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Un fine settimana da sballo


di giov60
05.02.2026    |    5.465    |    3 10.0
"“Allora te l'ha data?? Avete scopato??” “Amore di papà è una ragazza a cui non ho potuto dire di no! Ma è stato solo un assaggio..."
Sono le 16 di un sabato pomeriggio di fine maggio, l'aria è già tiepida che posso stare in maglietta e pantaloni corti davanti al mio computer: sto finendo di fare un lavoro che lunedì devo consegnare. Mia moglie Lella, per non disturbarmi, è andata al supermercato per fare la spesa, il minimo indispensabile per il pranzo della domenica, perché poi domani, domenica appunto, la accompagnerò per riempire il carrello del necessario rifornimento settimanale e per godermi anche la vista delle belle signore, alcune delle quasi si agghindano per essere fatte segno di ammirazione da parte di noi maschietti, che girano tra gli scaffali. Devo essere sincero stare dietro a mia moglie non è affatto uno spettacolo deludente. Ha un culo che muove con elegante sinuosità e, a volte anche amplificando il movimento, perché sente su di se il mio sguardo allupato! Ebbene si anche se siamo sposati da quasi vent'anni, io sono sempre ammirato dalle forme della mia signora, non ancora 40enne mentre io li ho appena superati.
In casa c'è Maria nostra figlia quasi maggiorenne che ciondola dalla sala da pranzo alla sua cameretta guardando il cellulare e in attesa che arrivi la sua amica del cuore Simonetta, sua compagna di classe e anche di tanto altro, per pianificare la serata, che come tutti i sabato sera, mi farà stare in ansia fino all'ora del rientro.
Maria indossa già un costume due pezzi bianco e, come accade alla madre che ha un figone da paura, lo slip si è incuneato tra le labbra della sua farfalla e ne disegna le forme come se non indossasse nulla! E adesso il malcapitato che la vede sono io!!!
Fino a quando era una bambina non ci ho mai fatto caso anche se girava per casa senza slip, ma adesso è una bella ragazza, gambe sode e slanciate, sedere prominente che il costume tiene coperto alquanto un seno non ancora sviluppato ma siamo già ad una seconda; capelli biondi mossi e un viso che riprende quello della madre con occhi scuri e bocca ben disegnata.
Non è la prima volta che gira per casa così svestita, ma adesso la cosa, da qualche tempo si sta facendo sempre più frequente e sta mettendo a dura prova la mia freddezza di padre.
Mi sa tanto che dovrò parlarne con Lella che con lei ha un rapporto speciale, come d'altronde lo ha con me anche se con diverse sfumature. Siamo una coppia molto complice e non ci nascondiamo dietro un dito se dobbiamo parlare di qualcosa. Abbiamo sempre dato pane al pane e vino al vino!
Dalla camera che funge da mio studio posso vedere tranquillamente buona parte della sala da pranzo e la zona destinata a salotto. Vedo benissimo il divano che sta davanti alla tv sul quale adesso Maria si va a sedere.
Mi pare di capire che, pur continuando a giocare con il cellulare, la ragazza quasi sembra controllare me e quello che sto facendo.
Intanto lei si siede e dopo pochi secondi porta la gamba sul bracciolo del divano: così facendo allarga le gambe e mette in mostra tutto l'interno coscia e il cavallo dello slip che le disegna l'intimità in modo inequivocabile. Poi riporta la gamba sulla seduta: non si mette composta ma rimane a gambe alquanto larghe e in quella posizione, sempre con il cellulare in mano, inizia lentamente a scivolare dallo schienale del divano allargando ancora di più le gambe e mettendo in mostra il monte di venere che si erge in primo piano davanti al mio sguardo.
Non so se sta giocando con me, ma se lo sta facendo voglio giocare anche io per metterla in imbarazzo!
Ho appena terminato a fatica la pratica per il lavoro, spengo il PC e prendo il mio cellulare. Prima da lontano, ma poi avvicinandomi, inizio a scattare foto.
Il rumore dello scatto è inequivocabile ma Maria pare non accorgersene o meglio pare non le interessi! Le faccio dei primi piani sia al seno sia al pube che imbarazzerebbero anche Lella che pure è abituata a molto peggio.
Poi con la voce rotta dall'emozione: “Amore di papà, per favore, ti dispiacerebbe distenderti prona sul divano?” Lei quasi annoiata e sempre guardando il cellulare si allunga!
“Adesso per favore metti giù la gamba a terra e l'altra invece appoggialo allo schienale!”
Le gambe si aprono di nuovo in modo osceno! “Adesso amore mio girati prona e metti la gambe incrociate e in alto tenendo allargate le ginocchia!”
