Lui & Lei
amore matrimoniale 2
02.10.2025 |
2.522 |
2
"Lui aveva visto su internet donne che mentre facevano un pompino penetravano l'uomo alla ricerca della prostata e si era sempre chiesto cosa si dovesse provare..."
Erano sposati da anni. Una relazione stabile, a prova di bomba. Lui, Giuseppe, ogni tanto l'aveva tradita, ma stando ben attento che le probabilità di essere scoperto fossero se non nulle, certo ridotte al minimo.Si erano sposati relativamente giovani e anche se entrambi avevano avuto prima delle storie lunghe nessuno dei due era mai stato geloso né di qualche sguardo birichino che l'uno o l'altra a volte lanciava a uno o a una sconosciuta, né, tantomeno, del loro passato.
Anzi lei ogni tanto usava la sua lunga storia con il suo primo fidanzato, Mario, per eccitare il marito. Cosa avevano fatto, quanto ce l'aveva grosso, quanto era bravo, insomma argomenti che stimolavano la competizione e ai quali lui, il marito, tutte le volte abboccava moltiplicando gli sforzi e l'energia per renderla una donna felice e soddisfatta.
Insomma questo Mario tornava spesso nella loro camera da letto e tutte le volte per eccitarlo lei gli diceva che lui, Mario, ce l'aveva enorme.
Giuseppe questo Mario l'aveva anche conosciuto e lungi da sembrargli una mezza sega, certo non gli era parso un adone e men che meno un latin lover. Quale fu quindi la sorpresa quando dopo una partita scapoli ammogliati se lo trovò nudo nello spogliatoio.
La prima sorpresa era stata trovarlo tra gli scapoli. Aveva capito che si fosse felicemente sposato e avesse avuto anche dei figli. Quanti non ricordava. Si ripromise di chiederlo alla moglie quella sera. La seconda fu che quel cazzone tanto declamato dalla moglie in realtà gli sembrò assolutamente normale. Guardandolo di nascosto sorrise. Quanto sono stronze le donne, pensò, ridendo dentro di sé. Oddio, poi pensò, una cosa è un cazzo a riposo e un altra è bello dritto, ma quel coso lì sembrava essere in grado di raggiungere solo la sufficienza. "Che stronza che è Anna! Solo per farmelo tirare di più, come se avessi fatto fiasco anche solo una volta" pensò.
Rientrato a casa, trovò la moglie che chiacchierava amabilmente con una biondina mezza slavata.
Una nuova collega, gli disse. "Marta. Molto simpatica" gli disse presentandogliela.
Anche lui si presentò tendendo la mano, poi le salutò chiedendo il permesso d'andare a fare una doccia. Al suo rientro in sala la collega non c'era più e la moglie, garrula, gli tornò a magnificarne le doti di intelligenza e umorismo.
Lui, accondiscendente, le chiese se quell'altra, Marta, fosse sposata e avuta risposta positiva invitò la moglie ad organizzare una cena a quattro per conoscersi meglio.
Poi affrontò l'argomento Mario e finirono, tra le risate, a rincorrersi in sala, con lui che la accusava di avere sempre mentito e lei che continuava a ripetergli che avrebbe dovuto vederlo eccitato. Quando alla fine lui la afferrò, si baciarono e finirono in camera a scopare. Per l'occasione e approfittando della doccia che lui aveva appena fatto, lei si produsse in un lungo pompino, ricamando e mangiando più e più volte, mentre continuava a ripetere, appena poteva, quanto era grosso il cazzo di Mario quando ce l'aveva duro. La cosa stavolta era comica e lui dovette sforzarsi per mantenere l'eccitazione, aiutato in questo dalla tecnica sopraffina della moglie.
La cena con Marta e suo marito capitò la settimana seguente.
Tanto Marta era una biondina dal fisico quasi inesistente, quanto il marito, Guido, era massiccio e muscoloso. Dopo le presentazioni di rito, la conversazione a tavola decollò e fu davvero evidente l'intelligenza e l'ironia di Marta. Guido, suo marito faticava a starle dietro, mentre Anna rideva e lui, Giuseppe, una volta entrato nello spirito giusto, aveva iniziato a rispondere a tono, una battuta via l'altra nell'allegria generale.
Da quella sera le due coppie si videro spesso e ogni volta sia Anna che Giuseppe apprezzavano lo spirito di Marta.
"Te la faresti?" gli chiese una notte che non riuscivano a prendere sonno. Avevano visto un film che li aveva turbati e adesso erano là sdraiati a guardare il soffitto.
"Ma chi?" rispose lui che stava pensando agli orrori che avevano appena visto sullo schermo.
