incesto
Addio al celibato
09.02.2026 |
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“Sono qui per essere tutta tua, spero non solo oggi!”
“Adesso chiedimi di scoparti!”
“Amore di mamma, dai scopami e fammi morire di piacere!!”
“Voglio farti godere, non..."
Ventisei anni fa nascevo nella mia bella terra d'Abruzzo frutto dell'amore dei miei genitori che allora avevano 30anni mio padre e 26 mia madre. Papà è ancora adesso a 56 anni un uomo giovanile e prestante un po' brizzolato ma con un fisico asciutto statura media che le donne guardano ancora con piacere. Mamma invece non arriva al metro e sessanta e tre gravidanze l'hanno fisicamente appesantita. Appena sposata era magrissima ed aveva un vitino da vespa; bhe quel giro vita è un ricordo ma ha conservato tutta la sua femminilità: Viso solare sempre sorridente adesso bello rotondo come quello di una ottima cuoca, capelli castani e ricci, un seno di cui lei è stata sempre orgogliosa e che ha sempre messo in mostra, due belle gambe sempre coperte, estate esclusa, da calze eleganti e, data la statura non eccelsa, con sempre ai piedi scarpe dal tacco alto e, anche per casa, con pantofole simili. Con un tacco 10 quasi arrivava ben oltre la spalla di papà così da non sfigurare. Oltre a me sono poi arrivati una sorella che oggi ha 24 anni e un fratello ventenne. Essendo io il primogenito mamma da sempre stravede per me, le sue attenzioni nei miei confronti a volte sono maniacali e asfissianti! A tavola sono sempre stato servito per primo, sempre difeso a spada tratta qualunque marachella combinassi, sempre coccolato ed in forte intimità... insomma il classico cocco di mamma!
I primi ricordi limpidi che ho della mia fanciullezza sono quelli della domenica mattina quando avevo il permesso di saltare sul letto dei miei genitori per giocare con loro e con mia sorella e spesso facevamo le battaglie con i cuscini. Poi quando mi ritrovavo durante l'anno scolastico a fare i compiti dietro il bancone del negozio di generi alimentari che mamma gestiva e delle prime reazioni gelose che avevo in sua difesa, quando i clienti le facevano apprezzamenti o la guardavano puntando lo sguardo verso il suo déllecolté che mamma curava sempre, però, di mettere in mostra. Quando sono arrivato alla tarda pubertà, la mia gelosia nei suoi confronti era sempre più accentuata e lei un giorno che eravamo da soli ed io ero particolarmente turbato, mi disse di non preoccuparmi perchè lei lo faceva, d'accordo con papà, per fare la reclame al negozio, che infatti andava benissimo.
Devo essere sincero: anche le mie prime pulsioni sessuali le ho indirizzate verso di lei e, sono sicuro che anche lei ne era consapevole. Spesso durante il periodo delle scuole medie e primi anni di liceo, siccome ero molto timido con le mie compagne di classe, mi mettevo dietro la porta del bagno a spiarla e spesso da quel buco della serratura potevo vederla mentre si asciugava dopo il bagno e ammirarla spesso completamente nuda. Anzi pensavo che lei si girasse più volte su se stessa proprio perché sapeva che io ero lì appostato. Quindi la prima figa che ho visto è stata la sua ed ero attratto da quel cespuglio scuro che, sentivo, dover nascondere qualcosa di bello.
Ma poi fu proprio lei, a togliermi il dubbio. In casa le porte sono state sempre aperte e nessuno si faceva problemi a cambiarsi d'abito. Ma quando due o tre volte a settimana mamma e papà dovevano andare in città per fare rifornimento per il negozio oppure la domenica si andava in giro per una passeggiata in famiglia, mamma invitava me ed i miei fratelli a prepararsi ad uscire e, dopo aver vestito mio fratello e mia sorella, andava lei in camera sua a cambiarsi: a volte io rimanevo sull'uscio della porta della camera da letto e, se eravamo soli, mamma si cambiava molto lentamente.! Toglieva il grembiule che usava in negozio e, solitamente sotto già indossava una guepiere da cui pendevano le strige per il reggicalze, Si metteva a posto il seno prosperoso e così facendo, con noncuranza quasi, me lo faceva vedere poi prendeva dal cassetto un paio di mutandine e le calze. Si sedeva sul letto e infilava lentamente le calze allargando le gambe così da mettere in evidenza il suo sesso, dato che di solito prima andava in bagno a rinfrescarsi, che si apriva al mio sguardo allupato. Prima una calza, poi l'altra e mi piaceva vederla allacciarsi le stringhe mettendo in mostra le sue tornite cosce!
Sono immagini che porto nel cuore e non so ancora se lei lo facesse apposta o se fossi io bravo a farmi trovare nel posto giusto e al momento giusto. Lo dico perché mai lei alzò lo sguardo a controllare se ci fosse qualcuno né a compiacersi guardandomi.
Fatto sta che compiuti i diciotto anni e per i seguenti due, fino a che papà, nel vendere dei terreni diventati edificabili, realizzò un bel guadagno che portò alla chiusura del negozio, fui io ad accompagnare mamma in città. Spesso durante il viaggio mamma ed io ci scambiavamo innocenti coccole e a volte lei prendeva la mia mano e la poggiava sulle sue gambe. Ho impresso la sensazione bellissima del contatto con la seta delle sue calze quindi quando dovevo cambiare marcia, ritraevo la mano ma poi la mettevo di nuovo prima sul ginocchio poi, senza mai esagerare, sempre più su beandomi della vista delle sue cosce che si allargavano per facilitarmi il compito. Avrei voluto che anche lei mettesse le mani sulle mie gambe ma non ho mai voluto chiederle questo perché, pensavo, un suo rifiuto avrebbe fatto finire per sempre questa bellissima situazione.
Adesso ventisei anni dopo la mia nascita, sono io che convolo a nozze con una bella ragazza conosciuta durante gli anni dell'università e che già dai nostri primi incontri mi ha dimostrato di essere una femmina calda e vogliosa. Come mamma ama mettersi in mostra, ma non perché deve vendere, ma perché ama essere ammirata! Poi è calda a letto e già da qualche tempo i suoi desideri mi infiammano e so che il nostro sarà un matrimonio duraturo e pieno di piacere!
Siccome ci si sposa, almeno dalle mie parti, in casa della sposa ed essendo Raffaella, la mia futura moglie, lucana, oggi tutta la mia famiglia sta partendo verso Maratea. Mancano ancora dieci giorni alla data fissata per il matrimonio ma tutti abbiamo qualcosa da fare per l'organizzazione, non ultimo per quanto mi riguarda, il noleggio di un pullman per portare i miei parenti ed amici nella bellissima località che abbiamo scelto.
Raffaella abita, a dire il vero in una cittadina all'interno e non è servita come Maratea di alberghi e ristoranti, per cui di comune accordo, abbiamo scelto questa località per il nostro matrimonio.
Partiamo da casa con due auto: la mia e quella di mio padre. Io guido con accanto mia sorella e dietro mio fratello; mamma e papà con l'altra auto e con entrambi i bagagliai pieni all'inverosimile. Poi, tre giorni prima delle nozze mio fratello tornerà indietro avenol ìo io nominato capo pullman dei parenti.
Tutti i nostri parenti ed amici hanno già le camere prenotate presso l'albergo dove io e Raffaella saluteremo tutti con il banchetto nuziale e qui alloggerà la mia famiglia mentre io ho preso alloggio in un resort a qualche chilometro di distanza.
Al nostro arrivo in Basilicata passiamo innanzitutto da casa dei miei futuri, ancora per poco, suoceri che ci accolgono con calore e entusiasmo. Mia suocera è quasi coetanea di mia madre, 55 anni e mio suocero ha appena passato i 60 ma sono ancora un bel vedere. Raffaella è figlia unica per cui siamo stati accolti da tutti gli altri parenti e la sera abbiamo festeggiato nella villa con tanto entusiasmo ma anche tenuti d'occhio, io e Raffaella, affinché non ci nascondessimo per stare un po' insieme! Mentalità un po' vecchia ma che serve da paravento per essere considerati una buona famiglia.