Dal triangolo delle gambe fotografo il suo culetto sodo e tutto il cavallo dello slip.
“Adesso tesoro vediamo se riesci a metterti in ginocchio e spingi in alto il sedere!”......
“Come prima ma a gambe larghe!”
Non ho il coraggio di chiederle di spostare la stoffa che le copre il seno e quella dello slip che le copre la figa solo perché sono sicuro lo farebbe, ma per esserne certo le chiedo di tornare a mettersi in ginocchio e di abbassare un pochino lo slip lentamente fino a quando non le avrei detto di smettere. Maria appoggia la testa allo schienale e in ginocchio a gambe appena divaricate afferra l'orlo dello slip con entrambe le mani e, lentamente, come le avevo chiesto, inizia ad abbassare l'indumento: appena scorgo il grinzoso fiorellino del suo culo le dico basta, forse deludendola, ma la foto che scatto è oscena: perfetta!!
Non posso non pensare che le medesime posizioni le assume Lella, sua madre, quando, vogliosa e calda, vuole che la inculi. In meno di cinque minuti scatto circa ottanta foto, alcune delle quali sono estremamente volgari anche se nemmeno un pelo pubico esce allo scoperto.
“Per favore, poi me le mandi pure a me? Grazie!” dice sempre come annoiata.
Io sono inebetito da tanta sfrontatezza e allo stesso tempo naturalezza di Maria.
A togliermi dall'imbarazzo sento arrivare la macchina: Lella è di ritorno e la mia agitazione si calmerà finalmente! Quando entra in casa Lella trova me di fronte a Maria che ha ripreso la stessa posizione di partenza: scivolata sul cuscino del divano a gambe larghe e con lo slip infilato nella sua figa.
“Io a fare compere e voi a divertirvi a quanto pare!!”
“Veramente divertimento poco, mamma, anzi quasi niente!” Lella mi squadra da capo a piedi e sorniona mi fa cenno di almeno andare a scaricare la macchina: ”Così vi scaricate in due!” dice con sarcasmo.
Poco dopo arriva anche Simonetta già vestita per la serata: scarpette da tennis, calzettoni di cotone un gonnellino che è un accrescitivo chiamarlo così dato che arriva a malapena sotto la rima dei glutei, maglietta di cotone abbottonata davanti che a malapena riesce a contenere il suo prosperoso seno grande quasi come quello della mia dolce signora, viso già truccato da futura troia.
“Ma i tuoi ti fanno uscire vestita così?” le chiedo e lei di rimando: “E' la norma! Niente di speciale!”
”E se poi i ragazzi vi saltano addosso?”
“Siii, manco se gli mettiamo un petardo tra le chiappe, i ragazzi ci saltano addosso!” risponde ridendo la ragazza e cosi dicendo scompare in camera di Maria insieme a mia figlia.
Non sono ancora le 17 quando la porta della cameretta di Maria si chiude e non si è riaprirà fino alle 19 passate con l'eccezione di quando Lella è entrata per chiedere se le ragazze volessero qualcosa da bere e di quando ne è uscita qualche minuto dopo.
“Non cancellare nulla da tuo cellulare che voglio vedere tutte le foto che hai fatto oggi pomeriggio a Maria, nessuna esclusa. Lo so benissimo che a lei non le hai mandate tutte! Porco!!” Capisco che le donne in camera di Maria hanno sparlato di me ma la reazione di Lella mi fa anche capire che tra madre e figlia cova qualcosa! Cosi dicendomi Lella si chiude in bagno per prepararsi alla serata che, come ogni sabato, passeremo a cena fuori e poi in giro per locali.
Alle 19,30 accompagno le ragazze per poi andarle a riprendere alle 23,30. Sanno che devono essere puntuali altrimenti la settimana dopo dovranno scontare la squalifica che comminerò loro. Anche se, in cuor mio, spero che facciano tardi così da poterle punire in un certo modo che mi sta frullando per la testa. Ma sono troppo scaltre per mancare all'appuntamento.
Tornato a casa mi cambio velocemente e in dieci minuti sono pronto ad uscire per andare a cena. Lella.
Mia moglie già mi aspetta seduta sulla poltrona del salotti: indossa un vestito di lamè azzurro che le arriva a metà coscia, le lascia scoperta buona parte della schiena e sul davanti ha una profonda scollatura nonostante la tiepida serata ha indossato un paio di autoreggenti la cui balza l'orlo della gonna non riesce a coprire completamente, dalle protuberanza del vestito leggero e dalla profonda scollatura constato che non porta il reggiseno e sono quasi certo che non indossa lo slip. Stasera vuole andare a caccia libera!! Non vuole perdere tempo a togliersi l'intimo! Che troia!!
“Io ho già prenotato da....”
“Disdici pure....ordiniamo due panini e rimaniamo a casa! Io stasera la preda ce l'ho già davanti! Non ho bisogno di andare in giro a puntarne altri!”
Venti minuti dopo, che sono equivalsi ad un lungo, lunghissimo bacio con lei a cavalcioni su di me e le nostre lingue che hanno potuto esplorare ogni anfratto delle ripetitive bocche, il campanello ci avverte che, sic!, i panini sono arrivati e Lella in tutta la sua troiaggine va ad aprire al rider, che poi si rivela essere una raider che quasi sviene davanti ai puntuti capezzoli che alzano il leggero tessuto dell'abito che Lella indossa!
“Complimenti signora!” dice la ragazza che, si intuisce, apprezza molto il corpo femminile che ha di fronte!
“Grazie cara! Ti offendi se ti do una mancia un po' particolare cosi che non rimani a bocca asciutta?”
“Grazie signora si figuri!”
Lella poggiata sulla sedia che sta sul corridoio la busta con la cena, prende tra le mani il viso della ragazza e le fionda in bocca la sua lingua di esperta quasi quarantenne. Le infila la gamba destra fra quelle della ragazza che, pur costretta nell'abito da lavoro, subito struscia il suo pube contro la coscia di mia moglie.
Quando dopo quasi un minuto, durante il quale le mani non sono rimaste ferme carezzando l'una il corpo dell'altra, l'abbraccio e il bacio lussurioso vengono meno: “Hai il mio numero di telefono, chiamami che, se vuoi, ti regalo a mio marito e mi faccio io un bel regalo!”
“Io sono libera lunedì dal pomeriggio!”
“Ok ce ne andremo al mare e poi verso le 18 arriverà mio marito!”
“Buona sera Signora e grazie per la fiducia!”
“Ti ho trovato da lavorare anche lunedì pomeriggio, se ce la farai a sopravvivere a stasera!”
“No problem, grazie per aver pensato a me!”
“Ho pensato prima a me: quella ragazza è proprio un bel bocconcino: vedremo se apprezzerà più la mia figa o più il tuo cazzo!!”
I panini finiscono in meno di due minuti e lo sguardo di Lella è già così languido che so bene non aspetterà oltre, poi ha già detto “cazzo” cosa che fa quando è particolarmente eccitata. Infatti solo allora riesce a chiamare le cose per quello che sono!
“Allora dimmi: quanto ti ha tirato il cazzo oggi pomeriggio?” Lo ha detto di nuovo!!
“Io credo di essere un buon padre ma oggi, e non è la prima volta, tua figlia mi ha provocato in modo osceno! Non può comportarsi così altrimenti mi manda all'inferno!”
Mi chiede il perché abbia voluto fotografarla ed io le ho detto la verità: per imbarazzarla!! Ma lei non solo non si è sentita imbarazzata ma quasi senza partecipare si è limitata a fare quello che le andavo chiedendo. Prendo il cellulare così che capisca quanto sono stato provocato e, sopratutto, quanto ho resistito!!
Inizia a scorrere le foto una alla volta lentamente...
“Bhe in effetti, scosciarsi cosi davanti al proprio genitore....tutti i torti non ce li hai proprio!! Però,... lo slip, pur coprendo, non lascia nulla all'immaginazione.... anche il fiorellino posteriore!!! Povero caro!! Chissà che sofferenza! Ma anche che grandissimo porco!”
Mi prende la mano e se la porta tra le cosce. “Va meglio adesso? Vero?” Le mie dita risalgono velocemente verso il vello della mia figa preferita...ma quando sono lì sento solo nuda pelle!!
“Che cazzo!! e il pelo?”
“Rasato con molta cura! Non ti aggrada la sorpresa??”
“Moltissimo!!! Erano mesi che te lo chiedevo e tu mi hai sempre risposto a giugno, prima di scendere al mare...!
“Carezzami mentre continuo a scorrere le foto!”
Ubbidiente, essendosi lei seduta alla mia destra, tolgo la mano destra e infilo la sinistra mentre con la destra le cingo i fianchi. Lei, come poco prima Maria, si lascia scivolare sul divano e allarga le gambe mentre guarda le tante foto che ho scattato e che mai cancellerò.
Quando arriva ai primissimi piani e alle posizioni oscene che ritraggono Maria come una porno star, posizioni assunte da lei ma volute da me per metterla in imbarazzo, che mai ha provato, sento la sua figa pulsare e, come per non venire, stringe le gambe attorno alla mia mano già bagnata dei suoi umori vaginali.
