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incesto

Consolazione


di giov60
22.02.2026    |    1.066    |    1 9.8
"“Voglio sverginarti di nuovo, sorellina, e fare di te una femmina lussuriosa!” “Sono già lussuriosa! Chiedimi e io ti darò tutti i piaceri che ti frullano in testa! La lussuria me l'hai..."
Tre mesi fa un terribile incidente stradale mi ha lasciato vedovo a 46 anni con un figlio di 18 anni. Mi chiamo Franco e mio figlio Vittorio, 18enne universitario che studia a Padova. Ho anche una sorella Anna 42 anni sposata senza figli e amica intima della mia defunta signora. E' stata lei a farci conoscere ed era felicissima di avere come cognata quella che era da sempre la sua migliore amica.
In questo periodo di profondo dolore e prostrazione la mia mente vaga tra i ricordi di una vita troppo breve, sebbene lunga oltre vent'anni, passata accanto a mia moglie!
Bellissima donna, ci siamo presi per mano quando eravamo giovanissimi ed insieme abbiamo tracciato la nostra vita che solo un tragico destino ha spezzato! Da ragazzina timida e riservatissima, ma che mia sorella dipingeva, a ragione, come una gatta morta che voleva apparire ma era già molto curiosa e maliziosa, a splendida femmina, come ha voluto diventare sotto il mio amorevole sguardo! Ed io l'ho fatto con immenso piacere sia mentale che fisico. Ho adesso migliaia di foto di lei in luoghi e situazioni diverse dove, felice e splendida, mette in risalto la sua innata femminilità e la sua, da me alimentata, malizia provocatrice.
Prima o poi dovrò fare un falò di tutte quelle immagini per evitare che mio figlio, trovando le foto, possa pensare alla madre come ad una poca di buono, dato che molte di esse la ritraggono a dissetarsi a diverse fontane o a farsi innaffiare l'orto e a fare riserva di caldi umori specialmente nel serbatoio posteriore da diversi prestanti torelli.
Donna passionale ha sparso godimento nel mondo sia maschile che femminile, sia a giovani virgulti che ad ancora prestanti maschi agé.
Adesso sono solo con i miei ricordi e sento ogni giorno un dolore al basso ventre che non accenna a diminuire e, forse, io non voglio diminuisca.
Devo essere grato a mia sorella che, in questo periodo, prima che Vittorio tornasse a Padova, spesso ci ha invitati a pranzo, cena, passeggiate e brevi viaggi che ci hanno dato un po' di serenità.
Prima di andare avanti voglio puntualizzare che da giovanissimo e fino al suo matrimonio, ho avuto modo di “interagire” con mia sorella la quale alla festa dei suoi diciotto anni volle diventare donna per mezzo mio: non fu una semplice scopata! Per me fu l'apoteosi dopo mesi di giochi, toccamenti e intime reciproche carezze. Solo in un'altra occasione mi si concesse con tutta la voglia di cui era capace: passammo insieme il suo “addio al nubilato”. Dopo aver abbandonato la festa organizzata per lei dalle sue damigelle, come Cenerentola poco dopo la mezzanotte, ci dirigemmo verso la sua nuova casa, pronta a ricevere i novelli sposi e, proprio sul talamo nuziale, passammo tre ore di sesso sfrenato!
Da quel giorno distante ormai quasi quattro lustri, più volte mia sorella mi ha fatto capire che sarebbe stato bello ritrovasi come quando, quasi all'ora della chiusura, veniva da me in ufficio con qualche scusa riguardo alla contabilità della sua piccola azienda. Io leggevo l'imbarazzo di voler chiedere attenzione, senza dover chiedere espressamente, quel suo aggirasi intorno a me e appoggiarsi alla scrivania con le gambe leggermente divaricate, quasi ad invitarmi a infilare la mano sotto la sua gonna corta e sempre ampia. Ma, anche se sono certo che quello che pensavo in quei momenti era vero, ho sempre evitato,con molto dispiacere ed usando un controllo che non pensavo di avere, per rispetto a mia moglie e anche un po' per rispetto verso mio cognato, rispetto che forse non lui ha meritato.
E' sabato mattina e, siccome mi sveglio presto, sono uscito per una passeggiata. Non sono ancora le nove che squilla il cellulare. Mia sorella mi sta chiamando, come fa spesso in questi ultimi tre mesi. Stavolta non mi chiede come sto ma mi dice che vorrebbe passare da me nel pomeriggio, verso le quindici se per me andava bene. Ben volentieri accetto: almeno potrò parlare con qualcuno!
Come ogni sabato mattina, visto che non lavoro, rassetto per casa, spazzo per terra e faccio partire la lavatrice. Poi mentre il bucato va avanti, mi concedo una doccia che mi tira un po' su e rende migliore il mio aspetto.
Esco di nuovo per acquistare qualcosa e passo in pasticceria per due mignon da offrire alla cara sorella.
Tornato a casa apro un contenitore di foto e inizio a ricordare i bei tempi che furono... Non so perché ma quelle foto di mia moglie iniziano a eccitarmi e inizio a ricordare perfettamente data, luogo, momento e situazione di ognuna di quelle immagini.
Ho il cazzo duro e pian piano, quasi in trance, la mia mente si riaccende su quei momenti e inizio a ricordare quegli attimi di vita passata.
E proprio perché tra qualche ora verrà a trovarmi Anna e, presuppongo, anche il mio odiato cognato, i miei ricordi si concentrano in un preciso giorno, quello della “Verità”, come lo abbiamo chiamato solo qualche mese fa, io e la mia scomparsa moglie.
E ricordo, grazie anche alle foto di quel giorno, tra le ultime scattate, che la mia dolce metà era distesa a cosce larghe sul nostro letto e si stava masturbando lentamente. Dopo averle scattato una decina di oscene pose, visto che eravamo soli e senza alcun sospetto (Dante mi perdoni!) anche io, dopo aver buttato all'aria i miei indumenti mi ero accoccolato accanto alla mia donna e avevo anche io iniziato a carezzarmi l'uccello già duro per merito dello spettacolo offerto dalla mia sposa!
Quel giorno, il 14 aprile 2025, l'aria era tiepida e nella penombra della stanza io e lei abbiamo iniziato a parlare. Eravamo sposati da quasi vent'anni ed ero certo che anche lei doveva avere un piccolo scheletro nell'armadio come me d'altronde.
Io avevo un tarlo ultra ventennale che, da quando ci eravamo messi insieme, mi girava per la testa: le prime volte che ero uscito con lei, avevo vent'anni e lei tre di meno, rimasi impressionato, la prima volta lei mi aveva preso in bocca il cazzo, dalla sua bravura nel praticare la fellatio. Già allora glielo dissi: “Ma dove hai imparato?” Lei con malcelato imbarazzo: “E' l'amore che mi ispira, ma anche il tuo cazzo che ho in bocca!” Non le ho mai creduto!
Per cui...
“Giochiamo ad un gioco un po' particolare?”
“Che ti frulla per la testa, amore mio?”
“Io e te non dobbiamo avere nessun angolo nascosto, dobbiamo sapere tutto l'uno dell'altro! Ora, come siamo nudi uno di fronte all'altro, dobbiamo riuscire ad essere nudi anche per quanto riguarda la nostra vita passata! Ti propongo di aprirci l'un l'altra cosi come non abbiamo mai fatto in modo tale da conoscerci completamente!”
Eravamo distesi l'una a fianco dell'altro e le nostre mani carezzavano leggere i nostri corpi, facendoci provare reciprocamente piccoli brividi di piacere.
“Giochiamo al gioco della Verità!”
“Dipende da quello che mi chiederai!”
“Tutte le domande sono permesse e tutte le risposte devono essere la Verità”
Io avevo la mia mano infilata tra i peli della sua figa e giocavo un po' con questi un po' con le sue calde grandi labbra e, particolarmente, con il suo sviluppato clitoride; lei giocherellava con le dita della sua mano con i miei coglioni per poi, con le unghie, risalire verso la mia cappella gonfia. Iniziammo parlando di sesso di voglie e di sogni erotici e il discorso finisce alla nostra prima giovinezza.
Quella domanda tornò prepotentemente nella mia testa e senza pensare uscì dalla mia bocca: “Ma dove hai imparato a fare i pompini in modo così sontuoso?!?!?!”
Lei mi guardò con gli occhi da cerbiatta: “Se te lo dico non mi crederesti mai e ti arrabbieresti pure! Perché per me l'inizio della storia fu traumatico, una violenza!”
Aveva ragione e la cosa mi ha anche sconvolto, ma io buttandola come battuta: “No, se mi dici chi è stato, mi alzo e vado subito a ringraziarlo!!”
Sorrise con amarezza!
“Scusa se ti ho fatto del male...ma credo che anche nelle cose peggiori bisogna trovare, se poi uno le supera, anche il lato positivo.”
“Allora......” fa un profondo respiro e: “qualche mese prima che noi ci mettessimo insieme ho iniziato a fare giochini con mia zia e mio zio!”
“Ma di che zio parli?”
“Di zio Antonio, il professore!”
“Davvero?? Ma pare un uomo così a modo!”
“In pubblico, poi a casa, invece...”
Il racconto continua e mi dice che, siccome aveva bisogno di alcune lezioni di ripetizione, la madre ne aveva parlato con sua la sorella, la moglie del Professore... Cosi, era l'inizio di marzo di tanti anni fa, fu mandata a casa dello zio che quel pomeriggio l'avrebbe aiutata per un ora circa.
Questo l'aveva accolta con un bel sorriso e portata nel suo studiolo. Dopo una mezz'ora di reale studio, poiché la zia, assente fino a quel momento, stava per rientrare a casa, lo zio le propose di nascondersi sotto la scrivania per fare una sorpresa alla stessa.
Si era appena accoccolata sotto la scrivania lo zio si sbottonò i pantaloni e le mostrò il cazzo! Presa alla sprovvista non seppe nemmeno ritirare la mano quando lo zio gliela prese per farsi toccare. Costretta all'inizio dalla presa del porco, masturbò lo stesso anche dopo che lo zio lasciò la sua mano. Proprio mentre la zia faceva il suo ingresso nello studio, lo zio, senza proferire parola le eiaculò in faccia per poi puntare la cappella verso la bocca della moglie che golosamente prima pulì l'uccello del marito poi, baciando la nipote, il volto segnato dalla sborra.
Il giorno dopo fu la zia stessa, giocando con lei in modo molto dolce e malizioso, prima a mostrarle come prenderlo in bocca facendo un pompino allo zio e poi a metterle davanti alle labbra la cappella violacea del marito che stavolta, visto che lei aveva aperto spontaneamente la bocca e aveva anche iniziato a imitare la zia, dopo pochi minuti, venne direttamente nella giovane bocca.
Questa situazione iniziò a piacere, per sua stessa ammissione, alla mia futura moglie che anche dopo che si era messa con me, ha continuato la relazione con zia e zio per alcuni mesi così “da affinare l'esperienza!” ma anche perché le piaceva assistere alle scopate tra i due che si eccitavano per la sua presenza.
Mentre lei raccontava io mi masturbavo come un ragazzino e lei aveva la mano infilata nella sua figa!
“Devo ammettere che, quella prima volta con te, il tuo uccello, molto più grande di quello di mio zio, mi piacque così tanto che tutti i miei progetti per fare la santarellina alla prima esperienza saltarono in aria, ma pensavo anche che, essendo tu alle prime esperienze, non avessi già un metro di giudizio così affinato!........Adesso tocca a te!”
“Io non ho una storia come la tua; semplicemente ho avuto una relazione sessuale con tua cognata che è anche mia sorella” e iniziai il mio racconto con una dovizia di particolari che la eccitò fino a farla godere!
“E dici niente!?!? Te la scopi ancora adesso?”
“No certo!!... ma ho avuta netta l'impressione che a volte, quando viene in ufficio, lo faccia anche per offrirsi a me. Ma io non ho approfondito mai sia per rispetto verso di te che verso quell'imbecille di suo marito!”
“Ma....... se io fossi d'accordo....un colpetto... gliela daresti ancora?”
“Veramente ho sempre sognato di passare belle serate a letto insieme a te e a lei!”
“Mhhh che porcellone!”
Da quel giorno molte delle nostre fantasie durante le nostre scopate quotidiane hanno avuto come protagonisti sia lo zio e la zia di mia moglie sia la mia sorella.
Mi riprendo da questi ricordi come mi fossi svegliato in questo momento: sono passate quasi due ore affogato nei ricordi.
Il piacere mi attanaglia lo stomaco: ho un dolore, dolcissimo ma dolore, che mi ha chiuso lo stomaco e mi si irradia fino ai coglioni. Mangio qualcosa e per il caffè attendo l'arrivo di mia sorella.
Non sono ancora le 15 che il citofono squilla. Io ho indossato una bella felpa comoda da casa e, fresco di doccia, sono anche profumato il giusto. Apro il cancello di casa e dopo poco apro la porta a mia sorella che è da sola: mi sento anche sollevato.
Mi bacia con molto trasporto e mi informa che il marito è fuori con la sua compagnia di amici, per cui ha pensato di passare con me il pomeriggio.
La ringrazio per il pensiero e noto il suo abbigliamento dopo che si è sfilato il soprabito: Gonna al ginocchio plissettata, maglia di cotone abbottonata sul davanti, calze scure che stanno benissimo con la gonna rossa e scarpa con tacco otto, che la slancia mettendo in risalto un sedere ancora notevole. Il suo seno è sempre stato piccolo, adesso forse a malapena arriva ad una terza con coppa piccola, ma sotto la maglia mi pare di intravvedere le punte dei capezzoli: sarà la mia eccitazione per i ricordi appena rivissuti.
Sorride perché non vuole che la sua possa apparire come una visita di cordoglio, anzi mi pare anche che sorrida troppo come se fosse....nervosa!
Le chiedo se vuole un caffè e mi ringrazia accettando!
Apparecchio il vassoio mentre lei si mette comoda in salotto. Pasticcini, caffè...eccomi da lei che sedendosi ha accavallato le gambe e mostra una metà coscia scoperta...nulla di che!! Ma io sono giorni che sto in una situazione particolare e per la prima volta sono da solo in casa con una donna.
Dopo dieci minuti di più e del meno, bevuto il caffè e consumati i pasticcini, riporto il vassoio in cucina e al mio rientro in salotto mia pare di notare che l'orlo della gonna sia salito perché mi pareva che prima sfiorasse il ginocchio adesso invece è quasi un dieci centimetri più in alto.
Mi seggo di nuovo al suo fianco e noto che il suo nervosismo pare essere ancora più alto.
“Come mai questa bella visita che mi scalda il cuore?”
“L'altro ieri mi ha chiamato Vittorio e mi ha chiesto di te, di come stavi e cosa pensassi io della tua nuova vita, poi mi ha detto di starti vicino per quanto possibile e questo mi ha fatto decidere di venire a trovarti cosi da tenerti un po' di compagnia. Ho fatto male?!”
“No al contrario! Mi ha fatto enormemente piacere poi chiamerò Vittorio per ringraziarlo!”
“E anche io sono quasi sempre sola dato che mio marito ormai sta più con gli amici, diciamo così, che a casa con me! Ma ti pare giusto?!”
“Mi dispiace se me lo avessi detto prima ci saremmo visti più spesso anche prima della tragedia che mi ha gettato nel dolore più atroce!”
“Dimmi fratellone, come stai veramente adesso?!?!”
“Vuoi sapere la verità o ti accontenti di una banale scusa?!?!”
“Ma che cosa dici, parliamo seriamente!”
“Ok.....”
Inizio con il dirle che è vero sono proprio giù e non potrebbe essere altrimenti... solo da alcuni giorni ho iniziato un lavoro che devo fare per non mettere mio figlio in imbarazzo e, stimolato dalla sua presenza, dalle sue cosce di donna matura che piano piano l'orlo della gonna, sapientemente guidata dagli studiati movimenti delle sue gambe,continua a scoprire fin oltre la balza delle calze, quasi improvvisamente, mi sento libero di dire tutto e le dico che sto riguardando tutte le foto della mia vita per eliminare quelle più intime che raccontano di una vita di coppia piuttosto movimentata.
“Lo sapevo che eravate dei porcellini!”
“Se non ti scandalizzi, a te posso mostrarne qualcuna, prima di distruggerle!”
Non so se fosse più turbata od eccitata ma, dopo averci pensato qualche secondo, accetta e si morde vogliose le labbra della sua bocca con un espressione di lussuria che non ricordavo.
Non voglio mostrarle le più scabrose dove mia moglie si concede al altri, ma preferisco prenderne alcune dove si esibisce per me sia in casa che all'aperto. E per ultime prendo quelle che proprio stamattina mi hanno riportato alla mente i trascorsi sessuali proprio con lei, mia sorella.
“Che bella donna che era! E che naturalezza!”
“Sai adesso ogni foto mi racconta il giorno e il perché di quei momenti! Sono giorni che sono in uno stato pietoso proprio perché i ricordi mi sono ritornati limpidi in mente tutti!”
E di ogni foto le dico il ricordo di quel giorno. Le ultime foto che avevo preso erano quelle scattate in camera da letto proprio poco prima del “Gioco della Verità” e poco dopo quando eccitatissima si masturbava immaginando me e Anna in incestuoso rapporto!
Ed infatti: “Queste che sono anche le più oscene tra quelle che ti ho mostrato sono di un giorno particolare: quello in cui ci siamo detti tutta la verità sulla nostra vita e sulle cose che abbiamo fatto, le più intime!”
“Tutto proprio tutto?” dice arrossendo violentemente “Anche di noi due!?!”
Le racconto parola per parola quello che quel giorno ci siamo confidati e anche il fatto che spesso abbiamo poi fatto l'amore pensando anche a lei e che mia moglie era certa che quando avessimo deciso, avremmo certamente potuto coinvolgere anche lei nei nostri giochi di sesso!
Le ho poi confessato di quando lei veniva in ufficio e a me fosse parso che volesse riaprire una certa situazione con me e anche del perché, molto a malincuore, non ho osato verificare se fossi nella verità!
“Si lo ammetto, quando venivo in ufficio in ora tarda era proprio perché avevo voglia di te e io ricordo la sera dell'addio al nubilato come la più bella scopata della mia vita e la sera del mio diciottesimo compleanno come il ricordo più dolce che porto nel cuore! Sono certa che sei d'accordo con me se dico che io per te sono stata la donna più importante e tu per me sei stato altrettanto! ” e così dicendo non resiste oltre e allunga la sua mano sulla protuberanza che il pantalone della mia tuta non nasconde affatto.
Stringe con voluttà il mio cazzo... una carezza che mi riporta indietro di tanti anni, ma che ricordo benissimo e lei anche ha il volto adesso più rilassato dato che ha preso in mano il suo desiderio che l'ha spinta a venire da me.
“Si hai ragione!! Non immagini quante volte, mentre mi beavo della bocca, del culo e della figa della mia dolce metà, pensavo che fossi tu a farmi godere! Poi grazie anche alla nostra reciproca confessione sei tornata di prepotenza nella mia fantasia e in quella di mia moglie! Solo il caso ha voluto che poi non andassimo oltre nei nostri indecenti propositi nei tuoi confronti!”
“Adesso sono ancora indecenti i tuoi propositi nei miei confronti?” e stringe ancora di più il mio cazzo nella sua mano dalle unghie molto ben curate: “Io non sono un indecente proposito sono una donna in carne ed ossa! E la mia carne arde di desiderio: ho voglia di te e di diventare la tua amante o quello che preferisci. Te lo chiedo adesso come vent'anni fa, così come te l'ho chiesto la sera del mio diciottesimo compleanno!”, e così dicendo, molla la dolcissima presa al mio cazzo e mette una gamba sulla spalliera del divano, l'altra a terra mostrandomi, dopo troppi anni, la sua bellissima intimità! Scosta con le dita il lembo dello slip che copriva la sua figa: “ho voglia di scopare con te!! anzi, e non me ne voglia il ricordo di mia cognata, ho voglia di fare l'amore con te e non solo oggi, ma domani e da domani fino a quando vorrai!! Sono quasi due mesi che ti penso solo nel letto e in tua forzata astinenza! Non voglio che qualche puttana approfitti di te. Voglio essere io ad approfittare di te, del tuo cazzo, della tua bocca, della tua lingua e delle tue carezze! Stamattina quando ti ho chiamata ero ancora a letto a gambe spalancate che mi toccavo ed è stata la tua voce a farmi godere!”
Mentre pronuncia queste parole che sono musica alle mie orecchie e mi induriscono il cazzo oltre ogni limite, strappa lo slip e allarga con entrambe le mani la sua figa matura e umida di voglia.
Cado a terra in ginocchio tra le gambe oscenamente spalancate di mia sorella Anna. Avvicinando la testa alla sua vagina, sento l'odore che emana ed è lo stesso odore di vent'anni fa quando fui il primo ad assaggiare il gusto dei suoi umori e a dedicarmi con passione a leccarla, solleticarla, succhiarla con tutta la voglia che avevo in corpo. Quando la mia bocca arriva su quelle grandi labbra che la voglia repressa per anni ha fatto inumidire ed allargare e affondo la mia lingua in quel fiore roseo di carne umida e profumata. La sento vibrare sotto i colpi, ora sapienti, della mia lingua impertinente.
“Leccami Franco, baciami e fammi godere come solo tu hai saputo fare nella mia vita!” La sento vicina all'orgasmo e sollevo le labbra dal suo sesso per farla respirare in po'.
Ma lei mi afferra per i capelli e quasi piagnucolando: “Continua fratellino mio, sconvolgimi con la tua lingua e le tue labbra!!” Mi rimetto alla sua volontà e affondo di nuovo nella sua figa allagata di piacere la mia lingua per portarla ad un orgasmo che la sconquassa! Poi, quasi con cattiveria, dolce cattiveria, approfittando dell'abbondante secrezione che dalla sua figa è scesa sul cuoio del divano, così diventato alquanto scivoloso, le metto le mani sotto la piega delle ginocchia e alzo le sue gambe fino a portarle verso il suo petto. Scivola avanti con tutto il bacino e mi offre la vista delle sue intimità ben oltre la rosellina del sedere. Dopo averle di nuovo succhiato il clitoride affondo la lingua di nuovo nella figa e poi punto allo sfintere anale che, oggi come vent'anni fa, è estremamente sensibile al mio impudico bacio! Adesso il mugolio è più simile ad un urlo!
“Basta!!!! Ti prego!!!”
Porto il mio viso sul suo e ci scambiamo un bacio mai così incestuoso e mai così appassionato come questo!
Adesso che si è ripresa un po', mi sfila la maglia e poi mi invita a mettermi seduto accanto a lei che, dopo un altro bacio, scivola a terra, mi sfila il pantalone e si mette tra le mie gambe:abbiamo invertito le posizioni!
“Ti ricordi, tanti anni fa, troppi anni fa, quando tutti i casa dormivano ed io venivo di soppiatto in camera tua per prenderti il cazzo in bocca?!”
“Certo che mi ricordo! Non mi sono mai arrabbiato perché mi svegliavi!”
“Bhe... da oggi non verrò più di soppiatto, ma mi piacerà svegliarti tante altre volte!! E non solo per prendertelo in bocca ma per fare tanto sesso con te!”
Il mio cazzo è duro e quasi si impenna sopra il mio ventre. Lei inizia abboccando il mio scroto, una palla e dopo l'altra, poi risale verso la cappella e l'abbocca guardandomi negli occhi! Non abbassa mai lo sguardo ma succhia e mi lecca con la lingua sempre fissandomi senza vergogna. Il dolce tormento dura diversi minuti e quando sono al limite, avverto.
“Ti ho già detto che voglio essere, e mi sento di essere, tutta tua e, come tu ti sei dissetato con il mio piacere, adesso tocca a me! Vieni fratellino dammi da bere!”
Le parole mi fanno ancora di più eccitare e nel giro di due affondi della bocca di Anna, sono pronto a dissetarla!
Anche lei se ne rende conto e inizia a succhiare e ad ingoiare tutto quanto proviene dai miei coglioni.
Alla fine si lecca pure le labbra: Non me la ricordavo così puttana!!
Ripreso un po' il fiato, guardo l'orologio sulla parete: sono appena le sedici e cinquanta: sono passate meno di due ore e l'atmosfera in casa è radicalmente cambiata essendo adesso rovente di passione e di voglia repressa.
“Anna che dici ce la facciamo una scopata prima di andare a cena?”
“Sono entrata qui con una sola intenzione: fare l'amore con te fino a sfinirti! La mia figa ha una voglia arretrata del tuo cazzo e solo tu puoi placare questa voglia!!”
Quando entriamo in camera da letto ho la netta sensazione che mia moglie sia lì seduta sulla poltrona che aspetta di vederci rotolare nel letto che è stato il talamo del nostro matrimonio.
“Voglio sverginarti di nuovo, sorellina, e fare di te una femmina lussuriosa!”
“Sono già lussuriosa! Chiedimi e io ti darò tutti i piaceri che ti frullano in testa! La lussuria me l'hai data tu la notte del mio addio al nubilato quando mi hai scopata sul letto della mia prima notte di nozze....sei stato tu la mia prima notte di nozze!”
Cadiamo sul ampio letto e subito Anna mi chiede di andarle sopra e di prenderla! Punto deciso il mio uccello duro verso le grandi labbra della figa di mia sorella e, dopo vent'anni, riassaporo il caldo abbraccio incestuoso!!
“La mia figa sembra fatta apposta per il tuo cazzo! Mi sento piena come non mai!! Dai fratello mio scopami come solo tu hai saputo mai fare!”
Godiamo quasi contemporaneamente dopo molti minuti durante i quali ci siamo amati in diverse posizioni.
Abbracciati passiamo diversi minuti a coccolarci fino quasi all'ora di cena.
“Bhe adesso se volgiamo andare a cena è il caso di prepararsi...”
“Mentre faccio una doccia perché non vai un momento fuori a prendermi in macchina la borsa che mi sono portata dietro?”
“Sei venuta attrezzata!!”
“Non penserai mica che stanotte me ne torni a casa?!”
“No certo speravo che rimanessi qui!”
“Ecco perché sono venuta già con la borsa dietro. Adesso tu vai a prenderla mentre io mi faccio la doccia e chiamo mio marito per avvertirlo...ma tanto a lui non interessa.... dirà un si capisco, ma non indagherà!”
Mentre io vado in auto lei telefona per avvertire mio cognato, suo marito, che non le chiede nemmeno con chi passerà la notte.
Dopo la doccia Anna torna in salotto in guepiere e reggicalze e calze tutto white.
“Ma è questo il modo con cui vuoi venire al ristorante?”
“Mahh.... Uno spaghettino aglio e olio piccantino come me....che preparerò il tutto sculettando davanti ai tuoi occhi?!”
“Aggiudicato!!! Ma almeno infilati una slip....altrimenti la pasta....scuocerà!!”
Io indosso una maglietta e un pantaloncino così corto che la cappella del mio cazzo penzola allegramente alla vista lungo la mia coscia.
Divoriamo la pasta con appetito e dopo ci concediamo un lungo abbraccio sul divano davanti alla tv che non guardiamo perché ci coccoliamo ricordando i nostri trascorsi sessuali.
Certo ricordi mi riaccendono la voglia e Anna non è da meno.
Prima torna ad abboccare il mio cazzo duro e dopo essersi divertita per qualche minuto, si alza e va verso la cucina mentre si sfila lo slip lasciandolo cadere a metà strada. Da sopra il piano prende un piattino dove aveva già messo una piccola noce di burro.
“Sono sicura che in qualche cassetto tuo o di tua moglie c'è un lubrificante intimo...ma noi siamo quelli nati subito dopo Ultimo tango a Parigi... E voglio sentire il tuo dito imburrato nel mio culo!..... e non solo il dito!”
“Che troia di sorella mi ritrovo... ma sei proprio oscena!!”
“Ho già perso troppo tempo dietro a quell'imbecille di mio marito! Ho da recuperare tutto il piacere che non ho avuto in questi ultimi anni!!”
“Un programma piuttosto impegnativo!!! E cosa sei disposta a fare!?!?”
“Voglio godere!! E sono disposta a tutto, tranne ad essere picchiata!!”
Intanto mi sono imburrato il dito della mano destra, ma non solo l'indice ma anche il medio!
“Attento, la mia voglia è tanta, ma il buchetto non è stato molto usato....per cui....!”
“Ti guarderò in faccia e saprò se devo fermarmi o quanto tempo devo aspettare!”
La prima falange dell'indice non incontra difficoltà anche per la posizione a gambe levate che Anna assume per essere anche più oscenamente esposta al mio lubrico sguardo, Lavoro lentamente ed attentamente guardandola fissa in volto che non tradisce alcuna vergogna ma è lo specchio di una attesa vogliosa per una carezza molto intima che inizia piano piano a dare segni di piacere. Forzo ancora lentamente il mio fare e con una calma che non mi appartiene, lentamente le infilo anche la seconda falange e la nocca del dito indice, poi giro il palmo della mani verso l'alto e piego il dito in modo da solleticarle la vagina dall'interno del suo intestino.. Lo sguardo si fa liquido e sento che respira con un leggero affanno. Adesso dopo averla solleticata per qualche istante provo ad infilare anche il dito medio. Tiro indietro la mano e punto di nuovo il suo sfintere con entrambe le dita che faccio roteare lentamente sulla grinzosa apertura. E' lei stessa con un leggero colpo di bacino a favorire l'ingresso delle punte delle dita nel suo culo. Intanto un odore di burro si spande nell'aria. Sarà più la voglia che il dolore ma è sempre lei che spinge verso la mia mano e in pochi secondi sia l'indice che il medio sono dentro di lei fino alle nocche. Il solleticare interno adesso è doppio e anche il suo mugolio è di molto aumentato. Ho il cazzo duro e, quando vedo i suoi occhi rovesciarsi all'indietro, capisco che è giunto il momento. Tiro fuori le dita e ungo la mia cappella con il burro rimasto. Poi mi sollevo e sempre fissandola negli occhi, appoggio la punta del mio cazzo sullo sfintere anale di Anna che me lo sta offrendo nella posizione più oscena. Una cosa sono due dita, ben altro un cazzo di rispettabili dimensioni. Sento lo sfintere stringersi appena la mia cappella ha superato il muscolo circolare. Mi fermo ad aspettare e come il volto di Anna torna ad essere più disteso, inizio a spingere lentamente ma inesorabilmente. Sono quasi a metà e sento di nuovo l'ano stringere il mio bastone. Anna ha come una piccola smorfia e io non voglio farla soffrire. Faccio per uscire ma lei: “No fermati solo un attimo!....” respira due volte profondamente e poi rilassa di nuovo il muscolo anale “Affonda ora che sono pronta!”
Come risucchiato faccio ingresso con tutto il mio cazzo nel culo di mia sorella!
“Adesso fermati per farmi assaporare tutta la durezza e la consistenza del tuo uccellone!”
Rimango infisso in lei per quasi un minuto. Non una parola, solo uno sguardo pieno di complice goduria!
“Dai adesso inizia a muoverti e sfondami per bene!”
Il mio cazzo inizia un lento andirivieni: porto la cappella fino allo sfintere e poi lentamente affondo nel suo intestino, poi di nuovo quasi fuori e poi sempre più profondamente!
Passiamo diversi minuti a guardare uno l'espressione del volto dell'altra e i nostri volti sono lo specchio del piacere che ci stiamo dando reciprocamente.
“Sono abbastanza porca per il mio fratellino?!”
“Mhhh... vedremo.... per adesso mi accontento di vedere la tua faccia che è stravolta dal piacere...!”
“Adesso mi sento tutta tua e ti sento tutto mio!”
“Anche io! Forse mi sto pentendo di non aver infilato le mie mani tra le tue cosce quando venivi in ufficio.... !”
“Non avere pentimenti! Ero io che forse ti chiedevo troppo allora! Ma non sapevo...avevo solo voglia di te!”
“Forse ti chiederò tanto....non so se tu vorrai seguirmi su una strada piena di trasgressione e di piacere!”
“Mi stai inculando e mi chiedi se non sarò capace di seguirti?”
“I tuoi desideri sono i miei e i miei saranno certamente i tuoi!”
“Non sai quali sono i miei desideri inappagati!!”
“Neanche tu conosci i miei che forse sono più dei tuoi!”
Il mio affondare nel suo culo che adesso è accogliente diventa sempre più possente. Tiro fuori il cazzo e il suo buchetto è ora aperto e quasi reclama di essere di nuovo penetrato.
Riaffondo senza dover più stare attento a farle del male... lei, al mio ennesimo affondo inizia a godere tremando come un ramo sbattuto dal vento. Stringe il suo sfintere quasi a volermi trattenere dentro di se e inizia a urlare il suo orgasmo e così facendo mi invita a riempirla. Quasi svengo dal piacere nel momento in cui riverso in lei il caldo liquido dei miei coglioni e lei: “Ahhhhh.....com'è caldo....oddio.....ancora..... che bella sensazione!”
Mi accascio sul suo seno e mordo i capezzoli duri che le danno ancora una scossa di piacere, poi lentamente esco da lei che intanto abbassa le gambe e me le stringe attorno alla vita.
Rimaniamo cosi per diverso tempo. Poi mano nella mano ce ne andiamo in bagno per rinfrescarci e poi a letto.
Abbracciati prima di addormentarci per un meritato riposo:
“Quali sono i tuoi desideri inappagati?”
“Ho sempre chiesto a mia moglie di vederla scopare con un uomo di colore, ma ha sempre sorvolato.... e poi le chiedevo di provocare e poi fare sesso con ragazzi giovani alle prime esperienze...volevo vederla fare la Nave Scuola! Ma non ha mai accettato!”
“Mhhhh... Io se lo desideri posso scopare anche con gli esquimesi!! e per quanto attiene i ragazzi, li guardo già adesso con cupidigia!”
“Morirò di piacere allora!”
“Ma prima però ho io un desiderio che mi brucia dentro da oggi pomeriggio: Voglio fare un bel trio con mio fratello e mio nipote Vittorio e voglio sentirmi ripiena di tutti e due contemporaneamente!!....E il cazzo più grosso lo voglio nel culo!”




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