incesto
Addio al celibato - 3
18.02.2026 |
5.135 |
2
"Il come l'ho fatto decidere ve lo dico a casa!”
Infatti arrivati e scesi dall'auto, Aldo saluta tutti noi per ritirarsi dato che, per sua stessa ammissione, era brillo..."
Venerdì nel primo pomeriggio si parte per andare in Basilicata e poco prima del tramonto veniamo accolti in casa dei miei suoceri. Anche qui i parenti non mancano e io e Raffaella veniamo fatti segno di molti abbracci e baci. Come in Abruzzo la serata è dedicata ai parenti che solo dopo la mezzanotte ci lasciano da soli, finalmente, per una doccia necessaria e una notte di riposo.Io al mattino mi sveglio presto, non saranno passate nemmeno le sette, e seguendo l'odore di caffè che si sente per casa, arrivo in cucina dove c'è mia suocera che non si accorge di me essendo intenta a versare il caffè per lei, indossa una vestaglia che ha visto giorni migliori, ma la cinta stretta in vita, disegna un bel fondoschiena più alto di quello di mia madre vista anche la differenza di altezza tra le due donne. Con in mente le parole che già ci siamo scambiati sia il giorno del matrimonio che i successivi, prima del viaggio di nozze, mi avvicino di soppiatto e, giunto alle sue spalle, l'abbraccio da dietro!
Ha un sobbalzo di paura prima perché proprio non mi ha sentito, poi quasi si vergogna di essere stata beccata così senza trucco che fosse già pronta a farsi vedere. Non mollo l'abbraccio anzi faccio in modo che senta la mia virilità sulle sue chiappe! Non si sottrae: buon segno!
“Mi prepari anche a me un buon caffè?”
“Certamente se me lo fai preparare!”
In pochi minuti la moka è pronta e lei versa il contenuto in due tazzine. Poi viene verso il tavolo dove io ha già preso posto e mi porge la tazzina destinata a me!
Si siede accanto a me e la vestaglia si apre alquanto sulle sue cosce. Sotto indovino un pigiama che le arriva a mezza gamba.
“Dimmi la verità, suocera che non me la conta giusta, ma in queste quasi tre settimane, hai avuto fantasie dopo il mostro ballo alla festa di nozze?!”
Una vampata di calore le fa diventare purpureo il volto ma non abbassa lo sguardo.
“Anche le donne più riservate, come me, hanno pur sempre un cervello che pensa e sogna!”
“E ti ha anche fatto venire in mente....una certa voglia, vero!”
“Se tu fossi costretta a vivere con un sant'uomo che ormai da anni ti vuole bene come se fossi sua sorella....e poi in un paese piccolo come questo dove se esci un po' fuori dagli schemi sei subito additata...”
“Ma qui siamo in casa...le mura non parlano e non fanno vedere fuori quello che succede al loro interno...”
Mi alzo davanti a lei e il mio uccello non nasconde la propria voglia nei suoi confronti. Il suo sguardo è puntato lì proprio sull'oggetto dei suoi più inconfessabili desideri.
Le prendo la mano, si alza anche lei... sogna forse un bacio, un abbraccio forse, che le darebbe la forza di lasciarsi andare. Ma voglio essere molto chiaro con lei per cui la invito, spingendola alquanto ad appoggiarsi al tavolo e con la mano dietro la schiena la faccio piegare a novanta gradi: adesso il suo busto aderisce alla pietra del tavolo e il suo culo fa bella mostra ben proteso. Metto il mio piede tra i suoi e la costringo ad allargare le gambe.
La mia mano è sempre sulla sua schiena come a bloccarla. Lei non sa che al primo tentativo di sottrarsi farei un passo indietro immediatamente. Rimane immobile in attesa! Tiro fuori il mio cazzo che ha la cappella gonfia per l'eccitazione del momento e inizio a passargliela prima sulla natica sinistra poi a destra e poi nel solco del suo culo sopra e sotto, sopra e sotto... poi di nuovo:sinistra,destra sopra e sotto..ed ancora...tendendo la stoffa della vestaglia riesco a farle sentire la mia presenza anche sulle labbra della figa e mi muovo come se la stessi scopando a pecorina.
