lesbo
La visione di Laura
Marciotto
18.07.2026 |
172 |
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"Sia io che Heather eravamo completamente depilate, lisce come seta, con i clitoridi turgidi che vibravano al suo tocco..."
La Svizzera sa essere fredda, ordinata, a tratti asettica. Per quindici anni era stata il mio rifugio, ma dentro di me scorreva ancora il sangue caldo della mia Sicilia. L'unico ponte con la mia terra era Sergio. Non un semplice amico, ma il custode della mia anima, l’uomo che indovinava i miei desideri prima ancora che io stessa potessi formularli.
Per mesi, durante le nostre lunghe telefonate notturne, Sergio mi aveva parlato di Marcello. Mi descriveva la sua forza calma, la sicurezza del suo sguardo, e il modo in cui sapeva far vibrare una donna. Aveva dipinto un ritratto così vivido che, quando arrivai a Palermo per il suo cinquantesimo compleanno, sentivo di conoscerlo già. Sapevo che Sergio stava facendo lo stesso con lui, preparando il terreno per un incendio inevitabile.
La sera della festa, il locale era un caos di luci e brindisi. Ma quando Sergio me lo presentò, il rumore di fondo svanì. Marcello aveva esattamente gli occhi che immaginavo: intensi, decisi. Mi sedetti accanto a lui, respirando la sua vicinanza.
"Sergio mi ha detto che queste mani sanno fare miracoli," gli sussurrai, sfidandolo apertamente.
La risposta non si fece attendere. Sotto il tavolo, la sua mano cercò la mia coscia. Un brivido mi attraversò la schiena quando le sue dita risalirono la seta della pelle, scoprendo che sotto l'abito elegante non indossavo intimo. La sua esplorazione fu audace, calda, precisissima. Sentii il mio stesso piacere bagnarmi le dita, e dovetti inarcare la schiena, soffocando un gemito nel rumore dei calici che brindavano. Il patto era siglato. "Domattina non avrò pietà della tua voglia," mi promise all'orecchio. Sorrisi, sapendo che era esattamente ciò che volevo.
Alle 9:00 il campanello suonò. Quando aprii la porta, indossavo solo un completino di pizzo nero, un velo trasparente che offriva il mio corpo senza censure. Sergio era con lui, con quel sorriso complice di chi sa di aver fatto il miracolo.
"Finalmente oggi ti faccio assaggiare l’essenza di una donna," dissi ridendo verso Sergio, ma la mia promessa era tutta per Marcello. Sergio si allontanò verso il bagno con assoluta discrezione, e Marcello mi fu addosso.
Mi afferrò per i capelli, tirandomi la testa all'indietro. Non c'era delicatezza, c'era la fame cruda che desideravo. Il suo bacio mi tolse il respiro. Quando si spogliò, la sua nudità fiera mi accese. Mi inginocchiai d'istinto, accogliendo la sua virilità con una bramosia che voleva dimostrargli tutta la mia maestria. Volevo possederlo con gli occhi mentre le mie labbra lo portavano al limite.
Quando Sergio tornò nella stanza, la sua presenza non spezzò l'incanto, lo espanse. Sergio si avvicinò, baciando Marcello con quell'affetto profondo che li univa, mentre le sue mani correvano sul mio corpo nudo per rassicurarmi e accarezzarmi i fianchi.
Marcello mi sollevò come se fossi piuma, adagiandomi sul letto. Si immerse in me con la lingua, un cunnilingus profondo e implacabile che mi fece urlare il suo nome, mentre le mie gambe si stringevano attorno alle sue spalle in una morsa disperata. Poi, in un cambio di ritmo perfetto, Marcello chiese a Sergio di prendersi cura di me. Fu bellissimo vedere Sergio, così distante dal mondo femminile, farsi ipnotizzare dalla mia pelle, mentre Marcello si posizionava dietro di lui, unendoci tutti e tre in un unico incastro di calore.
Ma il finale doveva essere nostro. Marcello mi mise a novanta gradi, ammirando le mie forme sotto la luce del mattino. Mi possedette con l'irruenza che reclamavo a gran voce, e quando il piacere divenne insostenibile, gli chiesi la via anale. Un gemito strozzato, ogni colpo che faceva vibrare il letto, fino a un'esplosione coordinata che ci lasciò svuotati.
"Sei l'uragano che mi serviva per sentirmi viva, Marcello," gli mormorai tra le lenzuola sfatte, col trucco sbavato e il cuore a mille. L'indomani tornai in Svizzera. Per discrezione non ci scambiammo i numeri, lasciando quel mattino sospeso come un segreto eterno custodito da Sergio.
I mesi in Svizzera furono duri. La crisi con il mio fidanzato era diventata insostenibile, un vuoto che spegneva la mia vitalità. L'unica nota di colore in quel periodo era Heather, la mia collega e amica svizzera. Heather era una Venere: bionda, un corpo statuario da modella e una mentalità totalmente libera da tabù.
Tra me e Heather l'amicizia si era trasformata da tempo in qualcosa di più intimo. Spesso, nelle serate più uggiose a Zurigo, ci rifugiavamo a casa mia a bere vino e finivamo per cercarci. Conoscevo ogni centimetro del suo corpo depilato, il sapore dolce della sua intimità, e il modo in cui la sua lingua sapeva essere vellutata e complice. Heather era la mia oasi di piacere pulito, libero, squisitamente saffico.
A luglio, sentendo il bisogno di staccare la spina, affittai una splendida villa con piscina privata a Sciacca e convinsi Heather a scendere con me. Avevo bisogno della mia terra, del mio mare e... di Marcello. Tramite Sergio, feci sapere che ero tornata e che lo avrei rivisto molto volentieri.
Arrivò il venerdì sera. Quando Marcello varcò il cancello alle 19:30, mi trovò in piscina con un bikini bianco. Mi portò del Moët & Chandon, ma il suo sguardo rimase letteralmente fulminato non appena vide Heather. Sergio rideva sotto i baffi.
Marcello disse che non aveva il costume. La mia anima da predatrice si risvegliò: mi sfilai il bikini con un gesto fluido, gettandomi nuda nell'acqua tiepida. "Ora puoi farti il bagno," lo sfidai. Nel giro di un minuto, anche Sergio e Heather si spogliarono. Eravamo tutti nudi, l'acqua che accarezzava i nostri corpi.
Volevo che Marcello vedesse cosa significava la complicità tra due donne. Mi avvicinai a Heather, i nostri corpi nudi si sfiorarono sott'acqua, i seni che si premevano l'uno contro l'altro. La afferrai per la nuca e la baciai profondamente, esplorando la sua bocca con la lingua mentre tenevo gli occhi piantati in quelli di Marcello, godendomi la sua eccitazione palpabile. Heather rispose con una sensualità dirompente, stringendomi i fianchi. Marcello si avvicinò, baciò Sergio e poi si unì a noi, creando un vero e proprio vortice di lingue e respiri affannati.
Sott'acqua, le mani di Marcello cercarono le nostre intimità. Sia io che Heather eravamo completamente depilate, lisce come seta, con i clitoridi turgidi che vibravano al suo tocco. Marcello andò in apnea per leccarci contemporaneamente, un momento di pura devozione che ci fece sussultare, ma l'emozione era troppa e decidemmo di uscire.
Sulla scaletta della piscina, lo spettacolo continuò. Heather salì per prima, seguita da Sergio. Quando arrivai a metà dei gradini, Marcello mi bloccò da dietro, afferrandomi saldamente i fianchi e affondando la lingua tra le mie seconde labbra e il mio ano.. Fu un sussulto di puro piacere. Heather, vedendomi in estasi, non perse tempo: si posizionò sul gradino superiore e divaricò le gambe proprio davanti al mio viso, offrendomi la sua intimità perfetta. Iniziai a leccarla con foga, assaporando il suo sapore mischiato all'acqua della piscina, mentre Marcello continuava a divorarmi da dietro. Eravamo un incastro perfetto di carne e desideri.Ci misi così tanta passione che Heather ebbe un primo orgasmo
Usciti dall'acqua, Marcello e Sergio si accomodarono sulle sdraio. Il membro di Marcello era durissimo, una colonna pronta a esplodere. Io e Heather decidemmo di prendere il controllo totale della situazione. Mi inginocchiai davanti a lui, prendendolo dolcemente in bocca, assaporando la sua consistenza, mentre Heather si sedette direttamente sul viso di Marcello, quasi a soffocarlo,regalandole un lungo, bagnatissimo cunnilingus. Sergio, eccitato da quella visione, si unì al gioco, alternandosi con me nel dare piacere a Marcello con le mani e con i baci e soprattutto con la bocca.
Infine, decisi che era il momento di possederlo. Salii sopra di lui, cavalcandolo con un ritmo selvaggio, mentre Heather continuavo il frenetico movimento sul viso di Marcello, Mentre ci scopavamo Marcello io e Heather ci baciammo con passione disegnando un triangolo perfetto di bocche e respiri. Mentre mi muovevo su di lui, sentivo la lingua di Heather che cercava la mia, in un bacio saffico infinito, e contemporaneamente sentivo le mani di Sergio che accarezzavano e leccavano i testicoli di Marcello da sotto.
L'eccitazione raggiunse il culmine. Io e Heather, unite in quel bacio e in quel movimento sincrono, raggiungemmo l'orgasmo quasi contemporaneamente, gridando nel silenzio della notte di Sciacca. Quel calore straripante fece esplodere Marcello dentro di me. Il suo seme e i nostri umori colarono sul mio corpo, e Sergio si avvicinò per assaporarli, come un premio per aver orchestrato quella perfetta sinfonia di piacere.
Il resto della notte volò via tra risate, champagne, cibo squisito e altri, infiniti peccati sotto le stelle della Sicilia.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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