“Stasera stiamo compiendo un passo inimmaginabile fino a stamattina! Tu con il cazzo duro ed io con la figa bagnata mentre guardiamo le foto di nostra figlia!”
Socchiude gli occhi come a pensare mentre io sono certo che mi salterà addosso entro pochi secondi e, per agevolarla mi sono sciolto dall'abbraccio e sto liberando il mio povero uccello che stava soffocando dentro i pantaloni.
Improvvisamente Lella si alza e come presa da un rimorso corre in camera da letto!
Ahi,Ahi!!! Mi sa che adesso finisce tutto in una litigata delle sue!!
Passati pochi minuti invece la vedo rientrare con indosso scarpe da passeggio basse e indossando un due pezzi dello stesso colore e simile a quello di Maria. Lei ha avuto l'accortezza di infilarsi lo slip come nelle foto della figlia! E' uno spettacolo osceno per i miei occhi! Sto adesso rivivendo quanto accaduto realmente qualche ora fa ma dentro quello slip c'è la matura figa di mia moglie e sopratutto la mia donna che adesso è calda come la migliore troia del mondo!
Torna sul divano e mi invita a fotografarla come ho fatto con nostra figlia e mentre io eseguo questa nuova sessione sempre più eccitato, lei si muove ed assume le medesime posizioni che ha appena visto ma, a differenza di Maria, lo fa con una passione morbosa da vera troia!
Finisco di fotografarla e il mio uccello svetta come quello di un ventenne già sulla cappella fuoriesce una goccia che sembra un piccolo diamante. Mossa a compassione, ma vogliosa, Lella con la punta della lingua prima afferra la goccia poi, dopo averla assaporata, inizia a leccarmi la cappella ma senza abboccare. E mi lascia così.
“Adesso sono certa ti piacerà di più accarezzarmi e toccarmi, porco! A differenza di Maria, però, la mia figa è più accogliente, il mio culo è già preparato a ricevere un cazzone come il tuo, la mia bocca più esperta e assetata di sborra calda e densa come la tua e le mie tette sono capaci di abbracciare il tuo cazzo come se fosse dentro la mia figa e farlo sborrare come solo lui fa imbrattandomi la faccia fino ai capelli!!”
Ritornata seduta sul divano allarga le cosce oscenamente e con l'indice della mano sinistra scosta il tessuto dello slip.
“Dai vieni a leccare la figa di tua figlia!!”
“Ma che cazzo dici troia!?!”
“Stiamo giocando non è vero forse??!! Allora gioca e fammi godere che voglio lavarti la faccia con il mio piacere!”
Non mi tiro indietro e inginocchiatomi tra le sua gambe oscenamente spalancate avvicino la bocca alla sua figa altrettanto oscenamente offertami. Per oltre dieci minuti mi dedico con tutta la passione di cui sono capace a quella splendida figa che da oltre vent'anni è la mia fonte del piacere. Ma lei invece con la fantasia sta impersonando Maria e inizia a chiamarmi Papà ed ad incitarmi!
L'orgasmo arriva prepotente e mi ritrovo con tutta la faccia bagnata dai suoi umori, Avverto chiaramente anche l'odore della sua urina che, ubriaco di passione non esito ad assaggiare e a gustare!
Ancora sconvolta dal piacere mi sferra un calcio che mi fa cadere per terra supino. Penso che voglia essere scopata invece si predispone per un 69 non prima di avermi chiesto di leccarle le chiappe e sopratutto il buco del culo infilandoci tutta la lingua di cui ero capace. Eseguo da maestro della leccata quale sono e dopo averle lucidato entrambe le poderose chiappe con la mia saliva mista ai suoi umori, infilo la lingua nel suo ano che so essere cedevole. A questo punto lei abbocca finalmente il mio cazzo che dopo dieci minuti di sapientissimo pompino disseta la mia amata mogliettina troia che non perde una sola goccia della mia sborrata!
Ci accasciamo per qualche minuto per riprendere sia un po' di fiato ma sopratutto un po' di ragione: il gioco è stato molto perverso! Poi un lungo bacio ci riconcilia con il presente dopo i voli pindarici di poco prima.
“So per certo che Maria ha voluto provocarti volutamente e si aspetta da te quello che lei vuole. Ma se proprio devi: una bella leccata te la concedo e mi riprometto di dargliela anche io. Niente di più! Poi il tempo sarà giudice delle nostre azioni!!
