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L'igientista dentale


di poeta57
15.09.2025    |    7.142    |    5 9.7
"Lei rialzandosi e leccandosi le labbra conclude: "Almeno adesso può uscire di qua" "E' quasi ora di cena..."
Pomeriggio tardo. Squilla il cellulare. Mi sono dimenticato la visita dall'igienista dentale. Meno male che è a cinque minuti da casa. Corro.
Studio perfetto. La segretaria che mi conosce da anni mi rimprovera docilmente di essere sempre il solito ritardatario e mi annuncia una novità. L'igienista di prima non c'è più ed è stata sostituita temporaneamente dalla moglie del titolare dello studio.
Conosco la signora di vista. L'ho già incontrata qualche volta nello studio e il marito, il mio dentista di fiducia, me l'ha presentata. Ricordo una bella signora bionda con un seno decisamente prosperoso.
Mi accomodo in sala d'aspetto e sfoglio una delle riviste a disposizione.
Ho scelto quella che ha la ragazza più bella in copertina e che promette un servizio sulla spiaggia alla starlet del momento.
Non sono un maniaco, ma se devo rilassarmi - e dal dentista ne sento davvero il bisogno - allora niente di meglio di qualche bella ragazza in bikini. Faccio lo stesso anche a casa la sera nel letto con mia moglie. Niente porno, ma qualche bella foto a volte aiuta la fantasia.
Fatto sta che avevo appena iniziato a gustarmi il culo rotondo e sodo della nuova diva della televisione che mi chiamano per l'inizio del trattamento di pulizia dei denti.
Entro e la dottoressa è in piedi che mi sorride e mi dice che quel giorno dovremo arrangiarci tutto da soli perché la sua assistente è malata. "Le chiederò di tenere lei l'asciuga saliva, mentre io lavoro. Le spiace?"
Non avevo alternative e quanto mi si chiedeva non era poi così complicato o faticoso e quindi accetto.
Mi sdraio, lei mi mette in mano lo strumento e mi invita a posizionarlo al lato della bocca. Con la sinistra non ci si riesce per via del braccio della sedia che ha il distributore dell'acqua e quindi devo farlo con la destra che è proprio dal lato dove la dottoressa inizia a lavorare.
Il fastidioso sibilo degli ultrasuoni mi rompe un po' le scatole, ma so che non ci sono alternative.
Il nervosismo si riflette però un poco sul mio braccio destro che ogni tanto oscilla un poco.
Nell'oscillare l'avambraccio sfiora e tocca il seno della dottoressa piegata su di me per lavorare.
Da quel che avverto il seno è sodo e pieno a dispetto dei quarantanni della dottoressa.
Mi domando se ha fatto una protesi, ma poi ricordando che aveva quel seno anche quando ho iniziato vent'anni fa a frequentare lo studio escludo la cosa.
Fatto sta che tra il profumo che emana il suo camice, quello dolce e po' mielato del suo alito che avverto quando si avvicina ancor di più per ispezionarmi la bocca e lo sfregamento sul suo seno, chiudo gli occhi e inizio a fantasticare.
Ad occhi chiusi me la vedo piegata su di me, ma per altri scopi, senza camice e magliette, ma solo col reggiseno da cui emerge prepotente la montata lattea della sua carne.
Mi sento strano e mi rendo conto che ho una erezione che gonfia visibilmente i pantaloni.
Sono imbarazzato, ma lei che continua a lavorare così vicina a me e il sogno in cui continuo a vederla mezza nuda che si occupa dolcemente di altre parti del mio corpo, fatto sta che l'erezione non solo non smette, ma aumenta, mettendo quasi i pantaloni a bandiera.
Francamente dai video porno che ogni tanto ho guardato non ho mai capito quanto io sia dotato o superdotato. Mia moglie, quando eravamo ancora fidanzati e scopavamo da poco, mi diceva che prima di me non aveva avuto tante esperienze, ma certo io l'avevo più grosso dei suoi precedenti. "E' un problema?" ricordo che le aveva domandato quando aveva fatto quella osservazione e lei ridacchiando aveva risposto che non sapeva, ma si sarebbe certamente abituata.
Ora il mio cazzo eretto è decisamente visibile.
Ma lei lavora concentrata fino a quando con un sorriso si allontana da me, mi dice che potevo togliermi quel coso dalla bocca e mi annuncia che per il momento aveva finito. C'era solo da spalmare sui denti una crema protettiva e poi potevo andare.
Nel girarsi inevitabilmente nota quel che non poteva non notare.
Arrossisce fissando per un attimo di troppo il mio inguine.
Poi ride e dice che il dentista evidentemente mi fa uno strano effetto.
"Non il dentista - osservo - ma lei mi fa uno strano effetto"
"Ma cosa dice - gorgoglia - sono una donna sposata, mio marito è nell'altro studio e poi non sono poi questa grande bellezza"
Nel dire queste cose ha abbassato la voce, quasi sussurrando e, girandosi, si è sincerata che la porta del nostro studio fosse ben chiusa.
"Non ci posso fare niente - le rispondo - forse è amore a prima vista"
"Ma cosa dice - ripete, scostando una piccola ciocca di capelli che le era sfuggita sul viso - l'amore, che parolona!"
Questo dialogo invece di smosciarmi, mi eccita ulteriormente. Sapete quando, come dire, iniziate a sentire il profumo della figa? Intendo, sapete quando iniziate a capire che potreste portarvela a letto? Ecco io mi sento così e il cazzo ormai quasi strappa la cerniera.
"L'amore non è un sentimento che si preannuncia. Quando arriva, scoppia" proseguo guardandola negli occhi. I suoi occhi verdi sorridono.
"Ma non dica stupidaggini - risponde lei - piuttosto vediamo se possiamo fare qualcosa. Di qui così conciato non può certo uscire. Di là c'è mio marito! Se esce così, la segretaria caccia un urlo e chissà cosa pensano" E così facendo allunga la mano destra ancora con i guanti di lattice blu verso i pantaloni, mentre la sinistra me la piazza sul petto tenendomi fermo.
Mentre è in quella posizione cerca di tirarmi giù la patta, ma non ci riesce e deve aiutarsi anche con la sinistra. Io la lascio fare ovviamente, anche se avrei molta voglia di passare ad essere attivo, alzarmi, baciarla e mettere lei sulla poltrona.
Finalmente ci riesce e infila la mano sotto le mutande ed estrae il mio cazzo.
"Oh là là - esclama ridendo sempre sottovoce - che bell'esemplare che abbiamo qui"
A quelle parole il mio cazzo si tende ancora di più e praticamente si scappella da solo. E' rosso fuoco, leggermente bagnato dal mio liquido.
"Irresistibile - dice chinandosi a guardarlo meglio - non faccio per scusarmi - prosegue - ma sarà un mese che con mio marito niente."
Inizia a scappellarlo e ricoprirlo e mi sorride.
Io mi sto sciogliendo. Lei aumenta il ritmo e le sfugge un breve sospiro. Poi si toglie i guanti e riprende la manovra.
Il cazzo luccica come non mai.
Al che si abbassa, apre la bocca e lo assaggia. Poi mentre lo lecca sospira: "sempre occupato...la partita...gli amici...la moto"
Vedo che chiude gli occhi e inizia un pompino sontuoso.
Esplodo dopo pochissimo. Non è mia abitudine, ma una avventura così non mi era mai capitata.
Mi scuso. Lei rialzandosi e leccandosi le labbra conclude: "Almeno adesso può uscire di qua"
"E' quasi ora di cena. Ceniamo insieme?" azzardo.
"Ma lei non è sposato? Cosa racconta a sua moglie?"
Prendo il cellulare, compongo il numero e dico a mia moglie che ho appena incontrato un amico e che vado a cena con lui.
La dottoressa mi guarda allibita.
"Non vorrà farmi cenare da solo? - le chiedo. Poi guardando l'orologio proseguo "E poi a quest'ora le sarà venuta fame, no?
Lei ridacchia e poi finalmente mi dice: "questo è il mio numero. Mi chiami subito"
Lo faccio. Il suo cellulare squilla. Ha un tono inconfondibile. Credo sia un pezzo di David Bowie e il volume è altissimo.
Lei lo lascia suonare un bel pezzo. Poi risponde e finge di parlare con una amica. Il tono della sua voce è tornato normale e con un piede lei, mentre parla, scosta un poco la porta dello studio. Termina la telefona dicendo a voce alta: "adesso chiedo a Carlo se posso venire e ti richiamo"
Io mi alzo e lei mi sussurra: "Mi aspetti mezzora all'angolo. Io arrivo sicuro. Sì, ho una gran fame: dove mi porta a cena?"
L'albergo dove andiamo è appena fuori città.
Lei lì dà il meglio di sé e modestamente anche io.
Riprendiamo da dove eravamo rimasti e lei tra le labbra e la lingua mi tira su di nuovo come un pennone.
Poi tocca a me prepararla per bene, ma devo dire che non c'è molto bisogno.
Quando affondo in lei, lei sospira e gongola un "finalmente" che poi si spegne in un continuo ripetersi di sospiri sempre più profondi fino alla sua esplosione finale. Lo tiro fuori duro e fiammeggiante.
Si gira, la giro e riprendiamo con le mie mani sui suoi fianchi. Così da dietro il seno ondeggia come un campo di grano al vento. Io non vengo e questo mi pare lei lo gradisca. E lei viene ancora e ancora.
Dopo più di un'ora, mentre siamo sdraiati vicini, io ancora in erezione, lei mi sussurra: "prendimi e vienimi dentro"
Mi agito un attimo e la cosa evidentemente si vede dai miei occhi stupiti, ma lei mi rassicura sorridendo: "prendo la pillola, non ti preoccupare" ed io penso: "tanto c'è semmai il marito"
Nel riprenderla io sotto e lei sopra con il medio le carezzo il buchetto posteriore. Poi lo forzo un poco ed entro. Lei gorgoglia: "sei un porco" e si agita ancora di più.
"La prossima volta ti prendo anche dietro" le prometto
"Non vorrai incularmi?" mi chiede affannata appoggiando entrambi le mani al mio torace. Si è rimessa gli anelli che al lavoro aveva tolto. Un grosso diamante illumina la stanza e all'anulare la sua vera brilla. Il pensiero di suo marito che la pensa a cena con una amica mi ingrossa ulteriormente l'uccello.
"Sì ti inculo" e nel dirlo mi isso sui fianchi penetrandola fino in fondo. Al che lei viene scossa da tremiti indescrivibili. E a quei tremiti la innondo del mio seme.
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