Lui & Lei
amore matrimoniale
01.10.2025 |
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"Quindi quasi sempre in silenzio scendeva e iniziava a baciarla e lei, che era già umida, si trasformava in un lago del piacere, tanto che prenderlo poi era solo piacere assoluto..."
Erano sposati da anni. Una relazione stabile, a prova di bomba.Lei aveva avuto sospetti che lui la avesse tradita, ma solo sospetti. nessuna certezza.
Lui era stato sempre molto attento. Quando era capitato aveva sempre scelto altri quartieri della città per scegliere l'albergo o il motel. Oppure adirittura un'altra città. Mai amiche o donne del loro giro. Sempre molto attento. E poi non aveva mai mancato, lui, ai suoi doveri coniugali. Se lei gli faceva capire che avrebbe gradito scopare, lui c'era, anche se quel pomeriggio magari aveva scoperto con qualche altra.
Neanche lei, anche se con il passare degli anni faceva sempre più fatica, lei, ad eccitarsi.
Ormai aveva raggiunto una cinquantina d'anni, lui, e lei qualcuno meno. Un bel po' meno. Poco più di quaranta.
Bella donna. Molto curata.
Lui un accenno di pancetta e lei a quel proposito non mancava di prenderlo in giro. Lui a quel punto tirava gli addominali e quell'accenno di pancia rientrava quasi del tutto, scoprendo, quando era nudo, un signor cazzo che lui teneva sempre già scappellato.
Non era stato operato o altro. Solo gli piaceva tenerlo così e dopo un periodo, anche piuttosto lungo, durante il quale le mucose intorno alla cappella gli avevano fatto male, adesso non c'era più problema e il suo bel cazzo stava così, scoperto anche a riposo.
"Perché lo tieni così?" gli aveva chiesto lei le prime volte.
"Non è più sexi così? Il cazzo scoperto non è più bello?" rispose lui.
Lei sollevò gli occhi al cielo e sospirò qualcosa che lui interpretò come un sì, ma che in realtà era qualcosa del tipo "quanto sono scemi questi uomini"
Spesso quando andavano a fare compere insieme lui si distraeva guardando qualche bella ragazza e quando lei se ne accorgeva la sera a casa glielo ricordava. Gli ricordava che bel culo quella tizia avesse. Oppure che stacco di coscia. O, in altri casi, gli diceva: "ti piacevano quelle belle tette così grosse"
Lui scuoteva la testa e la mandava a quel paese. Faceva parte della sua prudenza. Non voleva che lei neanche lontanamente potesse pensare che lui avrebbe potuto fare quello che in realtà aveva fatto, anche più volte.
Fatto sta che quelle sere, le sere quando tornati a casa lei gli ricordava le belle fighe che avevano visto insieme, lui poi le chiedeva sempre di farlo e lei, di norma, era ben contenta di accettare, dopo aver fatto qualche bella manfrina. Il negarsi per un poco aumentava il suo desiderio.
C'erano delle volte che capitava il contrario ed era lei a rimanere per strada "abbagliata" da qualche bel maschio particolarmente espressivo, diciamo così.
In quei casi al rientro, se lui se ne era accorto, ed era difficile che non se ne accorgesse, le saltava addosso appena rientrati e la trovava sempre molto ben disposta, senza che lui dovesse ricordare alcunché, ma solo fare. Anzi, quelle volte che all'inizio lui le aveva accennato a quel figo che le aveva rubato lo sguardo, ecco lei non solo negava, ma si freddava completamente, tanto che lui aveva imparato e la scopava senza proferire verbo.
Era capitato anche dopo qualche cena con qualche collega durante la quale lui aveva notato qualche sguardo di troppo di lei allo sconosciuto.
In quei casi erano state le scopate più passionali di sempre, fatte appena rientrati a casa, ancora in ingresso, oppure appena l'ospite se ne era andato chiudendosi la porta alle spalle.
Di norma però succedeva che lui la cercasse nel letto e che lei inizialmente si negasse.
Non andavano sempre a letto contemporaneamente, ma quando a lui tirava il cazzo, allora stava attento a raggiungerla appena si era coricata e stava leggiucchiando qualcosa.
Lei faceva finta di non notare quel suo arrivo nel letto e faceva finta di continuare a leggere.
Poi lui le carezzava una coscia e lei sbuffava che la lasciasse in pace.
Le volte che, nonostante quella dichiarazione, era in realtà ben disposta, a quel punto lei si girava su un fianco dandogli la schiena e lui, a quel punto, le infilava una mano tra le cosce e con le dita le cercava la figa e il buchetto.