Passano veloci i giorni tutti indaffarati affinché non vi siano mancanze e omissioni per una perfetta riuscita sia del Rito Nuziale che sarà celebrato nella chiesa ai pressi della Statua del Redentore, sia della successiva festa nuziale.
Salto a piè pari tutto quello che accade e tutti gli incontri, i baci, gli abbracci ricevuti.
Mancano due giorni al matrimonio ed io, come anche tutta la famiglia mia e di Raffaella, siamo stanchi e stressati il giusto. Sono le tre di pomeriggio e mi pare che tutto sia stato preparato a dovere, sono steso sul letto della mia camera quasi addormentato. Squilla il cellulare: mamma!
Rispondo e lei mi chiede se può passare da me per portarmi l'abito da cerimonia che le è stato appena consegnato. Le dico che può passare quando meglio crede. Io non uscirò per nessun motivo!
Dopo nemmeno un quarto d'ora il campanello della porta annuncia l'arrivo di mamma che a fatica porta in braccio il mio abito da sposo.
Entra sorridente ma anche leggermente nervosa e la posso capire!!
Mi chiede dove appendere il vestito ed io le prendo dalle braccia il porta abito e l'appendo nell'armadio poi lei mi passa anche la busta che contiene camicia, cravatta e scarpe che finisce anch'essa dentro l'armadio!
Le chiedo chi l'ha accompagnata.
“Tuo padre a cui ho detto di non preoccuparsi tanto mi avresti riaccompagnato con la tua macchina!”
Avverto che è diventata purpurea in volto e non mi spiego la cosa!
Si toglie il soprabito e lo getta sul divanetto lì vicino: tacco sempre da 10, calze a rete nere, gonna a portafoglio con spilla appuntata un po' troppo in alto, camicetta di raso abbondantemente sbottonata a mettere in mostra il suo seno che sembra non essere contenuto in un reggiseno, trucco un po' più accentuato del solito.
Rimango sbalordito da tanta eleganza e dalla malizia che emana! Io in maglietta e pantaloni della tuta, lei tutta sfavillante nella sua bellezza di donna matura! Un bel contrasto non c'è che dire.
Si gira verso la porta e durante i pochi passi che fa dondola il suo bacino conturbandomi con il suo ancheggiare. Prende da dietro la maniglia il cartello “non disturbare” e, aperto l'uscio, lo appende e richiude la porta e gira la chiave.
Poi girandosi si nuovo torna sui suoi passi e la gonna a portafoglio si apre ad ogni passo sulla sua gamba sinistra mettendo il mostra la sua coscia ben disegnata dalla sottile trama delle calze a rete di cui vedo la balza!
Con una determinazione che viene da lontano, come se l'avesse preparata da giorni, si avvicina al tavolo del salottino e vi si appoggia con le natiche e mette le mani sul tavolo. La posa che ha assunto spinge in avanti il suo bacino, come volesse offrirmelo, lo spacco della gonna si apre ancora di più e la camicetta aprendosi mi mostra il bianco delle sue mammelle.
“Lo so che stasera tu ed i tuoi amici organizzate la festa dell'addio al celibato! Sono certa che ti avranno preparato una sorpresa con una bella puttana per farsi gioco di te, ma ora ti vorrei fare un regalo che sogno da sempre: voglio essere io il tuo addio al celibato!
Nel dire questo poggia il piede sinistro sulla sedia lì vicino e apre lo spillone che tiene i due lembi della gonna: tutta la sua coscia sinistra si svela la mio sguardo e i pantaloni della mia tuta non nascondono più la mia reazione che per lei è un segno di assenso!
Torna a poggiare la gamba a terra e si stacca dal tavolo venendo incontro a me con uno sguardo lubrico che mai le avevo visto. Mi fissa negli occhi perché ormai non ha più vergogna ma solo voglia e vede nella deformazione del mio pantalone della tuta l'effetto sognato e sperato per la sua offerta incestuosa verso il figlio prediletto che sta per mettere su famiglia.
Appena arriva vicino a me che inebetito non riesco nemmeno a muovermi, prima mi sfila la maglietta poi si accovaccia e, prendendomi i pantaloni a due mani con decisione me li tira giù. Il mio cazzo le sbatta sul volto e lei lo bacia con adorazione. Mi spinge verso il letto e mi fa cadere sul morbido materasso che sarà muto testimone di un pomeriggio insperato!
Sale anche lei sopra di me e, decisa prima si sfila la camicetta che vola per terra rivelandomi che la guepiere che indossa non ha il reggiseno cosi da poter ammirare il le sue mammella che mi hanno allattato, poi si sgancia la gonna che segue il destino della camicetta.
Non indossa nemmeno gli slip e cosi portandosi quasi sulla mia faccia:
“Guarda, sono già bagnata fino a metà coscia!”
Dopo anni rivedo la sua figa che adesso ha un pelo cortissimo e curato e noto anche io che l'interno coscia porta segni di umido che il suo sesso ha prodotto mentre, certa della sua decisione, mi si offriva come ultimo dono del mio celibato.
Mi sale ancora più sulla faccia e offre alla mia bocca la sua figa umida che provvede ad allargare con entrambe le mani.
“Sono oscena vero? Dai fammi vedere se sai trattare le donne come meritano!”
Il sapore della figa di mia madre è dolce e le secrezioni abbondanti tanto che posso dire di bere. La mia lingua che già da anni fa godere la mia futura moglie, rotea con perizia dentro la vagina che mi ha messo al mondo. Lei mugola tutto il suo piacere mentre mi costringe con il suo peso a non sfuggire al suo desiderio. Ma io non ho nessuna voglia di scappare!
Riesco ad afferrare le sue mammelle morbide e soffici mentre i suoi capezzoli sono irti e duri, glieli strizzo più volte quando sono sul punto di soffocare visto che lei vuole sentire la mia lingua, e me lo chiede espressamente, dentro la sua vagina di donna matura ed adusa a un simile trattamento.
Poi quando avverto che sta per godere mi predispongo a ricevere in bocca tutto quello che uscirà da quella rosea pesca matura. Ed infatti il suo piacere mi lava letteralmente la faccia fino a scolare lungo il mio collo!
Ha il volto stravolto da piacere e si accascia sul letto: “Adesso fammi sentire il tuo agognato cazzo dentro di me!”
Il mio uccello è duro da farmi male ma come mi posiziono fra le sue gambe, voglio prima farle assaporare un altro momento di intimità che non concedo facilmente. Le prendo le gambe e gliele spingo sul petto e ammiro la sua intimità tutta spalancata al mio sguardo. Guardandola negli occhi mi riavvicino alla sua figa e parto dal clitoride infilandole la lingua di nuovo nella vagina ma poi punto decisamente verso il suo ano che avverto morbido e cedevole! Lei si contorce dal piacere nel sentire il suo buchetto posteriore violato dalla mia lingua! Riesco a penetrarla per un paio di centimetri e forse più: la più bella leccata di culo della mia vita!
“Papà te lo ha sfondato per bene a quanto pare!!”
“Non c'è male, vero!!”
“Se me lo farai assaggiare....”
“Sono qui per essere tutta tua, spero non solo oggi!”
“Adesso chiedimi di scoparti!”
“Amore di mamma, dai scopami e fammi morire di piacere!!”
“Voglio farti godere, non morire, perché voglio rientrare ancora tante volte da dove sono uscito!”
Sento il calore della sua figa sulla punta della cappella del mio cazzo quando inizio a vellicarla facendola scorrere su e giù per diversi secondi, poi assaporo ogni millimetro della sua vagina penetrandola lentissimamente.
Quando sono giunto al termine della corsa mi abbandono a sentire i suoi muscoli vaginali stringersi attorno al mio uccello che la riempie.
“Madonna mia che bel cazzo ti ho fatto!”
Inizio un leggero andirivieni che con il passare dei minuti diventa sempre più intenso e focoso! Quasi mi stupisco della mia resistenza alle voluttuose strette che la figa di mia madre esercita sul mio cazzo!
Gode di nuovo quando inizio a martellarla con intensità e profondità !!
“Posso venirti dentro, mamma!?!”
“Puoi venirmi dove meglio credi io per te non ho remore di nessun tipo, voglio solo godere!”
“Se ti dico che ti stai comportando come una puttana, ti offendi?!?!”
“Guarda che sono entrata qui volendo proprio essere una puttana! E poi mi piace essere apostrofata quando sono in queste situazioni: mi dà la carica per donarmi completamente! Da oggi in poi mi puoi chiamare puttana ogni volta che lo vorrai ma non per offendermi ma per onorarmi!”
“Quindi ti farai anche inculare da me?”
“Non esco da questa stanza se prima non potrò offrirti tutto di me!! Dovrai ricordare queste ore fino a che campi!”
Il mio piacere ormai senza freni sta montando!
“Mamma io sto per allagarti di sborra nella figa!”
Come inizio a spruzzarle dentro la vagina una serie lunga di dosi di sborra calda, mamma, non trattenendosi più nemmeno lei inizia a gridare tutto il suo piacere.
“Non tirarlo fuori, stammi sopra ed aspettiamo che il tuo cazzone esca da solo” mi dice quando mi accascio su di lei che mi tiene stretto a se con le gambe incrociate dietro la schiena.
Riapriamo gli occhi dopo qualche minuto. Nel suo sguardo non c'è vergogna per quello che sta facendo, solo languido abbandono!
Prendo tra le mani le sue mammelle prosperose e le massaggio come se impastassi la migliore massa di pasta all'uovo!
Dopo poco con un leggero schiocco il mio cazzo esce dalla sua figa! Ci accoccoliamo abbracciati e per alcuni minuti ci assopiamo.
La mia carezza che dal ginocchio risale lungo la sua coscia la riporta in vita poco dopo, la mano percorre tutta la gamba e siccome siamo ancora coricati su un fianco abbracciati, piano piano arriva sulla sua chiappa da matrona romana per poi scendere nel solco tra i glutei e puntare decisamente verso il suo buchetto posteriore.
E' ancora umido della mia lingua e sente la punta del mio medio forzare l'ingresso.
“Posso infilarti un dito in culo?”
“Devi!”
Cedevole alla punta della mia lingua, ancor più accoglie il mio dito medio e subito dopo anche l'indice.
“Certo che papà ti ha proprio aperto bene anche dietro!”
“Ai nostri tempi il contraccettivo non era molto di moda, per cui il mio culetto ha ricevuto molta più sborra di quanto non ne abbia ricevuto la mia figa! A me piace moltissimo essere inculata e godo moltissimo quando sento gli schizzi di piacere allagarmi il sedere!”
“A proposito: a che ora ti devo riaccompagnare?”
“Tuo padre è troppo intelligente e complice da non sapere che stanotte dormirà da solo! Lui copri rà anche la mia assenza con i parenti e i consuoceri! Poi domani, quando lo metterò a parte della cosa, mi ringrazierà sfondandomi il culo!”
“Papà quindi sa che sei qui non per portami l'abito di nozze ma per....!”
“Per darti il mio regalo ed in parte anche il suo, visto che mi ha permesso di farlo! Da dopodomani se tu e Raffaella vi amerete veramente, capirai quello che ti ho appena detto!”
La sua mano inizia a prendere il mio cazzo che inizia subito a risvegliarsi. In due minuti è tornato gonfio e turgido.
“Lasciami giocare con il tuo cazzone, posso?”
“Mamma puoi fare tutto quello che vuoi!!”
Mi spinge a mettermi supino e si abbassa tanto quanto basta per avere comoda la possibilità di infilarsi il mio cazzo in bocca! Rimane comunque con le mie dita infisse nel suo sedere e io, in sincrono con la sua calda ed esperta bocca, faccio andare e venire le mie dita che le solleticano il culo!
Poi visto la voglia con cui mi sta succhiando: “Mamma vorrei poterti vedere!”
Prende uno dei tanti cuscini li presenti lo butta a terra e vi si inginocchia mettendosi tra le mie gambe larghe che adesso penzolano da letto. Io mi appoggio sui gomiti e subito vedo i suoi occhi che fissano i miei: sprizzano voglia e sensualità, non sono affatto vergognosi mentre le sue labbra riprendono il gioco sul mio uccello!”
Nel socchiudere gli occhi immagino posizionato dietro di lei papà che la prende a pecorina e la cosa non mi da affatto fastidio! Ma come la mia mente divaga lei pare accorgersene: “A cosa stai pensando? E dire che mi sto impegnando a darti piacere!”
“Niente, mamma, mi leggi nella mente ma erano solo immagini di te con il mio cazzo in bocca!”
I miei giovani e gonfi coglioni hanno già preparato la bevanda che voglio offrire alla mia incestuosa madre.
Come rovescio il capo per il piacere che sto provando lei aumenta di quel tanto il suo succhiare che mi porta a riempirle la bocca di una generosa quantità del mio sperma che lei inghiotte senza esitazioni! Molla la presa solo quando sente il mio uccello che inizia il meritato periodo di riposo.
Si alza e torna sul letto accanto a me e mi abbraccia baciandomi per farmi assaporare il gusto del mio stesso piacere.
“Sono troppo porca per te?”
“Mai abbastanza!”
“Adesso è il caso che ti prepari per il tuo secondo addio al celibato! Io ti aspetto! Fai pure con calma per non insospettire i tuoi amici! Lo so che non vorresti più andare ma non mi pare il caso di sottrarsi al gioco!”
Esco dalla stanza con mamma che mi saluta baciandomi appassionatamente prima e poi girandosi allargandosi le maestose chiappe come a ricordarmi cosa mi aspetta al mio ritorno. Sono le ventuno quando esco e non ancora l'una di notte quando rientro dopo aver volutamente fatto una magra figura davanti ai miei amici praticamente ignorando la prezzolata super rifatta figa che, ormai annoiata dalla routine del suo lavoro, mi esibiva davanti alla faccia la sua figa depilata e che profumava di uno scadente profumo intimo.
Entro in camera e la trovo sveglia con il cellulare in mano che chattava con papà, si è tolta la guepiere e adesso esibisce anche la sua prominenza addominale non più costretta nell'intimo indumento.
“Spero non ti abbia deluso!”
“Tu non mi deluderai mai, troione che non sei altro!”
“Tuo padre si sta ammazzando di seghe in questo momento, come è suo costume fare in certe occasioni!”
“Perché tu sei andata anche con altri?!”
“Succede che prima o poi quasi a tutte le mogli di avere voglia di assaggiare altri volatili anche di specie diverse e agli uomini di cercare altri nidi su cui posarsi....accadrà anche a te e alla tua dolce Raffaella, se già non è successo! Fa parte della vita di coppia vivere esperienze diverse per continuare ad amarsi e stare insieme. Io non sono da meno e tuo padre è un uomo ancora attraente e non si tira indietro. Ma in piena solidarietà lui conosce i miei movimenti io conosco i suoi!”
“Hai capito! Quindi quando diciottenne ti accompagnavo in città con la macchina e tu poggiavi la mia mano sulle tue gambe....papà lo sapeva?!”
“Certo che lo sapeva! Sai quante volte salivo in macchina senza mutandine e speravo che tu arrivassi a toccarmi la figa che ti aspettava nuda calda ed umida! Tornavo a casa con più voglia di quando partivo e mi sfogavo con papà che a casa per tutto il tempo della nostra assenza rimaneva eccitato!”
“Se fosse accaduto però tu adesso non avresti avuto la possibilità di farmi questo regalo stupendo!”
“Già, a ben pensarci, potrebbe essere così! Ma siccome adesso sono qui....”si mette in ginocchio sul letto a gambe larghe e contraendo lo sfintere anale: “Fammi il culo amore di mamma!”
Mentre parlavamo mi ero già spogliato e la mia eccitazione è evidente.
“Dammelo in bocca che ti aiuto a incularmi!” mi avvicino alla sua bocca già socchiusa e le infilo la cappella tra le labbra. L'abbondante salivazione mi inumidisce il cazzo in poche boccate e frullate di lingua. “Dai adesso fammi il culo e fammi godere e sentire la tua sborra dentro l'intestino!”
Mi metto dietro di lei, prima lecco con voglia il suo sfintere anale, poi vi appoggio la cappella e con due spinte ben assestate sono tutto dentro il culo do mamma che mugola di piacere.
Sono già venuto due volte oggi e con sommo godimento, per cui l'inculata è tranquilla e profonda. A volte ho la netta sensazione che potrei infilare in questo accogliente antro del piacere anche i miei coglioni gonfi di eccitazione.
Mentre prima avevo avuto la visione di papà che la scopava a pecorina mentre mi succhiava lei mi succhiava il cazzo, e ho mantenuto il riserbo, adesso:
“Mamma pensi che ti piacerebbe se un giorno mentre papà ti scopa io ti inculo? Ti piacerebbe farti prendere da me e da papà contemporaneamente?!?”
Il mugolio e la stretta al mio cazzo del suo sfintere non hanno bisogno di risposta.
“Mi leggi nella mente figlio mio! Dovrò solo preparare tuo padre all'evento, ma sono certa che una cosa del genere non posso non provarla!”
La stretta dello suo buco del culo attorno al mio uccello e la visione di mamma piena del cazzo mio e di quello di mio padre, mi provocano una immediata sborrata che riversa nell'intestino di mamma una quantità industriale di calda crema. Anche lei viene ululando il suo piacere! Mi accascio sopra di lei che si spalma sul letto con il mio cazzo ancora profondamente infilzato nel culo, le contrazioni che mi arrivano nitide sull'uccello mi danno la misura di quanto le sia piaciuto farsi inculare la proprio figlio e mi impediscono per alcuni minuti di tirare fuori il mio apparato genitale. Solo dopo minuti dolcissimi mamma lascia che il mio cazzo abbandoni la sua caverna intestinale.
Dopo esserci regalati una lunga doccia ristoratrice, sono passate le cinque del mattino, mi chiede di accompagnarla in albergo. Si rimette solo le calze e le scarpe, mettendo tutto il resto nella capiente borsa che porta sempre con se poi indossa il soprabito ed usciamo circospetti dalla mio residence.
Lungo il breve tragitto vediamo un bar già aperto e lei mi chiede il tempo di un caffè insieme.
“Ma sotto sei nuda!”
“Si ma solo tu lo sai! Ma se vuoi.... posso entrare nel bar con il soprabito slacciato!”
“Non dire fesserie!”
Entriamo e siamo i soli avventori data l'ora mattutina; al banco un ragazzo che avrà si e no diciotto anni, al primo impiego. Mamma va a sedersi ad un tavolo proprio davanti al ragazzo che sta preparando l'ordinazione per servirci al tavolo. Mamma nel frattempo fa scivolare un lato del soprabito proprio quando il ragazzo con il vassoio in mano le arriva vicino cosi ma mettere in mostra la carnosa coscia inguainata nelle eleganti calze a rete.
Il volto del ragazzino diventa violaceo perché ha smesso di respirare.
Prendiamo il caffè, buono tra l'altro, e mentre io vado al banco per pagare, sento mamma che dice: “Buono il caffè ragazzo” rivolto al giovincello che si gira a guardarla, “alla mancia ci penso io!” e, alzandosi si slaccia il soprabito. Uno, due secondi mette davanti alla faccia del giovane tutta la sua abbondante nuda beltà!
“Grazie alla prossima!”
“Speriamo io sono qui ogni mattina dalle cinque! Grazie signora!”
“Prego!”
Sono quasi le sei e albeggia già da qualche minuto quando mamma scende dalla macchina.
“Adesso ci facciamo un lungo sonno ristoratore! Mamma quando vuoi ti aspetta come meglio credi debba aspettarti!”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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