Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > lesbo > Sotto il Cielo Stellato
lesbo

Sotto il Cielo Stellato


di benves
11.09.2026    |    1.877    |    2 9.7
"Martina continuò il suo percorso, scendendo lungo il ventre di Giulia, baciando ogni centimetro di pelle..."

Erano le due del pomeriggio quando i loro sguardi si incrociarono per la prima volta.
La spiaggia di Cala Bianca era affollata, ma per Giulia e Martina il mondo si era improvvisamente ridotto a quel breve istante in cui gli occhi si erano cercati e trovati.
Giulia era lì con le sue amiche, un gruppo di ragazze che ridevano e scherzavano sotto l'ombrellone. Aveva ventisette anni, capelli castani che il sole schiariva in riflessi dorati, e un corpo snello che il bikini nero metteva in risalto. Stava sistemando l'asciugamano quando alzò lo sguardo e la vide.
Martina era seduta a pochi metri di distanza, con le sue amiche, un libro aperto sulle ginocchia che però non leggeva. Aveva trent'anni, capelli biondo platino raccolti in una coda alta, occhi azzurri che sembravano catturare il colore del mare. Il suo bikini bianco contrastava con l'abbronzatura perfetta.
Si guardarono un secondo, poi due... poi entrambe si sorrisero imbarazzate, e distolsero lo sguardo.
Ma qualcosa era successo.
Un filo invisibile si era teso tra loro, e per il resto del pomeriggio, mentre le rispettive amiche chiacchieravano e ridevano, i loro occhi continuarono a cercarsi.
Ogni volta che si incontravano, quel sorriso timido si ripeteva, e il cuore di entrambe batteva più forte.
Quando il sole cominciò a calare, Giulia e le sue amiche si prepararono per andarsene.
Martina la vide alzarsi, sentì un vuoto improvviso allo stomaco, ma non trovò il coraggio di avvicinarsi. La tristezza l'avvolse ma non ebbe il coraggio di farsi avanti.
La vide sparire pian piano, come i treni partono dalla stazione verso il proprio destino.
Tornarono a casa, ognuna nella propria vita, ma entrambe con il pensiero fisso su quella sconosciuta incontrata sulla sabbia.
Il sabato successivo, Giulia era in discoteca con le sue amiche.
Il locale era pieno, la musica pulsava, l'aria era carica di sudore e profumo.
Ballava con le amiche, cercando di divertirsi, di allontanare i vari ragazzi che cercavano di avvicinarla ma, un pensiero continuava a tornarle in mente: quella ragazza bionda della spiaggia.
E poi, come se il destino avesse deciso di giocare, ancora una volta, la vide.
Martina era dall'altra parte della pista, con le sue amiche, un drink in mano anch'essa circondata di ragazzotti in cerca di una avventrua.
Anche lei la stava guardando. I loro sguardi si incrociarono nuovamente.
Per un momento, entrambe rimasero immobili, il tempo sembrava essersi fermato.
Poi Martina sorrise, un sorriso più audace di quello timido della spiaggia, e cominciò a camminare verso di lei.
"Ci conosciamo, vero?" disse Martina, avvicinandosi all'orecchio di Giulia per farsi sentire sopra la musica.
Giulia sentì un brivido lungo la schiena.
"Si in spiaggia, giovedì scorso ci siamo viste."
"Martina." disse lei ponendole la mano, ma non per una stretta formale.
La prese e la tenne, le dita che si intrecciavano.
Si guardarono.
La musica sembrò attenuarsi, il mondo intorno a loro svanire.
Giulia sentiva il calore della mano di Martina nella sua, il battito del cuore che accelerava.
"Vuoi uscire da qui per parlare meglio?" chiese Martina, guardandola intensamente.
"Adesso?"
"Adesso."
Giulia guardò le sue amiche, che ballavano ignare.
Poi guardò Martina, i suoi occhi azzurri che la fissavano con una promessa.
"Sì," disse, senza esitare “andiamo”.
Uscirono dalla discoteca tenendosi per mano, l'aria fresca della notte le avvolgeva nei loro vestitini leggeri.
La strada era deserta, illuminata dai lampioni.
Si fermarono a guardarsi, ridendo come due ragazzine.
"Non ci posso credere," disse Giulia, scuotendo la testa.
"Ti ho cercata con lo sguardo tutta la settimana."
"Anch'io," confessò Martina. "Non riuscivo a toglierti dalla mia testa."
Il silenzio cadde tra loro, carico di tensione.
Martina fece un passo avanti, avvicinandosi lentamente temendo un rifiuto.
Giulia non indietreggiò, anzi.
Le loro labbra erano a pochi centimetri.
Il loro primo bacio.
I rossetti si mischiarono, le loro lingue si trovarono e danzarono all'unisono
"La spiaggia," sussurrò Martina. "Andiamo in spiaggia."
Camminarono lungo la strada costiera, la luna piena illuminava il loro cammino.
La spiaggia era deserta, le onde che si infrangevano dolcemente sulla riva, l'odore di salmastro riempiva l'aria.
Si tolsero le scarpe, camminando sulla sabbia ancora calda.
Trovarono un punto appartato, dietro una duna a ridosso della barca di un pescatore, lontano da occhi indiscreti.
Martina stese la sua felpa sulla sabbia e si sedette, attirando Giulia accanto a sé.
Si guardarono.
La luna illuminava i loro volti, il suono delle onde creava una colonna sonora perfetta.
"Ho pensato a te tutta la settimana," disse Giulia, la voce appena un sussurro.
"Anch'io," rispose Martina. "Non riuscivo a concentrarmi su niente."
"E adesso che siamo qui?"
Martina sorrise, un sorriso lento e sicuro.
"Adesso facciamo quello che volevamo fare da quando ci siamo viste?"
Si avvicinò lentamente, dando a Giulia il tempo di ritrarsi se avesse voluto.
Ma Giulia non si mosse.
Le loro labbra si toccarono, un secondo bacio esitante, poi più profondo del primo, più intenso.
Le mani di Martina trovarono il viso di Giulia, accarezzandole le guance, mentre le loro lingue si incontravano in una danza lenta e sensuale. I loro sapori si mischiarono.
Giulia gemette contro le sue labbra, le mani che le afferravano la vita, tirandola più vicino.
Si staccarono solo per respirare, gli occhi che si cercavano nella penombra.
"Sei bellissima," mormorò Martina, le dita che le accarezzavano i capelli.
"Anche tu," rispose Giulia, la voce rotta dall'emozione.
Martina la fece sdraiare sulla felpa, il suo corpo che si stendeva sopra il suo.
La baciò di nuovo, più appassionatamente, mentre le sue mani cominciavano ad esplorare.
Giulia ebbe un fremito, desiderava di essere toccata, di essere amata.
Le sue dita trovarono il bordo del top di Giulia, sollevandolo lentamente.
Giulia alzò le braccia, permettendole di toglierlo. Non portava il reggiseno.
L'aria fresca della notte le accarezzò la pelle, i seni che si indurivano per il freddo e per l'eccitazione. I capezzoli erano già irti per l'eccitazione
Martina si staccò per ammirarla. "Dio, sei perfetta," sussurrò.
Si chinò, le sue labbra che tracciavano un percorso dalla base del collo di Giulia fino al seno. Quando la sua bocca trovò il capezzolo, Giulia sussultò, un gemito che le sfuggì dalle labbra.
Martina lo prese in bocca, lo leccò, lo succhiò dolcemente, mentre la sua mano libera accarezzava l'altro seno. Le aureole di Giulia si ingrossarono sotto quelle attenzioni inaspettate ma desiderate.
Giulia si inarcò contro di lei, le dita che si affondavano nei suoi capelli biondi.
