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Marco ,la mamma e la famiglia porcella


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
07.07.2026    |    101    |    0 8.7
"Marco mandò giù tutto con ingordigia, proprio mentre Marcello, con un ultimo affondo violento, si svuotava completamente dentro di lui, venendo nel culo di suo figlio con un urlo che squarciò..."
Questo racconto unisce e completa quelli riguardanti la serie.. "la famiglia porcella " e "la mamma di Marco.....che vi invito a leggere per capire il contesto
Tutto è iniziato quando ho costruito la copertura perfetta: frequentavo stabilmente la casa di Marcello ed Elena, muovendomi nell'ombra per consumare i miei rapporti segreti con entrambi. Prima andavo con lei, poi con lui, che mi cercava continuamente per fare il passivo. Ma quell'equilibrio si è spezzato quando ho scoperto che loro figlio, Marco, vedeva clandestinamente il nostro amico Matteo. In quel momento mi è scattata un'ossessione fissa in testa: dovevo scoparmi sia il padre che il figlio.
Per riuscirci sono partito da Marco. Ho convinto Matteo a diventare mio complice e insieme abbiamo teso una trappola a Marco a casa di Matteo, dopo la lezione di chitarra. Sono entrato in stanza mentre facevano sesso; Marco era bendato e, quando ho preso il posto di Matteo da dietro, l'eccitazione è stata pura. Quando si è tolto la benda, non solo non si è arrabbiato, ma mi ha confessato che mi desiderava da tempo. A quel punto ero pronto per la seconda fase del piano.
Sfruttando la passione di Marcello per le sorprese, gli ho detto che avevo un amico che voleva essere inculato da due uomini ma senza essere visto. Al tempo stesso, ho convinto Marco a fare una sessione al buio identica a quella avuta con Matteo. Ho fatto prenotare un B&B a Marcello e sono arrivato con Marco prima, facendogli indossare un pantalone in latex aperto sul culo e un cappuccio totalmente coprente. Quando è arrivato Marcello, gli ho intimato di non parlare. Mentre lui leccava e inculava Marco nel silenzio, il ragazzo mi spompina a novanta gradi. Poi ho fatto mettere Marco a terra e ho penetrato Marcello mentre lui possedeva suo figlio, fino a quando non abbiamo sborrato entrambi. Prima di andare via, Marcello ha infranto i patti sussurrando a Marco: "Sei una troia". Marco ha riconosciuto la voce di suo padre e, sebbene fosse sconvolto, mi ha confessato che il pensiero di essere stato scopato da lui lo eccitava di nuovo.
Ormai eravamo un trio affiatatissimo. Elena si concedeva sempre e ci piaceva farci scoprire da Marcello. Un pomeriggio l'ho legata al letto con due dildo enormi mentre mi spompinava, e abbiamo videochiamato Marcello. Lui è arrivato in dieci minuti, ha iniziato a leccare Elena facendola squirtare e mi ha chiesto di essere inculato. L'ho preso con violenza e poi l'ho costretto a guardare mentre scopavo Elena alla pecorina, sborrandole nel culo; Marcello è andato subito a leccare e bere il succo del mio orgasmo. Ma mentre ci riprendevamo, Marco è rientrato in casa. Ha visto il mio casco e ha capito tutto, chiudendosi in camera sua stordito.
Dopo giorni di silenzio, Marco mi ha chiamato per incontrarmi a casa mia. Voleva tutta la verità e io gli ho raccontato tutto. Lui mi ha confessato che sapeva dei vizi dei suoi genitori, che li spiava e che era attratto dal corpo e dal cazzo di suo padre; era felice che fosse stato Marcello a scoparlo al B&B, ed era eccitato all'idea che anche sua madre fosse una zoccola. La discussione lo ha eccitato così tanto che l'ho inculato sul tavolo del bagno. Prima di staccarsi, mi ha chiesto di poter assistere alla volta successiva in cui mi sarei scopato i suoi genitori.
L'occasione è arrivata una settimana dopo a una festa in maschera stile "Eyes Wide Shut" a casa di amici dei genitori. Ho portato Marco mascherato e, grazie al travestimento, nessuno ha capito chi fosse. È stato legato a un'altalena erotica e iniziato a essere fottuto da più uomini. Nel frattempo, io ed Elena scopavamo in una stanza mentre un nero si faceva sborrare in bocca da Marcello. Finita questa fase, ho convinto Marcello ad andare a vedere il passivo sull'altalena. Marcello ha voluto partecipare e ha iniziato a specularlo, ma ha notato una piccola voglia sul fianco del ragazzo. Si è fermato di colpo, scioccato, e mi ha chiesto se lo sapessi. Con voce ferma gli ho risposto di sì, rivelandogli che quel ragazzo era proprio Marco, che sapeva tutto del B&B e che ora voleva vederci scopare tutti insieme. Sconvolti, Marcello ed Elena se ne sono andati, mentre io ho lasciato Marco lì sulla sua altalena, a godere mentre gli sborravano addosso.
Il Seguito: Il Patto di Sangue e di Sperma
Quella notte me ne andai dalla villa lasciando Marco sull'altalena erotica, esposto al piacere e al seme di quegli sconosciuti. Guidavo verso casa con un senso di onnipotenza che mi faceva tremare le mani sul manubrio del motorino, misto a una sottile e gelida curiosità: avevo fatto saltare il banco, la bomba era esplosa e ormai la famiglia Porcella non aveva più segreti per me, né io per loro.
Per tre giorni il mio tempo rimase completamente fermo, il telefono muto. Nessun messaggio da Elena, nessun cenno da Marcello, nessun segno di vita da Marco. Poi, il giovedì sera, arrivò il messaggio di Marcello: “Vieni a casa. Elena sa tutto. C’è anche Marco. Dobbiamo chiudere questa storia una volta per tutte”.
Quando entrai nel loro salone, l'aria era così densa che si tagliava col coltello. Ma non c’era la rabbia distruttiva che un estraneo si sarebbe aspettato; c’era la rassegnazione elettrizzante di chi ha finalmente calato la maschera. Elena era seduta sul divano con una vestaglia di seta nera socchiusa, le gambe nude accavallate e lo sguardo lucido. Marcello camminava avanti e indietro, nervoso, ma i pantaloni della tuta tradivano un’erezione violentissima, alimentata dallo shock e dalla perversione. Marco era nell'angolo della stanza, in boxer, con le labbra ancora gonfie per la notte precedente e gli occhi fissi su di me.
"Ci hai distrutti," disse Marcello fermandosi a un passo da me. La sua voce tremava, ma non di collera. Era eccitazione pura, repressa e terrorizzata.
"Vi ho solo reso liberi," risposi io, con un sorriso strafottente. Feci un passo avanti e gli infilai la mano nei pantaloni, stringendo il suo cazzo già duro. Marcello emise un gemito basso e chiuse gli occhi, arrendendosi all'istante. "Volevate la verità? Eccola. Siete la mia famiglia di troie."
Elena si alzò dal divano, lasciando aprire completamente la vestaglia. "Marco ci ha raccontato tutto... del B&B, di quello che provava a guardarci da ragazzino," sussurrò, avvicinandosi a suo figlio. Gli prese la mano e la guidò sul proprio seno nudo, poi guardò il marito. "Se dobbiamo essere dannati, Marcello, facciamolo alle nostre condizioni."
In quel preciso istante, l'ultimo tabù della casa crollò. Marco, con gli occhi sbarrati dal desiderio, si inginocchiò davanti a suo padre e, per la prima volta a viso scoperto, gli buttò giù i pantaloni della tuta, prendendo in bocca il cazzo di Marcello con una fame arretrata di anni. Marcello gli afferrò i capelli, lo sguardo perso nel vuoto, sopraffatto dal piacere incestuoso che aveva sempre sognato e temuto.
Io non persi tempo. Afferrai Elena per i fianchi e la sbattei sul tavolo di cristallo del salotto. Le sollevai le gambe e la penetrai da dietro con violenza, senza preliminari, godendomi i suoi gridi che riempivano la stanza. Marcello, sentendo i lamenti di sua moglie e guardando suo figlio adorarlo in ginocchio, perse completamente la testa. Allontanò Marco dalla sua bocca, lo prese per i fianchi e lo spinse sul divano, mettendolo a novanta gradi.
"Guardami, Marco. Guarda tuo padre," ordinò Marcello con voce roca.
Marco si girò di lato, fissando il padre negli occhi mentre la carne di Marcello lo penetrava a fondo. Il ragazzo cacciò un urlo di puro godimento, le mani artigliate ai cuscini. Io continuavo a colpire Elena sul tavolo, godendomi lo spettacolo di quel padre e quel figlio che si possedevano a pochi metri da me, legati da un legame di sangue, segreti e sperma.
"Vieni qui, Marco," gli ordinai. Il ragazzo, mentre subiva i colpi pesanti e ritmici del padre, tese il busto in avanti verso il bordo del divano. Mi sganciai un attimo da Elena, mi avvicinai e gli sbattei il mio cazzo sul viso. Marco lo afferrò con entrambe le mani, infilandoselo in gola fino alla base, gli occhi lucidi che passavano da me a suo padre in un delirio visivo totale.
Eravamo diventati un ingranaggio perfetto. Elena, eccitata da quella scena folle, si trascinò carponi sul divano e si mise dietro suo marito, iniziando a leccargli il culo con foga mentre lui continuava a fottere il loro unico figlio.
Il ritmo divenne frenetico, insostenibile, la stanza puzzava di sesso e sudore. Sentivo il calore salirmi forte. "Marcello! Sto per sborrare!" gli gridai.
Marcello aumentò i colpi dentro Marco, emettendo un grugnito industriale. "Sulla sua faccia! Sborragli in gola, fagli assaggiare tutto!"
Spinsi il cazzo fino in fondo alla bocca di Marco e venni, riempiendogli la gola di fiotti caldi e densi. Marco mandò giù tutto con ingordigia, proprio mentre Marcello, con un ultimo affondo violento, si svuotava completamente dentro di lui, venendo nel culo di suo figlio con un urlo che squarciò la stanza. Marcello crollò esausto sulla schiena di Marco, mentre Elena raccoglieva con le dita le ultime gocce del mio seme rimaste sulle labbra del ragazzo, portandosele alla bocca con un sorriso complice.
Ci ritrovammo tutti e quattro sul pavimento del salone, ansimanti, bagnati di fluidi. La famiglia Porcella era stata finalmente battezzata nel suo stesso peccato. Li guardai uno a uno: Marcello, Elena e Marco avevano gli sguardi persi, svuotati, ma uniti da un segreto eterno che nessuno avrebbe mai potuto cancellare. Ero io il regista, il loro padrone, e quel salone era diventato il nostro tempio privato....ma un nuovo obiettivo mi ero riproposto a loro insaputa "Miriam" loro figlia di cui ero amico ma finora all'oscuro e lontana dal loro mondo o quantomeno era quello che loro pensavano.......
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