Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Le tette grosse
tradimenti

Le tette grosse


di poeta57
25.05.2026    |    2.273    |    0 9.6
"Straparlava e quando lui diceva: le tue tette, le tue tette, le rispondeva: il tuo cazzo, il tuo cazzo..."
Aveva una cinquantina d’anni e un seno importante. Nulla di estremamente eccessivo. Una quarta abbondante. Quella dimensione che era difficile per lei anche solo cercare di appiattire, di nascondere, di mostrare meno.
Da ragazza, al liceo, superata la vergogna degli sguardi dei ragazzi e degli uomini che la guardavano con tale insistenza da farla dubitare che qualcosa in lei stesse capitando di brutto (soprattutto gli sguardi di quei maiali che avrebbero potuto essere suo padre le davano fastidio perché sulle prime li aveva presi quasi per un giudizio morale su di lei, come se le dessero della sgualdrina solo perché le erano cresciute le tette), superata quella fase, anche grazie alla sua amica Daniela che quando le aveva confessato di essere a disagio le aveva detto se era stronza o scema, ecco, sì, superata quella fase lì, lei era diventata orgogliosa di quel seno che violava le leggi della gravità e, se lasciato leggermente libero (un reggiseno meno cogente), ecco faceva girare anche il parroco della Cattedrale.
Suo marito lo aveva trovato anche grazie a quella sua attrattiva. Glielo aveva confessato lui durante il fidanzamento, in quei battibecchi sciocchi durante i quali lei gli aveva chiesto perché lui stesse con lei e lui, quel cretino, aveva risposto secco, secco: “per le tette!”
Ovviamente la baruffa amorosa era continuata ed erano emerse le vere ragioni, ma quella prima risposta le era rimasta ficcata nel cervello: le tette.
Adesso a cinquant’anni circa, con suo marito che non le vedeva neanche più e quando scopavano, se scopavano, non le carezzava neanche, ma le stringeva solo i fianchi (cosa di cui era ben felice, sia inteso) e gli altri uomini per strada che non solo non si giravano più, ma quasi non la degnavano di uno sguardo, a lei, intendo, che alle tette niente di niente.
D’altronde la forza di gravità aveva avuto (quasi) la meglio e quello che era un baldanzoso avanzare da nuda, ora era un dignitoso rollio sulle prime costole sottostanti. I capezzoli erano sempre rivolti al cielo, ma il peso aveva arrotondato le forme e costrette ad appoggiarsi orgogliose al costato.
Lei si guardava allo specchio nuda e ci camminava anche davanti, non dandosi pace che nessuno più la desiderasse almeno con lo sguardo.
Per strada, sola o con una amica, aveva sempre una faccia imbronciata, delusa: ma come lei, la proprietaria di tette che erano state l’invidia di tutte le compagne di scuola (a ginnastica si giravano tutte a sbirciarle) ora era passata nella casta degli invisibili, di cui aveva letto in India?
Poi arrivò lui.
Sulle prime resistette. Era pur sempre una donna sposata e fedele. Aveva giurato. Non osi l’uomo separare ciò che Dio ha unito. Ma lei non voleva separare niente. Non ci pensava neanche. Voleva solo sentirsi ancora una volta desiderata e lui, lui, quel bel vedovo, attraente, con le mani lunghe e affusolate e una parlantina da farti girare la testa, ecco lui, lui la desiderava davvero.
È vero: aveva una pessima fama. Daniela, la sua amica del cuore, l’aveva avvisata: “Quello ha scopato più di Valentino e Don Giovanni insieme. Scopa e scompare. Uno stronzo!”
Solo che alla prima domanda (“ma con te ci ha provato?”) il castello di accuse aveva assunto il gusto amaro dell’invidia. Daniela non se l’era cagata di pezza.
E lui, lui la desiderava sul serio e lei, lei che sulle prime l’aveva respinto, alla fine aveva ceduto.
Risentire il proprio seno lappato, succhiato, baciato, slinguato, stretto, carezzato, raccolto fu un piacere che dette alla prima scopata una dimensione epica. Non poteva giurare di non aver mai goduto così tanto prima (povero Mario, suo marito), ma certo con quello era salita a vette che non provava da tempo (troppo, decisamente) e il suo carezzare, il suo toccare, il suo penetrare, il suo scuotere, il suo provocarla erano stati tanti e tali da farle dubitare del proprio equilibrio sessuale.
Era una ninfomane? Mai stata, ma con lui la diventava e più lui gliene dava, più lei ne voleva, anche perché in ogni posizione o maniera lui le sussurrava sempre (prima di passare ad altro ben più succoso): “le tue tette mi fanno impazzire” e quelle poche parole insieme all’essere presa, a fondo, con forza, ecco la faceva impazzire.
Straparlava e quando lui diceva: le tue tette, le tue tette, le rispondeva: il tuo cazzo, il tuo cazzo.
Non aveva mai detto cazzo se non come improperio o negli insulti. Era una signora. Ma lì, con lui, quel coso, quello sì, insomma, tornava ad essere quello che era: un cazzo deliziosamente suo, fino in fondo. un signor cazzo a cui valeva la pena, nei momenti di pausa, inchinarsi e omaggiarlo, così da farlo tornare svettante e imponente come doveva essere poco prima di immergersi ancora una volta in lei. Ancora? Sìììììì.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.6
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Le tette grosse:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni