Scambio di Coppia
Invidia
09.10.2025 |
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"Spesso aveva letto e sentito uomini definire donne in quel modo e aveva sempre pensato che quella espressione fosse inopportuna, offensiva, stupida, eppure, lei adesso, mentre quell'altro la..."
Non avrebbe saputo dire come erano finiti in quella situazione.Certo era un sacco che ogni volta che facevano l'amore sia suo marito che lei stessa prima, per eccitarsi, e dopo, per sorridere un po', si provocavano su amici e conoscenti.
"Chissà che porco che deve essere, Andrea!" diceva, per esempio, lei.
E suo marito, mentre già le carezzava la passera: "Sì, secondo me è un gran porco. Ti piacerebbe eh, porcella?"
Oppure al contrario era lui che la provocava dicendo che Lucia, una loro amica, aveva un culo da favola e lei, piccata, rispondeva togliendosi le mutandine e mostrandoglielo: "perché il mio non ti piace?"
E lui, pronto la infilzava con grande piacere reciproco e grandi sospiri e ululati "Prendi Anna! Che culo che hai, troietta! Più bello di quello di Lucia" e lei rispondeva a tono "E il tuo cazzo è meglio di quello di quel porco di Andrea"
Forse era stata proprio quella frase, buttata lì, nell'avvicinarsi dell'orgasmo che aveva aperto la porta, perché dopo, alla fine, sdraiati sul loro bel letto matrimoniale lui ci aveva ripensato e le aveva chiesto: "come fai a sapere come è il cazzo di Andrea?"
"Ma niente. L'ho solo visto nudo quella volta che abbiamo fatto il bagno insieme in Sardegna, ricordi?"
"No, non ricordo. Forse era quando ero rimasto a casa per preparare la cena?"
"Sì, deve essere stata quella volta lì."
"E come ce l'ha?"
"Boh? Come fai a dirlo a riposo? So che gli scodinzolava tra le cosce"
"Allora era bello grosso"
"Ma no, amore, come il tuo, come il tuo"
"Bugiarda" e avevano ripreso a fare all'amore.
Fatto sta che da quella volta lì, avevano preso a fantasticare di farlo con altri in maniera più concreta, fino a quando era capitato. Era capitato che al termine di una serata d'estate, a casa loro sul terrazzo avessero bevuto troppo e i discorsi erano scivolati dove non avrebbero dovuto scivolare e lui, suo marito, ad un certo punto si era girato, l'aveva abbracciata e l'aveva baciata e lei, imbarazzata, guardando gli altri due mentre accettava il bacio, non si era tirata indietro, ma anzi gli aveva messo una mano dietro la nuca e l'aveva tenuto stretto alle labbra, baciandolo lentamente e facendo scorrere la lingua sul suo palato.
L'effetto era stato il solito. Si erano eccitati immediatamente. Lui, suo marito, sfoggiava una erezione impossibile da non vedere attraverso i pantaloncini estivi e lei, lei aveva sentito le cosce umide e i capezzoli induriti.
Poi, quando stavano riprendendo a baciarsi, lei, che non chiudeva mai gli occhi, vide che anche l'altra coppia aveva iniziato a scambiarsi effusioni e di lì la cosa prese una discesa irrefrenabile.
Con un filo di voce lei propose di entrare in casa che stava rinfrescando e lì in sala, sui divani, ripresero a fare quello che stavano facendo, con le mani degli uomini che iniziarono a spogliare la propria compagna e loro, le donne, che si sbirciavano sempre più eccitate l'un l'altra.
Quando rimasero in mutandine e reggiseno, i due maschi con una occhiata reciproca si inginocchiarono e presero a leccare, senza togliere le mutandine, quel che potevano del clitoride della propria compagna e quando sentirono che le due donne erano pronte, sempre con una occhiata di intesa, si alzarono e si tolsero i pantaloncini e le mutande esibendo due cazzi in piena erezione.
