Eva Valentine 9/9
Prima che riuscissi a far incontrare di nuovo Angelica e Tara, la seconda finì sotto le grinfie di una vera Mistress che la schiavizzò sino a farla diventare di fatto una bambola umana, e di lei non ebbi più notizie se non dicerie da leggenda metropolitana.
Pur non essendo il mio campo d'appartenenza, volli dare il mio aiuto ad Angelica per la creazione del suo sito di vendita per la sua lingerie. Lei venne a trovarmi portandomi un dischetto contenente i siti che le piacevano di più, chiedendomi di costruirne uno che li battesse tutti sia per bellezza, che per facilità d'uso.
Così mi sistemai dietro la mia scrivania per prendere degli appunti, credendo che quella fosse solamente una riunione di lavoro, ma con lei era fin troppo facile sbagliarsi.
Infatti, mentre cercavo di concentrarmi, Angelica si sedette davanti a me dopo essersi tolta il vestito, rimanendo così solo con un bizzarro perizoma, formato da un'alta fascia di pizzo intorno alla vita, e una fila di perline che 'coprivano' le parti intime.
“Pensi che questo sia vendibile ?” mi chiese con malizia dopo aver messo il filo di perline proprio in mezzo alle grandi labbra.
“Potrebbe funzionare meglio del Viagra.” le risposi cercando di tagliare la discussione e tornare al mio lavoro.
“Sai portarlo eccita notevolmente, vuoi vedere come sono già tutta bagnata ?” continuò lei facendo passare il dito sulle perline.
“Ti credo sulla parola.”
Quando però Angelica cominciò a toccarsi con più malizia, la mia concertazione andò a farsi benedire. Potevo vedere ogni singola goccia di piacere fuoruscire da quello splendido fiore del peccato, sentire il suo respiro non più regolare, ma sempre più affannoso e sensuale. Rimasi immobile a guardarla mentre si masturbava con la grazia di una farfalla, senza alcuna fretta di godere sino in fondo, ma con l'unico obbiettivo di eccitarmi e farmi perdere la testa.
Riuscii a rimanere seduta a lungo, ma quando estrasse dalla sua borsetta un sottile dildo in plexiglas, non potei più rimanere al mio posto, e mi avvicinai a lei con passo felpato.
“Non vuoi proprio che lavori al tuo progetto.” le dissi sfiorandole il collo con un dito.
“Credo che sia meglio che tu lo faccia in ben altro stato. Un sito che deve ispirare sesso non può nascere in un ambiente freddo come questo studio, ma dal rapporto di noi due.”
“Tu vuoi fare sesso perché dopo sarei più ispirata ?” le chiesi sbigottita.
“Credo che sia una buona idea, e senza nessuna controindicazione.” mi rispose allargandosi le labbra intime.
“Va bene, però andiamo in camera, qui ho messo a posto giusto ieri, e non ho alcuna voglia di rifarlo.”
Angelica si alzò per precedermi in camera, e in quel breve tragitto rimasi ipnotizzata dal suo bel sedere, che con quel filo di perle in mezzo alle chiappe era ancora più seducente.
Appena fummo in camera, la spinsi sul letto facendola cadere di pancia, poi mi tolsi il vestito per buttarmi su quelle due colline che tanto mi facevano impazzire. Le aprii le natiche per far passare la lingua in quel dolce solco, giocando con la lingua col filo di perle, sfiorandolo ora da un lato, ora dall'altro, sino ad avvicinarmi sempre più al buchetto.
Lei alzò un pochino il sedere per facilitarmi, ed io non potei che penetrarle l'ano con la lingua, facendola sussultare di piacere.
“Mi stai leccando il culo come una cagnetta.” mi disse sorridendo.
“Oggi mi sento così, perché ti dispiace ?”
“No, vorrà dire che oggi sarò la tua padroncina, con tutto quello che ne consegue.”
Non avevo mai amato farmi sottomettere, ma quel giorno volli provare qualcosa di profondamente diverso dal solito, ed Angelica era la persona più adatta per dominarmi, anche se non in modo violento o estremo.
Continuai a leccarle il buchetto bagnandolo il più possibile con la saliva, e quando vidi che si toccava la passera, feci entrare delicatamente un dito in quell'orifizio che stavo quasi adorando.
La doppia masturbazione fece godere Angelica come una pazza, i suoi gemiti crebbero d'intensità al pari delle mie penetrazioni, che però non furono mai forsennate. Mi nutrii del suo piacere come se fosse il mio, bagnandomi all'inverosimile e desiderando di portarla presto all'orgasmo, per poi ricevere le sue attenzioni.
“Leccami la fica.” mi ordinò all'improvviso con voce decisa.
Portai la bocca sulla sua passera e bevvi ogni sua goccia di piacere, mentre lei continuava a masturbarsi con due dita, sino a quando non mi spinse sul letto per salirmi sulla faccia col suo fondoschiena.
“Così potrai leccarmi meglio il culo.” mi disse ridendo.
A fatica riuscii a portare le mani sulle sue natiche per continuare a leccarle il buchetto, spalancando allo stesso tempo le gambe per cercare d'ottenere un minimo d'attenzione.
“Mm come leccaculo non sei niente male, mi stai facendo godere un casino. Si vede che a forza di farti tutte quelle troie che ti girano intorno, hai imparato anche tu a fare la puttanella.”
Il suo tono ironico e sprezzante, fu peggio di una frustata, ma non potei che accettare quelle prole, e quelle che seguirono.
“È inutile che mi fai vedere la fica.” continuò a dirmi “Tanto non la degnerò di alcuna attenzione, oggi voglio ben altro da te, e so che anche tu desideri lo stesso.”
Continuai a leccarle il buchetto sino a quando non ebbe l'orgasmo, con una serie di sussulti che quasi mi soffocarono.
“Ora che hai fatto il tuo dovere vai sotto la doccia, e aspettami lì, ma mi raccomando che l'acqua non sia né troppo fredda né caldissima.”
Obbedii a quella strana richiesta, e regolai il getto dell'acqua su una temperatura intermedia, che trovai alquanto piacevole. Quando Angelica entrò rimasi subito colpita dalle dimensioni dello strap-on che aveva indossato, ben sapendo che voleva il mio culo.
“Troia in ginocchio e mostrami come fai un pompino, ne avrai pur fatto uno in vita tua !”
In effetti qualche rapporto etero l'avevo avuto, più per curiosità che per reale voglia, ma erano stati tutti così deludenti, che li consideravo uno dei tanti sbagli della mia vita. In ogni caso mi accucciai fra le sue gambe e presi a leccare quel fallo, cercando poi di prenderne in bocca il più possibile. I miei sforzi però non furono di suo gradimento, così mi spinse la testa contro di sé, infilandomi quel randello sino alla gola.
“Succhia troia !” mi urlò con disprezzo “Voglio vederti sbavare prima di romperti il culo in due come una mela.”
Angelica non solo mi scopava in bocca senza alcun ritegno, ma strusciava la sua gamba fra le mie, creando così in me uno stato d'eccitazione che mi fece perdere la bussola. Non sapevo più cosa fare, andare avanti sino alla naturale conclusione di quel rapporto così inverosimile per le mie abitudini, o fermare tutto e tornare alla mia normalità.
Quando però lei mi alzò per spingermi con la faccia contro il muro, non feci nulla per impedirlo, aspettando come un agnello sacrificale il mio destino.
“Apriti le chiappe puttana ! Non vorrai farmi incazzare con questo tuo atteggiamento !”
In realtà ero ferma come una statua di marmo, irrigidita dalla paura non solo del dolore, ma di quello che avrei provato, un balzo verso l'ignoto che m'impediva quasi di respirare. Nonostante ciò, portai le mani dietro la schiena e mi allargai i glutei, poi fu solo una tempesta d'emozioni tanto violente quanto a lunghi tratti piacevoli.
Angelica ebbe il buon cuore di mettere un po' di sapone sulla punta del fallo, prima d'infilarmelo nel retto, spingendone dentro almeno metà al primo affondo. Urlai il mio dolore, ma lei mi bloccò con le mani sotto il seno, per impedirmi di fuggire.
“Ora sì che sei una donna !” mi disse spingendo ancora il fallo nel mio buchetto “Una femmina che sa godere con ogni sua parte del corpo con chiunque ella sia, senza più maschere o ruoli del cazzo ! Godi a prenderlo nel culo come l'ultima delle puttane, e smettila di considerarti una diva del sesso, fallo e dopo proverai ancor più piacere qualunque cosa farai.”
Nonostante il dolore mi stava spaccando il due il cervello, cercai di darle retta, provando a rilassarmi nonostante fossi del tutto contratta. I movimenti di Angelica si fecero più dolci, un lento dentro e fuori che mi permise quasi d'abituarmi a quell'ingombrante presenza nel mio ano mai violato in quel modo.
Pian piano il dolore si fece meno assillante, e pur non provando un vero piacere, era almeno qualcosa che gli si avvicinava. Come però provai ad allungare una mano verso la mia micia, lei me lo impedì, colpendola con la sua.
“E no mia cara, così non vale !”
“Non dire cazzate !” le risposi indispettita “Se vuoi sfondami pure come meglio credi, ma per il resto faccio quello che voglio io.”
“Come vuoi tu … troia !”
Alle parole seguirono i fatti, Angelica tirò fuori il fallo per sodomizzarmi completamente con nuovo impeto, sbattendomi come se fossi una bambola di pezza. M’infilai tre dita nella passera alla ricerca di un po' di piacere, mentre i suoi affondi si facevano sempre più rabbiosi e violenti.
“Allora puttana ti piace così ? Ti sfondo come hai fatto con quella gran troia della tua amica Tara, e non smetterò sino a quando non mi supplicherai di fermarmi.”
“Parli troppo per i miei gusti.” le risposi con un chiaro tono di sfida “Quindi rompimi pure il culo, e poi vedremo chi si stancherà prima !”
Angelica divenne una furia, il suo ritmo diventò ben presto tanto frenetico che spesso il fallo usciva senza che lei lo volesse, ma poi era sempre prontissima a rimettermelo dentro il buco ormai slabbrato.
Da parte mia mi masturbavo senza sosta, cercando così di bilanciare il dolore che lei mi provocava, col piacere delle mie dita.
Non so neanche io per quanto andò avanti quella cavalcata così selvaggia, ma alla fine lei mi buttò a terra distrutta, ma felice per non aver ceduto. Quello che mai mi sarei aspettata è che Angelica mi girasse verso di me, e dopo essersi tolta lo strap-on e chiuso la doccia, iniziasse a urinarmi addosso.
“Con questa pisciata ti battezzo vera donna ! Perché solo una come te poteva distruggermi così !”
Mi sentii umiliata oltre che stuprata sia nel fisico che nel cervello, ma poi fu come se si accendesse una luce per farmi vedere quello che era successo. Per la prima volta in vita mia ero passata da quella che domina a quella che si sottomette, e tutto ciò mi aveva sì dato fastidio, ma anche fatto godere nonostante avessi il culo in fiamme.
Con quella pisciata Angelica aveva lavato via il mio senso di superiorità, rendendomi una donna completa, in grado sia di torturare una sua simile negandole l’orgasmo per ore, come di farsi sbattere sotto una doccia peggio ancora di Tara.
Così mi alzai e cogliendo si sorpresa Angelica, la spinsi contro le piastrelle per poi baciarla quasi con furore, sciacciondo el il corpo col mio per poterla sentire ancora più la mia donna.
“Tu sei pazza.” mi disse riuscendo per un attimo a staccare le sue labbra dalle mie.
“Sì sono pazza di te.” le risposi per poi aprire l’acqua sopra di noi
Subito dopo ci lavammo a vicenda, finendo ben presto col toccarci con malizia, sino ad arrivare a masturbarci vicendevolmente giungendo insieme ad un nuovo orgasmo.
Una volta indossati gli accappatoi tornammo nel mio studio, e li diedi fondo a tutte le mie energie per buttare giù le idee migliori per il suo sito.
Alla fine, dovetti ammettere che Angelica aveva ragione, il suo negozio virtuale non poteva nascere su una fredda scrivania, ma solo dopo un nostro rapporto, e tanto meglio se era stato molto focoso.
FINE
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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