tradimenti
Pagamento
17.01.2025 |
997 |
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"Carezzava e si strusciava e quello, sotto la tela secca e ruvida dei jeans cresceva, cresceva proprio bene..."
L'aveva già fatto altre volte. Non era una novità. Aveva iniziato quando davvero i quattrini erano un problema. Quello dell'armadio? Forse. Sì, doveva essere stato quello il primo. Non ce li aveva. Davvero. Lui era passabile. Gentile. Onesto. Silenzioso. Pulito.Gli aveva chiesto uno sconto. Forte. Non ce li aveva. Cosa doveva fare? Dell'armadio c'era bisogno e lei, lei, loro, non avevano soldi abbastanza. Sì, era stato lui il primo.
Rapido. Indolore. Una doccia, dopo, e via. Sotto la doccia, ricordava ancora, si era sentita poco bene. Una puttana?!?! Aveva quasi vomitato. Lo stomaco le si era girato sotto sopra. L'acqua calda l'aveva salvata. Sicuro. No. Non era una puttana. Non c'erano stati soldi. Solo l'armadio e basta. anzi non tutto. Una parte l'aveva pagata. Non era una puttana: non esiste. Una puttana che paga per essere scopata che puttana è?
Una cretina? si domandava. Che cretina! si rispondeva. Darla via per uno sconto! Non ricordava. Mille euro? Boh? Certo che gli uomini sono tutti dei maiali. Cosa avrà raccontato in ditta, poi? Sconto, evidente. Una lavata di capo e basta.
Non era una puttana e neanche una cretina. era solo una che aveva bisogno. e non era colpa sua se il mondo girava così.
Ma quella volta lì era diversa. quello stronzo solo perché era giovane e lei, insomma, non più tanto, ecco, sì, insomma la metteva giù dura. non voleva. resisteva. E lei pagare tutto, beh, insomma, dai...
Ci aveva già fatto i suoi ragionamenti. Con quei soldi si voleva comprare un regalino per lei. qualcosa che non si doveva neanche sapere. Tanto gli uomini non si accorgono mai di niente. niente. mai. Puoi tagliarti i capelli più corti di cinque centimetri che niente, neanche un plissè.
Ma quello resisteva. giovane.... e stronzo!
"Insomma non posso, signora. che gli dico al padrone? che mi sono scopato la cliente? su faccia la brava"
“E’ che non ti piaccio..."
Insensibile anche alla tattica gatta morta. e allora? quale?
Allungò la mano. Lui non si ritrasse. Gli carezzò l'inguine. Subito reagì. Era un ragazzo. "Meno male" pensò lei.
"Faccia quello che vuole, ma la fattura deve pagarla. intera!"
Che stronzo! così sono gli uomini. stronzi e non si accontentano mai di niente. stronzi.
Continuò a carezzarlo, mentre con la coscia gli si sfregava un po'. ovviamente aveva messo una gonna. Pronta. Non sono mica scema. Carezzava e si strusciava e quello, sotto la tela secca e ruvida dei jeans cresceva, cresceva proprio bene.
"Signora, la smetta. tanto paga quello che deve pagare!"
"Bè, mal che vada avrò passato un bel pomeriggio" pensò chinandosi in avanti a slacciargli la patta.
Il pomeriggio fu frettoloso, ma piacevole. Finì con lei col pezzo di carta in mano che cinguettava: "Poi passa mio marito in negozio..."
Dopo, facendosi la solita doccia, si disse che un regalo se lo era fatto. Diverso. Meno prezioso, forse, ma sempre un regalo.
"Evidentemente non sono ancora così da buttar via" si disse guardandosi allo specchio nell'asciugarsi.
La sera, al rientro, dopo cena, disse al marito della fattura da pagare. lui brontolò e si mise a guardare la tv.
"Io esco, caro" "Vedo Carla" e prese la porta. in strada l'aspettava in auto la sua amica a cui aveva telefonato, preannunciandole novità piccanti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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