E lì che per un attimo lei provò invidia, o forse era stupore, o forse ammirazione, o forse, davvero, era solo una eccitazione ancora maggiore a vedere a pochi passi una sua amica che iniziava a leccare il cazzo del proprio compagno. Solo che quel cazzo era visibilmente più grosso di quello di suo marito e quella visione e l'eccitazione che ne derivò la portò a mangiare con passione e foga il cazzo di suo marito, sempre seguendo con gli occhi ben aperti la mano dell'altra ben stretta sull'asta che la scopriva completamente. Le unghie rosso fuoco dell'altra erano un bel contrasto sulla pelle scura del cazzo di quell'altro e lei mentre succhiava sognava di farlo all'altro e le sembrava che anche il cazzo di suo marito si fosse ingrandito e le riempisse meglio la bocca.
Quando poi iniziarono a scopare sdraiati vicini gli uni agli altri lì sul tappeto e quell'altra iniziò a mugolare come una gatta in calore sotto i colpi del suo compagno, lì l'invidia si fece bruciante e sfortunatamente la raffreddò un poco. Suo marito la prendeva con la solita foga e bravura, ma lei sentiva solo i sospiri profondi dell'altra e continuava a vedere negli occhi quella bestia di cazzo che adesso era sparito nella pancia della sua amica sdraiata di fianco.
Quando i due finirono, anche lei fece finta di avere un orgasmo e chiese al marito, che non era ancora venuto, di smetterla per un poco.
L'altro era uscito e il suo coso gli penzolava appoggiato alla coscia destra, quella più vicino a lei.
La tentazione di prenderlo in mano anche così mollo era irresistibile, ma, facendosi forza lei non lo fece.
Solo fece un cenno al marito, come a fargli notare quanto quel coso era grosso.
Suo marito capì al volo e chiese agli altri due se avevano niente in contrario ad uno... Non ci fu neanche bisogno di pronunciare la parola che quell'altro si era già tirato su e si avvicinava a sua moglie, mentre lui, a quel punto, si mise a baciare l'amica.
Sua moglie, appena fu a tiro, lo prese in mano e iniziò a carezzarlo su e giù, godendosi la consistenza che via via aumentava e appena fu pronto lei scese a leccarlo e baciarlo, e carezzarlo ancora come fanno le beghine in chiesa con le statue dei santi. E quando fu del tutto dritto le si offrì sussurrandogli di prenderla come voleva e quello decise che la voleva da dietro e lei fu ben contenta di girarsi e offrigli il suo bel culo, mentre suo marito ogni tanto alzava la testa dalla figa dell'altra per osservare quella specie di danza con cui sua moglie stava corteggiando quel maschio a penetrarla dove meglio volesse.
Quando entrò, lei capì che l'invidia che aveva provato aveva la sua ragione d'essere.
Quel coso così grosso, che entrava in lei così ben eccitata, la fece sentire troia come non si era mai sentita.
Spesso aveva letto e sentito uomini definire donne in quel modo e aveva sempre pensato che quella espressione fosse inopportuna, offensiva, stupida, eppure, lei adesso, mentre quell'altro la stantuffava, enorme, grosso, tanto, caldo, bollente, ecco lei solo lo sentiva dentro come non mai e lo rivedeva mentre adorava quella magnifica cappella e ne voleva di più, di più, di più, di più. Che troia che sono, pensò, poco prima di venire urlando, con mio marito di fianco, ma cazzo quanto è bello, quanto è grosso, cazzo, cazzo! Che troia che sono!
Mentre era scossa dai tremiti suo marito allungò una mano e cercò la sua.
Lei gliela prese con la sinistra, mentre con la destra riuscì ad afferrare quel gran bel cazzo e tenerlo così scappellato e sporco in mano.
Poi si girò, si tirò su e glielo leccò per pulirlo.
A suo marito non l'aveva mai fatto.
Che troia che sono!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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