Lui & Lei
il divo
16.01.2025 |
380 |
4
"Dopo, in camera da letto, dopo che lei si era beata ad ammirare e baciare e a leccare quel corpo da statua mentre suo marito le carezzava un fianco e le tocchettava con la lingua un seno, lui, il..."
Ne avevano discusso a lungo. i particolari sono importanti. Lei era stuzzicata dall'idea di farlo in tre e allo stesso tempo respinta. Era piena di dubbi. Come potevano farlo e rimanere come prima?Lui diceva di sì, ma lei, lei era certa che mentisse. impossibile. e se aveva ragione lei, allora lui non l'amava veramente. e se non l'amava allora tanto valeva accettare.
E se al contrario lui fosse stato sincero e davvero pensava che quel che avrebbero dovuto fare non avrebbe cambiato niente del loro amore, se lei si fosse sbagliata, se avesse avuto ragione lui, allora, di nuovo, valeva la pena accettare.
Ne parlarono per mesi. Lui diceva che lei doveva decidersi, ma lei, lei non riusciva proprio a decidersi.
Poi al suo compleanno, lui la portò fuori a cena. bel ristorante. accogliente. terrazza. mare. e a fine cena la sorpresa. Dal fondo della sala comparve un uomo. Sulle prime lei non lo riconobbe. Poi ebbe dei dubbi, ma più si avvicinava, più la somiglianza era tale che alla fine non ebbe più dubbi. Era lui. Il suo attore preferito. Lei rimase scioccata. e dopo, a casa, gli chiese come aveva fatto. "Sai come è: un amico di un amico.... insomma l'ho contattato e saputo che era il tuo compleanno e che tu eri una sua grande fan ha accettato"
"Amore mio" fu l'ultima cosa che gli disse prima di abbracciarlo con passione.
Nel farlo, in una piccola pausa, lui le sussurrò: "Lui è d'accordo per farlo in tre. Devo solo chiamarlo di nuovo" "Ma chi?" "Lui, l'attore" "Non ci credo..." gorgogliò lei. "e lo faremo come vuoi tu" le sussurrò lui e lei, lei scoppiò a ridere e lo abbracciò di nuovo.
Il giorno dopo, lui la chiamò dall'ufficio e le preannunciò un ospite per cena. "Chi è?" "Vedrai"
Lei non ci pensava neanche più. Solo per un attimo le passò per la testa e sorrise all'idea. Impossibile. "Sarà il solito collega sfigato" si disse.
In ogni caso un ospite è un ospite e preparò tutto per bene.
Alle sette lui rientrò. Solo. L'ospite sarebbe arrivato più tardi. "Ma chi è?" "Vedrai" "Cambiati perché è uno importante" Lei si cambiò. Niente di eclatante. Solo a posto per non fare brutta figura.
Poi alle otto passate suonarono il campanello e lui le disse di andare ad aprire. Lei andò e se lo trovò davanti. Di nuovo. il suo attore preferito. bello come il sole. Lui! Lì! A casa sua! Le tremarono le gambe. Lo fece entrare e chiamò con forza il marito, che arrivò disinvolto e fece accomodare l'ospite in sala.
Dopo cena tornarono in sala. Lei si era un po' sciolta. Non troppo. Aveva bevuto. Il vino aveva fatto il suo effetto. Ma era difficile. Il suo attore preferito! A cena a casa sua. Cosa avrebbero detto le sue amiche, quelle con cui spesso chiacchieravano di chi fosse il più bello e il più sexi e quello era sempre ai primi posti?
Il marito, nel sedersi di fianco a lei, le sussurrò che lui, l'attore, era d'accordo. se lo aspettava, anzi.
"Da meee?" quasi le uscì un urletto. "Sei pazzo" "Vuoi che ti lasci sola con lui?" "Non ti azzardare!" "E allora..." le sussurrò il marito allungandosi verso di lei e dandole un bacio sulle labbra. Lei le strinse. Lui insistette, forzandole. Lei resistette. Poco. Poi cedette e si fece baciare. A lungo. La lingua di suo marito le carezzava le labbra. Con gli occhi mentre il marito la baciava lei guardava quell'altro. Che imbarazzo!
Quasi l'avesse sentita, l'attore si alzò dalla poltrona e le si avvicinò. Il marito, come ad un segnale, la lasciò e lui, quel gran figo, si abbassò a baciarla. Lì non resistette neanche un secondo.
Dopo, in camera da letto, dopo che lei si era beata ad ammirare e baciare e a leccare quel corpo da statua mentre suo marito le carezzava un fianco e le tocchettava con la lingua un seno, lui, il marito aveva preso a prenderla come piaceva a lei, con forza, passione e vigore, mentre davanti ai suoi occhi increduli quello si carezzava lentamente il cazzo.
Ad un tratto, come in un sogno, il marito si interruppe dentro di lei e prese a muoversi pianissimo avanti e indietro e Dopo un periodo che a lei sembrò un secolo, lui arrivò al letto e le porse quel gran cazzo da leccare. non era ancora perfetto. sotto i suoi baci lo divenne in poco tempo. intanto il marito le si muoveva dentro continuamente con lentezza e fermezza assoluta. Le sembrava nel mangiare il cazzo benedetto dell'altro che anche il cazzo di suo marito divenisse più grosso e duro e rigido.
Ingoiandolo ne assaporò con calma e voluttà il gusto deciso di maschio. "Che cazzo stupendo!" pensò. "Che troia che sono!" poi togliedoselo dalla bocca lei urlò: "sìììì" e a quel segnale il marito riprese a prenderla con forza infinita.
Vennero tutti e tre insieme, il marito dentro di lei e l'attore nella sua bocca.
Dopo lei corse in bagno a pulirsi e quando rientrò lui, l'attore, non c'era più. "Peccato" pensò lei.
Forse intuendo il marito la rassicurò: "Quando vuoi, amore mio, quando vuoi"
"Da sola?" azzordò lei con una vaga speranza. "No, quello no. E' il patto, ricordi?" "Hai ragione" lo rassicurò lei, pensando che da qualche parte, era certa, lui, l'attore, le avesse lasciato il telefono, che ovviamente il giorno dopo chiamò con una scusa banale. Non poteva resistere. Era stato lui ad iniziare.
Con l'attore si rivide molte volte. Aveva un corpo e un cazzo che la faceva impazzire. A lui permise cose che a suo marito aveva sempre negato. Non era colpa sua. Era più bravo e, poi, aveva un cazzo, ma un cazzo a cui era impossibile dire di no.
Mesi dopo, una sera lei si vantò di averlo rivisto, così per sbaglio in centro in un negozio. Da tempo aveva una voglia tremenda di confessare ogni cosa al marito. D'altronde era stata colpa sua se lei.... Il marito si mise a ridere e le rivelò ogni cosa.
"Un sosia?????" quasi urlò lei, quando lui le rivelò il trucco. "Una agenzia che affitta sosia????!?"
Mortificata, si chiuse in camera, quella sera. Non gli voleva più parlare. Poi giorni dopo fecero al pace. "Mai più?" "Mai più!" disse lei.
Che stronzo anche quell'altro. "Domani gliene dico quattro a quello stronzo" pensò lei, prima di spegnere la luce.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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