Guardo l'orologio ancora frastornato ed ancora eccitato: è quasi ora di andare a prendere le ragazze! Spero che Simonetta, la sua amica che si atteggia a donna matura, resti a dormire qui così da non dovere anche riportarla a casa sua a trenta chilometri da qui. Con il cazzo barzotto mi infilo i pantaloni e indosso la maglietta. Pronto ad uscire!
“Almeno lavati la faccia...il cazzo te l'ho ripulito per bene io, ma una sciacquata al volto dattela. L'odore delle mie secrezioni si sente da qui!”
“No preferisco uscire con il tuo odore addosso!”
Dopo venti minuti sono quasi le 23, parcheggio davanti al locale dove avevo lasciato le ragazze che puntualmente alle 23,30 sono fuori. Solo allora mi rendo conto che sono senza intimo e che il pantalone piuttosto largo potrebbe essere un problema.
Maria viene a mettersi davanti e Simonetta entra dalla porta posteriore e si posizione al centro del sedile. Come faccio sempre con la scusa dei fari aggiusto lo specchietto retrovisore per meglio inquadrare la ragazza.
Prendo senza esitazioni la via di casa e per tutto il tragitto ammiro le gambe ben esposte sia di Maria che di Simonetta. Ho il braccio destro appoggiato al cambio e chiedo alle ragazza come sia andata la serata.
“Una noia mortale! Tutti ragazzini stupidi e cretini.... Mi sa tanto che la prossima volta andremo da un'altra parte!”
“Ma vi hanno molestato?”
“Sono ragazzini, cosa devono molestare!”
Le dita della mia mano destra iniziano a muoversi autonomamente e, anche se io dico loro di no con il pensiero, loro piano piano, abbandonata la cloche del cambio, con le nocche vanno a toccare la gamba sinistra di Maria. Non una parola da parte sua e mentre io controllo che Simonetta resti all'oscuro di quanto, di nascosto, vado facendo. La gamba di mia figlia preme sulla mia mano invece di ritrarsi. Simonetta seduta proprio al centro del sedile posteriore potrebbe accorgersi di questi movimenti per cui io guardo più lei che la strada che ci sta conducendo a casa. Praticamente ha la maglietta completamente aperta e posso ammirare le sue tette a malapena contenute dal suo reggiseno che inizia ad accarezzare lasciandomi cosi intravvedere prima l'aureola poi il capezzolo destro quello più riparato dalla vista di mia figlia e più esposto alla mia. Proprio una puttanella. Intanto Maria, molto lentamente, con la sua mano destra afferra la mia mano sinistra che solletica la sua coscia e la porta in posizione sulla sua gamba cosi che le mie dita adesso sono all'interno della coscia. Non è la prima volta, quando sono in macchina con lei, che l'accarezzo, ma stavolta anche lei sente che non è una carezza paterna, ma una carezza piena di voglia ed anche lei è nello stesso mio stato d'animo. In modo quasi impercettibile, ma con convinzione, scivola sul sedile fino a fare un modo che la mia mano arrivi a toccare anche se solo dalla parte del mignolo, il suo pube che avverto essere molto caldo. Lo sguardo che mi trapana gli occhi quando mi giro a guardarla è un misto di amore filiale e sentimento di peccaminosa lussuria. Ho quindi negli occhi le tette di Simonetta e tra le mani la più calda carne di mia figlia. Vorrei scostare le mutandine di Maria per sentire il contatto della sua nuda intima carne, ma non oso andare oltre! Sono certo che stanotte mi aspetterà al mio rientro. Siamo quasi arrivati quando con la voce rotta dall'emozione chiedo conferma a Simonetta se rimane da noi a passare la notte.
“No signor Lucio, Devo rientrare perché i miei sono appena tornati e mi vogliono a casa!”
Cazzo questa mi mostra le tette e mi chiama ancora signore!! E cazzo due volte adesso devo fare ancora circa trenta chilometri all'andata e trenta al ritorno, prima di poter andare a dormire accanto a mia moglie che certamente si sta masturbando, cosa che vorrei fare anch'io....
Arrivati davanti casa Maria saluta l'amica che rivedrà domani come ogni giorno, e poi saluta me con un bacio sulla guancia ma anche con un piccolo tocco di lingua.
Scendono entrambe dall'auto e, mentre Maria rientra a casa, Simonetta sale davanti: adesso oltre alle tette ho piena visione anche delle sue lunghe gambe che accavalla mostrandomi anche buona parte delle chiappe.
Riparto e mi accorgo che il mio uccello fa bella mostra di se lungo la mia coscia destra barzotto come era.
Simonetta dopo essersi appoggiata con la testa quasi sul piantone accanto alla cintura di sicurezza e ,in tal modo, mettendo in mostra tutta la sua coscia sinistra fino al culo e facendomi intravedere il bianco delle sue mutandine, dopo nemmeno due chilometri percorsi, si gira verso di me poggiando la gamba sinistra sul bracciolo del sedile e, con un abile mossa, si sfila le mutandine mettendo in mostra la sua figa e, per meglio evidenziare la cosa, accende anche la luce di servizio.
“Mi tocchi per favore signor Lucio!”
“Ma Simonetta che fai?!? Mi fai vedere la tua figa e mi dai ancora del lei e del signore!”
“Ok!! Lucio per favore accarezzami! Il tuo cazzo parla per te! Me lo fai succhiare un pochino?!?! Sono mesi che non penso ad altro e anche Maria lo sa! Tra qualche mese lei andrà all'università ed io non avrò molte occasioni di poterti vedere. Dai non mi deludere. Io non sono vergine come tua figlia! Sono calda e accogliente sia nella figa sia nel mio culetto e sono anche brava a prenderlo in bocca!! Dai non deludermi!”
Il piede di Simonetta scavalca il bracciolo e viene a verificare quanto duro è il mio cazzo!
“Vedi che avevo ragione!!”
Una stradina che conosco per essere molto riservata si apre alla mia destra. In fondo c'è un casolare abbandonato da tempo e la sua posizione permette di controllare se qualcuno dovesse avvicinarsi. Metto la freccia e mentre arrivo dove volevo faccio scendere lo schienale del sedile dove siede Simonetta. La mia mano è già sulla sua figa e posso agevolmente constatare che dice la verità in quanto affondo tranquillamente due dita nella sua vagina umida e calda. Fermo l'auto e faccio per abbassare il mio schienale. “No Franco voglio prenderlo alla pecorina scendiamo. Con una certa abilità si mette in posizione sul cofano ma poi si gira e, dopo avermelo tirato fuori, “Lo sapevo che avevi un bel cazzone!!” imbocca per umettarlo per bene. Un solo colpo e sono dentro di lei fino ai coglioni!! Mugola di continuare a scoparla ma io sono ligio alle sue parole. Dopo una ventina di pompate profonde e goduriose, lo tiro fuori sputo sul sul buchetto posteriore e con tre colpi ben assestati, sono dentro il suo culo. La ragazza urla di piacere e io la penetro anche li per una ventina di volte. Lo tiro fuori e Simonetta accoccolandosi a terra ingoia il mio cazzo senza nessun senso di nausea o schifo, visto che venivo fuori dal suo intestino. La voglia di riempirle la bocca ce l'ho, ma il bacino di Maria mi brucia sulla guancia!
“Domani vediamo di completare la cosa!” le dico mentre lei sciocca la bocca all'uscita del mio uccello.
“Bellissima esperienza!!”
Arriviamo a casa sua con lei ancora scosciata e a tette fuori. Mi bacia prima di scendere e non si cura di ricomporsi!
Volo verso casa con il cazzo ancora duro! La ragazza era decisa e non ha perso tempo in giri di parole!! Mi piace questa cosa.
Sono già a metà strada sulla via del ritorno, quando mi squilla il cellulare. Accosto e rispondo.
E' Maria: mi chiede dove sono e le rispondo che sono a dieci minuti da casa.
“Te la sei fatta?” Non rispondo subito.
“Allora te l'ha data?? Avete scopato??”
“Amore di papà è una ragazza a cui non ho potuto dire di no! Ma è stato solo un assaggio...nulla di che...ha voluto fare un primo passo!”
“Ti è piaciuto?”
“Non mi è dispiaciuto ma ha delle belle potenzialità! Ma tu come mai sei così informata?”
“Perché me lo ha detto stasera....diciamo che mi ha chiesto il permesso.....!
“Il permesso?? Allora avrebbe dovuto chiederlo alla mamma!!”
“Lo ha fatto anche con lei... e mamma ha riso! Ma non le ha detto di no!”
Sono stupito ed esterrefatto...quelle tre hanno pianificato la serata senza interpellarmi!!
Chiudo la chiamata e riparto verso casa dove arrivo in meno di dieci minuti.

La casa è al buio e l'aria odora di sesso, dell'odore di Lella... ma anche del mio piacere che ho sparso in abbondanza nella bocca di mia moglie e il cui respiro lo ha sparso nella salotto.
Devo farmi una veloce doccia per rinfrescarmi e togliermi di dosso gli odori di Simonetta perché mia pare di aver capito che Maria non l'ha presa molto bene! Sarà gelosa della sua amica del cuore? Si sentirà usata perché, per mezzo suo, la ragazza è arrivata a me? Non mi do una risposta certa. Domattina le parlerò se me ne darà la possibilità: per me sono concetti nuovi del tutto inaspettati.
