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La fotografa seconda parte


di poeta57
14.04.2026    |    1.756    |    3 9.7
"Poi parlammo della mia passione per la fotografia e quello scemo di mio marito raccontò della sua, compreso il fatto che tutti i giorni dal mattino presto fino a pomeriggio inoltrato era in mare a..."
Il giorno seguente rimasi casa buona, buona. Volevo riordinare l’archivio e lavorare un po’ in postproduzione. Partii subito con quel tizio e quello fu in parte un errore, perché dopo un’oretta che ci lavoravo su, ingrandendo, osservando, cercando la giusta prospettiva, ecco un calore mi avvolse tutta e tornare con la mano tra le mie gambe fu l’unico rimedio. Peccato che una volta non bastò e neanche tanto la seconda, anche se la terza volta fu quasi una carezza affettuosa, più che un vero toccamento. Dopo la doccia, andai a farmi un bagno e poi tornai a mettere a posto panorami e primi piani di Aldo e selfie che ci eravamo fatti, Quella attesa non bastò a farmi tornare diciamo normale, tanto che quando mio marito tornò e ancora una volta si fece avanti, io, forse mi capirete, ero già sazia, quantomeno per mio marito.
Il giorno seguente tornai, presto, presto, sperando di godermi l’arrivo in spiaggia, il denudamento e tutto il resto, ma lui era già lì e peraltro con una bella ragazza. Che delusione. La tizia anche lei era proprio bella e ben fatta, ma io non ero interessata ai suoi seni aggraziati e ad un pòpò bello rotondo. Mi alzai per andarmene, quando, nel girarmi per l’ultima volta, vidi che lui a sua volta si era alzato in piedi, bello nudo, e con una mano mi salutò sorridendo. Imbarazzata quasi corsi via non dopo aver notato che evidentemente i due dovevano aver iniziato qualcosa perché lui era bello dritto.
Camminai per un po’. Poi appena entrata in una leggerissima boscaglia (mannaggia alla Sardegna che non ha alberi veri) mi fermai, tirai fuori il teleobiettivo e scattai e scattai. Lei che glielo succhiava, no, non potevo, ma poi come fermarmi. Me ne andai e smisi solo quando lei si sdraiò sulla pancia e lui da dietro la prese. Anche in quel caso, ma doveva essere la mia immaginazione, mi parve che proprio mentre poggiava il suo inguine al sedere di lei, lui si girasse nella mia direzione.
Casa, subito e doccia immediata.
Quella sera quando mio marito tornò non ebbe neanche bisogno di chiedere. Avevo un appetito che non fossi stata una signora avrei chiamato su anche il portinaio del complesso turistico. Che scopata quella sera. Come vi ho già detto, io sono una donna sposata e soddisfatta. Mio marito ha un signor pisello che quella sera usò per bene, ma io ero talmente calda che non solo gli feci un lunghissimo pompino, ma poi mi aprii e mi offrii come piaceva a lui, con le gambe spalancate. Come arrivò in fondo e quante volte e ancora e ancora! Una delizia, tanto che mi scappò anche qualche urletto. L’unica cosa fu che quando lui vedendomi così presa tornò a chiedermi quello che in passato mi aveva a lungo chiesto ed io mi ero sempre rifiutata, anche quella volta mi rifiutai, vietandoglielo assolutamente anche quando mi girai di spalle per prenderlo anche in quella posizione. Mi era sembrata una cosa sporca e poi non ero sicura che fosse igienico prenderlo lì e poi ancora davanti e davanti e, mi perdonerete, ma avevo ancora una gran fame.
Il mattino dopo mi alzai molto tardi, quando mio marito era già uscito da un pezzo per le sue battute di pesca.
Dopo aver girellato un po’ per a casa, decisi di fare una passeggiata sulla scogliera, ma in direzione contraria a quella di quella baia. Fu una passeggiata lunga e ristoratrice. Ripensai a mio marito e mi dissi ancora una volta quanto ero stata fortunata ad innamorarmi di lui.
Rientrata, stavo preparando un aperitivo per il rientro di Aldo, quando alla porta finestra spalancata si affacciò quel tizio tenendo per mano la ragazza che avevo visto con lui in spiaggia. Immediatamente il cuore era impazzito. Lui disse soltanto un buonasera, seguito da un piacere sono Massimo e lei è Cristina. Poi di fronte al mio silenzio, lui si girò verso la ragazza e le disse che io ero la fotografa che aveva visto più volte sulla scogliera dietro la spiaggia. Poi rigirandosi verso di me, mi disse che se poteva avrebbe desiderato vedere le foto che avevo preso in quella spiaggia. Diventai rossa e balbettai qualcosa come un incerto certo, non c’è problema. Fortunatamente, come vi ho detto, le foto del tizio erano state salvate in una directory diversa e quindi, sempre imbarazzatissima, non ebbi problemi, sì, insomma, ad aprire il computer e la directory giusta. I due si sederono sul divano e io misi lo schermi sul tavolino di fronte a loro.
Avevamo appena iniziato quando Aldo rientrò visibilmente sorpreso per quella presenza inattesa. Aveva pescato una bella orata e quindi invitarli a cena per Aldo fu naturale. Erano giovani, carini, disinvolti e lui aveva anche una bella parlantina. Mi girava un po’ la testa mentre in cucina iniziavo a squamare il pesce. Aldo mi venne vicino e mi sussurrò: “anche tu ti porti il pescato a casa?” “Cretino” risposi ridendo. Poi, prendendolo per mano, dissi ai due di scusarci un attimo e lo tirai in camera. “Sono capitati qui mezzora fa. Chissà come hanno fatto a trovarmi. Vogliono solo vedere le foto che ho fatto” Aldo, guardandomi dall’alto del suo metro e ottanta sorridendo ironico mi chiese “Anche quelle?” “Cretino” dissi ancora una volta.
La cena fu decente come cibo (l’emozione non mi aveva fatto cucinare al mio massimo), ma decisamente piacevole come chiacchiere. Raccontammo di noi e loro di loro due. Venne fuori che lui per pagarsi gli studi faceva il personal trainer in una palestra e lei, lei lo stesso. Si erano conosciuti così. Poi parlammo della mia passione per la fotografia e quello scemo di mio marito raccontò della sua, compreso il fatto che tutti i giorni dal mattino presto fino a pomeriggio inoltrato era in mare a pescare. Al che lui, quel tizio, con uno sguardo malizioso che lo avrei appeso al muro se ne uscì con un commento sul fatto che quindi ero sola tutto il giorno. "Meno male che ha la sua passione. Deve farci vedere altri suoi scatti. Sono sicuro che ne ha altri, anche di quelli fatti in città. Cristina, non li vorresti vedere?" "Certo" rispose lei, ma era talmente evidente che quella non c'entrava niente e che lui stesse parlando solo a me, o, meglio, non propriamente a me, quanto ad una parte del mio corpo. La testa mi solleticava e non risposi.
Dopo cena i due chiesero compermesso e sparirono nel buio.
Mio marito mi guardò con un certo sguardo e io gli risposi “Non ci penso neanche”
"Ma lui mi sa che ti ha visto fargli le foto. E' quelle che vuole vedere. Magari domani non vado a pescare"
"Ma cosa dici, cretino!"
Ci addormentammo abbracciati. E il mattino dopo Aldo, come sempre, all'alba uscì di casa.
E io ero nervosa.
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