Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > L'Inventario del Desiderio
Lui & Lei

L'Inventario del Desiderio


di benves
14.09.2026    |    66    |    0 4.0
"Ormai era dalla separazione che Elena non aveva un rapporto con un uomo "Vedi?" disse Sergio, sollevando la testa..."
La vita di Elena si era spezzata in due il giorno in cui Marco, suo marito, aveva chiuso la porta di casa per l'ultima volta. Dopo quindici anni di matrimonio, era rimasta sola con un figlio di sette anni, un mutuo da pagare e un curriculum che parlava di un passato da casalinga più che di una carriera. Elena aveva impegnato tutta se stessa nella famiglia ed ora, ne avrebbe pagato le conseguenze, senza un titolo di studio, senza un mestiere in mano, come avrebbe potuto pensare a suo figlio? Quel bastardo non ne voleva sapere neppure di passarle gli alimenti.
A quarant'anni, con i capelli corvini che le incorniciavano un viso ancora giovane, un fisico esile che il tempo non aveva rovinato, e un seno di terza misura che aveva sempre attirato sguardi, Elena si era ritrovata a dover ricominciare da zero.
Dopo mesi di colloqui andati a vuoto, era approdata al "Minimarket Centrale", un piccolo supermercato di quartiere gestito da un uomo sulla cinquantina, corpulento, con le mani grandi e pelose e un sorriso che non le era mai piaciuto.
Si chiamava Sergio. Aveva cinquantadue anni, una pancia prominente che la camicia non riusciva a nascondere, e occhi piccoli e scuri che sembravano seguire ogni suo movimento.
Fin dal primo giorno, Elena aveva notato il suo sguardo posarsi sul suo seno ogni volta che si chinava per sistemare gli scaffali.
Ma aveva bisogno di quel lavoro. Disperatamente. Il sussidio di disoccupazione stava per finire, e il piccolo Luca aveva bisogno di tutto.
Così sorrideva, sopportava, e cercava di ignorare quei commenti che a volte le sembravano innocenti, a volte no.
"Elena, oggi sei particolarmente in forma," diceva Sergio, appoggiandosi al bancone mentre lei sistemava i prodotti.
"Grazie, Sergio," rispondeva lei, senza alzare lo sguardo.
"Quel vestito ti sta proprio bene. Ti dona."
Lei annuiva, cambiando discorso, sperando che la cosa finisse lì.
Ma non finiva.
Era la fine del mese quando Sergio le comunicò che avrebbero fatto l'inventario, il commercialista era stato categorico, voleva quei dati e loro avrebbero dovuto darglieli.
"Dobbiamo farlo a negozio chiuso," disse, appoggiandosi alla porta dell'ufficio.
"Domani sera, dopo l'orario di chiusura. Resterai con me. Ti pagherò lo straordinario"
Elena sentì un nodo allo stomaco. "Non possiamo farlo durante l'orario di lavoro?"
"Con i clienti che entrano ed escono? Impossibile. Domani sera, alle otto. Ho già avvisato gli altri, ma ho pensato che tu fossi la più adatta. Sei meticolosa, attenta."
Non c'era scappatoia. Elena annuì, cercando di convincersi che era solo lavoro.
Il giorno dopo, alle otto in punto, il negozio fu chiuso, le serrande abbassate, le luci ridotte a quelle principali.
Sergio l'aspettava al bancone, un sorriso che non le piaceva per niente.
"Perfetto" disse, facendole cenno di avvicinarsi.
"Cominciamo dal reparto latticini."
Lavorarono per un'ora, muovendosi tra gli scaffali, contando prodotti, annotando quantità.
Sergio era professionale, quasi distaccato, ed Elena cominciò a rilassarsi.
Forse si era sbagliata. Forse era solo un uomo un po' invadente, ma innocuo.
Poi, mentre era china a contare le scatole di latte in fondo al corridoio, sentì la sua presenza dietro di sé.
"Elena."
Si voltò. Lui era lì, a pochi centimetri, il suo corpo massiccio che bloccava il passaggio.
"Sergio, devo finire qui..."
"Ho aspettato questo momento per mesi," disse lui, la voce bassa e roca.
"Da quando sei entrata in questo negozio, non faccio che pensare a te."
"Sergio, per favore..."
"Non farmi la preziosa. So che mi hai notato. So che hai visto come ti guardo."
Le mise una mano sulla spalla. Elena si ritrasse, ma lui non la lasciò andare.
"Ho bisogno di questo lavoro," disse lei, la voce che tremava.
"Ti prego, non rovinare tutto."
"Non voglio rovinare nulla," rispose lui, avvicinandosi ancora.
"Voglio solo che tu mi dia una possibilità. Una notte. E in cambio, il tuo posto qui è garantito. Anzi, ti faccio anche un aumento."
Elena lo guardò, il disgusto che le saliva in gola. Lui era sudato, la camicia che gli si appiccicava alla pancia, l'alito che sapeva di caffè e sigarette.
"Non posso," sussurrò.
"Allora domani puoi cercarti un altro lavoro," disse lui, il tono che si faceva duro.
"Mi dispiace, Elena. Ma le regole sono regole. E io ho bisogno di persone che collaborative." sentenziò Sergio con voce austera
La minaccia la colpì come uno schiaffo.
Pensò a Luca, a casa con la babysitter.
Pensò al mutuo, alle bollette, al cibo nel frigorifero.
Pensò alla disperazione di non avere un lavoro, di non poter dare da mangiare a suo figlio.
Con voce tremolante e lo sguardo basso "Va bene," disse, a voce bassa sussurrando. "Va bene."
Sergio sorrise beffardamente, un sorriso di trionfo che le fece venire voglia di vomitare.
"Non te ne pentirai," disse, prendendole la mano. "Ti farò vedere cosa significa stare con un vero uomo."
Elena era rassegnata, terrorizzata, la sola idea di essere toccata da Sergio la faceva vomitare ma, aveva bisogno di quel lavoro quindi, si lasciò andare al suo destino.
Sergio la guidò verso il retro del negozio, dove c'era un piccolo magazzino con una scrivania e una pila di scatoloni.
Chiuse la porta alle sue spalle, e il clic della serratura risuonò come una condanna.
"Vieni qui," disse, tirandola a sé.
La baciò, ma non era un bacio. Era un possesso. Le sue labbra umide e carnose premettero contro le sue, la lingua che le invadeva la bocca senza permesso.
Elena rimase immobile, il corpo rigido, cercando di staccare la mente da quello che stava succedendo.
Sergio le mise le mani sul seno, stringendolo con forza.
"Dio, quanto ti ho desiderato," mormorò, staccandosi solo per respirare.
"Queste tette... le ho sognate ogni notte."
Lei si mise quasi a piangere quando lui sbottonò la camicia con gesti impazienti, rivelando il reggiseno nero. La sua bocca trovò la scollatura, baciando la pelle morbida del seno.
"Toglilo," ordinò.
Elena era terrorizzata da ciò che le stava accadendo, era schifata da quell'uomo ma obbedì.
Ebbe un attimo di esitazione ma subito Sergio la redarguì “ Toglilo svelta" te lo ordino
Con le mani tremanti lentamente si liberò del reggiseno.
Quando il reggiseno cadde, i suoi seni si liberarono, pieni e pesanti, i capezzoli già induriti dal freddo e dalla paura.
Un gesto istintivo la portò a coprirsi, ma Sergio le afferrò le mani con durezza, “voglio vedere le tue tette leva quelle mani” sentenziò
Elena scoprì pian piano il suo seno e Sergio emise un gemito di apprezzamento. "Perfetti. Assolutamente perfetti, sono più belli di come me li ero immaginati."
Si chinò verso di lei, prendendole un capezzolo in bocca, succhiandolo con avidità.
Elena impietrita chiuse gli occhi, cercando di pensare ad altro. A Luca, alla sua faccia quando la vedeva tornare a casa, a qualsiasi cosa tranne quello che stava succedendo.
Ma il suo corpo, traditore, cominciava a reagire.
I capezzoli si indurirono sotto la lingua di Sergio, e un calore sgradevole cominciò a diffondersi nel suo ventre.
Ormai era dalla separazione che Elena non aveva un rapporto con un uomo
"Vedi?" disse Sergio, sollevando la testa. "Il tuo corpo sa cosa vuole. Anche se la tua testa fa la difficile."
Le sbottonò i pantaloni, facendoli scivolare lungo le gambe.
Elena rimase in mutandine, il suo corpo esile esposto alla luce fioca del magazzino.
"Toglile," disse lui, indicando le mutandine.
“No Sergio ti prego no” belava Elena come una pecora al macello “ti faccio un pompino e ti faccio venire sul mio seno se vuoi, ma non andiamo oltre te ne prego”
“Toglile o lo farò io" disse ancora con tono più alto
Elena le sfilò piangendo, sentendosi nuda e vulnerabile.
“Inutile che piangi, stasera sarai mia” urlò lui carico di libidine avvicinandosi
Sergio la fece sedere sulla scrivania, Elena strinse se gambe ma Sergio era più forte
Le sue mani che le aprivano le cosce spalancando la sua intimità.
"Lasciami assaggiare," mormorò, chinandosi.
La sua lingua trovò la sua fica, e Elena sussultò.
Il suo cervello lo negava ma l' astinensa prolungata portava il suo corpo a pensarla divesamente.
Non era il tocco delicato di un amante, ma qualcosa di più animalesco, più primitivo.
Sergio la leccava con voracità, la lingua che esplorava ogni piega, che trovava il clitoride e lo stimolava senza pietà.
"Sei così dolce," mormorò tra un leccata e l'altra.
"Così bagnata. Il tuo corpo mi vuole, anche se la tua bocca dice di no."
Elena chiuse gli occhi, le mani che si aggrappavano al bordo della scrivania.
Il disgusto era ancora lì, ma qualcosa stava cambiando.
Il suo corpo, quel corpo che aveva ignorato per mesi, stava rispondendo.
Il calore cresceva, le gambe cominciavano a tremare, la sua fica grondava umori e non poteva impedirlo.
Sergio la leccò più velocemente, la lingua si concentrava sul clitoride che si gonfiava pian piano, mentre un dito entrava in lei.
Elena gemette, un suono che le sfuggì dalle labbra senza che potesse controllarlo.
"Ecco," disse Sergio, sollevando la testa.
"Lo sapevo. Lo sapevo che saresti stata una troia sotto sotto."
Sergio la leccò sempre più velocemente le sue dita divennero due entravano frenetiche in lei masturbandole con avidità fino a quando Elena si contrasse tutta ed ebbe un orgasmo liberatorio.
“vedi che ti piace” sentenziò Sergio soddisfatto
La fece alzare, lei con le gambe ancora tremolanti e rossa dalla vergogna si sedette sulla sedia, mentre lui in piedi calandosi i pantaloni estraeva il suo cazzo.
Il suo membro emerse, spesso e duro, ed Elena distolse lo sguardo.
"Vieni qui," disse lui, prendendola per i capelli ed avvicinandola a se "Succhialo."
Elena esitò. Ma il pensiero di Luca, di quel lavoro, la spinse in ginocchio.
Si chinò, prendendo il membro di Sergio in bocca.
Era grande e puzzolente, faceva fatica a contenerlo.
Mostrandosi schifata lo leccò prima, poi Sergio spingendole la testa lo fece prendere più a fondo; lei cercava di ignorare il sapore salato ed il riflesso del vomito che le saliva in gola.
"Così," gemette Sergio, la mano che le guidava la testa. "Più profondo. Prendilo tutto."
Elena obbedì chiudendo gli occhi, lasciando che la mano di lui la guidasse.
Il membro le riempiva la bocca, e lei lo succhiava con un ritmo che lui sembrava apprezzare.
"Cazzo, che bocca," ansimò Sergio. "Sei nata per questo."
Dopo qualche minuto, la tirò su. "Basta. Voglio scoparti."
“no ti prego no, ti faccio venire nella mia bocca” beò Elena nell'ultimo estremo tentativo di salvarsi da ciò che l'aspettava
Sergio non si fece impietosire, la piegò sulla scrivania, il suo corpo massiccio che premeva contro il suo. Sentì il membro che le sfiorava la fica, bagnata e pronta, lo sentì inumidirsi dei suoi umori fino a quando lui la penetrò.
Elena gridò, un suono che era metà dolore e metà piacere.
Sergio era grande, e la riempiva completamente. Sentiva le sue pareti aderire al cazzo di lui
Elena era talmente tanto che non sentiva un uomo dentro di se da essere tornata quasi vergine
Cominciò a muoversi, con colpi lenti e profondi, le sue mani che le afferravano i fianchi.
"Sei così stretta," ansimò.
"Così calda. Ti sto piacendo, vero? Lo sento. Lo sento dal modo in cui ti stringi intorno a me."
Elena non rispose, ma il suo corpo, quel corpo che la tradiva, stava rispondendo.
Il piacere cresceva, un'onda che non riusciva a fermare.
Ogni colpo di Sergio la spingeva più vicino al limite.
Lei involontariamente cinse le gambe dietro la schiena di lui, per non lasciarlo scappare
"Vieni," ordinò lui. "Vieni per me."
Elena resistette più che poteva ma la sua mente perse il controllo del suo corpo... e venne.
Un orgasmo potente la travolse, il corpo che si inarcava, le grida che le uscivano dalla gola.
Sergio continuò a scoparla, senza fermarsi, e lei venne di nuovo, e poi ancora, ogni orgasmo che la lasciava più debole, più arresa.
Quando finalmente Sergio le venne dentro con un gemito animalesco, Elena crollò sulla scrivania, il corpo tremante, il respiro spezzato, non curante di ciò che era accaduto.
Si rivestirono in silenzio.
Sergio era soddisfatto, quasi compiaciuto.
Elena evitava il suo sguardo, la vergogna le bruciava dentro.
"Non te ne pentirai," disse lui, sistemandosi la camicia.
"Domani ti faccio dare l'aumento. E il mese prossimo, rifaremo l'inventario."
Elena annuì, senza dire una parola.
Uscì dal negozio, l'aria fresca della notte che le accarezzava il viso.
Camminò verso casa, le gambe ancora deboli e tremolanti, il corpo che ancora pulsava.
Quando aprì la porta, Luca le corse incontro. "Mamma! Sei tornata!"
Lo abbracciò, stringendolo forte. "Sì, tesoro. La mamma è qui."
Quella notte, mentre Luca dormiva, Elena rimase sveglia a guardare il soffitto.
Pensò a quello che era successo, al disgusto, alla vergogna.
Ma pensò anche al piacere, a quegli orgasmi che non aveva potuto controllare.
Era sbagliato. Tutto sbagliato. Ma suo figlio aveva da mangiare, il mutuo era pagato, e lei aveva un lavoro.
Il mese successivo, quando Sergio le disse che avrebbero rifatto l'inventario, Elena annuì senza esitare.
E quando lui la prese di nuovo, quella volta non chiuse gli occhi, lo guardò, e il suo corpo rispose ancora più intensamente.
La relazione continuò per mesi, fatta di incontri segreti nel magazzino, di sesso sempre più sfrenato, di orgasmi che Elena non aveva mai provato prima.
Imparò a separare il corpo dalla mente, a godere di quel piacere proibito senza sentirsi in colpa.
E ogni volta, quando tornava a casa e vedeva il sorriso di Luca, sapeva che ne valeva la pena.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
4.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per L'Inventario del Desiderio:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni