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Prime Esperienze

Cicciona


di poeta57
29.10.2025    |    5.774    |    4 9.5
"Il padrone di casa allora si liberò della presa di Marcello, gli si inginocchiò davanti e prese a succhiargli il cazzo, mentre lei, ormai in estasi per le dita di Marcello che le avevano..."
Lei era decisamente sovrappeso. Alta era alta e quando da ragazza era magra tutti le facevano i complimenti per il fisico perfetto. "hai un culo che è una favola" le diceva suo marito. "Cazzo che tette che hai" proseguiva quando ci ficcava dentro la faccia.
Poi le gravidanze, il divorzio, i casini legali e le figlie che avevano preso a darle un sacco di pensieri.
E adesso era decisamente sovrappeso. Non un chilo, non due, non dieci, di più, di più.
Per quello non si era neanche tanto stupita quando dopo il divorzio e qualche suo timido tentativo di accalappiare qualche uomo, inutile peraltro, nessun uomo le aveva mai più rivolto la parola se non per lavoro o obbligo sociale.
Ormai erano anni che ci aveva rinunciato e se la castità forzata all'inizio le era pesata (quanti ditalini!), adesso ci si era abituata e non ci pensava neanche più.
Certo continuava ad andare dall'estetista per sentirsi in ordine. Odiava i peli superflui e quando si guardava, raramente, allo specchio mezza nuda si diceva che già faceva schifo così, figurarsi se non si fosse depilata come Dio comanda.
Fu per quello che quando Marcello iniziò a mettersi a chiacchierare con lei senza motivo lei si stupì un poco. Non solo quello le parlava senza esserne obbligato, ma a dire il vero, se non ricordava male, quello stava cercando di intortarla su per portarsela fuori.
Quando lui glielo propose lei si negò. A parte il fatto che era dieci giorni che non andava dall'estetista e quindi non era apposto, ma poi questo qui cosa vuole? Sarà mica un maniaco a cui piacciono le ciccione? E se anche fosse, si chiese, che male ci sarebbe? E' che è un pervertito, sicuramente. E quindi rifiutò.
Ma alla terza proposta accettò.
La serata fu molto piacevole e Marcello si dimostrò un signore in tutto. Intanto, ovviamente, pagò lui la cena, poi la portò in un locale sul mare dove rimasero a lungo a chiacchierare e bere ancora qualcosa. Infine, verso mezzanotte, la riportò a casa e nel lasciarla non provò neanche a darle un bacio se non quello classico sulla guancia.
"Che sia un culatone in cerca di compagnia?"
Fatto sta che il giorno dopo Marcello la richiamò, la ringraziò della bella serata e le propose di rifare l'esperimento, così lo chiamò, dopo qualche giorno.
Cosa che avvenne, sempre allo stesso modo. Cena, locale, chiacchiere e rientro pudico a casa.
E anche la terza volta stesso copione. Salvo che ogni volta cambiava il ristorante e il locale dove andavano dopo, il resto era tutto uguale.
Marcello era un conversatore fantastico, pieno di buone qualità e lei, lei stava per innamorarsene un poco, quasi fosse una ragazza e non avesse più di quarant'anni e un matrimonio alle spalle.
Quando Marcello la portò a conoscere sua madre, lei non ebbe più dubbi: è omosessuale! Non può essere un uomo così all'antica. Ormai scopano tutti anche prima di darsi il buongiorno e la buonasera. Cosa c'è che non va in me? Certo sono cicciona, ma non è che lo scopre solo alla terza volta che usciamo.
Decise di giocare un po' più sporco. La sera che Marcello le propose di uscire un'altra volta, lei si presentò con un vestito decisamente sexi e soprattutto accompagnata da un suo vecchio amico omosessuale a cui aveva confessato la cosa.
La serata fu ancora più bella delle precedenti. I due uomini sembravano avere molto in comune e spesso nella conversazione lei rimaneva un poco esclusa, salvo che dopo qualche secondo, non di più, Marcello rendendosene conto la coinvolgeva di nuovo.
La serata quella volta proseguì a casa del suo amico omosessuale. Faceva parte del piano che lei e il suo amico avevano architettato per scoprire se Marcello fosse davvero culo o no.
Arrivati in quell'appartamento il suo amico annunciò che andava a mettersi qualcosa di più comodo e tornò in salotto solo con un paio di calzoncini e una maglietta attilata. Sotto i calzoncini ogni volta che si muoveva si vedeva chiaramente il cazzo muoversi libero e leggermente eccitato.
Marcello sembrò non farci caso ed anzi, quando all'inizio quell'altro sparì per cambiarsi, lui si fece più vicino a lei, quasi a sfiorarla e quando quello tornò così mezzo nudo, Marcello le mise una mano su una coscia senza alcuna intenzione di toglierla.
Finalmente pensò lei, prendendogli la mano e facendola salire verso l'inguine di qualche centimetro.
Marcello allora salì ancora di più con la mano e sporgendosi verso di lei la baciò delicatamente.
Intanto il padrone di casa vedendo quella scena si era decisamente e completamente eccitato e la cappella del suo cazzo sporgeva dai calzoncini.
Marcello senza smettere di baciarla, con uno sguardo fece un cenno al padrone di casa e con la mano, picchiettando sul divano vicino a sé, lo invitò ad andare a sedersi vicino a lui e quando quell'altro lo fece, sempre senza smettere di baciarla, Marcello allungò una mano e prese il cazzo del padrone di casa in mano scappellandolo definitivamente.
Riaprendo gli occhi lei vide quella scena e per un attimo si irrigidì ritraendo un poco la testa, ma Marcello la inseguì e riprese a baciarla con passione, al che lei richiuse gli occhi, godendosi quel bacio che arrivava dopo quasi dieci anni di castità involontaria.
Adesso lei era tutta riversa sul divano e Marcello con la sinistra le aveva alzato la gonna scoprendo quelle cosce bianche, piene, grosse, grasse, consistenti mentre con la destra continuava a menare il cazzo al padrone di casa, che nel frattempo gli aveva tirato giù la zip scoprendo a sua volta il cazzo di Marcello ancora non eretto.
Il padrone di casa allora si liberò della presa di Marcello, gli si inginocchiò davanti e prese a succhiargli il cazzo, mentre lei, ormai in estasi per le dita di Marcello che le avevano raggiunto la figa mugolava continuamente un sì, contenuto, ma insistente, seguito da un finalmente, finalmente.
Marcello finalmente eretto la fece girare e mettere alla pecorina scoprendole quel culo enorme e lattiginoso. Dopo averle carezzato la figa che era decisamente un lago (quando dopo lui glielo disse lei rispose: e lo credo dopo dieci anni di astinenza!) la prese infilandosi tra quelle carni sovrabbondanti mentre il padrone di casa, invogliato dalla vista del culo di Marcello prese a fare lo stesso al culo di Marcello, che, dopo essere stato lubrificato dalla saliva del padrone di casa, lo accolse irrigidendo la schiena. Marcello, quasi spinto dalle spinte che a sua volta riceveva, prese a scoparla con maggiore vigore e lei venne in due e due quattro e subito dopo si rialzò, si ricompose e, lasciando il divano ai due uomini, si mise a sedere in poltrona.
"Ma guarda te cosa bisogna fare per una scopata! Solo perché sono cicciona"
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