"Ma smettila, porco" gli diceva senza muoversi di un millimetro, mentre il suo medio era già dentro alle labbra e l'indice roteava sul buco.
Lei si godeva per un poco quel massaggio sempre facendo finta di leggere quel che stava leggendo. Poi con uno sospiro profondo si girava verso di lui e allungava una mano a cercarlo.
Lui era ben pronto e lei cominciava a menarglielo, senza smettere di dirgli quanto era porco.
Intanto la mano di lui era sulla sua figa davanti e quando la sentiva ormai bagnata con un colpo di reni le toglieva il cazzo dalla mano e scendeva a baciarla.
"Non voglio" protestava lei "che non ho fatto il bidè"
A quella protesta lui non sempre controbatteva che le fighe umide e odorose lo facevano impazzire. Non sempre, perché certe volte quando lui le aveva detto qualcosa come "mi piace la figa che sa di figa" lei si era irrigidita e aveva preteso di andare a lavarsi e l'atmosfera si era persa e c'era voluto tempo e voglia per ritornare da dove si era partiti.
Quindi quasi sempre in silenzio scendeva e iniziava a baciarla e lei, che era già umida, si trasformava in un lago del piacere, tanto che prenderlo poi era solo piacere assoluto.
Altre volte a quel punto era lei che prendeva l'iniziativa e scendeva a leccarlo e baciarlo. Non lo faceva sempre. Solo quando era ragionevolmente sicura che quello, il cazzo, fosse pulito e profumato. Insomma sapesse solo del liquido e non di piscia non lavata. Allora lei scendeva e lui, quando lei si accostava, le diceva cosa doveva fare. "Tiragli giù completamente la pelle che sia completamente scappellato"
E lei eseguiva.
"Adesso leccalo piano sotto la cappella. Non devi prenderlo in bocca subito se no lui penserà che io non te ne do abbastanza"
E lei sentendo quelle parole si immaginava di fare un pompino ad uno sconosciuto, che so, ad una festa, oppure a quel suo collega dell'altra volta.
"Ecco, brava. Adesso leccagli i coglioni. Piano. Quelli li puoi prendere in bocca e scaldarli. Poi tenendoglielo in mano, risali alla cappella e dopo averla leccata ancora un poco, adesso, sì, brava, puoi mangiarlo"
Lei a quel punto era completamente bagnata, tanto quanto il suo cazzo era duro e imperterrito. E finivano a scopare come ricci.
Dopo una volta lei: "Ma tu davvero vorresti che io leccassi il cazzo a qualcun altro?" gli aveva chiesto dopo che erano venuti entrambi come ragazzini. "Guarda che se lo facessi - proseguì lei - non credo che poi mi limiterei a baciarlo"
"ma no sciocca- rispose lui - è solo per giocare. comunque che tu sappia come si fa un buon pompino mi sembra un valore aggiunto"
"guarda che lo sapevo anche prima che arrivassi tu" rispondeva lei tra il serio e lo scherzoso.
"ma chi, a Mario?" lui le chiese rialzando la schiena dal materasso.
"Mario e non solo" ridacchiava lei.
"Prima di Mario?? Ma avevo capito che fosse stato il tuo primo fidanzato e io fossi il secondo" protestò lui senza nessun tono di sorpresa o risentimento. Solo intimità coniugale.
"Sì, lui è stato il primo, certo, ma..." a quel punto lei quasi rideva.
"E Mario ce lo aveva grosso?"
"Una cifra. Tu non hai idea"
Nel silenzio successivo lei allungò una mano e sentì che lui era quasi pronto di nuovo. Quel dialogo aveva eccitato anche lei che a quel punto proseguì: "Una cifra, davvero grosso. Sai come si dice, il primo amore non si scorda mai"
"Troietta"
"sì sono la tua troietta. In attesa di trovare qualcosa di grosso da sgranocchiare"
E lì i giochi ripresero e lui la fece girare e la inculò.
Lei glielo lasciava fare solo quando davvero era dell'umore giusto e quella sera lo era. Per eccitarlo definitivamente, mentre lui entrava di dietro dopo averla bagnata a dovere lei se ne uscì: "non hai idea, amore, quanto è bello sentire un bastone grosso come quello di Mario nel culo!"
Lui era già dentro da qualche minuto e disse: "era così grosso?"
"una cifra" ansimò lei e lui venne come un fiume in piena.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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