Non le tolgo la vestaglia né tanto meno sollevo il suo pigiama: solo il mio cazzo è nudo e si fa conoscere ballando sul suo culo che la signora inizia a protendere indietro per meglio assaporare la carezza che il genero le sta facendo nel modo più osceno. Con il capo girato di lato nemmeno riesce a vedere, sente solo il contatto, forse da lei sognato, di un cazzo che le esplora il sedere di donna matura. Ha gli occhi chiusi e la bocca aperta leggermente un filo di bava già bagna la pietra del tavolo dato che forse non riesce più a deglutire tutta la saliva che sta producendo. E' in trans e invece voglio che sia presente a quanto sta accadendo. Dopo un ultima spinta profonda e prolungata nel solco delle sue natiche, mi allontano da lei dandole una sonora pacca sul culo come per svegliarla!!
“Dai preparami un altro caffè!”
Il viso stravolto rende adesso tutta la sua persona, vestiario compreso, più malizioso ed eccitante. Servito il caffè, torna a sedere ma stavolta la posizione è molto più rilassata e oscena: gambe larghe, vestaglia aperta sul seno che riempie la maglia del pigiama, bocca che pare avere le labbra più gonfie lo sguardo sognante e sconvolto allo stesso tempo.
Penso che sarà una ottima allieva e che nel giro di qualche giorno, anche lei sarà partecipe...., no, protagonista in una nuova vita piena di maturo sesso sfrenato
Rientro in camera e trovo mia moglie sveglia che mi saluta amorevolmente cosa che contraccambio. Mi chiede dove sono stato le dico a prendere il caffè, anzi due. Le racconto quanto appena successo e le chiedo di accompagnare la madre in città per acquisti, spese o quello che lei più desidera.... lo sguardo che ci scambiamo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni!
Passo la giornata in casa e poi all'ora di pranzo in un piccolo ristorante insieme a mio suocero con cui ho un franco scambio di opinioni, Solo quando parliamo di donne solo sfiorando il discorso del sesso, il discorso cade: lui non sembra interessato!! Bhe io non mi lamento poi non tutti possiamo pensarla allo stesso modo.
Sono appena rientrato a casa insieme ad Aldo mio suocero che vengo chiamata al cellulare da Raffaella: “Ciao amore! Voglio dirti che mamma sembra quasi impazzita. Ha già speso una fortuna in abiti, scarpe, trucchi... ma che hai fatto per cambiarla così in così poco tempo?!?”
“A non te l'ho detto stamattina...scusa... Semplicemente l'ho messa a novanta gradi sul tavolo in cucina e le ho fatto sentire il cazzo sul suo bel culo tutto coperto da vestaglia e pigiama...nulla di che!! Solo un gesto di amorevole attenzione per una signora che meriterebbe di più!!”
“E il di più, vuoi essere tu?!?”
“Io,tu, mia madre, mio padre....tanto per rimanere in famiglia, da non far sapere in giro....! A proposito tu mica hai portato con te qualche giochino malizioso?!”
“Lo sai benissimo che me li porto sempre dietro!”
“Allora danne uno a tua madre....tu sai di cosa parlo vero?!”
“Ma ...non credo nemmeno capirebbe a cosa serve...!”
“Dille di fidarsi …. in fondo è tua madre!!”
Quando le donne fanno ritorno a casa è quasi il tramonto. Io mi sono già fatto una rilassante doccia e sono già praticamente già pronto per la serata! Una bella cena di pesce in un ristorante sul mare scelto personalmente da Aldo che sarà poco interessato alle donne ma per il mangiare bene è un esperto sopraffino.
Alle venti precise le due donne fanno scendono la gradinata che porta al primo piano e sono uno spettacolo: Entrambe vestite uguali con lo stesso abito di raso rosso molto aderente dalla vita in su e con ampia scollatura anche dietro le spalle e invece molto scampanato nella parte inferiore infatti delle piccole rose nere con inserti di strass raccolgono in diversi punti della vita la stoffa che da li scende in amplie volute fino a mezza coscia. Velatissime calze nere che, indovino, debbano essere con il reggicalze incorporato e scarpe con tacco 10 almeno. Sembrano di sorelle non madre e figlia!
Anche Aldo ha un moto di apprezzamento mentre io già ho l'albero in tiro.
Durante i pochi metri che ci separano dalla macchina di mio suocero, Raffaella mi consegna il dispositivo wifi dell'ovetto vibrante che, penso, la madre ha indossato, meglio sarebbe dire infilato, ignara forse del suo utilizzo.
All'ingresso nel ristorante veniamo fatti segno dell'apprezzamento di tutti i commensali presenti. Il tavolo per noi è posizionato in un angolo discreto della sala e io prendo posto a fianco a mia suocera e con davanti mio suocero, mentre Raffaella ha il padre al suo fianco e la madre di fronte. Mentre attendiamo che ci vengano serviti gli antipasti e il vino che Aldo ha sapientemente selezionato, prendo dalla tasca il pulsante dell'ovetto e sottovoce quasi sussurrando all'orecchio di mia suocera: “Vediamo se hai il coraggio di pigiare questo pulsante!” Avevo già regolato un po' oltre il minimo l'intensità della vibrazione....
“Hai dimenticato di chiudere la macchina?!” risponde lei e senza pensarci due volte preme il pulsante.
L'ovetto inizia a vibrare per 5 secondi. Mia suocera ha un urlo strozzato, poi rovescia la testa indietro e piano piano scivola quasi giù dalla sedia. Per evitare che possa veramente cadere l'afferro quasi infilandole la mano tra le cosce che si sono prima spalancate ma adesso sono strette come a contenere le dolci vibrazioni che si dipartono da dentro la sua intimità.
“Ma....che... Mamma ti senti male?”
“No male no, ma bene non sto!”
Regolo il dispositivo per vibrazioni meno intense ma un po' più lunghe e per tutta la cena, quasi ad ogni boccone lascio partire l'impulso che trasforma il viso di mia suocera in una sinfonia di espressioni piacevoli.
“Cara abbiamo capito che il cibo è di tuo gradimento!! Ma mi pare un po' esagerato che ad ogni boccone tu debba quasi mugolare chiudere gli occhi e rovesciare il capo....!!” Aldo è all'oscuro ma collega le espressioni del viso della moglie solo alla bontà del cibo. Quasi lo fa con orgoglio.
Mia suocera ha accavallato le gambe e riesco a vedere tutta la sua coscia inguainata nelle splendide calze.
“Guarda che se scavalli e ti siedi in modo più composto...!”
“Zitto bastardo, sto lottando perché il malefico aggeggio non fuoriesca...!”
“Hai paura che qualcuno se ne accorga?!”
“No ho paura che la cosa finisca!”
Una nuova lunga vibrazione da me provocata la porta adesso quasi a svenire dal piacere!!”
“E tu Raffaella...perché non me ne hai parlato prima!?! Sai quante incazzature mi sarebbero passate prima in questi anni?!?!”
Io e mia moglie tratteniamo a stento le nostre reazioni. Veramente non pensavamo affatto di portare la matura signora fino a questo punto di piacere!
Terminata la cena e saldato il conto devo tenere sottobraccio mia suocera che cammina con molta difficoltà ed é visibilmente eccitata!
In macchina sono io a dover guidare perché Aldo ha mangiato e bevuto, sopratutto bevuto, e non è in grado di mettersi alla guida. Anche lui infatti si appoggia alla figlia per mantenere un aspetto civile.
In macchina Aldo quasi subito si addormenta mentre le due donne confabulano dietro con sorrisi e battutine.
Premo ancora il pulsante peccaminoso e da dietro arriva un “Siiiii....ancora!!” languido e dolcissimo.
Mentre ridiamo di Aldo mezzo addormentato, chiedo a mia suocera come si fossero conosciuti e quando le aveva chiesto di sposarla e come glie l'avesse chiesto.
“Adesso non posso spiegare tutto ma ho conosciuto Aldo, figlio unico di famiglia benestante, quando ero ancora alle superiori, era un bel ragazzo ma di una timidezza quasi impresentabile. Mentre le mie amiche mi raccontavano delle lotte che dovevano fare per fermare l'irruenza amorosa dei rispettivi ragazzi, io dovevo raccontare bugie perché lui a malapena mi aveva dato dei baci, casti baci!! Sono stata io a portarlo a casa mia presentandolo come un compagno di scuola, cosa anche in parte vera, lui era tre anni avanti a me. E la fama della sua famiglia, avevano fatto in modo che i miei fossero più che contenti del, forse, prossimo genero! Però non c'era modo di parlare di matrimonio...lui cambiava discorso e, sopratutto, non era focoso nei miei confronti. Lui ormai era all'università ma pur seguendomi in tutto e da per tutto, non si decideva. Il come l'ho fatto decidere ve lo dico a casa!”
Infatti arrivati e scesi dall'auto, Aldo saluta tutti noi per ritirarsi dato che, per sua stessa ammissione, era brillo. Io, Raffaella e la madre, siamo scesi nella taverna per far arrivare almeno la mezzanotte. Le donne per prima cosa sono andate a rifarsi il trucco, poi mi hanno raggiunto mentre io preparavo qualcosa di fresco da bere. Servita la bibita fresca mi sono posto il problema se accomodarmi tra di loro, oppure su una poltroncina di fronte a loro per godermi lo spettacolo di femminilità che certamente mi avrebbero dato. Fu proprio la mamma ha tenermi per la mano che le aveva offerto il bicchiere e a costringermi a sedere tra di loro. Sentivo sulle gambe il calore provenire da quelle di madre e figlia e mi affretto a scolare la fresca bevanda.
Chiedo che il racconto finisca cosi da toglierci ogni dubbio. E lei finisce di bere, mi scaglia contro l'ovetto con un “Tieni bastardo prenditelo!” “Guarda che non è mio ma di Raffaella!”
“Già sarà anche di mia figlia, ma sei tu ad aver architettato il tutto!” “Sei dispiaciuta!?” “Bhe...no proprio dispiaciuta no, sono eccitata, ecco, meglio eccitata!”
“Dai finisci il racconto!”
“Si..era ormai giunta l'ora che Aldo mi chiedesse in moglie! Quasi tutte le mie amiche erano prossime al matrimonio ed io ero l'unica che non aveva ricevuto la proposta. Così una domenica pomeriggio che lui passava ormai sempre a casa mia, quella vecchia, Raffaella ti ricordi, quella dove abitavano i nonni...”
“Si certo abitavano quel casolare che non c'è più con quella grande gradinata che portava su al secondo piano...”
“Appunto quella.. Bene quel pomeriggio di trentanni fa più o meno, io gli andai incontro con una gonna quasi identica a questa. Poi giunti sotto casa iniziai a salire davanti a lui sculettando alquanto....Venite vi faccio vedere!!”
Si alza e ritorna all'ingresso di casa dove c'è la gradinata che porta nella zona notte. Noi la seguiamo ammirati di come sappia sculettare: la più sbalordita è proprio Raffaella!
“Vi stavo dicendo che inizio a salire le scale seguito da Aldo che mi sbircia le gambe... poi improvvisamente mi giro e sollevo l'ampia gonna e gli dico: la vuoi questa si o no? Se la vuoi mi devi chiedere in moglie adesso o mai più!! Appena entrati in casa mi chiese di sposarlo! Ecco, così è stato!”
Ripete la stessa scena davanti a me e Raffaella. Poi mi fissa e scende due o tre gradini per mettermi la figa davanti agli occhi, spalancando le grandi labbra con le sue dita, ubriaca di lussuria e ripete: “La vuoi questa?!”
“Sei la mia puttana!”
“Dai fammi vedere se vali la pena!”
Faccio per scendere di nuovo nella tavernetta.
“No come stamattina.. in cucina sul tavolo!!”
Entriamo in cucina e, come ho fatto la mattina la spingo a novanta gradi sulla fredda pietra del grande tavolo. Il tacco le fa alzare il culo ancora meglio che stamattina. Mi chino dietro di lei e con la lingua risalgo lungo una coscia per afferrare la stringa dello slip che si abbassa attaccato alla mia bocca. Raffaella è visibilmente sconvolta dal modo spiccio con cui tratto la madre e dalla posizione oscena che le ho fatto assumere, senza dover affatto usare la forza. I bianchi glutei di matura ultracinquantenne luccicano alla fioca luce che c'è adesso. Ma Raffaella che non vuole perdersi un attimo accende la lampada che sovrasta il grande tavolo e chinatasi al mio fianco ,mi slaccia i pantaloni che cadono a terra con un fruscio, mi prende il cazzo duro in bocca mentre ammira le chiappe della madre che, larghe per la posizione che questa ha assunta, mostra la pesca depilata e matura che si offre impudica al cazzo del genero perverso.
La mia cappella è umida della saliva di Raffaella che in primissimo piano può guardare il cazzo di suo marito che lentamente penetra la figa di sua madre!!
Un lungo modulato mugolio percuote l'aria!
“Dai bastardo, fammi sentire femmina!”
“Farò di te la mia concubina!” E affondo il lei ripetutamente, lentamente e profondamente.
La sua figa è calda, umida e si contrae quasi risucchiandomi. Sento il mio scroto battere sulle sue chiappe. Mi chino su di lei e infilo le mani nella scollatura del vestito, e Raffaella fa scorrere la zip che mi permette di afferrare due mammelle ancora sode ma non burrose come quelle di mia madre! Poi si infila sotto il tavolo e seduta per terra infila la testa tra le mie gambe e quelle materne e comincia a vellicare prima i miei coglioni poi la parte del mio cazzo che entra ed esce dalla figa materna fino a leccare il clitoride duro della madre che stimolato per tutta la sera svetta orgoglioso tra le grandi labbra.
Dopo un tempo sufficiente a sentire godere mia suocera almeno tre volte: “Posso venirti dentro o ti vengo sul culo?!”
“Dentro bastardo! Allagami che sono anni che non sento così tanta sete da quella bocca!”
Detto fatto: inizio a sifonarla con una quantità tale di calda sborra che la povera donna quasi sviene dal piacere. Anche Raffaella vuole la sua parte e appena tiro fuori il cazzo subito abbocca per assaggiare il sapore della madre misto al sapore del mio bianco latte!
Riamane ancora per diversi minuti sulla fredda pietra del tavolo a anche a gambe larghe così da dare di se uno spettacolo arrapante.
“Dai muovi il culo come sai!”
Inizia un sensuale ballo con il bacino che ondeggia ora a destra ora a sinistra ora spingendo il fuori e, così facendo mettendo in mostra il fiorellino del suo ano. Se sono esperto di certe situazioni il culo di mia suocera o è inviolato o è stato usato solo in tempi remoti!
“Sai mamma che il tuo sfintere anale non mi pare molto accogliente....!
“Già!”
“Ma sai che potresti godere molto se mi permetti di usarlo ….!”
“Fino a oggi pomeriggio, quello che hai detto, l'avrei ritenuto un insulto.... adesso invece non mi pare vero che qualcuno possa e voglia incularmi... ma sarà difficile visto che da lì non è mai entrato nessuno! E mi dispiace per te non sono nemmeno brava con la bocca!”
“Forse non ti sei mai trovata nella situazione giusta!”
Le vado dietro e con delicatezza la faccio alzare e girare! Il suo volto è quello di una femmina soddisfatta, stravolta dal piacere! Le sfilo il vestito ormai sgualcito e, per la prima volta la vedo completamente nuda! Il suo corpo porta appena i segni dell'età che avanza ma è dolce nei lineamenti ancora da donna giovane: il seno ben disegnato sta ancora su, solo due o tre lievi strisce di leggera smagliatura all'attaccatura superiore danno il segno di un piccolo cedimento, il ventre è piatto come quello di una diciottenne e il bacino ampio meriterebbe un bel pelo sulla figa che ha un clitoride pronunciato, ma non è carnosa come quella di mamma mia. Le gambe sono due fusi, quasi un terzo più lunghe di quella di mia madre e sono elegantissime con le calze che adesso ancora porta.
Anche Raffaella sta guardando sua madre alla luce di una nuova situazione. La apparente freddezza della genitrice è ora scomparsa e adesso ha di fronte una matura signora vogliosa di nuove esperienze!
Mi si avvicina e guardando Raffaella: “Posso baciare mio genero?”
“Mamma puoi fare tutto quello che vuoi senza inibizioni o remore di alcun genere! Io le mio marito siamo una cosa sola! Se baci lui, baci me, se scopi lui è come se lui scopasse anche me...”
Mentre mi afferra il cazzo con una certa soddisfazione mi offre le sue labbra aperte e vogliose. Ci scambiamo il primo bacio con tanta sensualità e la sua lingua esplora tutta la mia bocca!
Poi approfittando della vicinanza della figlia, offre anche a lei la sua bocca e la bacia voluttuosamente.
Tenendo me per il cazzo e la figlia per la mano, saliamo la gradinata che è stata teatro del suo cambiamento di stile di vita!
Già sogno di stendermi su un letto con a fianco lei e mia madre!!
Le mura di casa non racconteranno mai quanto è accaduto oggi, e che accadrà di nuovo da domani!!!
Fine
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Addio al celibato - 3:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
