Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Una moglie
tradimenti

Una moglie


di poeta57
24.11.2025    |    10.016    |    8 9.8
"Unica diversità è stata che mio marito mi chiamò sul cellulare proprio quando l’assistente stava leccandomi ormai da cinque minuti..."
Ho quarant’anni o giù di lì. Sposata. Felicemente? Beh, sì, mio marito non mi mena, né è maleducato, si fa i cazzi suoi e non si interessa molto ai miei. Per le storie che sento in giro direi di sì: il mio è un matrimonio tranquillo, felice, sì, dai. Certo il sesso da un bel pezzo c’è poco o punto, ma quando le amiche mi parlano della caduta del desiderio, mi incazzo!
Già invecchiando casca un sacco di roba e i tessuti non sono più quelli di una volta (anche se la palestra fa miracoli per i glutei e gli avambracci), ma la caduta del desiderio con cazzo.
A me gli uomini continuano a piacere, guardarli, ovvio, sono una donna per bene, e quando ne vedo uno mezzo biotto, come diciamo qui a Milano, in tv o al cinema di solito me ne esco con qualche apprezzamento che fa dire a mio figlio sedicenne: “ma mamma!”
Ecco, vedete, lui, mio figlio capisce, mentre mio marito nicchia, fa finta di non aver sentito, non protesta, non si ingelosisce, ma soprattutto tromba, quando tromba, alla velocità di un criceto nella gabbia che gira.
Peccato che per educazione materna (quanti danni facciamo noi madri!) io non riesca a trovare pace neanche nella masturbazione. Toccarmi non mi piace, mi fa sentire una poco di buono e poi non riesco a concentrarmi. Su chi poi? Su cosa? Sul ricordo di quando mio marito mi girava e mi sbatteva con passione? Se ci penso, ovviamente mi viene immediatamente in mente lo stato penoso del suo attrezzo oggi. Già non è mai stato molto dotato, credo, almeno a sentire i racconti di Michela, la mia amica del cuore separata che da quando è sola ne ha visti abbastanza, ma adesso ha questa roba tra le gambe che fatica a stare su, nonostante io quando capita cerchi in tutte le maniere di stimolarlo con le mani, diciamo così. Non so se avete capito.
Questo era il mio ménage matrimoniale e sessuale fino a quando in ufficio non è arrivato un nuovo capo.
Lavoro in una grande multinazionale e dovete credermi di capi e caponi ne ho visti a bizzeffe, ma questo è diverso. Intanto è competente, cosa che dovrebbe essere scontata, ma vi assicuro che non è così. Poi è alto e bello. Sempre ben vestito. Educato. Sensibile, nel senso che non l’ho ancora visto mettere in difficoltà nessuno neanche quando qualcuno l’aveva combinata grossa. Sa trattare le persone per ottenere il massimo. E anche da me, Dio mi perdoni, potrebbe ottenere il massimo se solo volesse.
Sono, l’ho detto, una donna sposata e per bene, ma, ho detto anche questo, il desiderio non mi è caduto, ma proprio per niente, e averlo davanti tutto il giorno tutti i giorni, beh ho iniziato a fantasticare.
Quando dobbiamo lavorare insieme, qualche riunione, oppure l’esame dei rapporti che settimanalmente produco, mi gira un po’ la testa ed ho iniziato, Dio mi perdoni di nuovo, a curare meglio il mio abbigliamento e ad indugiare prolungando il più possibile le ore passate insieme. Secondo me ha capito, ma nisba.
In compenso il suo assistente, un trentenne belloccio e decisamente sgamato, ha cominciato a corteggiarmi, in maniera anche abbastanza sconveniente. Brutto non è brutto per niente e ha fama anche di buon amatore, ma è troppo giovane. Non dico che potrebbe essere mio figlio, ma dieci anni sono tanti, no?
