Lui & Lei
amore matrimoniale 4 - una sbandata
06.10.2025 |
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"Era una sbandata, una piccola sbandata, come quando le gomme scivolano un attimo per la pioggia eccessiva..."
Riassunto puntate precedenti: Anna e Giuseppe erano sposati da anni. Una coppia molto affiatata sia nella vita che a letto. Lui l'aveva tradita più volte stando però molto attento a che non si potesse scoprire. Lei a letto amava provocarlo raccontandogli quanto il suo precedente fidanzato fosse grosso e potente. Tutto filava liscio, fino a quando Anna ha conosciuto Marta, una biondina dal fisico insignificante sua nuova collega, che grazie alla propria intelligenza e vivacità era riuscita a portarsi a letto Giuseppe che ancora si stupiva di essere finito a fare sesso con una donna così fisicamente poco dotata. Data l'intelligenza e la simpatia di Marta, Anna e Giuseppe avevano iniziato a frequentarla insieme al marito di lei, Guido, bell'uomo, grande e grosso.Nonostante ogni volta si dicesse che doveva piantarla con Marta, ogni volta, ad ogni telefonata di lei che lo provocava, gli diceva quanto si fosse masturbata pensandolo, di che voglia avesse di prenderlo, lui, Giuseppe cedeva e ci tornava a letto. Era di una intelligenza anche emotiva talmente superiore da averlo ammaliato nel vero senso del termine.
Ogni volta, tornando a casa, completamente esausto da quelle performance sessuali durante le quali Marta lo succhiava come non mai, poi gli ficcava le dita nel culo mentre lui la prendeva, poi lo incitava a prenderla affacciata alla finestra o bloccando l'ascensore tra un piano e l'altro, poi raccontandogli di quanto il marito fosse dotato, ma lui, Giuseppe di più, ecco Giuseppe si diceva che stava rischiando troppo per delle scopate, che Marta era pericolosa, che avrebbe potuto far saltare il suo matrimonio con Anna, che era la cosa a cui non poteva assolutamente rinunciare. Quel che cercava fuori, in realtà, si diceva ogni volta, l'aveva anche in casa. Il sesso con Anna era fantastico e anche sufficientemente frequente e quindi cosa cercava fuori e specialmente con quella mezza pazza di Marta? Doveva piantarla lì. E poi, ogni volta, alla telefonata successiva, lui si ripresentava agli appuntamenti e scopavano ovunque fregandosene di ogni prudenza.
Una sera la situazione gli sembrò precipitare.
Erano stati al cinema tutti e quattro. Marta aveva proposto una riedizione restaurata di Jules e Jim e poi erano andati a casa di Anna e Giuseppe a cenare. Durante la cena Marta iniziò a commentare il film chiedendo agli altri se loro avrebbero potuto sopportare una situazione come quella descritta nel film. "Due amici che si dividono la stessa donna? Impossibile per me!" Se ne uscì per primo Guido, il marito di Marta. Giuseppe laconico si unì con un sommesso "anche per me". Al che Marta cinguettando invece disse che lei ce l'avrebbe fatta, che per lei era possibile dividere con una amica lo stesso uomo. Giuseppe iniziò a sudare. Non capiva dove volesse andare a parare, ma dopo poco fortunatamente Guido concluse che quello era solo un film peraltro degli anni sessanta e adesso le cose erano completamente cambiate con internet e le altre diavolerie dei social. In cuor suo Giuseppe pensò "che c'azzecca?!", ma si guardò bene da riaprire l'argomento quando Anna iniziò a chiedere dove pensavano di andare in ferie.
Così la situazione non precipitò e lui, Giuseppe, tirò un sospiro di sollievo. Al termine della cena, Anna iniziò a sparecchiare la tavola e Guido, il marito di Marta, si offrì di aiutarla.