"Marta, no? Mi pare andiate molto d'accordo" continuò Anna.
"Ma cosa dici? Non ha niente addosso e a me le donne piacciono con della sostanza" rispose lui mettendole una mano sul fianco e scivolando sul culo.
In effetti le due donne fisicamente erano l'opposto l'una dell'altra. Tanto Anna era alta, slanciata sì, ma con tette e culo a sufficienza, quanto Marta era piatta, piccola e con un accenno di culo basso.
Ma era estremamente intelligente e vivace e lui, Giuseppe, non riuscì neanche bene a capire come fosse finito mezzo nudo a casa di lei con lei sopra che lo cavalcava con grande energia mugolando dal piacere.
Dopo, ancora sdraiati mal messi su quel divano, Anna gli confessò che le piaceva da pazzi scopare e che lui, Giuseppe, le piaceva da pazzi e che come sospettava fin dal primo momento Anna era una donna fortunata ad avere quel maschio tra le cosce.
Giuseppe, ancora mezzo tramortito dall'essere venuto come un fiume in piena, la guardava e non riusciva a rendersi conto di come aveva potuto scopare una donna così insignificante da un punto di vista fisico. Anna forse intuì quei pensieri o forse voleva solo il bis tanto che non lasciò passare neanche un attimo e scese a leccarglielo ancora sporco dall'amplesso precedente.
Poi allungando una mano sotto il culo di lui e sporgendo il medio alla ricerca del buco, rialzando la testa gli disse: "non sai quanto è bello desiderare fortemente di essere presa" A quella frase e col dito che gli carezzava il buco del culo Giuseppe perse la testa. Anna non gli aveva mai fatto un massaggio così e anche le altre sue amanti erano state sempre estremamente tradizionali. Lui aveva visto su internet donne che mentre facevano un pompino penetravano l'uomo alla ricerca della prostata e si era sempre chiesto cosa si dovesse provare. Lì, con Marta che l'aveva circuito solo parlandogli, come lui aveva fatto molte volte con tante altre, e quella frase e quel dito che entrava pian piano, Giuseppe iniziò a straparlare dicendole che lui voleva essere la sua troia e che lei doveva prenderlo e farlo suo. Cosa che lei fece, spingendosi con decisione su, su per il culo fino a carezzarlo dentro in profondità. Quando sentì le nocche sul proprio culo e le dita dentro (che il medio non le era bastato e ci aveva aggiunto l'indice), il cazzo gli sembrò esplodere e poco prima di venire lui le disse di smetterla che voleva scoparla ancora e ancora. Cosa che lei fece, mettendosi a pecora e facendosi prendere. Intanto che la inculava Giuseppe, come ultimo pensiero, si disse che il culo era l'unica cosa bella di Marta. Le poggiò entrambe la mani su quell'inizio di chiappe, la aprì il più possibile e gli mise dentro con un colpo secco fino in fondo. Al che lei ansimò e venne di nuovo. "Anche Guido mi prende così, ma mai così forte e potente, amore mio"
"Amore mio" in bocca di Marta nei suoi confronti lo irritò un po'. Non era certo il suo amore. Era successo una volta e non sarebbe successo una seconda, si disse chiudendosi la porta dell'appartamento alle spalle. Era tardi e rientrò a casa senza una scusa decente.
Era sempre stato fino a quel momento così prudente. Cosa aveva Marte da portarlo così vicino alla perdizione? "L'intelligenza" si rispose indulgente. "E poi quel dito nel culo..." mai più si disse, sedendosi a cena.
Anna non fece domande sul perché di quel ritardo. Cenarono e dopo poco andarono a letto.
Allungando la mano sotto le lenzuola, Anna lo cercò e ridendo gli disse: "stasera non si vola, mi pare"
Lui la abbracciò e la strinse a sé.
"Che strano odore che hai, Giuseppe. Mi ricorda qualcosa..."
"Pesce al forno? è quello che ho mangiato oggi in mensa. C'era una puzza! Il cuoco doveva aver bruciato qualcosa" rispose lui.
"Boh, sarà. Avrei detto che fosse il tuo odore quando sei venuto. Lo sai che mi fa impazzire"
Quelle parole, la mano di lei che ancora glielo carezzava scappellandolo e la mano di lui che gli raccoglieva il seno pesante libero sotto la maglietta, fecero il miracolo e lui riuscì a scoparla nonostante quell'altra due ore prima gli avesse bevuto anche l'anima.
(continua)
marito moglie pompino oralità scopata scambio coppie sesso anale cuckold implicito festa scapoli ammogliati
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per amore matrimoniale 2:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
