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Gay & Bisex

Le beffe del destino


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
07.07.2026    |    514    |    2 9.0
"Il prezzo del segreto "Ecco il caffè!" la voce radiosa di Elena interruppe il momento, mentre usciva sul terrazzo con un vassoio..."

Il destino ha uno strano senso dell'umorismo, ma quella sera esagerò.
Tutto era iniziato sei mesi prima in un hotel business alla periferia di Milano.Marco, trentacinquenne in carriera, aveva incrociato lo sguardo di un uomo maturo ed estremamente affascinante al bancone del bar. Si chiamava Valerio. Poche parole, un'intesa chimica immediata e travolgente, e la chiave di una stanza che scivola sul tavolo.
Quella che doveva essere l'avventura di una notte si era trasformata in un appuntamento fisso. Una volta al mese, stesso hotel. Nessuna domanda sulle rispettive vite private, nessuna promessa. Solo una passione intensa, segreta e protetta dalle mura di quella stanza d'albergo. Valerio era per Marco un'oasi di libertà; Marco era per Valerio una boccata d'aria fresca. Per entrambi era sesso sfrenato, entrambi versatili si concedevano a vicenda, nulla era precluso al loro piacere.
Poi, nella vita di Marco era arrivata .Elena.
Elena era solare, intelligente, e tra loro le cose erano cambiate in fretta. Era la prima volta che Marco si legava così profondamente a una donna, tanto che, dopo qualche mese di frequentazione accesa, decisero di fare il grande passo: la presentazione ufficiale in famiglia.
"La cena della verità"
Marco passò il pomeriggio a scegliere l'abito giusto, nervoso come un liceale. Quando arrivò davanti alla villetta con il mazzo di fiori in mano, Elena lo accolse sulla porta con un bacio radioso.
"Sei bellissimo," gli sussurrò. "Vieni, papà è già in soggiorno che ci aspetta. È un po' all'antica, ma vedrai che gli starai simpatico."
Marco respirò a fondo, varcò la soglia e seguì Elena nel salone luminoso.
"Papà, lui è Marco!" disse Elena con orgoglio.
L'uomo di spalle si girò, con un bicchiere di vino in mano e un sorriso di cortesia stampato in volto. Ma quel sorriso si congelò all'istante.
**Era Valerio.**
Il tempo si fermò. L'aria nella stanza divenne improvvisamente densa, irrespirabile. I dettagli della stanza d'albergo, i respiri condivisi, i segreti confessati a fior di pelle tornarono a galla come un brivido violento lungo la schiena di entrambi. Il ragazzo della stanza 404 era il fidanzato di sua figlia. L'uomo maturo dell'hotel era il padre della sua ragazza. Entrambi avevano negli occhi le espressioni di piacere, le penetrazioni e i rapporti orali reciproci vissuti fino a poche settimane prima.
"Piacere... Marco," riuscì a biascicare il giovane, sentendo la terra mancare sotto i piedi. La mano che tese tremava impercettibilmente.
Valerio, visibilmente pallido, fissò la mano del ragazzo, poi gli occhi, dove lesse lo stesso identico terrore che stava provando lui. Da uomo scaltro qual era, strinse i denti e ricompose la maschera, stringendogli la mano con una presa d'acciaio.
"Piacere mio, Marco. Elena mi ha parlato molto di te," disse Valerio, con una voce leggermente più roca del solito.
"Tutto bene, papà? Sembri aver visto un fantasma," scherzò Elena, del tutto ignara del cataclisma emotivo che si stava consumando a un metro da lei.
"Sì, sì, un leggero calo di pressione, niente di che. Accomodatevi," rispose Valerio, evitando accuratamente di incrociare di nuovo lo sguardo del giovane.
La cena fu un capolavoro di equilibrismo e imbarazzo. Da un lato c'era la voce allegra di Elena, che raccontava dei loro progetti; dall'altro, il dialogo muto e disperato tra i due uomini. Ogni volta che la ragazza si allontanava per andare in cucina, il silenzio diventava assordante. Il finto sorriso di Valerio svaniva e Marco teneva lo sguardo fisso sul piatto, incapace di mandare giù un boccone, mentre Valerio continuava a riempire i bicchieri di vino, forse cercando sul fondo del calice una via d'uscita.
"Allora, Marco," interruppe Valerio, la voce ferma ma gli occhi taglienti come lame. "Elena mi diceva che lavori nella consulenza finanziaria. Un lavoro che richiede... molta discrezione, immagino."
La parola *discrezione* risuonò come una minaccia e, insieme, come una supplica.
"Sì, esattamente," rispose Marco, sostenendo finalmente lo sguardo. "La riservatezza è tutto per me. Ci sono cose che devono rimanere strettamente confidenziali. Per il bene di tutti."
### Il confronto inevitabile
A fine cena, Elena si alzò per preparare il caffè. "Papà, mostra a Marco il terrazzo, la vista sul giardino di sera è bellissima. Arrivo subito."
Rimasti soli, i due uomini si spostarono all'esterno. Non appena varcarono la porta finestra, lontano dalle orecchie della ragazza, la finzione crollò. Valerio si girò di scatto, si passò una mano sul viso, visibilmente scosso.
"Mio Dio, Marco... dimmi che è un brutto sogno," sussurrò, la voce ridotta a un filo.
"Vorrei che lo fosse," rispose Marco, con il cuore che gli batteva in gola. "Io non ne avevo idea. Non sapevo nulla della tua famiglia, non mi hai mai detto..."
"Non dovevamo dirci nulla, era questa la regola!" lo interruppe Valerio con rabbia trattenuta. "Elena è la mia unica figlia. Lei ti ama, Marco. Mi parla di te da settimane come se fossi l'uomo della sua vita."
"Anche io la amo, Valerio. È questa la follia," disse Marco. "Quello che c'era tra noi... in quell'hotel... per me era separato da tutto il resto. Ma adesso..."
"Adesso è finita," tagliò corto Valerio, irremovibile, fissandolo negli occhi. "La stanza 404 non esiste più. Non ci siamo mai visti prima di questa sera. Tu sei il fidanzato di mia figlia, e io sono l'uomo che ti stringerà la mano al vostro matrimonio, se le cose andranno avanti. Ma se le farai del male, o se una sola parola di quello che è successo tra noi dovesse uscire da quella bocca... distruggerò la tua vita prima che tu possa rovinare la sua. Siamo stati chiari?"
Marco deglutì a vuoto. Guardò l'uomo che fino a poco tempo prima considerava la sua oasi di piacere e libertà, e vide solo un padre disperato pronto a tutto pur di proteggere la felicità di sua figlia.
"Siamo chiari," rispose Marco.
Il prezzo del segreto
"Ecco il caffè!" la voce radiosa di Elena interruppe il momento, mentre usciva sul terrazzo con un vassoio.
Si avvicinò a Marco, passandogli un braccio intorno alla vita e poggiando la testa sulla sua spalla. Marco la strinse a sé, ma il suo sguardo rimase piantato in quello di Valerio, che ricambiò con un cenno rigido.
La cena finì, i saluti sulla porta furono formali, gelidi. Mentre Marco e Elena salivano in auto per tornare a casa, lei gli accarezzò la guancia. "Visto? Ti dicevo che saresti piaciuto a papà. Siete andati d'accordo."
"Sì... è un uomo straordinario," rispose Marco, mettendo in moto.
Mentre guidava nella notte milanese, Marco guardava i fari delle altre auto scorrere sul parabrezza, sapendo che da quel momento in poi ogni pranzo di Natale, ogni compleanno, ogni cena in famiglia sarebbe stata un gioco al massacro di sguardi complici, sensi di colpa e segreti inconfessabili. La complicità che un tempo li univa in hotel si era trasformata in una gabbia di ghiaccio: il passato non si cancella, e il prezzo per mantenerlo nascosto era appena diventato altissimo.
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