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Alba sulle rovine “mia cognata”


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
29.06.2026    |    429    |    0 6.0
"Le sue mani massaggiano i miei pettorali, i suoi capezzoli duri mi graffiano la pelle..."
Angelo trema nella cucina ridotta a un campo di battaglia mentre Gis, con un sorriso di vittoria, lascia una scia di umori sul pavimento dopo il loro rapporto. Mentre ripulisce i cocci della tazza di caffè e la sedia rotta, non riesce a scacciare il rimorso né la fame che Gis gli ha acceso, e quand…


Mi alzo lentamente dal tavolo, le gambe tremano come se non mi appartenessero più. Gis mi guarda dall'alto in basso, un sorriso di vittoria stampato sulle labbra mentre il mio sperma le cola lungo le cosce. La cucina è un campo di battaglia: la sedia rotta contro il muro, la tazza di caffè infranta sul pavimento, il giornale sparpagliato come foglie morte. L'odore del sesso riempie l'aria, mescolato con il sudore e il profumo acre della disperazione.

"Non dire niente," sussurro, ma la voce esce debole, senza autorità. Mi infilo i pantaloni del pigiama, sentendo il tessuto bagnato appiccicoso contro la pelle. Gis si alza dal tavolo con una grazia che mi fa male, si sistema il reggiseno di pizzo che copre a malapena i seni turgidi. Non si preoccupa di pulirsi, cammina verso di me con le gambe leggermente divaricate, lasciando una scia di umori sul pavimento.

"Angelo," mi dice, e il modo in cui pronuncia il mio nome è una carezza e una minaccia. "Questa è solo l'inizio."

La guardo, e per un momento vedo mia moglie nel suo viso, la stessa struttura ossea, ma gli occhi di Gis sono diversi - ardenti, senza rimorsi, pieni di una fame che mi spaventa e mi attira. Mi avvicina, mette una mano sul mio petto, sopra il cuore che batte all'impazzata.

"Stanotte," sussurra contro la mia pelle. "Quando tuo marito dorme." Si riferisce a suo marito, non al mio. Il mio è a chilometri di distanza per lavoro, ignaro di tutto. "Vengo da te. E stavolta," si alza sulla punta dei piedi, le labbra quasi toccano le mie, "non finiamo fino all'alba."

Passano le ore in una nebbia di rimorso e desiderio. Pulisco la cucina, sistemo la sedia rotta, ma ogni oggetto toccato mi ricorda il suo corpo, i suoi gemiti, il modo in cui si è arresa e poi ha preso il controllo. La doccia non lava via il senso di colpa, né l'odore della sua pelle sulla mia. Mi guardo allo specchio, vedo un uomo di sessantanni con gli occhi di un adolescente scoperto, confuso, terrorizzato dall'eccitazione che mi corrode dall'interno.

La notte cala lentamente. Ogni ticchettio dell'orologio è un colpo alla mia resistenza. Ascolto i rumori dall'appartamento accanto - il televisore di Gis, poi il silenzio. So che suo marito dorme. So che lei è lì, forse nuda, forse già bagnata pensando a me. Il mio cazzo si indurisce solo all'idea, un tradimento fisico che la mia mente non riesce a controllare.

Verso le due del mattino, sento il clic furtivo della porta di casa mia. Non ha suonato il campanello. Ha la chiave - l'ha presa dal mazzo di mia moglie giorni fa, quando "l'ha aiutata" a portare la spesa. Entrata nel buio, si muove come un fantasma, ma la conosco, riconosco il profumo della sua pelle anche prima di vederla.

"Angelo," sussurra dalla porta della camera da letto. È nuda, completamente nuda questa volta. Il suo corpo è una silhouette al chiaro di luna, curve perfette che promettono inferno e paradiso. "Sono qui."

Non rispondo. La lascio avvicinarsi, sento il peso del suo corpo sul letto. Le sue mani mi trovano nel buio, calde, esperte. Scivola sotto le coperte, la sua pelle contro la mia, e il mondo esterno svanisce. Non c'è più mia moglie, non c'è più suo marito, non c'è più il matrimonio che ho costruito per vent'anni. C'è solo lei, il suo corpo, la sua fame insaziabile.

"Stavolta faccio io," sussurra, e prima che possa reagire, è già sopra di me. Le sue labbra trovano le mie, un bacio che è più morso che carezza. Le sue mani mi legano le mani al letto con la cintura del mio accappatoio, non troppo stretto, abbastanza da farmi sentire impotente, esposto.

"Voglio vederti soffrire," sussurra contro il mio orecchio mentre il suo corpo scivola lungo il mio. "Voglio sentirti supplicare." Le sue labbra percorrono il mio petto, il mio stomaco, fino al cazzo già duro e pulsante. Lo guarda, lo ammira, poi lo ingoia tutto in un sol colpo.

La sua bocca è un inferno caldo e umido. Su e giù, lentamente, poi sempre più veloce. Le sue mani mi stringono le palle, le sue unghie graffiano leggermente la pelle interna delle mie cosce. Chiudo gli occhi, ma le immagini della cucina tornano prepotenti - lei piegata sul frigorifero, lei che urla mentre la scopo, lei che mi mette un dito nel culo...

"No," gemeco. "No, fermati."

Ride, un suono basso, vibrante contro la mia carne. "Non ancora." Si alza, si posiziona sopra di me, lentamente mi guida dentro di sé. È bagnatissima, calda, stretta come non mai. Si muove con un ritmo lento, torturante, ogni spinta più profonda della precedente. Le sue mani massaggiano i miei pettorali, i suoi capezzoli duri mi graffiano la pelle.

"Guardami," ordina. Apro gli occhi e il suo viso è sopra di me, illuminato dalla luna. C'è qualcosa di diverso nei suoi occhi, non più solo trionfo, ma anche bisogno, desiderio disperato. "Guardami mentre ti scopo."

Il ritmo accelera. Lei si dondola su di me, i seni ballano al ritmo dei nostri corpi. I gemiti escono dalle sue labbra, suoni primitivi che mi scuotono fino alle ossa. La cintura ai miei polsi sembra all'improvviso troppo stretta, troppo reale. Voglio toccarla, voglio afferrarla, voglio...

"Ti amo," sbotta, e le parole la colpiscono più di me. Si ferma per un istante, gli occhi sgranati nello shock. Poi qualcosa si rompe dentro di lei, e si muove con una furia disperata, quasi violenta. Mi scopa come se volesse fondermi con lei, come se volesse cancellare ogni confine tra i nostri corpi.

La sento contrarsi, le pareti della sua figa che stringono il mio cazzo in una morsa mortale. Urla, un suono strappato dall'anima, e contemporaneamente esplodo dentro di lei, un orgasmo che mi svuota completamente, che mi lascia tremante e senza fiato.

Crolla su di me, entrambi esausti, la cintura ancora ai miei polsi. Per minuti restiamo così, nel silenzio rotto solo dai nostri respiri affannosi. Poi lei si alza lentamente, mi slega le mani, si sdraia accanto a me con la testa sul mio petto.

"Angelo," sussurra contro la mia pelle. "Cosa facciamo adesso?"

La guardo al chiaro di luna, vedo le lacrime che le rigano il viso. Per la prima volta, non è la predatrice, non è la tentatrice. È solo una donna spaventata che ha fatto un errore enorme, che ha distrutto due matrimoni per un momento di passione insensata.

La bacio, dolcemente questa volta. "Non lo so," dico, e per la prima volta in vent'anni, è la verità. "Ma lo scopriremo. Insieme."

Fuori, il cielo inizia a schiarirsi. Un nuovo giorno sta per iniziare, e con esso, un nuovo capitolo della nostra vita. Non so cosa ci riserva il futuro, ma so che qualunque cosa sia, la affronteremo insieme. E forse, solo forse, da questa distruzione potrà nascere qualcosa di nuovo. Qualcosa di vero.
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