tradimenti
La collega
02.12.2025 |
7.493 |
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"Ovviamente ci sono arrivata dopo che lei mi aveva già portato in orbita per bene..."
Avevo cambiato ditta e ufficio ormai da sei mesi. Non il mestiere. Quello sempre lo stesso. Solo pagato meglio.Gli orari erano rimasti più o meno gli stessi e anche la distanza da casa alla fin fine era rimasta sempre nell'ambito dell'oretta di macchina.
Io ero contento, mia moglie anche, visto che adesso guadagnavo di più e potevamo permetterci qualcosina di meglio.
Nel nuovo ufficio c'erano solo donne, tutte sulla sessantina, salvo una quarantina, come avrebbe detto Camilleri.
Erano tutte carine, ma certo la più giovane aveva un fascino che le altre non avevano, o forse avevano perso.
Lei, la quarantina, si aggirava tra le scrivanie spesso con gonnelline molto corte, leggere d'estate e più pesanti (lana immagino) d'inverno, ma comunque corte a scoprirle metà coscia. Era pure simpatica e ciarliera e quindi farci amicizia non fu complicato.
Ci si trovava alla macchinetta del caffè e spesso la ringraziavo d'avermi salvato da una delle sessantenni, vedova da qualche anno, che secondo me mi aveva preso di mira, nonostante avessi dichiarato esplicitamente d'essere felicemente sposato. La sessantenne era persino commovente nei suoi slanci apparentemente disinteressati, ma che in un modo o nell'altro ne mettevano in risalto il seno ancora prepotente o un sedere decisamente fuori sagoma.
"Se fosse un camion - dicevo a mia moglie, nei confronti della quale non avevo segreti - dovrebbe esporre un cartello per evidenziare il carico sporgente, tanto ha un culone fuori misura"
E mia moglie rideva e poi commentava: "come se a te i culoni non piacessero!"
Al che io rispondevo solo con un quando si esagera, si esagera e poi cambiavo discorso.
Fatto sta che un week end scanalando svogliatamente sul sito porno a cui ogni tanto davo un occhio mi capitò di imbattermi nella mia collega quarantina. Sulle prime non volevo credere ai miei occhi. Poi guardai meglio ed era proprio lei. Non avevo dubbi anche se il viso era sempre coperto da una maschera intanto che faceva le cose che le piaceva fare, ma un certo tatuaggio sulla parte alta della coscia destra non poteva dare adito a dubbi.
A quel punto visitai tutte le pagine che la riguardavano scoprendo un corpo che avevo solo intuito, ma soprattutto un appetito sessuale che certo non traspariva dalle nostre chiacchierate alla macchinetta del caffè.
A mia moglie non dissi nulla. Sapeva che ogni tanto prendevo ispirazione da quel genere di siti, prendere ispirazione era una sua espressione, ma quella volta e per quello specifico argomento non dissi nulla.
Solo che appena chiusi il PC avevo ancora il cazzo così duro che quando mi avvicinai e glielo feci capire (non che ci volesse molto ad apprezzare il bozzo come avrebbe detto l'ispettore Cluseau) lei, saggiandolo con la mano esclamò: "alla faccia dell'ispirazione stasera. E cosa hai visto? Un triangolo tra Vanna Bardot, Kira Noire e Iggy Azzalea? Dai andiamo di là che anche io ho un certo appetito."
Nei giorni successivi al lavoro ad un certo punto non resistetti più e chiesi alla conferma collega di non essermi sbagliato. Lei senza imbarazzi, dopo essersi per la verità guardata in giro per controllare che fossimo soli, ha ammesso la cosa. Aveva iniziato con il suo ex marito e adesso aveva continuato con il suo nuovo compagno. Trovava che non c'era niente di male a divertirsi un po' e io non riuscii ovviamente a darle torto. Le chiesi solo perché tutte quelle orge. Io non avevo mai provato, ma se c'era qualcosa che tentava la mia fantasia, ecco questo non erano le orge, ma piuttosto rapporti a tre. Con due donne, beninteso. Mi disse che era troppo tradizionale per i suoi gusti, anche se, confessò, più andava avanti e più apprezzava i rapporti con le donne. “Sai com’è – soggiunse – si invecchia e uomini ormai ne ho avuti così tanti che insomma preferisco le donne”
Quella sera raccontai a mia moglie quel colloquio e lei si mise a fare la gelosa, anche se dal suo tono sapevo che stava solo giocando.
Non ci eravamo mai traditi, almeno io di certo no e se lei l’aveva fatto era stata così intelligente e prudente da non farmi mai sospettare minimamente.
Nei giorni successivi una volta a letto, mentre ci facevamo le coccole, ovvero le stavo mordicchiando un orecchio mentre con la mano le carezzavo il monte, mia moglie se ne uscì con una frase che mi lasciò di stucco, tanto da farmi ritirare la mano immediatamente: “chissà com’ andare a letto con una donna?”
Poi, visto che mi ero irrigidito, mi tranquillizzò terminando la frase: “insieme a te, amore mio, ovviamente”
“Ma non saresti gelosa?”
“Alla nostra età? E poi di te?” rispose ridendo.
Facendo finta di non aver sentito la seconda parte ripresi a carezzarla e dopo poco lei mi disse: “lasciami e dammi il tuo bel cazzone, ché con le dita non sei mai stato un campione”
Ancora una volta mandai giù e mi presi il premio che mi spettava.
Tutto di lì in avanti continuò tranquillo. Unica novità fu che mia moglie volle vedere il sito con la mia collega e vedendola all’opera esclamò “ah però! Che maialina! Sembra proprio esperta”
Potete capire la mia sorpresa quando in ufficio qualche settimana dopo la collega iniziò a farmi battute sul mio ménage matrimoniale. Niente di che. Nulla di pesante, ma era un argomento che nelle nostre chiacchiere avevamo sempre evitato e invece adesso la collega se ne usciva con commenti sulle coppie che stavano insieme da tanto tempo, troppo forse?
Per giorni e giorni a casa non dissi niente su questa novità in ufficio finché una sera al rientro, dopo che la collega quel giorno era stata particolarmente esplicita sulle donne sposate che apprezzano le altre donne, affrontai mia moglie e le chiesi, così senza preamboli, cosa ne pensasse.
Meno male che ero davanti alla mia poltrona preferita a fare quei discorsi perché quando mia moglie rispose caddi di colpo sui cuscini.
“Ho conosciuto Luana, la tua collega, due settimane fa. Non voglio farla lunga: ci sono finita a letto, amore mio. Non sai che voglia avevo di leccare ed essere leccata. Non te ne avevo parlato per non ferirti, anche se tu non c’entri niente. Deve essere l’età. Da ragazza, come sai, mai avute esitazioni. Ma adesso, ficcare il naso in quel boschetto è stata una benedizione. Ovviamente ci sono arrivata dopo che lei mi aveva già portato in orbita per bene. Tu non hai idea della delicatezza delle sue dita. E poi a noi donne, specie adesso, bastano davvero le dita anche per essere penetrate. A parte che lei, come hai visto anche sul sito, ha dei vibratori di tutte le misure, ma non servono, bastano le sue dita, le sue labbra e le sue dita. Anche se uno, per la verità, me lo ha fatto provare. O erano due? Dai non ricordo. Non importa, no?”
Io non sapevo cosa fare. Ero ammutolito, a metà tra lo sconforto e l’eccitazione. Avere davanti a me mia moglie che mi parlava di sesso e il ricordo delle gonne corte della collega in ufficio, ma soprattutto me la vedevo quando bevevamo il caffè appoggiare le labbra alla tazzina e a volte far spuntare la lingua per suggere una goccia ancora sul cucchiaino o sul bordo della tazzina, cazzo, cosa dovevo e potevo fare?
Tradito con una donna, come il conte Mascetti in Amici miei!
Lei, mia moglie, mi vide così avvilito che mi si accoccolò sulle gambe e prese ad accarezzami dicendomi che tra noi non era cambiato niente e per convincermi, più tardi, prese l’iniziativa e mi face un pompino, cosa che non faceva da un sacco di tempo.
Io quella sera prendendola da dietro le chiesi: “la fai scopare anche a me?”
“No a te no, perché siete colleghi.”
Poi sospirando, dopo che i miei colpi per la rabbia erano diventati ancora più profondi, lei a mezze parole per l’eccitazione che le stava montando, mi disse: “ne troviamo un’altra, se vuoi. Ma ora, ti prego, scopami che non è vero che non mi piace più il cazzo, il tuo bel cazzo”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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