Non vedo Lella e passo dalla nostra camera per depositare i vestiti. E' a letto che si accarezza lentamente.
“Ciao. Ho accesso le telecamere interne di casa: così posso controllarti!!”
“E' una minaccia?”
“No è solo voglia di guardare!! Adesso datti una mossa che la povera ragazza è tesa come le corde di un violino! Non farla soffrire oltre!!”
La doccia dura meno di niente e, quando esco dal bagno, noto un fioca luce provenire dal salotto.
La scena che mi si para davanti è la stessa del pomeriggio e quella di altre volte precedenti delle ultime settimane, da quando è iniziato questo gioco perverso di mia figlia con me inconsapevole e che ha avuto Lella come regista occulta: Maria è ancora seduta sul divano e indossa ancora lo slip del pomeriggio mentre al posto del reggiseno indossa una candida t-shirt e delle calze autoreggenti anch'esse bianche come a voler apparire più adulta. La maglietta bianca e leggena non nasconde anzi amplifica il suo essere eccitata si intravvedono benissimo sia le scure aurelole delle mammelle sia i capezzoli duri per l'eccitazione.
Io ho indosso solo il leggero e corto accappatoio e ho ancora con i capelli umidi perché non amo il fon.
Mi avvicino a lei che mi guarda fisso negli occhi e, come arrivo abbastanza vicino, alza il piede destro e lo infila dentro la cinta del mio accappatoio e con una abile mossa fa sciogliere il semplice nodo cosi da far aprire l'indumento e rivelare il mio petto, il ventre e sotto di questo il mio cazzo già pronto all'uso!!
“Adesso puoi chiedermelo!!!”
“Cosa?”
“Quello che avresti voluto chiedermi oggi pomeriggio ma non hai avuto il coraggio di farlo!”
“Non mi pare di aver detto nulla che non volevo dire oggi pomeriggio! Ti ho chiesto di metterti nelle posizioni che mai un padre dovrebbe chiedere alla propria figlia!”
“A proposito quegli scatti per favore non cancellarli! Mettile su un disco esterno che chiamerai “Maria”! Sono certa che lo riempiremo di altre foto che tu mi farai e io ti chiederò di fare!”
“Non ci penso nemmeno a cancellare quelle foto!”
“Dai adesso chiedimelo!!”
“Ma cosa vuoi che ti debba chiedere!! Sei già seduta in modo osceno davanti a tuo padre che ha il cazzo in bella vista....!”
“Chiedimi di scostare le mutandine per vedermi la figa!! Se non lo fai mi vado a chiudere in camera e non mi vedrai più!!”
“Pensavo lo volessi fare già in macchina quando mi hai preso la mano per portarla vicino alla tua farfalla!”
“No, se non me lo chiedi, non lo farò mai!”
“Amore di papà ti prego: scosta le tue mutandine per favore!!”
Con una studiata lentezza prima infila il dito medio al lato dello slip poi, lentamente, come un sipario di un teatro d'opera, scosta il leggero tessuto mettendo in mostra quanto di più intimo ha!!
Completamente depilata a parte una sottile striscia di pelo rasato con cura che partendo dal ventre scende fino alla giunzione delle grandi labbra, mi si para davanti la figa di mia figlia! Carnosa, come quella della madre, rosea e lucida di umido piacere!
Sono secondi che rimarranno nella mia memoria e nel mio cuore e lentamente cado in ginocchio davanti a tale spettacolo.
Mentre io scendo a terra in ginocchio, lei infila i pollici nell'elastico dell'indumento e, sinuosamente sfila il tutto; in tal modo quando sono a pochi centimetri dal quel fiore nulla più può offuscare la mia perversa visione e, se le telecamere di casa sono state puntate nel giusto modo, anche Lella si sta godendo lo stesso spettacolo!
Obbedendo ai desiderata di mia moglie, metti le mie labbra sulla figa di mia figlia che trema di piacere nel sentire il calore della mia bocca.
La lingua comincia a vellicare la rosea vagina e trova quasi subito il duro clitoride che si nasconde ma nemmeno tanto sotto le piccole labbra della dolce fighetta. Il sapore è dolce e amaro allo stesso tempo.
“Non mi sono volutamente rinfrescata per darti il piacere di assaggiarmi per quella che sono!” dice la mia dolce Maria nel delirio del piacere!
Sono lunghi minuti in cui metto in campo quanto di meglio ho dentro di me per farla godere a lungo senza farla arrivare all'acme del piacere. Ma penso che nella sua mente stia già godendo più di quanto avesse mai potuto immaginare!
Le sue mani che tengono attaccata alla sua figa la mia bocca, sono testimonianza di quanto la cosa le sta piacendo.
E, alla fine, la lunga attesa e l'eccitazione prolungata, la portano ad uno sconquassante orgasmo: si contorce come una biscia, urla senza ritegno, e, come la madre, oltre alle sue secrezioni vaginali non riesce a trattenere due o tre schizzi di urina che sono di nuovo, ma molto volentieri, costretto a ingoiare!
Il cazzo mi fa male per quanto è duro ma io ho la testa reclinata sul suo ventre che ancora ha spasmi di piacere e non intendo muovermi da li assaporando le carezze che Maria mi sta regalando sulla testa, le spalle e parte della schiena.
Dopo una decina di minuti in salotto sembra essere tornata la tranquillità della tarda ora!
“Papà adesso voglio assaggiare il tuo cazzone e dopo voglio essere tua con tutta me stessa!!”
“Non ti pare di volere troppo?! Siamo andati già oltre quelli che sono i normali rapporti tra padre e figlia!”
“Papà non dire cazzate! Da quando ho l'età della ragione ho deciso che il primo uomo della mia vita dovessi essere tu! Io non sono come Simonetta che si è data al primo offerente! Per me è importate che il primo uomo sia mio padre! E non solo per rendermi donna ma per fare di me la sua amante, puttana, cagna, e tutti i titoli che vorrai dedicarmi!
Ti voglio dentro di me in bocca, in figa, in culo e anche come complice di vita!”
Come le sue mani lasciano il mio capo io mi raddrizzo e lei scivola a terra davanti a me! Il mio cazzo avverte il calore della sua figa umida e lei, abbracciandomi con sensualità, mi offre le sue labbra. Ci baciamo con furore le nostre lingue si incontrato ed attorcigliano per molte volte e solo quando rimaniamo senza fiato stacchiamo le nostre bocche per respirare!
“Alzati per favore!”
Come mi metto in piedi il suo volto è di fronte al mio cazzo. Abbocca con devozione e inizia un pompino da manuale!
Per due minuti mi da prova di quanto le piaccia l'uccello e alla mia domanda di come avesse imparato: “Io e Simonetta abbiamo fatto le prove con i sex toys di mamma e di sua madre!”
A proposito di Lella: lei mi aveva dato mandato solo per una sontuosa leccata ma mi aveva anche detto che Maria voleva da me quello che voleva!!
Aiuto la ragazza al alzarsi dalla scomoda posizione e lei tenendomi per l'uccello mi conduce verso la sua camera. Entrati si stende sul letto e a gambe aperte e aprendosi le labbra della figa con le mani mi invita oscenamente a compiere l'atto che l'avrebbe fatta donna.
Io mi sono già sfilato l'accappatoio e ritto ai piedi del letto mi masturbo lentamente alla vista dello spettacolo che ho di fronte. Ho ancora titubanza e fosse per me mi farei un bel 69! Una carezza improvvisa e leggera sulla schiena mi fa sobbalzare!
“Lella!! Io sto cercando di resistere!! Dammi tu una mano!”
“Te ne darò due!”
Lella completamente nuda con addosso solo le autoreggenti si porta a fianco del letto di Maria si siede accanto a lei e, tolte le giovani mani dalla figa, mette le sue ad allargare oscenamente il sesso di Maria. Poi si china e vellica con la lingua la vagina per qualche secondo. Poi alza la bocca dal fiore della figlia e sempre tenendo allargate le grandi labbra, mi invita a deflorare Maria e a farla felice!
Maria ad occhi socchiusi mormora un “Grazie Mamma” e stende le braccia verso di me.
Ubriaco di passione mi metto tra le gambe larghe di mia figlia e sento la mano di Lella che mi afferra il cazzo ed inizia a strusciarlo tra la tenera carne della figlia. Un su e giù che fa urlare Maria di piacere. Poi punta decisa la cappella verso l'inesplorata cavità e io con tutta la delicatezza di questo mondo inizio la penetrazione più bella della mia vita!
In meno di trenta secondi sono dentro mia figlia!
Non ho sentito ostacoli di sorta solo una leggera smorfia del viso di Maria mi ha fatto capire che avevo eseguito con delicatezza ed amore l'atto più nefando, secondo i più, che un padre possa compiere sulla propria discendenza.
“Mhhhh, muoviti papà che è troppo bello sentirti dentro di me!”
Lella come era apparsa adesso è sparita! Siamo soli io e Maria.
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