Erano appena spariti in cucina che Marta allungò un piede senza scarpa e cercò le cosce di Giuseppe che d'istinto si allontanò guardandola severo, ma lei si sporse sul tavolo e cercò la sua mano e anche in quel caso Giuseppe si ritrasse. Le sussurrò che era pazza e lei di rimando gli sussurrò "sapessi che voglia che ho adesso di ficcarti due dita nel culo e ciucciartelo fino a farlo scoppiare" Suo malgrado Giuseppe sentì il cazzo gonfiarsi. Per interrompere quella situazione Giuseppe iniziò a parlare a voce alta del prossimo film che avrebbe voluto vedere. Lui parlava e Marta gli si era avvicinata e gli carezzava un braccio e lui doveva farsi forza per continuare a parlare, intanto che una mano di lei era scesa sul suo inguine. Avrebbe voluto gridarle di smetterla, che era pazza, ma lei avrebbe potuto facilmente fargli notare che aveva una erezione da paura.
Intanto in cucina Guido passava i piatti ad Anna che riempiva la lavastoviglie. La porta della cucina era aperta, ma quei discorsi tra Giuseppe e Marta erano stati pronunciati a così bassa voce che loro di là non avevano sentito niente, mentre tornarono a sentire del film che Giuseppe voleva vedere. Un movimento maldestro tra i due e quasi Anna e Guido si dettero una testata. Lui si rialzò immediatamente scusandosi e nel farlo le prese una mano tenendola un attimo di troppo, mentre lei non la ritirava.
Guido le stava simpatico. Era educato, sempre ben vestito, inappuntabile e se si astraeva un attimo dal suo ruolo di amica della moglie era anche un gran bell'uomo.
Lasciata la mano i due rimasero un attimo in silenzio di fronte l'una all'altro. Lui la guardò in una strana maniera, quasi stesse apprezzando il viso di Anna e la sua figura. Erano anni che non si sentiva guardata così. Non che fosse brutta e che per strada alcuni non la guardassero nella stessa maniera, ma lei era sempre occupata, sempre in ritardo, sempre con qualcosa in testa che non aveva mai notato quegli sguardi. Sapeva che gli uomini la guardavano, certo, ma non se ne era mai curata. Adesso ce l'aveva davanti un uomo, un pezzo d'uomo che la stava guardando certamente con desiderio. Si scostò, si girò e riprese a caricare la lavastoviglie. Nel farlo inevitabilmente mostrò a Guido anche il suo lato B e piegata in avanti avvertì distintamente quegli occhi sul suo culo. "Finito" annunciò nervosamente "torniamo di là" disse camminando veloce.
Quella notte Anna chiese e pretese che Giuseppe la scopasse come non mai, cosa che lui fu ben contento di fare, visto che per larga parte della serata aveva avuto il cazzo duro come un palo.
Il giorno dopo Anna era al lavoro quando squillò il suo cellulare con il nome di Guido in bella evidenza. Anna non sapeva che fare. Era imbarazzata. Ricordava bene il suo sguardo la sera prima, ma il cellulare continuava a squillare e i colleghi la guardavano infastiditi e quindi rispose. Lui le propose un caffé, disse per scusarsi per come si era comportato la sera prima. Lei ovviamente rifiutò, ma lui insistette e dopo un po' più per troncare la conversazione e poter tornare a lavorare che per altro Anna accettò.
Era da prima del suo primo fidanzato, Mario, che non si trovava fuori da sola con un uomo. Da ragazza aveva avuto molte storie. Poi aveva conosciuto Mario ed erano rimasti fidanzati e fedeli, almeno lei, cinque anni e subito dopo era arrivato Giuseppe e così era finita la sua storia di appuntamenti e corteggiamenti.
Ora era là con Guido che evidentemente la stava corteggiando e che ad un certo punto le aveva addirittura proposto una cena. Come facesse a sapere che quella sera anche Giuseppe era fuori non riusciva a capirlo. Fatto sta che piuttosto che cenare sola accettò.
Riportandola a casa in macchina, Guido si fermò in un luogo appartato e iniziò a confessarle il sentimento che provava per lei. Anna non sapeva come muoversi, cosa dire, come uscire da quella situazione. Era lusingata che un bell'uomo come Guido si fosse così dichiarato, ma amava Giuseppe e non avrebbe mai voluto tradirlo. Ma quello insisteva e non dava segno di voler riaccendere la macchina e riportarla a casa. Fortunatamente da quel che gli aveva annunciato Giuseppe c'era ancora tempo. Le aveva detto, infatti, di non aspettarlo sveglia che avrebbe dovuto rientrare molto tardi. La sua cena di lavoro, infatti, era a più di cento chilometri da casa e anche se di notte non c'è traffico, Giuseppe le aveva detto che ci avrebbe messo quel che ci voleva tenuto conto che a cena avrebbe sicuramente bevuto anche parecchio. Così era il suo capo e così era sempre stato.
Anna guardò di nuovo l'orologio e tirò un sospiro di sollievo. Erano solo le nove e mezza. C'era tempo, ma fatto sta che Guido non mollava e lei non sapeva che fare. Adesso Guido le stava parlando del suo corpo e di come occhi, bocca, seno e gambe lo avessero turbato. "Senti" disse prendendole una mano e cercando di portarla sul suo inguine. Anna reagì immediatamente, ma nel farlo non poté non guardare dove Guido voleva condurla e saranno stati pantaloni perfettamente aderenti e ben stirati, ma lì c'era un gonfiore esagerato. Man mano che quello continuava a parlare, Anna si chiedeva: "ma un pompino è tradire? non l'aveva detto anche Clinton che non era sesso?" Più se lo chiedeva e più le veniva voglia. Prima di Mario e Giuseppe ne aveva fatti un po' e quella cosa che una tira fuori il cazzo dai pantaloni, lo prende saldamente in mano e poi lo mangia ricordava bene che senso di potere le dava.
"Insomma, basta" gli disse ad un certo punto spingendolo indietro sullo schienale con la sinistra, mentre con la destra gli afferrava il gonfiore della patta. Guido immediatamente si zittì e lei continuò in silenzio a fare quello che aveva iniziato.
Il cazzo era bagnato all'infinito e lei prese a raccoglierne il liquido con la punta della lingua. Poi lo mangiò e iniziò il pompino sporgendo le labbra ad accogliere la cappella e continuando a succhiare. Man mano che continuava sentiva distintamente bagnarsi le proprie cosce e fu grata a Guido quando con una manovra da contorsionista riuscì a scendere con la mano destra sotto la sua gonna e ad iniziare a titillarle il clitoride. Quando lui le venne in bocca, lei chiuse le labbra per non perderne neanche una goccia, temendo di sporcarsi, ma quel calore in bocca e quel tremore, unito alle dita di Guido sul clitoride la fecero venire con un mugolio soffocato.
A casa mentre faceva la doccia era combattuta tra il senso di colpa e un certo compiacimento. Il senso di colpa era leggero e lontano. In fin dei conti cosa era successo? Un pompino, che sarà mai! Non era innamorata di Guido, anche se doveva ammettere che era affascinante. E quindi era stato solo un modo per trarsi di impaccio. Compiaciuta era compiaciuta di aver fatto ad un uomo quell'effetto. Guido era davvero eccitato e, per quanto sapesse quanto gli uomini siano dei porci che a volte si eccitano per motivi incomprensibili, quella stupenda erezione era tutto merito suo, di quanto era bella, sexi e di quanto era brava a fare quello che aveva fatto. Poi si chiese per un attimo se Guido fosse piu dotato di Giuseppe, ma concluse presto che era una domanda stupida e che in fin dei conti le era proprio piaciuto fare quella cosa li. Grosso in bocca, caldo, duro, ma ancora leggermente elastico, una goduria. Che troia che sono, si disse, massaggiandosi il seno e sentendo li sotto ancora uno strano languore. Poi si disse che era vero: un pompino non è un vero tradimento, dai. Era una sbandata, una piccola sbandata, come quando le gomme scivolano un attimo per la pioggia eccessiva.
Andò a letto ripromettendosi di togliersi quel languore appena possibile con suo marito, che però tornò davvero tardi stravolto.
Marta, infatti, quella notte si era superata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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