tradimenti
La libraia
09.02.2026 |
4.157 |
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"Che scopata!
Quando, durante quel pomeriggio, mentre mi faceva un pompino sontuoso, indossando una piccola maschera nera di pizzo, le chiesi, speranzoso, quale fosse il genere che preferiva, ..."
Amo molto leggere. Mia moglie meno. Molto meno.Lei è una donna pratica, molto intelligente, ma pratica, tutta dedita a risolvere i mille problemi che la vita ogni giorno frappone tra noi e non dico la felicità, ma almeno la tranquillità.
Il nostro tran tran è questo: lavoriamo entrambi molto, poi io nel poco tempo libero mi assento con un libro, mentre lei frequenta le amiche. A letto? Sufficiente, anche se al di là delle, diciamo così, esigenze corporali a me piacerebbe viaggiare un po’ di più con la fantasia, mentre lei, mia moglie, anche in questo caso mi tiene giù sempre sul pratico. Mettilo lì, fai così, ecco bene, continua e cose così.
Ripeto: non è che io non sia soddisfatto, ma insomma…
Mesi fa ha aperto nel quartiere una nuova libreria. La gestisce per lo più una quarantenne e raramente suo marito.
Quella competente è lei. Il marito, invece, si capisce subito che di letteratura non capisce una acca, ma fortunatamente, come dicevo, di solito c’è lei.
Siamo entrati quasi subito in confidenza. Mi diceva che è così raro trovare uomini che leggono che subito, diceva, le sono risultato simpatico e anche a me lei è piaciuta. Ogni volta che chiedevo un consiglio dimostrava una sensibilità e una conoscenza decisamente superiori. Se poi ci aggiungete che è pure una bella donna, non vi meraviglierete a scoprire che ho cominciato a frequentare quella libreria con assiduità.
Ci passavo quasi ogni sera al rientro dal lavoro. Certe sere, quando uscivo sul presto, in libreria c’era ancora qualche cliente. La maggior parte delle volte, invece, arrivando io verso le 19 abbondanti in libreria c’era solo lei, la libraia, che mi accoglieva festosa con un sorriso contagioso.
È stato così che abbiamo iniziato a metterci comodi e sfogliare insieme gli ultimi romanzi usciti, di cui lei di solito sapeva già tutto e dei quali mi invitava ad apprezzare a volte la qualità della scrittura, altre la fantasia della trama, altre ancora la sottigliezza psicologica dei protagonisti.
Ci si sedeva in fondo in una piccola saletta sul retro che lei aveva arredato con un piccolo divano in pelle nera e una lampada da lettura.
Avete già capito come è andata a finire.
Da quella sera cercavo di rientrare il prima possibile, mentre a mia moglie avevo detto che mi aveva assegnato un lavoro così pesante che dovevo fare tardi spesso, spessissimo.
Poi dato che il tempo comunque era quello che era, lei, la libraia, mi chiese se non mi era possibile qualche pomeriggio prendere ferie e raggiungerla. Ovviamente era possibile.
Ora non voglio tediarvi con particolari così simili nella mia storia a qualsiasi altra. Quello che però ha caratterizzato questa nostra storia d’amore è stato che dopo qualche incontro lei, la libraia, iniziò a vestirsi e atteggiarsi e comportarsi in maniera coerente ad un certo romanzo o ad un certo genere. Non so se riesco a spiegarmi, ma, solo per cercare di farmi capire, un pomeriggio, dopo aver chiuso il negozio ed aver esposto il solito cartello, lei mi portò nella saletta, mi chiese di sedermi ed aspettarla, sparì e ritornò vestita da Star Treck e si mise a parlare con frasi tratte dai romanzi di fantascienza più noti (la trilogia di Asimov, ma anche il Ristorante al margine dell’universo). Il costume indossato fortunatamente si tolse alla svelta, ma non così, ovvio, l’acconciatura dei capelli e il trucco al viso e agli occhi e devo confessarvi che scopare con una bella aliena fu davvero stimolante.
Il suo periodo romantico (la Lessing e Virginia Woolf) fu un po’ una palla. Lentissime penetrazioni e lunghi silenzi, ma, forse per compensare un poco, quello successivo fu dedicato alla letteratura erotica e lì sia io che lei abbiamo dato il nostro meglio.
Che scopata!
Quando, durante quel pomeriggio, mentre mi faceva un pompino sontuoso, indossando una piccola maschera nera di pizzo, le chiesi, speranzoso, quale fosse il genere che preferiva, lei, non estraendo il cazzo del tutto dalle labbra, borbottò un “decisamente questo” ed io, a quel punto, allungandomi tutto riuscii ad arrivare al suo magnifico culo e a sfiorarle il buchetto. Era tenero e prensile. Ancora una volta non smettendo di tenerlo in bocca soffiò “dopo” e poi come si sa, ogni promessa è un debito. Calvalcarla tenendole stretti i fianchi e affondando in quel suo culo burroso fu una esperienza dannunziana.
Quel periodo e quella letteratura durò qualche bella settimana, durante la quale una volta, abbracciati su quel divanetto, esausti, sudati e felici lei se ne uscì con “Sai quale è l’unica letteratura che mio marito apprezza?”
“Questa??” domandai io titubante.
Lei non rispose, ma prese il mio pisello tra le mani e menandomelo lentamente disse: “è un tale porco! Peccato che non abbia un cazzo bello come il tuo anche se quando giochiamo con qualche amico devo dire che tutto si compensa, no?"
Riuscite ad immaginare cosa è successo dopo? Se non ci riuscite vi regalo la serie completa di Sanantonio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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