salendo e scendendo dai gradini, intravidi dai pantaloncini il filo di un perizoma, una cosa decisamente insolita per un uomo. Con una naturalezza disarmante, passò alle domande personali:
«Sei sposato?» chiese, voltandosi dalla scala.
«Sì, lo sono», risposi.
Lui scoppiò in una mezza risata, ironica e rilassata: «Beh, io oggi decisamente no!»
Il clima divenne più complice. Poco dopo, il mio telefono vibrò per una notifica di Annunci69. Lo sguardo del ragazzo cadde proprio sullo schermo. Senza imbarazzo, colse al volo la situazione confessando di essere iscritto anche lui e di essere gay. Io risposi di essere single, rivelando una vicinanza inaspettata. Ad un certo punto, dandomi del tu, mi disse: «Vieni su, sali un attimo sulla scala che ti mostro come è venuto il lavoro». Salii i gradini e, mentre mi sporgevo, mi sentii toccare il cazzo. Bastò poco e mi si indurì. Feci finta di niente, il cazzo ormai durissimo. La sua mano avvolse il mio membro; mi posizionai meglio e lui, con grande esperienza, se lo mise in bocca infilandoselo tutto fino in gola. Gemetti dal piacere, ma gli dissi di farmi scendere.
La passione prese il sopravvento. Mi misi seduto sul letto e lui, in ginocchio, continuò a spompinarmi. Si tolse la maglietta e si abbassò i pantaloncini. Attraverso lo specchio dell'armadio vedevo tutta la scena: un uomo nudo, in ginocchio, che mi spompinava mentre io mi specchiavo. L'eccitazione era alle stelle. Lo feci alzare e, restando seduto, lo feci accomodare sul mio cazzo, rivolto verso lo specchio. Il mio membro lo penetrò con facilità. Portai le sue spalle contro il mio petto per poter vedere meglio il rapporto attraverso il riflesso: osservare i lineamenti del suo viso tirati per la goduria e il suo cazzo traballare per la penetrazione era super eccitante. I suoi movimenti erano ondulatori e sussultori. Gli presi il cazzo e, mentre lo inculavo, lo masturbai. In pochi secondi raggiungemmo l'apice: io sborrai dentro il suo culo e lui sborrò talmente forte che i flotti di sperma colpirono in pieno lo specchio dell'armadio. Completamente esausti, andammo a pulirci. Ci baciammo e ci scambiammo il numero di telefono...........
Passate circa due ore, mia moglie ritornò a casa. Dopo i saluti di rito Le ho fatto vedere l'anta sistemata. Avevo un profondo disagio e mentre mi specchiavo avevo chiare le immagini dell'amplesso appena consumato....Cercai di dimenticare ma dopo tre giorni ricevetti la chiamata di Mirko che mi invitava nel pomeriggio ad andare da lui perché libero dal lavoro e la fidanzata era andata a trovare i genitori in paese. Inizialmente tentennai, ma poi accettai l'invito.
Alle 16 precise mi recai presso l'indirizzo datomi, un appartamento in un residence. Citofonai e lui mi aprì il portoncino d'ingresso, dicendomi di recarmi presso edificio 2 primo piano n4 che la porta l'avrebbe lasciata socchiusa. Percorsi il vialetto velocemente e, arrivato davanti all'uscio, entrai e chiusi la porta. Da lontano sentii la voce quasi soffocata: «Dai vieni, sono a letto». Appena entrato nella stanza rimasi sorpreso: Mirko era messo a carponi mentre spompinava un uomo nudo appoggiato alla spalliera del letto. Rimasi basito ma anche eccitato. Lui si voltò e mi disse: «Lui è Filippo, un mio amico, e ora ti prego prendimi per il culo, desidero due cazzi».
Mi spogliai velocemente, lo feci avvicinare alla sponda del letto, presi un po' di gel che era lì vicino, lo spalmai nel buco e lo inculai con forza. La mia cappella entrò con molta facilità. Mirko cacciò un urlo a metà fra dolore e piacere ed esclamò: «Ohhh siiii fottimi il culo sbattimi forte!», e nel frattempo Filippo gli bloccò la testa sul suo cazzo quasi a non farlo respirare.
La scena era di una violenza carnale e visiva che azzerò ogni mio residuo di esitazione, cancellando il senso di colpa latente verso mia moglie. Ci trovavamo in una penombra interrotta solo dai tagli di luce delle tapparelle socchiuse, tra il rumore della carne, i respiri affannati e i lamenti soffocati. Filippo manteneva una presa salda dietro la nuca di Mirko, spingendolo con ritmo regolare in bocca, mentre io da dietro aumentavo la frequenza e la violenza dei colpi. Il corpo di Mirko era teso, i muscoli delle cosce vibravano per lo sforzo di rimanere a carponi. Ad ogni mia spinta profonda, il suo bacino sbatteva contro il mio pube con quel suono umido e ritmico che rendeva l'eccitazione incontrollabile.
«Sì... così... non fermatevi...» riuscì a biascicare Mirko quando Filippo allentò leggermente la presa per fargli prendere aria. Aveva il viso rosso, gli occhi lucidi e persi nel vuoto. Filippo mi guardò fisso negli occhi sopra la sua testa; l'intesa tra noi due estranei era perfetta, coordinata dallo stesso identico desiderio di spaccare in due quel ragazzo. Filippo gli stringeva i capezzoli , mentre io facevo leva sul suo bacino per affondare sempre più duro.
Il calore interno di Mirko era soffocante e stringeva il mio membro a ogni spinta, accelerando l'epilogo. Filippo aumentò la velocità, assecondando i gemiti sempre più acuti di Mirko che ormai non si controllava più. «Sto venendo... cazzo, sto venendo!» gridò, mentre il suo cazzo, libero e senza che nessuno lo toccasse, cominciò a pulsare violentemente schizzando le lenzuola di sperma.
Quella vista fu l'innesco definitivo. Diedi le ultime spinte profonde, violentissime, affondando tutto dentro il suo ano, mentre Filippo, con un ultimo affondo deciso, gli riempì la gola fino in fondo. Quasi all'unisono, io sborrai dentro il suo culo con una serie di fiammate caldissime e Filippo liberò il suo carico. Rimanemmo immobili per qualche secondo, bloccati in quel groviglio di corpi e respiri spezzati, mentre il silenzio e l'odore del sesso tornavano a riempire la stanza. ...ero certo che ci saremmo rivisti ancora e ancora
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