La situazione è precipitata quando tutti quanti siamo stati portati ad una tre giorni sul lago di Garda per quelle cose che credo chiamino Team Building.
Dopo una giornata di conferenze e giochi di società, alla cena di gala sono riuscita abilmente a mettermi al tavolo con il capo. Peccato ci fosse anche sua moglie. Agli impiegati era vietato portare anche il coniuge, ai dirigenti invece non solo era permesso, ma era addirittura richiesto. La sua signora è una palla. Cicciottella, piena di gioielli come la Madonna di Lourdes, petulante, ho passato tutto il tempo a chiedermi come avesse potuto sposarla.
Poi appena dopo il dolce lei, la moglie, ha chiesto al marito, il mio capo, di ritirarsi in camera perché era stanca. Stanca di cosa?! E così il mio bel capo è sparito.
È rimasto l’assistente che mi ha invitato in discoteca ed io ho accettato molto volentieri. Con quella lagna di mio marito quando mi capitava di tornare a ballare?
Fatto sta che la domanda che ancora mi chiedo è perché in discoteca, dopo aver già bevuto a cena un paio di bicchieri di prosecco, sono andata avanti a margarita, fino a quando la testa mi girava abbondantemente ed ero allegra e ilare come una cretina. Evidentemente, mi dico oggi, avevo bisogno di una spinta.
Comunque, non gliela ho data subito subito. Prima abbiamo ballato e ballato e poi, dopo, quando la pista ha iniziato a svuotarsi ho acconsentito a farmi condurre in camera sua, dell’assistente intendo.
Che fame che aveva!! Non mi ha neanche lasciato il tempo di abbassare la lampo del tubino nero che mi ero messa per l’occasione che ha iniziato a baciarmi famelico. In effetti, più che baciarmi, mi mangiava. Le labbra, gli occhi, il costato, le orecchie, le braccia, tutte le parti ignude del mio corpo sono state assalite, fino a quando con un misto di orgoglio e buon senso non l’ho spinto più in là e mi sono, appunto, tolta l’abito. Ci mancava pure che nella foga me lo rompesse.
Rimasta in mutandine e reggiseno e autoreggenti, lui mi ha ammirato per qualche secondo e poi mi ha detto “sapevo che eri una bomba!” Poi ha ripreso a baciarmi, stavolta più lentamente, fino a condurmi al letto e farmici sdraiare sulla schiena.
Cazzo! Non mi ricordavo più cosa vuol dire essere baciata lì. Sulle prime gli dissi che non volevo. Mi vergognavo un po’. Non credo la mia passera fosse così pulita dopo ore passate a ballare, ma lui mi forzò le cosce e continuò tornando famelico. Mangiava l’interno delle cosce, i polpacci, sempre fasciati dal nailon, per poi passare a quella striscia di coscia nuda prima della seta delle mutandine, che, ora che ci penso, non ricordo neanche quando e come mi tolse.
Che delizia! Anche l’idea che io non fossi così pulita e che lui ciò nonostante mi cercasse e mi mangiasse mi faceva andare in orbita. Un porco! Finalmente un porco!
Quando mi prese cacciai un urletto, per poi affondare in un continuo di sospiri sempre più profondi fino alla esplosione dell’orgasmo.
Lui non venne e dopo avermi lasciato riprendere fiato si mise in ginocchio a gambe larghe sopra il mio torace, ancora difeso dal reggiseno, e così facendo mi trovai il suo coso a pochi centimetri dalla faccia.
Dovete sapere che anche quello non mi è mai molto piaciuto. Mettermi in bocca o leccare il coso con cui gli uomini fanno la pipì mi ha sempre fatto senso. Mio marito aveva insistito un po’ da fidanzati, ma poi aveva smesso di chiedermelo.
Sottovoce, in imbarazzo, per non dire che non mi piaceva, me ne uscii con un debolissimo e sussurrato “non sono capace, cioè non sono brava”
L’assistente mi mise una mano sulla nuca e poi iniziò: “Ora scappellalo” Ed io ubbidii. Quello che non mi costò niente, perché ho sempre preferito il cazzo di mio marito scappellato piuttosto che coperto a metà.