"Martina..." gemette, il nome che le usciva come una preghiera.
Martina continuò il suo percorso, scendendo lungo il ventre di Giulia, baciando ogni centimetro di pelle.
Le sue mani trovarono la vita dei pantaloncini di Giulia, sbottonandoli lentamente, chiedendo permesso con lo sguardo.
"Sì," sussurrò Giulia. "Per favore lo desidero anch'io"
Martina le sfilò i pantaloncini, rivelando le mutandine di pizzo nero.
Le baciò l'interno coscia, prima una, poi l'altra, sentendo la pelle di Giulia che tremava sotto le sue labbra.
"Sei così bagnata," mormorò Martina, le dita che accarezzavano il tessuto bagnato delle mutandine.
"È per te," rispose Giulia, la voce rotta. "Tutto per te."
Martina le sfilò le mutandine, gettandole da parte.
Poi si chinò, la sua lingua che trovò finalmente il nucleo del desiderio di Giulia.
Giulia gridò, il suono che si perse nel rumore delle onde.
Le mani di Martina le tenevano aperte le cosce, mentre la sua lingua la leccava lentamente, esplorando ogni piega, ogni recesso.
Giulia si contorceva sotto di lei, le anche che si muovevano incontro alla sua bocca.
"Così... così..." balbettò Giulia, le dita che si affondavano nei capelli di Martina.
Martina la leccò il clitoride eccitato, la leccò più velocemente, più intensamente; la lingua che trovava il clitoride e lo stimolava con precisione. Giulia sentì l'orgasmo avvicinarsi, un'onda che cresceva dentro di lei.
"Sto per venire," ansimò. "Non fermarti."
Martina invece si fermò, infilò una falange dentro l'ostrica di Giulia, strappandole un gridolino di piacere.
“Si fammi godere” implorava Martina
La sua lingua continuò il suo lavoro, mentre un dito entrava in Giulia, poi due, muovendosi in un ritmo perfetto.
Il ritmo aumentò sempre di più
“non fermarti ti prego” supplicò Giulia in preda al piacere
Stavolta Martina non si fermò.
Giulia gridò il suo nome mentre l'orgasmo la travolgeva, il corpo che si inarcava, le onde di piacere che la scuotevano. Un orgasmo devastante improvviso e desiderato.
Quando finalmente si calmò, Martina risalì lungo il suo corpo, baciandola.
Giulia poteva sentire il proprio sapore sulle sue labbra, e la cosa la eccitava ancora di più.
"Ora tocca a me," disse Giulia, invertendo le posizioni.
Martina si sdraiò sulla sabbia, i suoi occhi azzurri che brillavano alla luce della luna.
Giulia la guardò, ammirando il suo corpo, le curve generose, la pelle che sembrava luminosa.
Le tolse il top, rivelando i seni pieni abbondanti, i capezzoli già induriti, le aureole turgide di piacere.
Si chinò, prendendone uno in bocca, mentre la sua mano accarezzava l'altro.
Martina gemette, le anche che si muovevano incontro a lei. Il ritmo preludio dell'amplesso
"Giulia..." sussurrò, il nome che le usciva come un sospiro.
Giulia scese lentamente, baciando il ventre di Martina, le sue mani si insinuarono lente sotto la minigonna andando a lambire le mutandine umide di piacere.
Un dito malandrino scostò quel piccolo lembo di stoffa andando in contatto con la sua intimità
“toglile ti prego” disse Martina
Giulia liberò l'amica di quell'indumento ormai scomodo
Quando le ebbe tolte, si fermò ad ammirare le mutandine di pizzo azzurro, bagnate di desiderio.
"Sei bellissima," disse Giulia, la voce piena di meraviglia.
Rimise la mano dove l'aveva lasciata mentre Martina spalancava le cosce per agevolarla.
Accarezzò quel ciuffetto che adornava la sua femminilità
Giocando con le dita con quel ciuffetto Giulia la baciò
Prese da quel bacio Martina sentì la falange di Giulia, andò prima a cercare il clitoride già pronunciato per poi intromettersi beffardo fino ad arrivare all'ingresso di quel frutto proibito
Un brivido di piacere le corse lungo la schiena
“non fermati ti prego entra in me”
Il respiro di Martina crebbe prepotentemente quando sentii il dito finalmente entrarle dentro
“si così ti prego” riusci a malapena a bisbigliare
Le dita di Giulia diventarono 2 portandola in paradiso
Non durò molto, l'orgasmo arrivò improvviso, come un fiume in piena
“sei un lago tesoro” esclamò Giulia chinandosi sulla fonte del piacere di Martina per raccogliere con la lingua il suo nettare
“merito tuo amore”, nessuna mi aveva toccato così prima di ora
Il clitoride di Martina chiedeva attenzione e Giulia l'accontentò
Lo prese tra le labbra
Martina gemette forte, le mani che si afferravano alla sabbia, i capelli sparsi intorno alla testa.
Giulia la leccò con devozione, esplorando ogni centimetro, imparando i suoi gusti, i suoi ritmi. Martina si muoveva contro la sua bocca, le anche che ondeggiavano in un ritmo ancestrale.
"Non fermarti," ansimò Martina. "Ti prego, non fermarti."
Giulia continuò, la lingua che stimolava il clitoride mentre un dito entrava nuovamente in lei, poi due.
Martina era bagnata, calda, nuovamente pronta ad esplodere.
Giulia sentiva le pareti uterine che si contraevano intorno alle sue dita.
"Vengo, vengo ancora amore" gridò Martina, il corpo che si inarcava. "Giulia, vengo vengo ancora!"
L'orgasmo la travolse, un'onda potente che la scosse dalla testa ai piedi, più intenso e forte di quello di prima.
Giulia continuò a leccarla, a stimolarla, prolungando il piacere finché Martina non la spinse via, tremante.
Si sdraiarono sulla sabbia, una accanto all'altra, i respiri affannosi che si mescolavano al suono delle onde.
Si girarono a guardarsi, sorridendo.
"Wow," disse Giulia.
"Wow," ripeté Martina, ridendo “è stato bellissimo tesoro”.
Si baciarono, dolcemente, senza fretta.
Si strinsero l'una all'altra, la sabbia che si attaccava alla loro pelle sudata, la luna che le guardava dall'alto.
"Non voglio che finisca," sussurrò Giulia.
"Non finirà," promise Martina, accarezzandole i capelli. "Questo è solo l'inizio."
E così fu.
Da quella notte, Giulia e Martina diventarono inseparabili.
Si videro ogni giorno, si conobbero a fondo, scoprirono di amare le stesse cose, di avere gli stessi sogni.
L'attrazione fisica che le aveva unite si trasformò in qualcosa di più profondo, un legame che andava oltre il desiderio.
Continuarono a fare l'amore con la stessa passione di quella prima notte, ma aggiunsero qualcosa in più: l'intimità, la fiducia, la complicità.
Impararono i corpi l'una dell'altra, i punti deboli, le zone sensibili.
Ogni volta era diverso, ogni volta era speciale.
Dopo sei mesi, Martina chiese a Giulia di trasferirsi da lei.
Giulia accettò senza esitare.
La loro casa divenne il loro rifugio, il luogo dove potevano essere se stesse, senza maschere, senza paure.
La loro storia durò anni, fatta di alti e bassi, di litigi e riconciliazioni, ma sempre con quell'amore che le aveva unite sulla spiaggia, sotto il cielo stellato.
E ogni volta che passavano davanti a quella duna, si guardavano e sorridevano, ricordando la notte in cui tutto era cominciato.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Sotto il Cielo Stellato:

Altri Racconti Erotici in lesbo:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni