Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Scambio di Coppia > Non era questione
Scambio di Coppia

Non era questione


di poeta57
12.01.2026    |    4.045    |    1 9.3
"Avevo notato su di me e la cosa valeva anche sulle altre che più ero contemporaneamente eccitata, ma in imbarazzo, più mi facevo trovare pronta quando poi si iniziava a giocare, per dire così..."
All'inizio aveva voluto mio marito. Io, io, mi era fatta convincere. Che il desiderio tra noi non fosse più quello di un tempo era fuor di dubbio. Che il tempo passasse inesorabile e che i nostri corpi sfiorissero altrettanto.
Lui continuava a dirmi che ero ancora una bella donna e per la verità gli sguardi per strada e gli apprezzamenti sul lavoro me lo confermavano. Quando, per strada, notavo uno che mentre passavo si girava a guardarmi non potevo fare a meno di chiedermi quale sensazione orribile dovesse essere quella di diventare trasparente.
Prima che questo accada, mi sono detta, quando mio marito insisteva per andare insieme in uno di quei locali dove si praticava lo scambio di coppia.
Per la verità la prima domanda da parte mia era stata ovvia: "come fai a conoscere quei posti?"
Carlo, mio marito, aveva nicchiato per poi confessare di averli visti su internet.
"E come mai eri finito lì?" gli chiesi, ma il mio tono e il sorriso conciliante dicevano che sapevo già la risposta: seghe, masturbazione.
Quell'argomento lì l'avevamo già sdoganato da tempo. Fin dai primi anni lui mi aveva confessato che ogni tanto se lo menava pensando a me ed io non ero così ingenua da pensare che le seghe lui se le facesse solo con in testa la mia passera o la mia lingua.
Quando avevo fatto quella scoperta, chiamiamola così, avevo preso anche io, anche dietro suo consiglio, ogni tanto a toccarmi, anche se devo dire che mi piaceva soprattutto se era lui a farlo o se, almeno, lo facevo in sua presenza prima e durante i nostri rapporti. Lui diceva che vedere farmi un ditalino lo eccitava da pazzi e quindi io così facevo e lui tutte le volte poi mi soddisfaceva come ciascuna moglie ha diritto di essere soddisfatta.
Fatto sta che avevamo iniziato a frequentare quei posti e devo dire che dopo le prime due volte durante le quali l'imbarazzo aveva avuto la maggiore sulla curiosità e l'eccitazione e avevo costretto mio marito ad una rapida fuga, poi era andata bene, quasi sempre, o abbastanza bene le altre volte.
Le coppie con cui lasciarsi andare le sceglievo io, tutte le volte dopo averci chiacchierato un po' giù al bar. Poi con quelli con cui valeva la pena, fatto un cenno a mio marito, si saliva di sopra dove c'erano le stanze.
Odiavo quelle troppo affollate, nelle quali, quando capitava, cercavo un posticino solo per noi quattro, ma in generale preferivo quando si riusciva ad avere una stanza tutta per noi. Lì il brivido degli sconosciuti controbilanciava completamente l'imbarazzo che ogni volta provavo a denudarmi, cosa che comunque facevo il minimo necessario, tenendo sù guepiere e intimo fin dove era possibile.
Il criterio della mia scelta variava ogni volta, anche se aveva sempre una continuità. Intanto il lui doveva essere il più bello possibile da un punto di vista estetico e il più tranquillo possibile caratterialmente. Odiavo i cosiddetti maschi alfa, quelli che comandano tutto loro e non lasciano dire nulla alla compagna o moglie che sia.
Poi bisognava che avvertissi anche nella lei quell'imbarazzo che avvertivo io. Avevo notato su di me e la cosa valeva anche sulle altre che più ero contemporaneamente eccitata, ma in imbarazzo, più mi facevo trovare pronta quando poi si iniziava a giocare, per dire così. L'imbarazzo della lei della coppia, unita a quella mascolinità sicura di sé, ma non prepotente del suo compagno, mi solleticava le mutandine e in quei casi i tempi della chiacchiera si accorciavano decisamente.
Un altro criterio era che la lei della coppia fosse abbastanza prosperosa. Non importava che fosse un poco sovra peso, anzi, mio marito odiava le secche secche. Questo lo facevo per lui, per Carlo, perché, appunto, sapevo quanto quella femminilità prosperosa gli piacesse.
Tutto questo portava poi all'inizio delle danze e se le prime volte e per un bel pezzo ciò che succedeva era che io iniziassi a lasciarmi andare sotto le carezze di quell'altro e mio marito si dedicasse alla nuova compagna, poi con l'andare del tempo scoprii, ancora una volta con un certo imbarazzo (nei confronti di mio marito, intendo) quanto mi piacesse passare dall'omaggiare con lingua e labbra il pene a praticare quegli stessi omaggi alla passera della signora.
"Sono diventata lesbica?" chiesi di ritorno una volta a Carlo.
"Ma no, sei solo come tutti bisex" rispose lui, conciliante.
"Ma tu, però, il cazzo di quell'altro non lo lecchi" ribattei io.
"Io sono diverso" rispose ridendo "io sono lesbico"
Comunque quella questioncella mi aprì altri orizzonti e devo confessare che di lì in avanti quando capitava con una commessa di una boutique o con una cassiera al supermercato che i nostri occhi e i nostri sorrisi si incrociassero in una certa maniera, ecco, sì, devo proprio confessare, qualche bell'incontro segreto, segreto, tra donne.
Prendere un té o un aperitivo, andare a vedere una stupidaggine al cinema oppure andare a mangiare una pizza e poi finire con la testa a godermi il dolce tra le cosce dell'amica di turno era diventato un piacere che accompagnava in qualche serata o più spesso il pomeriggio quelle gite con Carlo nel nostro locale preferito.
Una volta, al rientro da uno di quei miei incontri segreti, baciandomi e limonandomi prima di fare all'amore (confesso un'altra e ultima cosa: gli orgasmi con la lingua che le mie amiche mi regalavano erano stupendi, ma non so perché non mi toglievano la voglia, come dire, di essere presa, la voglia, ecco, di cazzo), limonandomi, dicevo, mio marito se ne uscì con un "che strano sapore che hai stasera" al che io, maliziosa, risposi "oggi ho gustato un dolce buonissimo"

PS: con l'andare del tempo l'eccitazione era maggiore, durante gli incontri nel nostro locale, quando la fortuna mi sorrideva e il lui dell'altra coppia era non solo ben dotato - devo dire che difficilmente si beccavano uomini non almeno normo dotati - ma aveva una qualche particolarità al pisello da renderlo se non unico, almeno poco frequente. Fuor di metefora mi facevano impazzire, sia a leccarlo che poi dentro di me, quelli con il cazzo storto all'insu. Cazzo come ti prendono quando ti scopano. Senti la cappella su in cima che ti scuote la pancia e l'asta che ti scorre lungo il punto G. E anche dall'altra parte, pratica che in realtà concedevo solo se davvero ne valeva la pena (mi spiego abbastanza?), quella stranezza dell'inclinazione del cazzo non era male. Fine delle confessioni. Scusate.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Non era questione:

Altri Racconti Erotici in Scambio di Coppia:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni