Scambio di Coppia
Il finale?
15.10.2025 |
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"Quella lingua sulla sua figa la fece impazzire definitivamente e con un movimento secco inghiottì tutto il cazzo di Guido che dopo pochi colpi le venne in bocca..."
Riassunto delle puntate precedenti: Anna e Giuseppe erano una coppia felice con una soddisfacente vita sessuale. Giuseppe in passato aveva tradito Anna stando molto attento a ridurre al minimo le probabilità d'essere scoperto. Poi Anna ha conosciuto una nuova collega, Marta, che nonostante sia una biondina fisicamente insignificante è riuscita a portarsi a letto Giuseppe e lo ha irretito con una passione e una lussuria per lui ancora sconosciuta. Una sera che Giuseppe era fuori per lavoro, Guido, il marito di Marta, ha invitato a cena Anna e dopo cena, messa alle strette dall'insistenza di lui nel corteggiarla e nel non voler riportarla a casa se lei non avesse aderito almeno in parte alle sue offerte amorose, Anna ha ceduto a fargli un pompino. Poi nei giorni successivi ci è finita a letto e quando Guido, il suo nuovo amante, le ha detto: "tu sei mia", lei ha sentito che in parte aveva ragione. Morsa dai sensi di colpa, Anna ha confessato a Giuseppe di averlo tradito con Guido e lui l'ha perdonata, per poi scoprire che anche Marta, la sua amante, nonché moglie di Guido, sapeva tutto ed anzi gli ha proposto un gioco a quattro.Giuseppe, dopo quella volta che Marta gli aveva proposto di farlo in quattro, non ci aveva dormito per due notti. L'idea di vedere sua moglie tra le braccia di un altro lo faceva impazzire. Quando a letto con Marta (non riusciva mai a dirle di no) lei glielo faceva balenare, glielo faceva immaginare, anche in maniera molto esplicita (non sai che cazzone ha mio marito e quanto ha goduto tua moglie), Giuseppe ogni volta si eccitava e scopava Marta ancora in maniera più passionale e violenta. E quando lui, in quei momenti, le dava della troia (stai zitta, troia - prendi troia), Marta gli rispondeva a tono. "Sì, sì, prendimi così, forte, più forte, cornuto che non sei altro. sei il mio cornuto. Te la vedi Anna che lo prende nel culo?!? Come me, esattamente come me!!"
Nel frattempo Anna era combattuta. Le telefonate di Guido che la invitavano a incontrarsi nuovamente non erano terminate ed anzi erano anche aumentate. Lei continuava a rifiutarsi, anche perché con suo marito era tornata a scopare con una certa regolarità. Non era più come prima e certo i riferimenti ad altri uomini (e lui ad altre donne) si erano azzerati e forse proprio per questo la passione le sembrava minore.
Non sapeva cosa fare e così combattuta un pomeriggio, dopo il lavoro, si confessò con una collega. Era certamente la più spigliata dell'ufficio. Divorziata da tempo, si vantava spesso di una vita amorosa vivace, decisamente vivace. La persona giusta con cui lasciarsi andare. Lei, la collega, dopo uno spritz al bar sotto l'ufficio, la invitò a salire da lei che abitava proprio lì sopra e quando furono sedute una di fianco all'altra sul divano e Anna tremava raccontando il suo amore per Giuseppe, ma anche la tentazione fortissima per Guido, la collega le prese una mano, la carezzò e poi se la portò alle labbra baciandola.
Anna aveva smesso di parlare immediatamente, quando aveva sentito l'altra prenderle la mano e aveva seguito come ipnotizzata la carezza che aveva ricevuto e le labbra carnose della collega che le si posavano sul dorso. Nel silenzio quella si sporse verso le labbra di Anna e lei invece di indietreggiare stette ferma a ricevere quel timido bacio. Poi l'altra le forzò la bocca con la lingua e solo a quel punto Anna indietreggiò la testa, senza dire una parola.
Quando l'altra smise di protendersi verso di lei, anche Anna si rimise dritta ed era così da pochi decimi di secondo quando la mano della sua collega fu sulla sua nuca e la tirò a sé e la baciò potente.
"Non sono lesbica" riuscì a mormorare Anna.
"Neanche io" rispose l'altra "ma tu sei così desiderabile e sola e tormentata..." e la baciò di nuovo.
Anna sentì sciogliersi tutti i nodi che l'avevano fin lì stretta.
L'altra continuava a baciarla e lei rispondeva timidissimamente e solo quando una mano dell'altra le si posò in grembo scostando la gonna, Anna disse di no, allontanandosi, e ripetendo che non poteva, che non riusciva, che, insomma, non era lesbica.
Proprio in quel momento sentì la porta di casa aprirsi e Guido apparve in sala.
Anna si alzò di colpo e quasi di corsa si diresse verso l'uscita, ma Guido la fermò abbracciandola.
"Non capisci - le disse - quanto ti desidero, tanto da convincerla - fece un cenno con la testa verso la sua collega rimasta seduta sul divano - a prestarsi a questo gioco? Impazzisco senza di te" E si abbassò a baciarla.
Anna si divincolò e fece ancora qualche passo, più lento, verso la porta di casa, ma Guido la seguì e la girò lentamente verso di sé. Poi la baciò e Anna questa volta, stanca, sfibrata, non si ribellò.
In un turbine si ritrovò sdraiata sul divano con Guido sopra, nudo, che le apriva le cosce e la prendeva. Anna non avrebbe saputo dire dove fosse l'altra, che improvvisamente comparve per baciarle ancora una volta teneramente le labbra.
"Cosa sto facendo?" si chiese Anna, sentendo una passione crescerle impietosa sotto i colpi lenti e precisi che Guido continuava a darle stando attento a sfregare con il proprio inguine il monte di venere di Anna. E quando lui riuscì ad afferrarle il sedere con entrambe la mani ed ad aprirlo il più possibile, il sentire l'ano sollecitato da quella apertura, il ricordo del cazzo di Guido dentro di lei proprio lì, dove non aveva mai permesso neanche a suo marito se non qualche gita sporadica e brevissima, ecco tutto questo le fece strabuzzare gli occhi, aprire le labbra, accettare il bacio profondo della sua collega e urlare al contatto della cappella di Guido con la cima del proprio utero.
"Sì, brava bambina, sì" le sussurrava Guido e dopo averla fatta venire, uscì da lei ancora imperioso e le offrì in cazzo ancora bagnato da leccare e baciare, mentre la collega era scesa ad godersi la sua passera zuppa di umori.
Quella lingua sulla sua figa la fece impazzire definitivamente e con un movimento secco inghiottì tutto il cazzo di Guido che dopo pochi colpi le venne in bocca.
Tornando a casa, lentamente, scuotendo un poco la testa, Anna si chiedeva come avrebbe fatto a confessare anche quello a suo marito. No, questo era troppo, decisamente, anche perché, si disse poi a casa nuda davanti allo specchio in bagno ciò che aveva scoperto le aveva cambiato la vita e doveva, doveva, rimanere un segreto.
Ma poi, quella notte, abbracciando Giuseppe, non resistette e gli sussurrò ad un orecchio, prendendogli in mano il cazzo: "sai non mi dispiacerebbe farlo in tre. Tu, io e un'altra donna". Al che il cazzo di Giuseppe quasi esplose in una erezione memorabile e dopo averla presa e ripresa, la girò sulla pancia e le carezzò il buchetto che stranamente gli sembrò più arrendevole.
"Sì, amore mio, me lo merito" disse lei
E lui, per così dire, la punì.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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