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I miei pomeriggi


di poeta57
27.08.2025    |    1.870    |    4 9.5
"Sarà che mio marito, quel grande cornuto, aveva ed ha un attrezzo che Dio lo abbia in gloria e che con quello mi ha preso e ripreso ovunque e comunque, ma insomma diciamo che mi sono abituata..."
Sono sposata da circa ventanni. Ci eravamo conosciuti giovani, giovani e mi ero innamorata come una scema. Essendo una gran bella ragazza e un po' rigida lui non ebbe altra scelta di sposarmi per potermi prendere come piaceva a lui.

Una volta sposata e scoperto il cazzo (non ci crederete, ma ero riuscita nonostante mille fantasie a rimanere vergine fino a quel momento) mi si è aperta un'altra vita. Finalmente sapevo cosa voleva dire essere una donna, una femmina.

Mio marito, che era un gran porco, mi fece conoscere ogni piacere, ma devo dire che io ero una allieva coscienziosa e che si applicava con costanza e buona volontà. D'altronde mia madre mi aveva sempre detto che una buona moglie non deve negare mai nulla a suo marito. E infatti io non gli negavo niente, anzi, con il passare degli anni ero io che pretendevo di più.

E già perché come spesso capita quello che era uno straordinario stallone col tempo si era un po' afflosciato.

La sua bella giumenta non lo eccitava più. Era riuscito a farmi fare tutto quello che voleva (compreso più di una volta farlo in tre) e adesso l'uccello gli si alzava a fatica. Se insistevo, diceva che ero una troia e che dovevo smetterla.

Insomma fu gioco forza guardarmi in giro.

D'altronde sapevo bene che anche lui faceva lo stesso. Ogni tanto tornava a casa che profumava non solo di Chanel, ma anche di figa.

Il problema era che il paese era piccolo ed io certo non volevo che la gente parlasse ancora di più. Tutti sapevano cosa mi aveva fatto fare mio marito, ma il fatto che quando lui non era in casa io stessi buona, buona chiusa tra le mura domestiche senza frequentare nessuno aveva fatto sì che la gente fosse dalla mia parte.

Quindi aspettavo l'estate quando durante le ferie rubavo pomeriggi di sesso con bagnini e insegnanti di surf. Mio marito amava lo snorkeling e anche io amavo non poter respirare liberamente. Lui perché era sottacqua. Io per altre ragioni.

Poi cinque anni fa mio marito ebbe una proposta di lavoro che lo costrinse a trasferirsi in una grande città.

Il primo anno noi (io e mio figlio) rimanemmo al paese. Poi lo raggiungemmo.

L'inizio fu drammatico. Non conoscere nessuno salvo qualche suo collega. Poi mi iscrissi a tutti i corsi che il comune organizzava e finalmente iniziai ad avere una vita mia.

Fotografia, ballo, computer. Tanta gente nuova. Quasi tutti simpatici. E per il problema che avevo io, anche molti pronti a darmi una mano, o anche due.

I miei pomeriggi cominciarono ad essere impegnativi. Ovviamente non volevo nessun casino e quindi erano tutte storie da una o massimo due volte.

Fino a quando non incontrai lui.

Ora si ha un bel dire da parte di noi donne che il troppo stroppia, che non è la quantità, ma la qualità, che l'importante è come lo si usa e quanto desiderio si prova, ma, dico ma, non è che una debba sempre usarlo tutto. Ci si può fermare, se si vuole. E il senso di pienezza e felicità che ti dà un cazzo bello grosso è una esperienza indescrivibile.

Le altre volte se beccavo uno normale, ovviamente la sua fame era la mia e quando mi sbatteva sul letto e mi mangiava certo non pensavo alle dimensioni. Però quando poi si arrivava al dunque ogni tanto per quanto lui si desse da fare non mi sentivo soddisfatta. Sarà che mio marito, quel grande cornuto, aveva ed ha un attrezzo che Dio lo abbia in gloria e che con quello mi ha preso e ripreso ovunque e comunque, ma insomma diciamo che mi sono abituata bene,

Se poi il nuovo amante non era all'altezza, non riuscivo quasi neanche a toccarlo, non dico a baciarlo. Mi facevo fare e speravo che lui si sbrigasse il prima possibile. Poi saluti e baci e via.

Ma quello lì... era grosso come mio marito e forse ancora di più. ed era un signore. sapeva aspettare. sapeva fermarsi. se dicevo ferma era ferma. anche se poi di solito dicevo anche riprendi.

passavo i pomeriggi a fargli pompini e accettavo di scopare solo quando sentivo il suo cazzo iniziare a tremare. Allora lì facevamo una pausa, un minuto o giù di lì, e poi scopavamo, quanto scopavamo.

Con lui la regola di uno o massimo due incontri non è stata applicata.

Forse perché ci vedevamo una volta la settimana e quindi il desiderio faceva tempo a rimontare per bene, ma andammo avanti anni.

Bellissimo.

Consiglio a tutte: trovatevi uno con un cazzo fuori misura. Provate e riprovate che poi lo beccate. Deve anche essere un signore, ma questo è un prerquisito valido sempre. E poi quando lo avrete trovato mi direte.

Non è necessario prenderlo tutto, anche se, come si dice, l'appetito viene mangiando.


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