Poi disse: “Adesso lecca piano piano la cappella”
Era lucida ancora dai miei umori. Lì faticai un poco, ma la sua mano mi spingeva vicino a quella sua parte rosa acceso, liscia e delicata. E quindi iniziai dandogli dei piccoli colpi di labbra vicino al buchetto e poi, quando lui disse “anche tutto intorno” io andai tutto intorno.
“Ora mangialo”
Credo fu quel verbo che scatenò il tutto. Mangiare. Mangiare il cazzo di un uomo. Lo feci e persi il controllo. Iniziai ad andare su e giù a mia volta famelica e d’altronde a pensarci bene oggi avevo una fame arretrata che giustificava pienamente quel mio entusiasmo.
“Carezzami le palle”
E io non solo gliele carezzai, ma le baciai e le presi un poco in bocca, per poi tornare di corsa a leccargli la cappella e mangiarlo.
Man mano che lo facevo mi sentivo sempre più eccitata e alla cosa contribuì una sua mano, credo la sinistra, che, mentre la destra continuava a tenermi la nuca, scese tra le mie cosce.
Quando fu soddisfatto di quel che così in breve tempo avevo imparato, lui si scostò, si tolse da sopra di me, si sdraiò al mio fianco con il suo bel birillo bello teso e mi ordinò di montarlo, cosa che feci ben felice. Era ed è la mia posizione preferita, quella dove regolo meglio il piacere.
Iniziai a scendere e salire mente lui accompagnava il mio movimento con leggeri colpi di bacino. A metà, mi abbracciò a sé, in un gesto che interpretai come di passione e affetto.
In quella posizione, abbracciata a lui sdraiato sotto di me, persi la visuale dello specchio che era posto sopra la testiera del letto.
Potrete ben capire quindi la mia sorpresa, diciamo pure spavento, quando sentii delle mani afferrarmi i fianchi e poi accarezzarmi il sedere.
Rialzatami di colpo girandomi dietro di me, vidi il mio capo, già nudo che mi sorrideva. Aveva un signor coso, proprio da capo. Era eccitato e anche lui aveva un'aria famelica, continuando a carezzarmi le chiappe. Le sue mani calde sulla mia pelle aumentarono una pressione che già sentivo alta e d'altronde: cosa può fare una signora in quelle situazioni, soprattutto col proprio adorato capo, mezza o del tutto brilla e con un signor pisello ancora piantato tra le cosce?
Niente, non può fare niente, solo lasciarsi andare, che è quello che feci.
Nei momenti che seguirono, ormai completamente andata e in preda ad una eccitazione senza pari, sentii i due dirsi: “non aveva mai fatto un pompino, ma ha delle doti”
E così sono passata da brava moglie che non aveva mai tradito suo marito ad amante di due uomini insieme, così esperti ed affiatati che persi il conto degli orgasmi che mi procurarono quella notte.
Peccato che dopo un’ora o poco più il capo scomparve. Doveva tornare dalla megera ed io e l’assistente andammo avanti da soli ancora un pochino, prima del meritato sonno.
Il mattino dopo sgattaiolai in camera mia, giusto il tempo per farmi una doccia e ripresentarmi a colazione, dove capo e assistente mi aspettavano sorridenti.
La seconda notte seguì più o meno lo stesso copione. Unica diversità è stata che mio marito mi chiamò sul cellulare proprio quando l’assistente stava leccandomi ormai da cinque minuti. Donne, amiche, non sapete che gusto cercare di trattenere i sospiri, raccontare la propria giornata al maritino a casa e intanto sentire il proprio clitoride sensibile da scoppiare. Una libidine.
Caduta del desiderio? Col cazzo!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.8
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Una moglie:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni