Lui & Lei
Utopia
Curioso917
09.07.2026 |
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"Carluzzo sa bene che il suo compito non è finito, il piccolo stato con un territorio pari alla valle d'Aosta è circondato da nemici agguerriti con cui prima o poi bisognerà fare i conti..."
UtopiaAnno domini 1492, mentre Cristoforo Colombo si accingeva a sbarcare in quella nuova terra che gli spagnoli battezzarono san Salvador ,in un villaggio tra le risaie e le paludi malariche della bassa padana una povera donna partorisce un bimbo.
Non è facile sopravvivere da quelle parti,malaria,peste,colera,fame e altre maledizioni divine falcidiano la popolazione,il bimbo chiamato Carlo ha solo una sorellina altri bambini sono morti durante o dopo il parto,la famiglia vive in miseria nera,il padre un brav'uomo si spacca la schiena per cercare di procurare alla famiglia il cibo necessario alla sopravvivenza e non sempre ci riesce.
Sono tempi grami dove la vita non vale un soldo,o si nasce ricchi o il destino è segnato,in apparenza non c'è schiavitù ma in realtà per sopravvivere la povera gente è costretta a vendere il corpo e l'anima.
Gli uomini lavorano nei campi o a disboscare le terre dei ricchi,le donne stanno chiuse in casa ad accudire la prole o fare le lavandaie,cucire è per quelle fortunate coltivare i piccoli orti,unica fonte di piccoli guadagni,per quelle che non trovano marito il destino è segnato, prostituirsi per mangiare o vivere di accattonaggio.
La pulizia scarseggia la gente non si lava,usa l'acqua per altri scopi,bere e cucinare, purtroppo a volte l'acqua è stagnante e portatrice di malattie,per un povero vivere trent'anni è un traguardo non facile da raggiungere .
Carlo chiamato dai suoi amorevolmente Carlazzo è un bambino vispo,aiuta suo padre e a soli cinque anni scaricare sacchi pesanti è quasi un gioco.
La scuola è riservata a pochi eletti,anche da bambini si lavora e la sera se non si è troppo stanchi ci si riunisce con gli amici sotto la luce fioca dell'unico lampione a petrolio del villaggio a giocare,
purtroppo qualcuno a volte non arriva,la morte l'ha portato via,basta un taglio infetto per sancirne la fine.
Nonostante la vita grama Carlazzo cresce sano e forte ma la malasorte è in agguato,nel paese i primi casi di colera,che presto diventano un epidemia,la gente ripone l'unica speranza nella preghiera non certo nei medici che non sanno come curare e poi nessuno dei poveri cristi è in grado di pagare la parcella.
Presto il focolaio si espande, falcidia gli abitanti ,la nera signora non ha pietà dei poveri,della famiglia la prima ad andarsene è la sorella poi la madre e infine il padre e Carlazzo resta solo.
Nessuno si prende la briga di sfamare un altra bocca,la pietà cristiana è un'invenzione del clero le parole dette sul pulpito non valgono per loro.
Carluzzo dopo la disperazione reagisce,la voglia di vivere non l'abbandona,gira ovunque per trovare lavoro,ma tutte le porte si chiudono,un ragazzino sconosciuto che potrebbe essere un ladro o peggio ancora ammalato .
Non le resta che allontanarsi dal paese,Carluzzo ama l'acqua,forse è questo che l'ha salvato,si ricorda i racconti dei cantastorie che parlano del mare e di paesi lontani,decide che sarà un marinaio ma prima c'è da raggiungere il porto di Genova.
Impresa non facile, finché ci sono risaie cattura le carpe attento a non farsi beccare dai contadini e le mangia crude,poi il territorio cambia ci sono le prime alture ,un mondo sconosciuto,il ragazzino è sveglio,con un coltellino e una striscia di cuoio trovata sul ciglio di una strada costruisce una fionda,gli ci vuole tempo a imparare,colpire i bersagli mobili non è facile,per giorni soffre i morsi della fame poi cattura il primo coniglio,lo scuoia e cuoce la carne,un vero pasto,il primo dopo tempo.
Presto diventa un abile fromboliere,nel suo peregrinare evita i centri abitati,i gendarmi cercano orfanelli per venderli ai padroni delle miniere dove sopravvive più di un anno è impossibile.
Dopo un mese scavalcata una cima intravede il mare,resta incantato di fronte all'immensità,dove l'orizzonte si fonde con l'azzurro del cielo.
Per la prima volta dopo tanto tempo si sente felice, è riuscito nell'impresa la in fondo c'è il suo futuro che l'aspetta.
Raggiunge i bassifondi del porto dopo il tramonto, è pieno di vita ma anche di brutte facce,sgherri che non ci penserebbero nemmeno un attimo a tagliare gole.
Non è il momento di farsi notare,si nasconde nell'ombra di un vicolo,un luogo dove le prostitute portano i clienti, è il retro di un'osteria si nasconde dietro a dei barili di vino acido e aringhe affumicate e cerca di addormentarsi.
Ma nel vicolo c'è un viavai di gente,le puttane spesso si appoggiano ai barili, tirano su le gonne e abbassano i mutandoni,i clienti spesso ubriachi le scopano ma non tutti ci riescono,alcuni cercano di non pagare ma basta uno strillo e arrivano colleghe armate di coltelli e di bastoni e il malcapitato a volte ci rimette la borsa prima di fuggire a gambe levate, Carluzzo è curioso,e la prima volta che vede il sesso di una donna,dalla posizione privilegiata grazie alla luna piena vede tutto compresi gli affondi delle mazze puzzolenti e le troie che fingono piacere,l'odore che emanano i sessi è sgradevole peggio delle aringhe salate,non capisce come possa un uomo pagare per farlo.
Finalmente il via-vai finisce e Carluzzo riesce ad addormentarsi ma sempre vigile.
Dopo l'alba sente scricchiolare la porta alle sue spalle,aprono l'osteria,non è il caso di farsi trovare lì e si fa alla fuga.
Arriva al porto,un luogo pieno di movimento,gente che va e che viene indaffarata,si ferma a contemplare i velieri che vengono caricati di merci e immagina di vivere avventure come nelle storie di pirati.
Inizia a girare le panchine in cerca di ingaggio ma alcuni lo ignorano altri sfottono quel ragazzino vestito da contadino, Carluzzo gira tutto il giorno la speranza è ultima a morire ma all'imbrunire deluso e affamato decide di riprovarci il giorno successivo alle prime luci dell'alba.
Inizia a sentire i morsi della fame,lì non c'è niente da cacciare tranne i topi ma gli hanno insegnato che è meglio non mangiarli perché sono veicolo di malattie mortali,si vede costretto a fare una cosa che ha sempre ritenuto ripugnante,rubare al prossimo.
Si aggira tra le bancarelle piene di ogni ben di dio,i commercianti stanno ritirando la merce,tende la mano verso un pezzo di formaggio ma una mano sulla spalla lo blocca,si gira terrorizzato,sono dei gendarmi il suo peggior incubo, già si vede a scavare carbone e morire senza più vedere la luce del sole.
“Bene abbiamo beccato un furfantello,sei un orfano lo ti so legge in faccia,bene al comandante piacciono i ragazzini,magari ti risparmia la galera,i due gendarmi si guardano e scoppiano a ridere,diverse persone guardano con indifferenza la scena,nessuno si preoccupa della fine di un orfanello,ma un cavaliere guarda la scena disgustato , Carluzzo si sente perso,strattona e dimena braccia e gambe ma il gendarme ride dei tentativi di fuga.
Una voce tuona : "gaglioffi,che state facendo,liberate il mio servo è un ordine”,i gendarmi si voltano, riconoscono l'uomo e subito lo lasciano,il ragazzino cade a terra, l'impulso è di scappare ma una sensazione lo blocca.
“Ci scusi,stava afferrando un formaggio e..”,”non stava rubando,non sono certo io di persona a fare la spesa”, l'uomo lancia delle monete,ragazzo prendi quello giusto e paga il villano e voi due state attenti un altra volta e adesso sparite”.
Carluzzo fa quanto gli è stato ordinato,sceglie una bella toma,sa distinguere quelle buone,si avvicina al cavaliere, si mette in ginocchio e con devozione porge il formaggio al suo salvatore.
“Tienilo tu e seguimi”, Carluzzo pensa a cosa è meglio fare,potrebbe scappare ma è troppo debole, così decide di seguirlo.
L'uomo è un gigante, è elegante,indossa stivali lucidi, un cappello a tricorno piumato e un mantello riccamente ricamato,ha dei baffetti curati gli occhi una fessura,neri come la pece,al fianco porta una lunga sciabola e due pistole nella cintura.
Con voce calma:”e allora ragazzo a parte rubare che ci facevi lì,non mi sembri uno di città “,”i miei famigliari sono tutti morti, vengo da un paese vicino a Vercelli e il mio sogno è di fare il marinaio”,”e chi ti ha portato fin qui?”,”nessuno,sono venuto a piedi”,”oh perbacco,se non sei bugiardo è una bella impresa e dimmi come mangiavo?”,”Carluzzo le racconta il viaggio e l'avventura con le baldracche al porto.
“Bravo,sei un ragazzino sveglio,se vuoi diventare un uomo d'armi seguimi è da tanto che non ho un allievo e in questa città ci sono solo rammolliti”.
Diventare un soldato,un pensiero che non l'ha mai sfiorato,non sa se sarebbe in grado di uccidere,ma in quei tempi la morte era costantemente dietro l'angolo.
Camminando raggiungono un palazzotto, prima di entrare il tipo si presenta:”sono don Alvaro e tu hai un nome?”,”Carlo anche se tutti mi chiamano Carluzzo, per servirla”.
“Bene, sveglio e educato, potremmo fare grandi cose io e tè ma sappi io odio la puzza,chi lavora per me' deve profumare di sapone”,il viso di Carluzzo si illumina all'idea di un bagno,sono mesi che deve convivere con la sporcizia,quasi non riconosce il colore della sua pelle .
Bene,si è fatto tardi,ti affido a Mariuccia,ti darà da mangiare e un giaciglio comodo ma prima fai un bagno,ci vediamo domattina.
Mariuccia in realtà il suo nome è Maria è una donnona dalle guance rosse e braccia grosse come cosce, guarda l’orfano non con disprezzo, piuttosto nei suoi occhi si legge compassione.
Fa' la burbera anche se non ci riesce bene,si capisce che è una persona brava :”che schifo e che puzza, levati questi stracci che li butto nel camino,per loro c'è solo il fuoco”,il ragazzo si vergogna, arrossisce .
“Ehi,sai quanti uomini nudi ho visto,non mi scandalizzò certo per un moccioso, levati le mutande e seguimi , c'è una tinozza e molto sapone che ti aspetta e non accetto repliche”.
Carluzzo si mette nudo,sembra andare al patibolo,il volto di Mariuccia si addolcisce ;”paura dell'acqua? Guarda che la pulizia tiene lontane le malattie”, “no signora,non ho paura anzi mi piace fare il bagno,nel mio villaggio mi tuffavo nelle fontane una cosa meravigliosa è che davanti a una donna mi sento in imbarazzo “,”tze,abituati,le donne e gli uomini sono fatti per stare insieme,se no come nascerebbero i bambini e così sai anche nuotare?”
“Si, cioè galleggio però riesco anche a nuotare sul fondo”,”e bravo Alvaro sarà felice di saperlo e adesso entra nella tinozza e chiudi gli occhi che ti insapono,sei così sporco che l'acqua sembrerà brodo di maiale”.
A Carluzzo sembra di vivere un sogno,la signora è gentile e finalmente si sente pulito,gli sembra di rinascere, poi si trova davanti una tavola imbandita, c'è carne, formaggio,frutta fresca e una fetta di crostata,il paradiso in terra.
All'inizio cerca di contenersi,ma la fame è tanta,Mariuccia le da una botta sulla schiena,
:” mangia ,non fare il timido,devi metterti in forze,tieni un buon bicchiere di vino non ti farà male”.
Carluzzo con gli altri bambini del villaggio beveva al massimo il mosto fermentato dalle botti ma bere il vino era la prima volta,a fine pasto gli viene sonnolenza, Mariuccia crede dovuta al vino,non ha idea delle peripezie che ha passato il fanciullo.
Lo accompagna nella sua camera accanto al suo letto c'è n'è un'altro,il materasso di lana e il cuscino in piuma d'oca,il donnone tranquillamente si spoglia davanti a lui,sono ambedue nudi ma ormai non ha più vergogna,quella donna è una santa,tocca il letto e quasi subito si addormenta sereno.
Al risveglio accanto al letto,vestiti puliti e un vassoio con una tazza di latte tiepido con biscotti,sente rumori provenire dalla cucina,sicuramente il signore sta facendo colazione ma non le sembra il caso di disturbare.
È il signorotto ad andare da lui ;”bene sei già in piedi,odio chi ozia,seguimi da oggi inizia il tuo addestramento,non sarò gentile mi odierai ma alla fine mi sarai grato.
Due anni di sudore e sangue,il fisico di Carluzzo si tempra,ormai è alto un metro e ottanta,muscoli d'acciaio e sguardo fiero,don Alvaro non gli ha risparmiato nulla ma l'ha trattato sempre con rispetto, Mariuccia che ormai considera una seconda mamma gli dice che per il signore lui è il figlio che non ha mai avuto e da padre gli ha insegnato ad affrontare il mondo ,poi l'ultimo atto,un giorno lo porta con sé in un ufficio,una cosa del tutto inaspettata per il nostro Carluzzo esce da lì con un nuovo cognome, Ferrante,stirpe di nobili origini,lui un povero orfanello è stato adottato.
Il signor Alvaro non vuole smancerie,anzi giunti a casa nel cortile, sguaina la spada e duellano fino allo sfinimento e per la prima volta Carluzzo ha il sopravvento e il don l'abbraccia.
“Figlio mio,ora sei pronto ad affrontare il mondo, oggi stesso parlo con un mio amico capitano,partirai per le Americhe con il più bel galeone che mai ha solcato i mari e comanderai un drappello di armati,mercenari e soldati di lungo corso,buona fortuna, fatti onore,tieni alto il blasone dei Ferrante”.
Carluzzo è al settimo cielo,non ha mai ucciso un uomo ma è abile in tutte le arti militaresche,con le pistole e l'archibugio è infallibile,la sciabola sembra far parte del suo corpo e la maneggia alla perfezione e in più il padre gli ha insegnato un'antica arte di lotta imparata nei viaggi a oriente,per non contare la fedele fionda che porta sempre appresso.
Arriva il giorno della partenza, è commosso ma non versa una lacrima,il signor Alvaro le trattiene a stento ,l'unica a piangere è Mariuccia che lo stringe al suo petto così forte che le manca il fiato.
Non è tutto oro quello che luccica,la prima notte di navigazione scopre cos'è il mal di mare,per fortuna dopo alcuni giorni si abitua,ora il problema è ottenere il rispetto,degli armigeri e dell'equipaggio.
Una sera appena dopo il tramonto la nave subisce scossoni, qualcuno urla:”Dio mio sono pirati ci salvi il signore”.
È lui la provvidenza,lotta come un leone fino a respingere l'assalto,poi chiede al capitano di allontanarsi e alla giusta distanza dà ordine di fare fuoco coi cannoni.
Una strage,ma non c'è posto per la pietà,qualcuno doveva sopravvivere e per fortuna è toccato alla sua nave.
Nello scontro ha perso un uomo e due feriti lievi,che vengono sbarcati in un avamposto alle isole Canarie,
La sera si festeggia,vino e birra scorrono a fiumi,due giornate di riposo prima di affrontare il grande salto.
Stare tanto tempo in mare non è come si aspettava,giorni di inedia ,una noia mortale unico svago i dadi e i racconti dei vecchi marinai,piccole verità arricchite di frottole immaginare che parlano di luoghi meravigliosi e donne bellissime e disponibili.
Carluzzo nonostante i suoi diciassette anni non è mai stato con una donna,gli piacerebbe provare ma il ricordo delle bagasce al porto ancora lo schifa,pagherebbe volentieri una donna ma a determinate condizioni,che sia bella,pulita,e senza denti marci e nei porti d'approdo non è facile trovarne.
Ogni tanto pensa ad Alvaro e Mariuccia e sogna di tornare ricco e famoso non per le monete ne per la gloria ma solo per renderlo orgoglioso per il bene ricevuto. loro hanno creduto in quel povero orfanello.
Finalmente dopo mesi la vedetta suona la campana e urla :”terra in vista”,tutti sono felici,i marinai indaffarati nelle manovre ,i suoi commilitoni non vedono l'ora di toccare terra e fare baldoria in qualche postribolo.
Il porto non è una gran cosa,un semplice agglomerato di casupole con sullo sfondo il palazzo del viceré ,la caserma e l'immancabile chiesa da cui Carluzzo si tiene ben alla larga,preti con carità cristiana non ne ha mai conosciuti,per non parlare degli inquisitori che ritiene la più grande piaga dell'umanità.
Don Alvaro,non gli ha insegnato solo a combattere, ma anche a leggere e scrivere ,far di conto ed a amare i libri, Carluzzo parla italiano,spagnolo e francese e sa tradurre i classici dal latino.
Un giovanotto bello,aitante,che ha sconfitto i pirati non passa inosservato, quando per ragioni di servizio và a palazzo,le cortigiane se lo mangiano con gli occhi, è raro vedere uno come lui in queste terre.
È lì che viene svezzato ai piaceri del sesso, durante un ballo la dama con cui danzava finge di sfogarsi una caviglia,lui premuroso l'accompagna nelle sue stanze,mentre al piano
sotto il marito è ubriaco perso.
La cortigiana non è di primo pelo ma pur sempre desiderabile,si toglie l'armatura del ampia gonna si siede sul letto e chiede a Carluzzo di massaggiare la caviglia. L'ingenuo si inginocchia lei allarga le gambe,i mutandoni hanno uno spacco fatto apposta per urinare,”anche a casa dei ricchi l'igiene lascia a desiderare”,stringe con le mani la testa di Carluzzo e la schiaccia sul cespuglio della passera e gli ordina li leccare come un cagnolino.
Il giovane mai avrebbe pensato a simili pratiche,convinto che il sesso si limitasse a infilare la picca nella tana e muoversi avanti e indietro fino a venire e tutto finiva lì e invece si apre un mondo nuovo.
L'odore che emana li sotto è accettabile,un mix di profumo e urina,da un paio di leccatine,quasi casualmente sul clitoride che subito si indurisce,la signora inizia a gemere e ansimare e lui ci prende gusto.
Lecca in modo disordinato ma presto capisce i punti dove la donna gradisce di più e dopo pochi minuti sente il gusto degli umori femminili e la cosa gli piace.
La donna si agita in preda a orgasmi mai provati in tutta la vita , Carluzzo è eccitatissimo,evita di toccarsi per non venire,la dama rivolta gli occhi al cielo e urla il suo piacere.
Poi lo caccia lontano,lui deluso si alza pensando che tutto è finito ma si è sbagliato alla grande,la signora non ha intenzione di mollare la presa,quando le ricapita di farsi un fustacchione con la lingua come un formichiere,spera ardentemente che anche sotto è messo bene e non viene delusa.
Si spoglia completamente,ha le tette a pera con larghe aureole scure e grossi capezzoli,eccitata si palpa e strizza il seno :”fammi vedere l'archibugio,sbrigati ho voglia di essere chiavata forte”.
Carluzzo abituato all'obbedienza in un attimo è nudo dalla cinta in giù,la donna guarda sorpresa la verga,ne ha viste poche di così grosse e dure.
“Adesso scopami toro,sono la tua vacca ma non venire dentro,quando sei al limite avvisami,voglio sentire il gusto del tuo sperma”.
Più che gran dama ha davanti un troione insaziabile ma un ottima nave scuola e Carluzzo ci mette poco a imparare.
È abituato a dare il massimo in tutto,cavalca la vacca come non ci fosse domani,lei sbrodola umori ma il massimo lo raggiunge quando Carluzzo mentre pompa a fatica riesce ad arrivare al grosso seno,palpa e succhia,lei quasi sviene dal piacere,nessuno è riuscito a farla godere così.
Ormai è disfatta dal troppo godere,sente le forze abbandonarla :” esci,fatti succhiare la mazza “,anche Carluzzo è al limite,esce dalla tana bollente,la signora spalanca la bocca,lui di masturba ,grugnisce e spara fiotti di sperma che le c'entrano la bocca.
Adesso la signora è soddisfatta e stanca,da un'ultima leccata alla cappella poi gli intima di lasciarla sola.
Non un bacio ne una carezza, Carluzzo si sente usato ma gli è piaciuto,di riveste ,abbandona la stanza e torna al ballo.
Fra le signore annoiate le voci corrono come polvere trasportata dal vento ,le signore annoiate hanno un nuovo giocattolo con cui divertirsi mentre i mariti ignari pensavano a accumulare ricchezze,in breve fa la conoscenza di tanti letti delle fedigrafe e nessuna resta delusa.
Durante il giorno se non deve soddisfare qualche matrona arrapata gira nei paraggi, Carluzzo ha sete di conoscenza e nell'isola la natura è spettacolare.
Unico cruccio è vedere i pochi indigeni sopravvissuti alle malattie e ai soprusi degli europei trattati come bestie da soma, presto capisce che i peggiori misfatti vengono fatti in nome di quel dio a parole misericordioso,i malcapitati locali se non abiurano i vecchi dei finiscono in mano all'inquisizione e non ne escono vivi.
L'ufficiale al comando gli ha offerto di lavorare per i preti,lui ha risposto sputando a terra :”io sono uomo d'arme non un aguzzino,se non trovate di meglio da farmi fare rispeditemi in Europa con il prossimo galeone ,o mandatemi a difendere coloni e scoprire nuove terre per la corona”.
L'ufficiale è un brav'uomo,le suggerisce di stare attento che certe parole possono portare al rogo e gli propone di partire tra un mese con un brigantino al comando di un drappello per raggiungere il grosso dell'esercito alla conquista di terre inesplorate.
Nel corso del suo peregrinare per l'isola trova un posto incantevole,nel mezzo della foresta un ruscello ,lo segue fino a delle cascatelle,sotto uno specchio d'acqua limpida,niente di meglio per nuotare.
Dal giorno della scoperta ogni volta che ha tempo va a farsi il bagno per togliersi di dosso la polvere,il sudore e l'odore nauseabondo del paese, normalmente ci va di prima mattina dopo l'adunata,di pomeriggio è di pattuglia poi a disposizione per quello che ormai ritiene un lavoro,aiutare le nobildonne a cornificare i mariti, c'è persino chi si fa ingravidare per avere figli che i mariti debosciati non riescono a fare,a Carluzzo il sesso piace ma non si monta la testa ed è accorto a non farsi beccare dai mariti, meglio evitare duelli,non per paura ma uccidere non in guerra procura solo nemici e l'odio dei parenti delle vittime.
Un pomeriggio alle cinque decide di andare al laghetto,quando attraversa a boscaglia sente dei rumori e delle risate,a quanto il posto non è così segreto,si avvicina quatto e uno spettacolo si presenta ai suoi occhi.
Ragazze indigene nude,che ridono e giocano a spruzzarsi, Carluzzo non è un guardone ma non vuole spaventare, l'uomo bianco è loro nemico, ha invaso la loro terra e si comporta come avesse il diritto di vita e di morte,resta nascosto dietro agli arbusti in ascolto.
Per lui l'avventura non è trovare tesori ma capire il mondo che lo circonda,imparare usi e costumi dei popoli, vedere nativi felici è un miracolo,in paese sono tutti tristi,viaggiano a testa bassa dietro ai padroni.
Quelle ragazze sono un inno alla vita,pensa che gli spagnoli non hanno portato civiltà ma solo sofferenza e stanno distruggendo l'identità di un popolo,magari una cultura che non aveva la necessità di combattere.
Tra le ragazze una in particolare lo colpisce,ha il corpo perfetto e lo sguardo fiero di chi non deve chiedere nulla,resta acquattato in silenzio,cercando di capire il significato delle parole,la lingua è armonica e melodiosa.
Dopo un ora si rivestono e spariscono nel folto della boscaglia,non può seguirle ,dovrebbe attraversare lo specchio d'acqua e verrebbe scoperto.
Da quel giorno alla stessa ora si nasconde dietro a una grande roccia con una fenditura che gli permette di osservare senza essere visto,per due settimane nulla cambia le ragazze arrivano fanno una cerimonia bruciando un erba dentro un contenitore finemente lavorato poi entrano in acqua,ma un giorno manca la ragazza, da quanto ha inteso il suo nome è Zazil, quel popolo usa dare nomi con un significato e il suo è luce,nota subito i volti tristi come un funerale,non ha ancora la padronanza della lingua ma abbastanza da capire che Zazil è stata presa dai soldati,si sforza di capire,sembra che una pattuglia l'ha rapita nella foresta mentre era intenta a raccogliere frutta non più tardi di un paio d'ore prima.l
Nessuno soldato si avventura sui percorsi che Carluzzo ama,potrebbe ancora fare in tempo a salvarla.
Deve fare presto,esce dal nascondiglio le donne urlano di terrore le più fuggono,un paio le più coraggiose lo minacciano con una lama di ossidiana.
Con voce calma saluta,dice che cercherà di salvarla nella loro lingua e si mette a correre a perdifiato,lo sa che non c'è tempo da perdere.
Intercetta il gruppo che è appena entrato in paese,se riusciva a raggiungerli prima gli avrebbe uccisi,nessuno bada se una pattuglia non rientra,ora deve pensare.
Si avvicina,stanno trascinando la ragazza , è stata massacrata di botte nel tentativo di difendersi :”fermatevi cosa state facendo alla mia serva”,”serva? È una selvaggia,mi ha morso una mano la maledetta, dobbiamo portarla da don Fernando ,ha bisogno di schiavi ma prima ci divertiamo”, ridono sguaiati, d'istinto Carluzzo mette la mano sulla sciabola ma non è la soluzione.
“Ha il brutto vizio di fuggire,questo mese è la terza volta ma…in certe cose è impagabile,non so se mi capite” ,”già è una bella puledra ma come facciamo a sapere che è di sua proprietà e poi chi ci paga la sfacchinata?”
Sulle labbra di Carluzzo un sorriso sarcastico :”bravi l'avete presa, vorrà dire che mi toccherà pagare un altra volta”,mette mano alla borsa e con fare annoiato getta ai loro piedi tre pezzi d'oro:”giuro che quando mi stufo la do in pasto ai miei cani”.
I soldati ringraziano ossequiosi,e felici si dirigono verso l'osteria più vicina,la ragazza non si regge in piedi,nei suoi occhi si legge odio, Carluzzo si guarda in giro, c'è uno che trascina un carretto vuoto,probabilmente un panettiere :"buonomo,cosa vuole per portare questo sacco di ossa alla scuderia,tenga”non attende risposta,allunga dei soldi,il tipo strabuzza gli occhi si carica Zazil sanguinante sulle spalle :”piano è merce ancora buona”.
Segue il carro con aria altezzosa,giunto alle scuderie sella un cavallo, l'uomo felice si ritira, Carluzzo guarda la donna è troppo conciata male per affrontare un viaggio,si guarda in giro a pochi passi c'è la migliore locanda di tutta l'isola,prede tra le braccia Zazil e entra,la proprietaria guarda sconcertata la ragazza,non tutti gli europei sono delle bestie.
“Una camera per qualche giorno,lenzuola pulite,acqua fresca, un disinfettante,una tinozza piena del sapone, degli unguenti per le piaghe e bende pulite,non mi guardi così non sono stato io a massacrarla è un indigena ma anche un'amica,questa notte mi fermo ma domani devo presentarmi in caserma l'affido alle sue mani,la pagherò bene “,”non occorre,paghi solo la pigione,sono stanca di vedere queste persone trattate come bestie,lei è un brav'uomo che dio le renda merito”.
Porta le cose richieste più del brodo caldo e li lascia soli,la ragazza è svenuta e febbricitante,ogni tanto si riprende,apre gli occhi e cerca di alzarsi per fuggire, Carluzzo le parla nella sua lingua:”Zazil stai tranquilla,devo pulire e medicare le ferite,se si infettano rischi di morire,non voglio farti del male”.
Nei suoi occhi stupore e nonostante il dolore parla come un fiume in piena:”calma,se parli veloce non riesco a capirti,ma adesso stringi i denti ti farò male ma è necessario”.
Non emette un grido ma alla fine sviene, nonostante come l'hanno conciata è bellissima,non resiste e le bacia le labbra e lei in un barlume di lucidità apre gli occhi:”chi sei perché mi hai salvato?’ non è il momento ma sappi che finché io vivo nessuno più ti farà del male,lo giuro su i tuoi dei e adesso chiudi gli occhi e sogna di nuotare nel laghetto con le tue amiche”.
“Febbre,delirio e momenti di lucidità, Carluzzo si assenta dal capezzale per quattro ore e poi con una scusa torna e trova la padrona la signora Jolanda,che bagna con una pezza umida la fronte di Zazil,la ragazza ha una tempra forte e la febbre è calata.
Jolanda appena entra le sorride:”sta meglio, sicuramente presto sarà in piedi,abbi via cura di lei”.
Zazil chiede cosa si sono detti con la signora, Carluzzo traduce alla meglio :”due demoni venuti dal mare che non mi sembrano malvagi ma adesso mi spieghi come fai a sapere tante cose”
Con tatto Carluzzo le racconta del lagnetto,di quando ha scoperto che non lo conosceva solo lui e degli appostamenti per cercare di capire la lingua.
Zazil neanche pensa al fatto che le ha viste nude,chiede solo perché ,non è facile spiegare la sete di conoscenza ma lei sembra capire,la stanchezza l'assale ma chiede a Carluzzo di stringerle la mano e dopo poco si addormenta ,sulle labbra un accenno di sorriso.
Come predetto dalla signora Jolanda il terzo giorno riesce a reggersi sulle proprie gambe, Carluzzo l'accompagna alla tinozza e l'aiuta a lavarsi col sapone,per lei le bolle sono un gioco non uscirebbe mai dalla vasca.
Carluzzo è deciso a portarla dalla sua gente,lei si intristisce:”quello che ne rimane,una ventina di ragazzini e noi donne gli uomini hanno cercato di combattere e…”, Carluzzo si ricorda che gli avevano parlato di una rivolta sedata nel sangue,se pensa al racconto di come hanno trattato i prigionieri rabbrividisce :”e sono morti nel tentativo di difendere la loro terra,devi esserne orgogliosa”,”no sono stati dei pazzi, mazze di legno contro bastoni tonanti e le vedove piangono “ una lacrima le riga il viso,a Carluzzo accelerano i battiti, l'istinto è sempre di baciarla ed è strano in verità non ha mai baciato una donna è pervaso da un sentimento sconosciuto,nei libri lo chiamano amore.
Contro ogni logica anche lei è attratta da questo gigante buono,con ingenuità chiede :”mi ricordo mentre deliravo le tue labbra appoggiate alle mie,ho sentito un brivido lungo la schiena,una sensazione strana che non capisco”,”si chiama bacio,se due anime si fondono il bacio le unisce,il bacio è desiderio dell'altro ,non sopraffazione,gli scrittori lo chiamano amore”.
“Amore ,cosa significa,anche da noi ,uomini e donne si uniscono ma per procreare e ognuno ha i suoi compiti ",”purtroppo per la maggior parte delle persone è così anche da noi,i matrimoni vengono combinati tra le famiglie e le donne non hanno voce in capitolo”,”anche da noi accade la stessa cosa,secondo tè se due persone si baciano e entrambi provano emozione sono innamorati?”.
“Se ci baciamo lo scopriremo ma voglio una donna libera non una schiava obbediente,prima ti porto dalla tua gente dal tuo popolo solo quando ti sentirai libera potrai decidere serenamente se è il caso di metterti con qualcuno che fino a ieri consideravi nemico “.
Il giorno successivo col favore delle tenebre lasciano la locanda,pur non capendo il motivo ,l'abbraccio tra Zazil e Jolanda è commovente,a volte i gesti valgono più delle parole,raggiungono le scuderie, il piano di Carluzzo è di procede fin dove possibile a cavallo poi legarlo e continuare a piedi,quando Zazil vede l'animale è terrorizzata, Carluzzo con pazienza la convince a montare in groppa, e lancia il cavallo al galoppo.
Dopo un attimo di incertezza e timore,la velocità,il vento tra i capelli e l'uomo che le dà sicurezza ,è lei a incitare ad andare più forte.
Ultimo tratto a piedi in mezzo alla foresta, Carluzzo si accorge che stanno facendo giri a vuoto ma capisce la preoccupazione di Zazil a rivelare la posizione della sua gente,per un po' la asseconda ,poi le tocca un braccio e sorride:”ora basta,mi hai fatto girare come una trottola,un gioco che ti farò vedere,ora andiamo al villaggio,entro l'alba devo rientrare ma tranquilla ricordo bene la strada”.
Zazil colta di sorpresa arrossisce, quell'uomo non finisce mai di stupirla :”io mi fido di tè, è l'abitudine”,”lo so,se non siete guardinghi a quest'ora non eravate liberi, però adesso non perdiamo altro tempo”.
L'espressione della sua gente quando vede Zazil con un nemico è di puro terrore,le madri stringono a sé i figli,una donna anziana tende un arco pronta a scoccare una freccia e un ragazzino alza una cerbottana con sicurante un dardo avvelenato.
“Tranquilli non è un nemico,mi ha salvata dai soldati e curato le mie ferite”, una donna anziana:”ma è uno di loro come puoi fidarti magari presto arriveranno altri è una trappola”.
Carluzzo riconosce quattro delle ragazze del lago,si inginocchia e deposita le armi,poi le guarda e le saluta per nome tra stupore di tutti.
“Tu parli la nostra lingua,dove hai imparato?” sorride :”siete state voi al laghetto a insegnarmi,vi ho osservate per due settimane,scusate se vi ho viste nude ma volevo capire,io non vi considero delle bestie ma purtroppo la maggior parte di noi la pensa diversamente,ora sta a voi decidere la mia vita è nelle vostre mani”.
La gente si guarda la vecchia abbassa l'arma:”grazie per aver salvato Zazil che gli dei ti siano riconoscenti “,nel villaggio la tensione cala ma non la diffidenza solo i bambini con la loro spontanea curiosità si avvicinano e fanno domande allo straniero,vogliono sapere dei cavalli e dei bastoni che tuonano seminando morte.
Zazil con orgoglio dice che è stata in groppa a un cavallo ed è stato bellissimo e subito è stata circondata da bambini curiosi di sentire la storia.
Ma ormai è notte fonda Carluzzo deve rientrare,saluta Zazil appoggiando le fronti come lei gli ha insegnato,un gesto che significa amicizia e rispetto, normalmente usato tra coniugi e poi dopo un ultimo sguardo riparte promettendo di tornare presto.
Due ore di sonno e poi in giro a pattugliare il paese ma in testa un unico pensiero ,Zazil,deve fare qualcosa per lei e la sua gente, è solo questione di tempo prima che vengano scoperti ma cosa fare?
Al porto è attraccato un brigantino di uno che commercia con gli avamposti delle isole vicine,lo conosce è un tipo inaffidabile e avido,per interesse venderebbe La madre,sale sulla barca con i compagni per controllare la merce e per verificare che non c'è nascosto dell'oro.
“Oro? Ormai non se ne trova,in queste maledette isole ci sono solo indigeni straccioni ,vederei tutto per tornarmene in Spagna ma dove lo trovo uno sprovveduto che compra la barca”,e giù un fiume di bestemmie.
Carluzzo esplora l'imbarcazione, è solida e ben tenuta, un'idea comincia a farsi strada ma deve pensarci bene, prese certe decisioni non si torna indietro.
Gli Spagnoli hanno sempre qualche santo da festeggiare e a turno il comandante da giorni di riposo, è la miglior persona che Carluzzo ha incontrato sull'isola,un bravo cristo non l'ha mai visto trattare male un indigeno locale,anzi li guarda come esseri umani e non come bestie.
Due giorni libero,due giorni con Zazil,decide di andare a piedi,camminare l'aiuta a pensare,per quella gente l'unica salvezza è sparire ma dove ? Potrebbe portare tutti in un'altra isola ma cambierebbe poco,magari loro hanno qualche idea.
Passa accanto al laghetto e poi tira dritto in direzione del villaggio,con sé ha portato una sacca piena di dolci per i bambini e bambole e giocattoli adatti ai maschietti,se conquista il loro cuore avrà anche la fiducia dei grandi.
Vicino al villaggio imita il grido di un uccello il segnale pattuito.
Pochi minuti e poi dalla boscaglia gli corrono incontro i bimbi e dietro Zazil visibilmente commossa di rivederlo, inutile negarlo e perso per la ragazza, la desidera come non ha mai desiderato una donna.
Si avvicinano,i visi a pochi centimetri, l'alito di Zazil sa di menta fresca, impossibile resistere per entrambi, Zazil dischiude le labbra e accade.
Si baciano,non un semplice bacio,sembrano venir catapultati in un altra dimensione dove esistono solo loro,in certe culture non esiste privacy la gente guarda e partecipa commossa, l'amore è cosa rara di questi tempi.
Pomiciano ,le lingue si cercano, schermagliano la danza dell'amore , è un'anziana a rompere la bolla e riportarli alla realtà.
“Utsil wuinik, Zazil è vergine, sarebbe una benedizione l'unione e la nascita di una creatura ponte tra due mondi,non credere ha quanto ti hanno detto non tutte le nostre religioni sono sanguinarie i nostri dei non vogliono sacrifici umani il cuore deve battere nel petto di una nuova coppia pronta a intraprendere il viaggio insieme”.
Gli occhi di Zazil sono gonfi di lacrime che a stento trattiene
“Carluzzo tu mi accetteresti davvero come moglie?”,non occorrono parole, un altro bacio suggella il patto.
Inizia l'iter della cerimonia che li unirà per la vita, Zazil deve cucinare una pietanza speciale, lui deve cacciare un facocero per dimostrare che saprà badare alla sua sposa .
Per tanti è un'impresa impossibile per uno straniero,non può usare l'archibugio,solo lame di selce o altri mezzi offerti dalla natura.
Carluzzo accetta, subito inizia una strana battuta di caccia,le donne rintracciano l'animale fanno un gran chiasso spingendolo allo scoperto, l'animale è un grosso esemplare maschio e per niente disposto a soccombere,dietro di sé una roccia e davanti l'uomo, Carluzzo butta a terra il coltello di ossidiana e la mazza , provoca l'animale che carica.
La gente attorno tiene il fiato sospeso,nessuno affronta un facocero rabbioso a mani nude,ma Carluzzo sembra sicuro di sé.
Con un balzo di lato schiva la prima carica,estrae dalle tasche la fionda raccoglie un sasso e fissa negli occhi l'animale roteando la fionda.
La bestia disperata carica, un colpo preciso in mezzo agli occhi e l'animale stramazza a terra morto.
Nella radura si alzano grida rituali ,il dio giudica l'uomo adatto a mantenere una famiglia e fare figli,si scatena la festa,i mashial nome della tribù dei sopravvissuti,bevono una bevanda fermentata simile alla birra ma molto forte,alcune donne si occupano di cucinare,carne di facocero non c'è nel menù di tutti i giorni,i bambini scorrazzano intorno felici , Carluzzo si ricorda dei doni e loro restano senza fiato,i dolci sono buonissimi e non hanno mai ricevuto giocattoli,quel che conta al villaggio è sopravvivere.
Zazil esce da una capanna con un vassoio di liane finemente intrecciate, raccoglie un boccone di cibo e lo porge a lui inginocchiandosi ,lui mastica lentamente e poi approva e ne offre alla compagna,una cerimonia semplice che ha il suo perché, l'uomo la donna,la lotta per la sopravvivenza, nient'altro,poi la più anziana poggia una mano sulle loro teste e recita una preghiera che sembra una nenia ripetuta all'infinito.poi si alza e scosta la tenda della capanna.
Carluzzo sopravvissuto a tanti scontri si sente emozionato come non mai,lui che ha fatto sesso fino allo sfinimento di fronte alla sua sposa si sente timido, contrariamente a quello che pensava, dentro l'ambiente è fresco e qualcosa che brucia in un bracere tiene lontano gli insetti.
La loro prima notte,per Carluzzo non c'è fretta di deflorarla,prima deve adorare il suo giovane corpo e fargli conoscere l'orgasmo , la penetrazione sarà l'ultima cosa.
Inizia a baciarla dal collo poi le braccia e infine si dedica al seno acerbo,la capanna si riempie di gemiti e ansimi,solo più tardi scoprirà che un marchingegno trasmette ogni ansimo all'esterno.
I capezzoli si allungano e diventano irti ,sembrano fatti apposta per essere succhiati,Zazil è pervasa da un primo forte orgasmo,primo di una lunga serie ,il tempo è solo loro.
Non è facile resistere al desiderio di infilare la spada dura come roccia nella calda tana ma Carluzzo vuole che Zazil si ricordi per sempre di quei momenti, abbandona il seno sostituito dalle mani della ragazza che palpano e strizzano i capezzoli,scende a baciare il ventre piatto la lingua si insinua nella fossetta del ombelico strappandogli nuovi gemiti,solo ora Zazil scopre i punti erogeni del suo corpo,non immaginava che il sesso fosse così bello,le anziane avevano descritto tutt'altro,tanta sofferenza per un attimo di piacere descrivevano la perdita della verginità come un sacrificio necessario.
Zazil si accorge che sotto perde liquidi,non sa se è normale ma è sconvolta dal piacere,tanto che mentre Carluzzo si occupa di baciare interno coscia,un dito sfiora il clitoride niente di più ma basta a farla venire un'altra volta,le sue dita sono piene di densi umori, Carluzzo se ne accorge e le lecca come se quei liquidi densi fossero miele.
Zazil sospira si contorce, Carluzzo decide che i piedi li adorerà un altra volta,chiede all'amata di allargare le gambe,lei obbedisce e chiude gli occhi preparandosi all'imminente dolore ma un nostro Carluzzo ha altri obiettivi,il fiore dischiuse emette un profumo inebrianteb e il clitoride sembra una piccola perla,niente a che fare con quello delle nobildonne che l'hanno svezzato al sesso ma ora è diverso sta facendo l'amore con la donna amata.
Per tutte le traditrici che ha frequentato la cosa in cui è maestro e il cunilingio e quel giorno dà il meglio di se stesso, Zazil non si aspettava quella cosa,impazzisce dal piacere e ha ripetuti orgasmi che la pervadono ha perso il senso della realtà è su una nuvola e le sembra di svenire dal piacere, è troppo chiede al suo uomo di sverginarla,convinta di non poter godere più di così ma si sbagliava di grosso.
Carluzzo sa come usare la mazza per dare piacere, Zazil ha sotto un lago,solo un colpetto e l'imene cede,un leggero fastidio che apre le porte al godimento assoluto.
Prima la scopa con delicatezza infilando la mazza sempre più in profondità a Zazil le manca il fiato rivolta gli occhi dal piacere e lo incita a possederla con tutte le sue forze.
Anche Carluzzo non è fatto di legno,non è mai venuto dentro una passera,solo nel sedere di un paio di vaccone, l'eccitazione è al massimo attende l'attimo per venire insieme,ad un tratto il corpo dell'anatra sobbalza e si contorce è giunto il momento,vengono tutti e due urlando il nome del partner.
Poi un'attimo di quiete,si stringono forte lei cerca le sue labbra,ci vuole poco e Lazzaro risorge,Zazil guarda la verga stupita dal vigore e inizia un'altra scopata,questa volta più consapevole,i corpi si uniscono come in una danza,per mezz'ora la verga resta dentro di lei,altri orgasmi ,mai avrebbe osato pensare a un simile piacere che le squassa l'anima e il corpo,poi Carluzzo cede le riempie il ventre di sborra,un ultimo bacio e si addormentano felici.
Ma le sorprese non finiscono,prima del tramonto qualcuno chiede il permesso di entrare, Carluzzo sobbalza, Zazil che conosce l'usanza lo trattiene.
La cerimonia ha un ultimo atto,il panno candido di lana sotto il giaciglio ha macchie di sangue l'anziana che ha assunto il ruolo di sacerdotessa,lo prende delicatamente escono dalla capanna, l'intero villaggio è riunito,i due ragazzi sono nudi e dagli sguardi l'artiglieria di Carluzzo non passa inosservata,le ragazze la guardano stupite, Carluzzo non è un superdotato ma per quella gente è la dotazione di un bisonte,la Sacerdotessa alza il panno di lana e lo mostra a tutti poi si incamminano verso il laghetto in fila indiana,con davanti l'anziana e loro due.
Arrivati allo specchio d'acqua chiede silenzio :”Ixchel dea delle acque del parto e della fertilità,ti offriamo questo sangue,benedici con tanti figli questa unione”,entra in acqua e lava il sangue,poi esce e si congratula con gli sposi e la cerimonia finisce ma non la festa.
Purtroppo il tempo è tiranno,ancora un giorno e poi deve rientrare per non creare sospetti lui è un ufficiale ma l'invidia potrebbe farlo cadere nel fango,ora Carluzzo è ancora più motivato a trovare una soluzione per quello che sta diventando il suo popolo,gente semplice ma ricca di sentimenti come lui,espone la sua pazza idea a Zazil,insieme decidono di riunire le anziane ,parla col cuore:”gente,amici,se rimanete sull'isola è solo questione di tempo ,mi chiedevo se aveste un posto dove andare magari la terra degli antenati,non posso promettere nulla ma potrei trovare il modo di lasciare l'isola e vivere liberi”.
Non è difficile convincere un popolo costretto a nascondersi a casa loro,sono originari di una zona oltre la penisola dello Yucatan sui monti della sierra madre , gli Spagnoli anche li hanno delle mire ma il continente è vasto e si può trovare un posto per vivere in pace,non resta che vedere se il piano è fattibile,ultima notte con Zazil,la passione non cala sicuramente qualcuno del villaggio ha dovuto tapparsi le orecchie per prendere sonno, Zazil quando viene urla il suo piacere e quella notte diverse urla hanno scosso la tranquillità della foresta.
A Carluzzo pesa lasciare da sola sua moglie ma ora ha un progetto,uno scopo,la sera dopo il rientro gira alcune locande poi finalmente trova il padrone del brigantino,si siede e le offre da bere.
Le propone di acquistare il natante a un buon prezzo unica condizione tenere la bocca cucita, l'accordo prevede che gli insegni a manovrare la nave per poi sbarcare su un'isola con la borsa piena di dobloni,al tipo si illuminano gli occhi, dovranno incontrarsi la settimana successiva per la metà della somma, il resto a lavoro finito.
Carluzzo sa riconoscere un verme ma anche come trattare i vigliacchi,si aspetta all'appuntamento un'aggressione,per il tipo sarebbe un affare la metà del pattuito e mantenere l'imbarcazione per sé ma non è il tipo da spaventarsi.
Ma la sorpresa è quando va al comando per rassegnare le dimissioni,sapeva che il comandante era un brav'uomo ma quello che succede lo stupisce e lo convince che tra la sua gente c'è ancora qualcuno con un briciolo di umanità.
Bussa”oh don Carlo è un piacere vederti, scommetto che sei venuto a rassegnare le dimissioni,ah l'amore,anch'io alla tua età credevo di aver trovato la donna giusta ma purtroppo lei era maritata e guarda dove sono finito,in mezzo a tagliagole e puttane,bravo mi hanno detto che la piccola indigena è molto bella”,”ecco le spiego quei due l'hanno massacrata di botte e..”,”non preoccuparti gli stupidi dopo aver bevuto alla tua salute sono venuti a denunciarti, peccato che ti ho retto il gioco e invece di un compenso per tradire si sono beccati una girata e un trasferimento in un posto sperduto,vai ,ti invidio questi sono la tua parte di paga spettante ,non voglio sapere dove vai ma ti auguro buona fortuna “.
Anche un duro si commuove ma vuole dare all'ufficiale un consiglio :”ora posso darti del tu,guarda che tu caro Giorgio piaci a una donna,una brava e bella donna,lo vedo quando Jolanda la locandiera ti vede passare,fidati siete fatti l'uno per l'altra”,lo abbraccia con affetto e va a organizzare il viaggio nei minimi particolari,poi ormai disoccupato può raggiungere la moglie che lo aspetta al bordo della radura,talmente è forte il desiderio che decidono di farlo al laghetto, due ragazze che fanno il bagno li guardano sorridono e allegre se ne vanno.
Fare l'amore nell'acqua dove una dea ha benedetto il loro matrimonio ,i corpi sono leggeri ma anche li le urla dal piacere di Zazil risuonano e fanno alzare in volo uno stormo di pappagalli variopinti.
Ora sono liberi ma un indigena e un uomo bianco fanno parlare e l'inquisizione è sempre in agguato.,tornano al villaggio e con le anziane sagge decidono i particolari,tre giorni senza l'amata,ci sono delle canoe nascoste sull'estuario del fiume,appuntamento alla prima notte di luna piena,il piano è raggiungere il brigantino e poi affondare le canoe per non lasciare tracce.
La sera si presenta alla locanda il tipo le sorride melifuo, è chiaro che è un Giuda, Carluzzo si aspetta un imboscata,troppa la tentazione di tenere la nave e metà del pattuito.
“Don mi segua,andiamo a parlare in un luogo tranquillo senza orecchie indiscrete ,venga in questo vicolo,mi segua”,il posto giusto per un inboscata a un novellino ma chiunque sia non sa chi ha di fronte,in fondo al vicolo con la luna piena vede allungarsi tre ombre, non è il caso di sparare e svegliare gente che è meglio lasciare tranquilla, Carluzzo con indifferenza mette mano a due pugnali da lancio,i malviventi convinti di un'impresa facile si avvicinano troppo e questo gli è fatale.due coltelli volano come lampi,uno viene colpito alla gola e uno al cuore ,i due corpi si afflosciano a terra privi di vita,il terzo vista la mal parata si da alla fuga.
“Bene scommetto che tu gaglioffo non ne sapevi nulla,vero?” Il capitano vistosi perso pignucola :”lo giuro sul mio onore,devono averci seguiti”.
Carluzzo sorride e va a estrarre i pugnali dai cadaveri e asciugare le lame sui loro abiti
“ Voglio crederti domattina presentati alle sei alla banchina,compilerai il foglio di trasporto come ti dirò io,non temere nessuno controllerà,i commilitoni che non dormono saranno impegnati,questa notte mi occuperò del carico se fiati ti sgozzo come un vitello,ti è chiaro? E i denaro li avrai a lavoro finito ,non per sfiducia ma per evitare incidenti incresciosi".
Per gente come il commerciante disonesto e vigliacco tutto è legato al facile guadagno,inutile denunciare un ufficiale per tradimento,il compenso non ne varrebbe la pena,pensa che è meglio assecondarlo e appena abbassa la guardia avrà barca e dobloni sonanti.
Carluzzo alle cinque è al brigantino,la stiva è divisa in due da una paratia,carica un puledro e una giumenta,le balle di fieno,e in un angolo una cassa piena di archibugi e pistole un'altra con proiettili e tre barili di polvere da sparo, nell'altra paratia,gallette,carne e pesce essiccato, un'altra cassa e gli immancabili dolcetti di Jolanda,la signora era dispiaciuta di non poter salutare Zazil,per ricordo ha scritto su una pergamena la ricetta del biscotti al cocco,zenzero e cannella e la ricetta della crostata,tramandata per generazioni,lo fa per simpatia ma anche per il procurato appuntamento con cena romantica a casa del comandante,ben sapendo che c'è lo zampino del giovane Carluzzo,poi dopo la faticaccia si siede e con calma aspetta l'arrivo del furfante,tutto va come previsto,la guardia da una rapida occhiata e il benestare per la partenza,il capitano vuole salpare ma Carluzzo frena,chiude a chiave la stiva e da appuntamento al perfido individuo dopo il tramonto,la giornata è lunga da passare senza la sua Zazil ma un uomo deve avere i nervi saldi,si ferma nei paraggi e controlla che nessun malintenzionato si avvicini alla barca.
Le ore passano, finalmente imbrunisce,il capitano arriva in orario,ha completamente cambiato registro,ora cerca di fare il simpatico .
“Vuoi provare tu a portarla fuori questa bellezza”,”certo insegnami ma stai dove ti posso vedere”,il manigoldo acconsente sa che deve guadagnare la sua fiducia.
Manovrare non è così difficile,vicino al timone ci sono delle carrucole per issare le vele, Carluzzo ha studiato i venti e subito gli riesce facile manovrare.
Il mercante con stupore:”ma… non è la prima volta che lo fate è impossibile “,”semplicemente mi piace osservare adesso prendi il timone tieniti il più possibile sotto costa e non fare domande,ti dirò io dove gettare l'ancora”.
I suoi occhi abituati alle tenebre individuano la laguna:”bene fermiamoci”,con una lanterna fa i segnali convenuti e subito delle canoe scivolano a pelo d'acqua, duecento metri di distanza, protetto dall insenatura il mare è liscio come olio,solo l'ultimo tratto è increspato,le canoe attaccano una alla volta e come da accordi l'ultimo a salire le affonda,presto tutti sono a bordo.
Ultima a salire Zazil ,guarda per l'ultima verso terra recita un saluto rituale, Carluzzo da dietro l'avvolge in un tenero abbraccio :”vedrai troveremo un posto da chiamare casa dove il tuo popolo sarà libero”,”il nostro, tutti ti amano, spero che hai ragione, voglio una ragione per lottare per noi e i figli che verranno “, Carluzzo la gira verso di lui la guarda,la sua voce ha un tremore:”non dirmi…”,”è presto, vedremo alla prossima luna,se accadrà sarò la donna più felice al mondo,un figlio è una benedizione anche se purtroppo sono tempi duri per venire al mondo “.
Il mercante guarda salire le persone e gli innamorati che si baciano,sul suo volto si legge disprezzo ma decide di fingere,nave,soldi e schiavi da vendere ,il miglior affare della sua vita meschina.
Inizia la prima parte del viaggio,qualcuno soffre il mare, altri specie i più giovani sono eccitati dalla avventura,le giornate per Carluzzo sono una continua scoperta degli usi e costumi del suo nuovo popolo,non conoscono il ferro né le armi ma la loro è una civiltà avanzata,ascolta con attenzione le storie che le anziane raccontano ai piccoli orfani,insegna ai più temerari come accudire i cavalli, è pervaso da un senso di pace interiore,unico rimpianto per lui e Zazil è la mancanza di privacy.
Ormai conduce l'imbarcazione senza difficoltà,prova le manovre più rischiose e a lanciare il brigantino a vele spiegate,al suo seguito ha sempre dei ragazzini che seguono attenti ogni cosa che fa,la notte fissa il timone e dorme sul ponte, Zazil è sempre con lui,il mercante è libero di girare tranne nella stiva dei cavalli chiusa a doppia mandata.
Il quarto giorno al sorgere del sole uno dei ragazzini che hanno insistito per fare da sentinella avvista un isola,dalla forma particolare, è quella con l'ultimo avamposto e il momento di fare sbarcare il mercante,poi gireranno sull'altro dell'isola rispetto al presidio e lui e alcuni volontari scenderanno a terra per rifornire i barili d'acqua dolce,sulla mappa sono segnate delle sorgenti.
Carluzzo è impegnato nelle manovre,il mascalzone ritiene sia giunto il momento propizio,da sotto la camicia estrae una pistola probabilmente nascosta in un luogo sicuro,la sua intenzione non è discutere ma sparare alla schiena,tutti sembrano distratti è il momento,solleva il cane e il dito preme sul grilletto, qualcuno urla:”attento è armato,Carluzzo si aspettava un ultima mossa,si abbassa mentre sente il colpo , la lama della sciabola brilla alla luce del sole,un colpo netto recide la testa al delinquente che si affloscia a terra come un sacco vuoto,mentre la sua testa ruzzola in mare.
Il traditore ha pagato pegno,poteva vivere agiatamente con quanto promesso ma gli avidi non si accontentano mai.
Aiutatemi a gettarlo a mare,sente un lamento si gira e si accorge che una donna è ferita,un colpo di striscio non è grave ma bisogna disinfettare per evitare infezioni.
La reazione di Carluzzo è immediata,sale e acini di uva acerba,la ragazza urla dal dolore ma era necessario.
Adesso pensiamo a questo sacco di merda,in quattro alzano il cadavere e lo buttano a mare,la sensazione generale è di libersi definitivamente dal giogo .
La baia è infestata da squali, la testa è già sparita e presto l'acqua ribolle di sangue,festa grande per loro un ottimo pasto facile.
Per un attimo cala il silenzio poi Zazil corre ad abbracciarlo e scrosciano gli applausi per il loro salvatore.
Fare rifornimento d'acqua non è un problema,le fonti sull'isola sono tante e nessuno si avventura nella foresta senza motivo,due ore e sono pronti a salpare direzione Yucatan.
Il viaggio è tranquillo per ora tutti si sentono fuori pericolo un giorno un gruppetto di donne con Zazil sono intente a spettegolare su cose stupide,a pochi passi nascosto dall'albero maestro Carluzzo sta sistemando delle corde,sorride divertito tutto il mondo è paese e pensare che qualcuno ritiene questa gente pari alle bestie.
“Zazil che hai da lamentarti ,tu che hai accanto un uomo?”,”si avete ragione ma non perdete le speranze troveremo un posto pieno di bravi ragazzi e vi sposerete “,”la fai facile tu,a tè non manca niente”,Zazil si intristisce :”mi manca di fare l'amore con il mio uomo”.
Una ragazza la guarda scioccata :”perché? Che ci vuole tu ti metti un posizione e lui ti soddisfa “, Zazil scoppia a ridere”ragazze,con Carluzzo è diverso,la penetrazione è l'ultima cosa, adesso vi racconto “.
È buffo sentire Zazil descrivere alle amiche come fare buon sesso, Carluzzo sa che ha ancora tanto da insegnare e Zazil è una donna calda e predisposta e questo lo eccita maledettamente.
Quindici giorni senza avvistare terra, Carluzzo durante il viaggio per coinvolgere i ragazzi ha un idea,in un baule ci sono lenze è ami d'acciaio,insegna ai ragazzini a pescare dalla nave, usando come esca un impasto di gallette e aringhe bagnate nell'acqua di mare, presto il primo pesce abbocca e la sera stessa a bordo si mangia pesce fresco e i ragazzini si sentono come eroi.
Per fortuna il tempo è clemente,in quelle zone spesso si scatenano tempeste e uragani e quel semplice guscio di noce non resisterebbe in balia alle onde.
La fortuna li assiste,il sedicesimo giorno la giovane vedetta urla:'terra in vista”, è il continente,costeggiano la costa cercando un approdo sicuro,Carluzzo sa che gli spagnoli sono sbarcati più a nord,col cannocchiale avvista un villaggio di pescatori,sembra gente pacifica e decide che è il posto giusto.
L'arrivo dell'imbarcazione spaventa la gente del villaggio, le voci sull'arrivo di semidei cattivi e giunta anche lì,nemmeno l'esercito inca riesce a fermarli.
In un primo tempo fuggono ma dietro il villaggio non ci sono foreste, l'unica è mettere al sicuro donne e bambini e difendersi.
Il brigantino si spinge al massimo verso riva fino a incagliarsi nella sabbia,i pescatori armati di mazze e primitivi coltelli attendo al centro della piazza,sono terrorizzati ma non vedono altra soluzione che affrontare i demoni.
Le scialuppe vengono calate,in avanscoperta le anziane sagge, Carluzzo punta l'archibugio pronto a intervenire,quando i pescatori sentono il saluto in lingua Maya si guardano spaesati senza sapere che fare,la donna che li ha sposati si avvicina al gruppo armato,parlotta con quello che sembra il capo e subito cambiano atteggiamento, tutti sbarcano per ultimi i due sposi,la gente guarda con sospetto lo straniere, Zazil con passo fermo e sguardo fiero stringe la mano al suo uomo e insieme avanzano verso i locali,la sua voce è ferma :”siamo profughi,la nostra isola e stata invasa da gente cattiva,i nostri uomini sono morti o ridotti in schiavitù nel cercare di contrastare linvasore ma gli uomini venuti dal mare sono invincibili,portano la morte ovunque e il loro dio è bugiardo e assetato di sangue, per loro conta solo impossessarsi del nostro oro e delle ricchezze delle nostre terre.
Ma tra loro c'è anche brava gente,come il mio sposo benedetto dalla dea Ixchel,lui ci ha salvati e con il suo aiuto raggiungeremo la terra dei nostri antenati, nella sierra madre de chapas”.
Carluzzo deposita le armi a terra in segno di pace,gli unici a risolvere le situazioni di stallo sono i bambini,il loro intuito gli fa distinguere se un omo mente ho è sincero.
Due graziose bambine probabilmente gemelle,incuriosite dallo straniero fuggono dalla madre, la povera donna è terrorizzata vorrebbe seguirle e strapparle allo straniero ma degli uomini la fermano,le bimbe gioiose gli saltano al collo e stupite e curiose toccano la barba di qualche giorno.
“ Ma tu hai i capelli anche lì,non ti danno fastidio”, Carluzzo sorride dalle tasche tira fuori due biscotti:”si chiama barba e si a volte da fastidio e devo tagliarla, però in compenso per due brave bambine ho questi dolcetti,sono buonissimi e insegnerò a vostra madre come prepararli”.
La donna guarda disperata,le bambine assaggiano :”sono buonissimi la cosa più buona che abbiamo mangiato,vero sorella “, la sorella non risponde ,intenta a gustare il dolce.
Presto i genitori non riescono a trattenere i figli e i bambini che per natura non sono diffidenti giocano coi coetanei dei nuovi arrivati.
Tutto sembra procedere al meglio ma da dietro al gruppo si fa strada un guerriero:”non fidatevi,quelli non sono persone sono demoni,lo so perché io li ho combattuti con l'esercito inca,ho visto le nostre file falcidiate,da bastoni che sputavano fuoco,e mostri a quattro zampe che indossavano vestiti luccicanti che le nostre armi non scalfivano”.
Carluzzo lo studia con calma,il giovane avrà pressappoco sedici anni e già ha conosciuto i campi di battaglia,indossa un armatura di bambù ,alle spalle un arco,una faretra e una lancia corta,avanza con piglio deciso roteando una mazza,
Carluzzo con calma si toglie la camicia restando a petto nudo :”ragazzo,non voglio farti male,non sono tuo nemico”,il ragazzo si lancia in avanti ma il colpo come i successivi vanno a vuoto, nero di rabbia impugna la lancia:”e no così non va bene,rischi di farti male”, Carluzzo ottiene l'effetto contrario quello che si aspettava,troppa foga non porta a niente,,il ragazzo affonda verso il petto di Carluzzo,che schiva,prende la lancia e la spezza in due.
“Tu,tu..”,interviene un vecchio saggio:”fermati finchè sei in tempo, quest'uomo è un grande guerriero e non ha intenzione di nuocere a nessuno”.
L'anziano è il capo villaggio e il giovane guerriero suo figlio,il ragazzo obbedisce, Carluzzo le va incontro e le stringe la mano:”come ti chiami?” “kinich”,”bene,per il lungo viaggio che ci aspetta ho bisogno di ragazzi coraggiosi ,ti andrebbe di accompagnarci ,magari se vieni con noi altri seguiranno l'esempio,voglio portare il mio nuovo popolo nella loro città d'origine sulla cordigliera ma come vedi a parte me' sono tutti bambine e donne ma credimi coraggiose”.
“Se è vero, perché lo fai?” “ Per amore e senso di giustizia,odio i soprusi della mia gente ,non voglio illuderti non potremo sconfiggerli ma trovare un posto non solo per sopravvivere ma per creare qualcosa di nuovo,un ponte tra passato e presente, non rispondere subito , pensaci ma la tua gente è in pericolo presto arriveranno i conquistatori e per voi solo dolore e morte,tu hai visto cosa sono in grado di fare”.
La sera accanto al fuoco si tiene consiglio, molti non vogliono abbandonare le loro case per l'ignoto,
Zazil prende parola :”noi gli abbiamo accolti gli stranieri,cercavano oro e pietre a cui loro davano un grande significato,gli abbiamo dato tutto quello che avevano ma non è bastato e quando la gente si è ribellata è avvenuto il massacro e la schiavitù per i sopravvissuti,meglio evitare di incontrarli ma come dice kinich ormai è questione di tempo,arriveranno con falsi sorrisi ,oppure per uccidere e voi non siete in grado di fermarli, nemmeno l'esercito imperiale ci è riuscito”.
Qualcuno mormora:” allora è vero sono demoni per noi è la fine”.
Carluzzo si è tenuto in disparte :”anche loro sono fatti di carne e ossa,sanguinano e muoiono, purtroppo le loro armi sono superiori e per la mia nuova gente non c'è scampo sennò evitare per ora il contatto , l'idea mia e della mia sposa e di trovare un luogo dove ripararci e avere il tempo per rafforzarsi".
“Guerriero tu dici che sono uomini però proponi di fuggire,cosa cambia ritardare lo scontro “,”kinich,la pazienza premia,le nuove armi si possono col tempo costruire così da difendersi ma ci vuole tempo e un luogo tranquillo dove crescere i nostri figli.
Vi chiedo fiducia,da domani prepareremo la partenza,la nave deve sparire,prenderemo tutto il materiale utile e in qualche settimana saremo pronti a partire ,ora riposiamoci,le donne sono stanche è stata una lunga giornata “.
Tanti decidono di fermarsi a terra,in pochi di tornare sul battello,la luna piena ,il cielo stellato e soprattutto un po' di pace,le poche donne che hanno deciso di rientrare dormono tutte sotto coperta i due ragazzi finalmente soli, c'è una piacevole brezza e la giusta atmosfera,dai baci alle carezze a fare l'amor il passo è breve un mese di astinenza è troppo.
Zazil si stende su una panca ,lui lascia cadere le mutande mostrando l'erezione, Zazil maliziosamente accarezza la verga, è la prima volta ma gli viene naturale,la mazza vibra di desiderio nelle sue mani,la cappella violacea l’attira,prima una leccatina,alza la testa,guarda il suo uomo un cerca di approvazione, Carluzzo le appoggia delicatamente le mani sulla testa,ha lo sguardo estasiato,si muove simulando di scopare l'agognata passerina.
Le prime gocce di precum,Zazil assaggia,le piace,apre la bocca e succhia la cappella,per Carluzzo si aprono le porte del paradiso, Zazil ha un talento naturale meglio delle bagasce del palazzo, Carluzzo ansima e freme,se continua così lo fa sborrare ma prima vuole restituire il favore,la ferma e le dice come mettersi ,un fantastico sessantanove,la lingua di Carluzzo esplora in profondità e le mordicchia il clito, Zazil affonda la verga fino alle tonsille e pompa,per la cultura Maya è qualcosa di immaginabile, l'atto sessuale per la sua gente è propedeutico alla procreazione ,ma Zazil rappresenta il nuovo,sbrodola e gode come una scrofa in calore.
Ansimi e gemiti svegliano la sua più cara amica Itsel,che capisce immediatamente cosa succede in coperta, quando Zazil spiegava alle donne il modo di amare degli uomini venuti dal mare era la più attenta,le altre all'idea di un uomo che leccava la passera erano inorridire ma lei si era stranamente eccitata.
In silenzio raggiunge il ponte, si nasconde dietro i barili dell'acqua e inizia a toccarsi.
Nonostante il coinvolgimento la cosa non sfugge a Carluzzo abituato a tenere dritte le antenne ma la giovane è l'ultimo dei suoi pensieri, è al limite,le vene della mazza si gonfiano,avvisa Zazil di smettere che non può più trattenersi ma lei non è di questo avviso,anzi pompa ancora più forte anche lei al limite di un forte orgasmo, Carluzzo non si contiene,grugnisce e le riempie di fiotti caldi la bocco,il resto schizza sul viso e sui capelli di Zazil che come in preda a un raptus inghiotte tutto e lecca le gocce biancastre che gli imperlano le labbra.
L'amica guarda la scena e si tocca ,i due amanti non fanno caso al visi impiastricciati di umori e sperma,si baciano con una passione inaudita,per loro è solo l'inizio.
“Amore non spaventarti abbiamo compagnia Itsel è da tempo che ci osserva e ha goduto insieme a noi”,”sono felice per lei ma adesso scopami, voglio sentire dolore e piacere “,divarica al massimo le cosce con una mano allarga le grandi labbra,con l'altra si stimola un capezzolo,solo ora Carluzzo vai accorge che in lei qualcosa è cambiato,i seni sono più gonfi e i suoi occhi hanno una luce diversa.
La prede prima alla missionaria,poi di sponda e infine a pecora, Zazil non si trattiene urla come un coyote il suo piacere,poi il dolce torpore, guarda con amore il suo uomo.
“Amore,in me' sta crescendo una nuova vita”,Carluzzo finge sorpresa l'abbraccia come la cosa più preziosa al mondo.
Nel suo nascondiglio Itsel sente tutto,fa per ritirarsi ma inciampa in una corda :”vieni amica mia, condividiamo questo momento di gioia”,la ragazza esce dal nascondiglio rossa dalla vergogna, Zazil e Carluzzo sono nudi,lei è in terribile imbarazzo vorrebbe sparire.
Carluzzo si alza e le passa davanti per raggiungere una cassa dove tiene una bottiglia di acquavite un liquore italiano,la verga flaccida ballonza a pochi centimetri dal suo viso,lei deglutisce e la cosa suscita l'ilarità dell'amica .
“Itsel,guardare ma non toccare,lui è il mio uomo ma se capisco ancora qualcosa hai uno spasimante,ieri sera attorno al fuoco il giovane guerriero aveva occhi solo per tè”
Per la seconda volta l'amica arrossisce :“dici? Mi piace ha lo sguardo fiero ma io…”, Carluzzo sorride: ”tranquilla sono sicuro che verrà con noi e sarà lui a fare il primo passo,adesso bevi amica ma solo un sorso certe bevande a voi Maya fanno un brutto effetto ma un goccio per festeggiare la nostra felicità non può farti male”,Ie bevute diventano più d'una,le ragazze barcollano:”che caldo che ne dite di un tuffo”,un bel modo per concludere in bellezza.
Zazil si sveglia con un cerchio alla testa,Carluzzo le prepara pun intruglio miracoloso,i due decidono come comportarsi, Carluzzo vuole che le decisioni vengano prese insieme,del resto Zazil è sveglia e sa il fatto suo.
Si decide di portare i cavalli a riva, Zazil insiste per provarci da sola,non è facile stare in sella a un cavallo mentre nuota e per lei è la più volta che cavalca sola, Carluzzo apre il boccaporto,sprona il baio che obbediente salta in mare,ora tocca a Zazil la giumenta non si decide a saltare,Carluzzo la cia un fischio il cavallo salta e disarciona Zazil che rovina in acqua, Carluzzo ride divertito lei per un attimo è infuriata poi basta uno sguardo e anche lei non riesce a trattenere la risata,
Carluzzo le tende la mano e l'aiuta a tornare in sella,pochi metri e le zampe dei cavalli toccano il fondo,avanzano verso riva tra lo stupore degli abitanti del villaggio che non hanno mai visto un cavallo e tantomeno un cavaliere in groppa.
Invece i bambini gli corrono incontro con in mano delle carote,kinich guarda a occhi sgranati ,ma la curiosità prevale :”tu una donna,allora è vero,non sono degli dei”,”Carluzzo si avvicina al giovane guerriero e gli batte la mano su una spalla :”kinich,ho bisogno di gente come te ,giovani guerrieri con la mente aperta per costituire un gruppo di difesa,se vuoi sarò il tuo istruttore e mentore,non pensare che sarà facile,solo i migliori sono in grado di reggere gli allenamenti”.
Toccato nell'orgoglio il ragazzo accetta, Carluzzo lo fa avvicinare a un cavallo,gli spiega come tenerlo tranquillo,Kinich si avvicina titubante,accarezza l'animale timidamente ma ci vuole poco a convincersi che non è il mostro che si immaginava.
È lo stesso Kinich e il padre a convincere gli abitanti del villaggio ad abbandonare le loro case per seguire Carluzzo , già l'indomani fervono i preparativi,ogni parte della nave che potrebbe servire viene smontata,a bordo ci sono tre carri che usavano per il trasporto delle merci,una fortuna perché i maya non conoscevano l'uso della ruota e il materiale da portare appresso è tanto.
Il ragazzo si dimostra un bravo allievo, si impegna e impara in fretta, Zazil e Itsel si occupano dei cavalli,le ragazze hanno imparato a cavalcare con naturalezza, a Zazil una sera dopo aver fatto l'amore le viene un'idea che in un primo tempo sembra stravagante.
“Sai a sud del continente una leggenda parla di donne guerriere ,un popolo dove comandano le femmine,dicono che sono temute e terribili i loro uomini servono solo per procreare e coltivare i campi di mais”.
Carluzzo sorride,nella sua testa un'idea si fa' strada,un pensiero che può esprimersi in un unico termine,”uguaglianza”,delle guerriere ? Perché no,ognuno si renderà utile secondo le proprie abilità, certo è un azzardo ,come potrebbero reagire di fronte a un nemico? Poi pensa allo spirito materno,per la salvezza dei loro figli sarebbero disposte a tutto.
Gli sposi ne parlano a lungo,certo Zazil non potrà allenarsi per troppo tempo la gravidanza avanza ma finché se la sente sotto la guida del suo amore potrebbe essere una brava istruttrice per le giovani leve di ragazze guerriere,il problema sta nel farlo accettare ai maschi.
È Zazil ad avere l'idea giusta,il giorno successivo esce a cavallo con Itsel portandosi dietro archi e frecce.
Al rientro racconta degli inutili tentativi di stare in sella e colpire la selvaggina,Carluzzo non la prende in giro anzi la incoraggia,a volte al tramonto vanno a cacciare insieme e presto Zazil centra la prima preda,la prima di molte.
Presto grazie ai consigli di Zazil anche Itsel impara a centrare le prede,solo allora Zazil rivela all'amica la loro idea, Itsel ci pensa un po' e accetta,l'idea di potersi un giorno vendicare di chi ha ucciso i suoi genitori è una forte motivazione e poi si sente importante al di là di ogni fantasia di ragazza.
In poche settimane di allenamenti paralleli kinich e Itsel raggiungono un buon livello, Carluzzo le istruisce all'uso delle nuove armi, archibugio,pistole,spade d'acciaio e armi improvvisate,mazze chiodate con materiale preso dal brigantino,e coltelli da lancio, Zazil si fa costruire una fionda e testarda come un mulo in poco tempo la trasforma in un'arma micidiale per l'orgoglio del suo uomo.
Nel mese successivo il villaggio sembra un formicaio, tutti hanno il loro compito compresi i bambini ,per loro è un gioco, tra Carluzzo e Zazil è una continua luna di miele,di giorno si fatica fino a spaccarsi la schiena ma le notti sono tutte per loro, Zazil ha un unico rimpianto,abbandonare la nave dove il loro amore si è rafforzato di giorno in giorno ma condividono un grande sogno da realizzare,una nuova casa per il popolo e una società giusta dove la gente non venga giudicata,per sesso, provenienza o colore e dove creare nuove opportunità per tutti,realizzare un'utopia.
Il grande dilemma,utilizzare i cavalli per tirare i carri,ma sono solo due e la cavalleria sarebbe utile in caso di attacco, è Zazil a lanciare un idea,utilizzare i cervi per il traino, impresa non impossibile, Carluzzo ha letto che in nord Europa a tale scopo usano le renne,ma
rendere i cervi docili non è un'impresa facile,i finimenti in cuoio si possono costruire ma domare animali selvatici è un'altra storia,ma la pazienza e la perseveranza delle novelle Amazzoni sortisce l'effetto desiderato.
Cinque cervi addestrati al traino,tre per trascinare i carri e due di riserva,da alternare durante le salite.
In meno di un mese sono pronti,le vedette parlano con degli sparuti gruppi di fuggiaschi dell'esercito imperiale,i conquistatori sono a un mese di cammino ma con i cavalli e i buoi il tempo si riduce a poche settimane.
La storia dell'uomo bianco buono , grande comandante e di sua moglie, presto arriva oltre i confini della regione e la fila di profughi disposta ad affidare le loro vite nella speranza di salvarsi si ingrossa.
Maya, Inca , Aztechi e altre popolazioni locali,tutte vengono accettati, nessuno viene respinto,arriva il giorno, Carluzzo, kinich e Itsel,danno alle fiamme la nave,non si può più tornare indietro,a riva ognuno prega i propri dei sperando nel loro appoggio,qualcuno piange, altri sono determinati.
Si caricano i carri del prezioso materiale,non solo armi ,munizioni e una cassa misteriosa ma si stivano anche derrate alimentari ,barili e otri pieni d'acqua,c'è da attraversare un deserto per giungere ai piedi delle montagne,dove tutto sarà più facile.
Una strana colonna multietnica,dove si parlano lingue e dialetti diversi,l'obiettivo è raggiungere Tegiapjha,città stato leggendaria,culla della civiltà Maya,abbandonata dopo una pestilenza che ha decimato la sua popolazione,per il gruppo di Zazil la città degli antenati.
La leggenda narra di una vallata dal clima mite,circondata e protetta da alte montagne,con terrazzamenti coltivabili e un sistema idrico di cui si è persa memoria ,adatta alla vita di una grande popolazione.
Una leggenda? L'anziana che li ha sposati assicura che è reale,conserva i ricordi tramandati oralmente da generazioni,,dice che un tempo a Tegiapjha città ,la gente usava un linguaggio scritto di cui si è persa memoria.
Dopo una settimana di cammino il primo contatto con l'invasore,un drappello di soldati, probabilmente una avanguardia in cerca di ricchezze da depredare, Carluzzo sente il rumore degli zoccoli molto prima del loro arrivo,per fortuna ci sono rocce per nascondere chi non è in grado di combattere, Carluzzo impartisce ordini e tutti obbediscono,sistemano i carri a difesa,la polvere da sparo al riparo in luogo sicuro, Kinich e Itsel,nascosti ai lati delle rocce pronti a intervenire,dietro i carri gli arcieri pronti ad un segnale di Carluzzo.
Ai più sembra un esercitazione ma poi in lontananza appare una nube di polvere e qualcuno inizia a tremare,la battaglia è imminente,pochi uomini e donne addestrati ,il resto pescatori ,contadini,donne, anziani e bambini ma lo sguardo di Carluzzo infonde sicurezza .
L'ufficiale al comando si accorge di loro, è stupito di vedere tre carri nel deserto,capisce che c'è qualcosa di strano ma il primo pensiero è che nei carri ci sia oro, probabilmente un capitano di ventura con pochi uomini a seguito,una facile preda ,l'avidità non è buona consigliera e uno disposto a ammazzare la sua gente per l'oro non merita pietà.
“Ehi voi,uscite con le mani alzate,il carico è sequestrato in nome del viceré di Spagna, Carluzzo sale su un carro, guarda l'ufficiale in modo strafottente :”sono don Carlo Ferrante,tornate indietro finché siete in tempo se no le vostre carni saranno un pasto per i condor”,fa un segno,due uomini gli si affiancano vestiti da soldati , l'ufficiale ride e da ordine ai suoi uomini di avanzare.
Quella che sembrava una preda facile si rivela indigesta,gli uomini avanzano con la tranquillità di chi si sente superiore e l'errore è fatale.
Tre colpi,tre uomini stramazzano a terra,gli altri guardano l'ufficiale,lui è furente e ordina di attaccare.
Fa troppo caldo per indossare le corazze,da dietro ai carri parte un nugolo di frecce,cinque vengono colpiti a morte,gli altri dodici,estraggono le spade e vanno alla carica, Carluzzo impugna due pistole,due colpi precisi e gli avversari restano in dieci,la prudenza consiglierebbe di ritirarsi ma ormai sono in prossimità dei carri e l'impresa sembra facile,dietro ai carri gli arcieri hanno l'ordine di stare fermi,due donne caricano l'archibugio e le due pistole, Carluzzo per un attimo sembra indifeso,si abbassa fa roteare la fionda e un soldato stramazza al suolo come un sacco vuoto interrompendo una bestemmia ,poi si rialza con le pistole cariche,non prende la mira il padre gli ha insegnato a sparare d'istinto,due colpì e altre due vite spezzate,i rimanenti sette sono a pochi passi, Carluzzo sguaina la sciabola vuole i cavalli vivi,a un suo cenno, Kinich e Itsel,appaiano da dietro gli spagnoli al galoppo , lanciano con precisione i giavellotti ,restano in cinque con le armi scariche,solo ora si accorgono della moltitudine degli avversari,ma sono troppo stupidi,per loro gli indigeni sono bestie indifese, Carluzzo,kinich e Itsel,scelgono l’avversario, Carluzzo le da un'ultima possibilità di arrendersi,ma accanto a Carluzzo appaiono due donne,armate di spada,una è Zazil che non vuole perdersi il primo scontro per nulla al mondo,i soldati rinfrancati dagli avversari donna commettono l'ultimo errore,nonostante l'addestramento militare non possono competere,i quattro soldati rimasti non hanno neache il tempo di raccomandare a dio la loro anima,finiscono infilzati dalle lame delle guerriere con in viso segnato dallo stupore,le donne per vendetta infieriscono sui malcapitati, kinich gioca col suo avversario finché si decide a finirlo, Carluzzo fa cenno all'ufficiale,una sfida,ma il vigliacco vistosi perso tenta la fuga,tra le mani di Carluzzo un pugnale, Zazil è pronta con un archibugio, Carluzzo lancia ,un tiro all'apparenza impossibile dato la distanza ma cetra in pieno la schiena del verme pronto a fare un massacro,per lui era meglio morire subito, le vedove dei villaggi si accalcano sul ufficiale ferito a morte facendone scempio.
Carluzzo non vorrebbe ma Zazil lo ferma :”anch'io non approvo ma ora si sono vendicate,da oggi inizia un nuovo corso”,tra la gente la felicità è palpabile per lo scampato pericolo e per una nuova speranza ,si accampano tra le rocce una serata di festeggiamenti,solo kinich e Itsel sembrano guardarsi in cagnesco, è stupido tutti e due sono indispensabili per la sicurezza ma per kinich c'è la voglia di primeggiare, Itsel sembra più arrabbiata che altro,e ovvio che il ragazzo le piace e lui la tratta come un'avversaria.
Zizel parla con Carluzzo,vuole trovare una soluzione e spera che il ragazzo si accorga che gli sguardi che le tira Itsel non sono di superiorità.
Il primo mese di viaggio,il morale è alto,le voci anche in quei luoghi corrono, Carluzzo si accorge di vedette che li osservano da lontano,la speranza è di evitare scontri con esercito imperiale ormai in rotta,invece l'esito della battaglia e il fatto che ha terra ci sono solo i cadaveri degli stranieri spinge altra gente e gruppi di soldati inca a unirsi a loro e ingrossare le fila di quel strano agglomerato di popoli che in passato erano acerrimi nemici.
Ognuno porta provviste e il cibo non manca, Carluzzo è curioso, assaggia tutto anche se non sempre il cibo risulta di suo gradimento.
Ormai la pancia di Zazil è evidente e Carluzzo non perde occasione per starle accanto a volte lei lo caccia :”hai delle responsabilità non solo nei confronti di tua moglie e della nostra creatura,la gente deve vedere in tè un condottiero ,ci sarà tempo per noi quando arriveremo a Tegiapjha’”.
Carluzzo sa che ha ragione tutte le sere disegna mappe dei territori visitati con dettagli su fauna e flora e dei popoli che vi abitano,a volte durante le notti apre la cassa misteriosa, è piena di libri ,testi di ogni genere dai classici,ai grandi filosofi e persino trattati di cucina ma quelli che più intressano a Carluzzo sono i manuali tecnici,bisogna capire come realizzare le cose,non solo fondere il materiale ferroso per fare acciaio ma tante altre cose per rendere la vita migliore,da ora in poi è deciso a insegnare a Zazil e ad atre volontarie la sua lingua,l'Italia, popolo di scienziati,poeti e navigatori e il sapere deve essere reso alla portata di tutti ma lui non può occuparsi di ogni cosa,bisogna trovare gente disposta a leggere capire,elaborare e magari migliorare le invenzioni.
In questo può aiutarlo solo una persona Zazil,sua moglie non è solo bella ma sveglia e intelligente e riesce a coinvolgere nelle sue passioni altri ragazzi.
Quando le dice la sua idea a Zazil lo sguardo si illumina, Carluzzo vuole fare sesso ma lei è più interessata al progetto,poi guarda la delusione stampata sul volto di Carluzzo,Zazil sorride si alza,chiude la tenda e dopo poco si sentono riecheggiare le sue urla di
piacere,fare sesso con la moglie è come comunicarlo al modo intero, ma la cosa non gli dava fastidio,con le grida esterna l'amore e la gioia, è il suo modo d'amare e non vorrebbe nessun'altra al suo fianco.
Le settimane scorrono e con esse le stagioni,il popolo variopinto arriva ai piedi della cordigliera in ottobre, è rischioso andare oltre,meglio fermarsi e attendere il timido sole primaverile.
Tra loro c'è chi vorrebbe proseguire,un mese di cammino per raggiungere la città dimenticata, sperando non sia una leggenda,Carluzzo e Zazil hanno già deciso di fermarsi a svernare, è sconsigliabile rischiare di affrontare il viaggio in pieno inverno non conoscendo le insidie della montagna e poi la gravidanza è in stato avanzato e non solo la sua,gli scambi tra culture hanno avuto altri effetti,dodici ragazze sono gravide di ragazzi di altre etnie,anche questo a suo modo è un miracolo di sopravvivenza.
Tra il popolo variopinto si formano due fazioni,quelli che vogliono continuare e altri che preferiscono svernare in un luogo sicuro.
Bisogna trovare il luogo adatto,un posto dove poter fermarsi qualche mese e chiamare casa, grazie allo scontro con gli spagnoli ora c'è una piccola cavalleria,i cavalieri e le cavallerizze vanno in avanguardia, è Itsel a trovare il luogo giusto,un giorno arriva con un grande sorriso, è in fibrillazione non vede l'ora di dare la notizia.
Si dirige alla tenda principale e senza farsi annunciare entra :”Unic (vero uomo in lingua Maya), Zazil ,ho trovato il pos..”,si blocca,i due ci danno dentro da brutto, Zazil è distesa su una cassa ricoperta da pellicce,il pancione sobbalza agli affondi della mazza di Carluzzo,data l'ora per non dare spettacolo Zazil morde una striscia di cuoio con gli occhi stralunati dal piacere, Itsel imbarazzata borbotta una scusa e si gira per andarsene.
“Dove vai,ci sono novità?” Itsel sbotta :”ma è mai possibile che ogni volta che vi vedo soli siete sempre a…”,”fare l'amore? Embè, Carluzzo ha un libro che parla di gravidanza,fare sesso fino all'ultimo non fa male al bambino,dopo il parto quaranta giorni di digiuno forzato, dobbiamo approfittarne ora e poi da quando sono incinta ho sempre voglia,non fare quella faccia,lo vedo che ogni volta che ci vedi all'opera ti ecciti,deciditi a fare sesso ,non occorre farlo con l'uomo con cui deciderai di condividere la vita,e ricordati devi ricercare il tuo piacere, trovare un uomo che non sia egoista, vero caro”,
“parole sante cuore mio,ma ora che sei qui cosa c'è di tanto urgente “.
“Sono sicura di aver trovato il luogo giusto per svernare, è inespugnabile e non solo,ma dovete vederlo, è vicino a due ore di cavallo “, Zazil non è in grado di cavalcare,un bacio di saluto , Carluzzo manda a chiamare kinich e insieme vanno a controllare il posto.
È perfetto,l'ideale per l'insediamento,una fortezza naturale inespugnabile,uno stretto canyon ,circondato da alte rocce a strapiombo, più avanti si allarga in una radura,larga a sufficienza per ospitare la moltitudine di gente, c'è anche una cascatella di acqua proveniente dai monti e un laghetto dove poter lavarsi,sul fondo nelle pareti di roccia delle grotte con camere ampie,adatte quando il clima si farà più rigido.
Le ispezionano con cautela,e difatti in una trovano un puma, Kinich e Itsel sono pronti ad abbattere l'animale ma interviene Carluzzo, l'animale è un cucciolo e nei dintorni non si vedono i genitori, probabilmente sono morti a giudicare dal corpo scheletrico del cucciolo.
Carluzzo si avvicina sicuro,gli animali sentono la paura e reagiscono di conseguenza,al puma basta un po' di carne secca e subito si lascia accarezzare facendo le fusa, Carluzzo lo battezza col nome di Speranza ,e resta con l'animale in attesa dell'arrivo della sua gente.
In un primo tempo la maggior parte sono terrorizzati dalla presenza del cucciolo di puma ma presto imparano a conviverci è incredibile anche i cani lo accettano forse perché sentono che è un orfano e in pochi giorni diventa una mascotte, specie dei bambini.
Kinich suggerisce di fortificare con dei massi l'ingresso del canyon, Itsel la pensa diversamente, solito bisticcio tra i due, Zazil e Carluzzo hanno già deciso che l'idea di Itsel è quella vincente ma non vogliono urtare la sensibilità del giovane guerriero,la soluzione giusta è accontentare entrambi,due linee di difesa una all'ingresso è una dove il passaggio si restringe ulteriormente,ognuno di loro si occuperà di fare presidiare le difese, Carluzzo ha un'altra idea,sguinzaglia molti uomini alla ricerca di un passaggio per raggiungere la cima del canyon è una ragazza a trovarla è stretta e tortuosa ma praticabile con antichi gradini scavati nella roccia,due sentinelle da lì vedono per miglia,nessuno potrà avvicinarsi senza essere visto.
Allestita la difesa è ora di sistemarsi,a tutti piace il luogo, dà un senso di sicurezza,ma le sorprese positive non finiscono,un pomeriggio il villaggio è in agitazione,un ragazzino è sparito senza lasciare traccia,chi pensa che sia annegato ma l'acqua è limpida e poco profonda si vedrebbe il corpo galleggiare, Carluzzo pensa subito alle grotte,oltre le grandi stanze ci sono dei passaggi tortuosi dove un adulto fa fatica a passare, Zazil raggiunge il gruppo di ricerca:”tesoro anche Speranza non si trova, probabilmente sono insieme”.
Carluzzo ha un flash,la grotta più piccola dove c'era la tana,chiama Itsel e kinich per perlustrare la grotta,devono gattonare a fatica nei cunicoli,poi improvvisamente un ambiente dove si può restare in piedi, Carluzzo chiede silenzio,a volte in certe grotte si sente l'eco, è kinich il primo a sentire voci provenire da un altro cunicolo, Carluzzo è il primo a entrare,pochi metri strisciando è si apre una nuova grande sala, c'è dell'acqua che fuma,una sorgente termale e dentro il ragazzino e il puma che giocano spensierati.
Carluzzo e indeciso se sgridarlo o baciarlo,un colpo di fortuna,ci vorrà molto lavorare per allargare il passaggio ora può fare il peggiore degli inverno ma il nuovo popolo resterà al caldo,c'è rimasta una sola priorità,procurare abbastanza cibo.
Cacciatori,raccoglitori,chi affumica le carni e chi si occupa di sistemare il mais e gli altri doni della natura generosa,per tutti loro c'è una speranza e il morale è alle stelle.
Ora la gente si sforza di capirsi ,ci sono donne che insistono perché Carluzzo il capo riconosciuto gli insegni la sua lingua,la trovano melodiosa,sono le prime a capire che per non fare crollare la torre di Babele devono trovare un linguaggio comune e per non fare torti cos'è meglio di una lingua sconosciuta, per non urtare gli orgogli nazionali.
Zazil e all'ottavo mese ma vuole rendersi utile e ha un'idea:"amore,mi hai raccontato che tu non sei della terra dei conquistatori,insegnaci la tua lingua,la lingua di chi ci ha portati in salvo”,”non ancora ma ci stiamo provando,voglio che mio figlio cresca libero”,”figlio,non è detto le anziane mi guardano e secondo loro verrà alla luce una bambina”,”maschio o femmina poco importa, è il frutto del nostro amore”.
Dopo certe frasi si finisce a letto e non per riposarsi, Zazil alla fine guarda il suo uomo con occhi da tenera cerbiatta:”è stato bellissimo come sempre,come potrò farne a meno dopo il parto?” “Lo sai che ci sono altri modi per godere","sì la tua lingua mi fa' impazzire ma non potrai entrare in me,sentirti muovere nel profondo come una parte di me”.
“Dipende amore caro,ci sono altre vie”,”che intendi?” “Vedi il tuo popolo fa sesso per procreare e per questo che non ho osato chiedere,non volevo sconvolgere le tue convinzioni “,”casa dici,queste cose saranno valide per le altre che non sanno cosa perdono ma per me' è diverso “.
“Bene sarò schietto,si può godere anche con la verga nel buchetto,si hai capito bene proprio lì,pensa che tante donne dalle mie parti lo preferisco,la prima volta forse fa' un po' male ma poi sopraggiunge un piacere diverso, qualcosa di fisico e mentale insieme, sai alcune lo prediligono anche per non farsi ingravidare ma sono sicuro che è una scusa”.
Zazil è stupita ma sa che il suo uomo non gli mentirebbe,mai pensata una cosa del genere da lì escono gli scarti e lo considerava qualcosa di impuro,non degno di attenzione e tantomeno fonte di piacere.
Non ci pensa due volte :”insegnami, voglio essere completamente tua”,”non ora, aspettiamo la notte,devi prepararti ,poi ti spiego cosa fare”.
Carluzzo sa che quando Zazil si mette qualcosa in testa non molla la presa facilmente,vuole sapere, Carluzzo le spiega, è lei a chiedere in giro delle erbe lassative adatte a fare un decotto e del grasso animale,ai margini dell'accampamento c'è una zona riservata ai bisogni corporali,al villaggio ogni settimana raccoglievano e pulivano gli escrementi che poi mischiati con acqua venivano usati come fertilizzanti per le culture, la sera stessa beve il decotto e appena fa effetto
corre a svuotare l'intestino poi entra in acqua e aspetta l'arrivo del suo uomo occupato a scavare la dura roccia con attrezzi di ferro presi dalla nave,si sono dati appuntamento per un bagno ristorante ma Zazil freme per ben altro.
Quanto lo vede si illumina,Carluzzo si spoglia e si tuffa raggiungendola con due possenti bracciate ,lei inizia a fare le fusa è un segnale inequivocabile desidera fare sesso e solo l'idea di quello che sta per accadere eccita Carluzzo come un mandrillo.
Entrati in tenda Zazil lo soffoca di baci poi le fa vedere un piccolo contenitore con il grasso:”dici che va bene? Sai ho provato a fare entrare un dito ben unto,non fa’ poi così male ma non ho provato certi brividi”.
In certe cose grazie alle bagasce finte nobildonne cattoliche praticanti è esperto e l'idea di prendere l'ultima verginità di Zazil fa' il resto.
Baci ,carezze e piccoli massaggini fino a raggiungere l'obiettivo,prima si dedica con impegno al clitoride tanto che Zazil deve trattenersi per non urlare,poi la lingua scende di qualche centimetro,lambisce le piccole labbra del tenero pertugio che a giudicare dagli ansimi è molto sensibile.
Vuole andarci piano,non vuole procurare traumi,la prima volta deve essere un bel ricordo,lo lavora con la lingua e abbondante saliva,Zazil si agita come una biscia e geme sommessamente,poi inizia a lavorarlo con le dita,prima con uno seguito da un secondo e infine un terzo, Zazil aumenta l'intensità degli ansimi,non si sottrae neanche quando li ruota fino a creare una piccola caverna,che quando estrae le dita ci mette un attimo a richiudersi,freme dal desiderio di provare e Carluzzo non è da meno ma lo sa che il momento è importante.
Giunge il momento,ma prima Zazil vuole fargli un pompino salivoso ormai anche in questo è maestra.
Troppo è il desiderio deve sottrarsi per non venire subito,Zazil si mette a quattro zampe ma con il viso rivolto verso il suo uomo.
“Non resisto più,ti prego fallo”, Carluzzo si unge bene,appoggia il glande sulle labbra del pertugio che dal desiderio si aprono come un piccolo fiore.
Una leggera spinta lo sfintere cede e la mazza avanza di qualche centimetro nello stretto budello, Zazil emette solo un piccolo verso,sul suo viso una leggera smorfia di dolore,ma è solo un attimo,lo vuole tutto dentro,scodinzola e incita il suo uomo a sfondarla,ancora qualche spinta ed è tutto dentro,il tempo di lasciarla abituare all'intruso e poi si aprono le porte del paradiso.
Zazil sembra indemoniata,il mix di dolore e piacere le fa colare liquidi densi dalla passera,per un attimo Carluzzo ha il terrore che partorisca proprio in quel momento ma Zazil inizia a godere come una vacca in calore,urla di sfondarla senza ritegno,come resistere? E poi perché.
Gli affondi aumentano di potenza e frequenza,a ogni colpo un gemito e una supplica di non smettere ma come resistere,ormai è al capolinea, Zazil urla senza ritegno di riempirla,vuole sentire la sborra invadere il budello e Carluzzo cede.
Spara nel buchetto un numero imprecisato di fiotti caldi,Zazil rivolta gli occhi dal piacere e urla un orgasmo che sveglia l'intero villaggio ma ormai la gente è abituata,anzi è come dare il via all’orgia a distanza,dalle tende escono solo ansimi,come in una strana cerimonia di fertilità.
Carluzzo è così eccitato che la verga resta dura nel calduccio del buchetto e Zazil lo incita a riprendere a stantuffare,fino a riversare in lei l'ultimo schizzo di sperma, Zazil ha l'intestino farcito e felice si abbandona ad un sonno ristoratore tra le braccia dell'amato.
Carluzzo sorride all'idea che sarà dura stargli dietro, Zazil ricorda le erinni delle leggende nordiche,troia ,dolce, intelligente e scaltra è un uomo fortunato,del resto se pensa al suo passato si rende conto di aver trovato tante brave persone, Mariuccia,don Alvaro,il comandante della guarnigione,la signora Jolanda proprietaria della locanda e poi la sua Zazil,un faro che illumina il cammino della sua vita.
Presto il villaggio si trasforma in un'enorme famiglia,le vicissitudini hanno creato un nuovo senso di appartenenza, Maya, Inca, Aztechi , Taino,Tuai,Guarani,uomini delle Pampas e di svariate tribù nomadi,tutti uniti da un unico scopo,sopravvivere agli invasori,e tutti seguono un uomo, Carlo Ferrante, detto Carluzzo il loro condottiero.
A inizio novembre i primi rigori dell'inverno ma c'è abbastanza cibo e coperte e in più ora le sorgenti termali grazie al lavoro di scavo sono facilmente fruibili,di nemici nemmeno l'ombra ma i messaggeri portano notizie di gruppi di disertori,sbandati in cerca di ricchezze composti da centinaia di soldati che non conoscono la pietà,senza contare il pericolo di contagio spesse volte le popolazioni sono state decimate non solo dalle armi ma da un nemico più subdolo le malattie portate dagli spagnoli a cui i popoli locali sono indifesi.
Dicembre,quando in Italia è Natale a Zazil si rompono le acque,un lungo travaglio,sempre con accanto l'uomo che le stringe la mano e le da forza, finalmente un forte vagito scuote il silenzio una splendida bambina urla il suo arrivo ma non è finita dal ventre di Zazil un'altra creatura si fa' strada, è un maschietto,due gemelli,per Carluzzo il migliore dei presagi.
Zazil è forte come un toro e ci mette poco a riprendersi,ora sono una vera famiglia,alla bimba viene dato il nome Selene l'ha scelto Carluzzo perché è nata con la luna piena,altro discorso per il maschietto,tocca a Zazil darle un nome,pensa a qualcosa di unico ma nulla la soddisfa, Carluzzo timidamente suggerisce Ercole e spiega a Zazil la forza ,la bontà d'animo e l'arguzia dell'antico semidio ed eroe greco che lotta per liberare l'umanità dalla tirannia di certi dei dell'olimpo ,non dissimili da quelli del nuovo continente che richiedono sacrifici di sangue.
Non sempre le cose vanno come previsto,nonostante l'inverno ha coperto tutto con una soffice coltre bianca,arriva la notizia di un grosso gruppo di soldati di ventura che si avvicinano al passo,il pericolo non è imminente forse il piccolo esercito andrà oltre ma purtroppo attaccano e danno alle fiamme i villaggi più vicini e i pochi sopravvissuti si dirigono verso il canyon,i segugi fiutano la possibilità di facili guadagni,nei villaggi non c'era oro e nulla di prezioso, i pochi profughi in fuga vengono seguiti da lontano,le vedette vedono gli invasori e lanciano l'allarme.
L'Avamposto si trasforma in un formicaio di attività,naturalmente aprono le porte ai profughi e poi il piccolo esercito si prepara a combattere,questa volta contro forze sovrastanti e armate fino ai denti.
Come spesso accade,il loro comandante,una specie di gigante con una cicatrice sul volto con voce melliflua ,tradotta da un indigeno al seguito, promette la salvezza in cambio di oro,i suoi occhi malvagi scrutano a trecentosessanta gradi per trovare punti deboli nella difesa,quello che non si aspettano è una donna Maya,vestita da guerriera ma con una sciabole e due pistole alla cintura.
“Andatevene con le vostre gambe fino a che siete in tempo ho i condor faranno scempio delle vostre carni,in tutto risposta qualcuno spara con un archibugio ma Itsel è troppo distante,kinich è un cecchino un colpo preciso e un luogotenente accanto al capo cade senza più rialzarsi e subito il manto bianco si tinge di sangue.
Il gigante:”vi ho dato la possibilità di salvarvi bestie schifose ora morirete tutti”, improvvisamente su una roccia appare Carluzzo, vestito da comandante con tanto di elmo piumato ma con piume di pappagallo :”date retta ai miei uomini,sono don Carlo Ferrante e questo territorio è mio”,”il gigante sputa a terra,non ha molta pazienza e da l'ordine di attacco.
Le truppe nemiche avanzano, Carluzzo ordina agli arcieri di attendere un suo segnale, protetto dalle rocce aspetta che siano abbastanza vicini,poi da l'ordine e un nugolo di frecce di abbatte sugli spagnoli,i soldati convinti che le leggere corazze li proteggano corrono verso le difese,si aspettavano dardi con la punte in ossidiana,quando si accorgono che le frecce riescono a penetrare i loro indumenti è troppo tardi.i dardi hanno sulle punte i chiodi accuminati recuperati della nave, presto la distesa di neve candida cambia colore,urla,maledizioni,soldati in fuga disordinata,il primo attacco è respinto,al suolo una ventina di mercenari,altri sono feriti ma nessuno compagno si prende la briga di rischiare per portarli in salvo.
Tutto sembra andare per il meglio ma arriva di corsa kinich, sceso come un fulmine dalla rupe:”capo,ho visto dei cavalli trainano una strana cosa,ora si sono fermati e dei nemici sono attorno a quella cosa”, “cazzo hanno un cannone,ritiratevi tutti sulla seconda linea di difesa,fate presto “, troppo tardi un boato ,le pietre messe a difesa saltano,due uomini muoiono ,in quattro sono feriti dalle schegge di pietra.
Carluzzo non perde di lucidità è in questi momenti che si riconosce un leader,nulla è perduto, kinich avvisa anche Itsel, :”preparate l'acqua bollente e i massi,sono convinti di avere già vinto, avranno un'amara sorpresa,voi per prudenza portate donne,vecchi e bambini nelle grotte,e i feriti a Zazil,lei sa cosa fare”.
Nel frattempo Zazil freme, vorrebbe combattere ma qualcuno le ricorda che ora è madre e ha altre responsabilità,difendere i figli.
Facile a dirsi ma il suo uomo combatte per la libertà e lei farebbe di tutto per stargli accanto ma arrivano i feriti e lei conosce grazie all'insegnamento del marito come estrarre le schegge dalle carni.
Ritardare l'attacco per permettere ai suoi uomini di posizionarsi sulla nuova linea di difesa, Carluzzo ha una spingarda ,(una grossa balestra in grado di lanciare proiettili a lunga distanza),due uomini lo aiutano a posizionarla,prepara un grosso dardo,con polvere da sparo avvolta in uno straccio, è rischioso bisogna calcolare alla perfezione i tempi e la traiettoria se si sbaglia esplode e non gli lascerebbe scampo.
Ha una sola occasione,da questa può dipendere la sopravvivenza dell'intera comunità, rapidamente calcola velocità e direzione del vento, è il momento della verità,incendia la miccia posticcia,conta fino a tre e preme il grilletto.
Il dardo vola con una traiettoria ad arco e cade a un metro dal cannone.
Una grande esplosione,accanto al cannone c'erano due barili di polvere da sparo,tutt'attorno è distruzione,lo spostamento d'aria caldissima uccide anche chi sta a dieci metri,una strage.
Carluzzo non è di indole un sanguinario ma lotta per il suo nuovo popolo e la famiglia e questo le dà maggior forza , coraggio e spietatezza.
L'attacco era già in atto,prima nel canyon entra la cavalleria seguita dai fanti a piedi,i suoi uomini fanno tiro al bersaglio ma sono troppi per riuscire a fermarli.
Carluzzo aspetta che il grosso entri nello stretto budello e poi dà il via al massacro,dalle rupi piovono pietroni e acqua bollente per gli ignari assalitori non c'è scampo,una morte orrenda
Gli ufficiali e i soldati a cavallo vista la mal partita si danno alla fuga,ma Carluzzo non può permettere che rivelino ad altri la loro posizione.
I cavalli sono pronti, subito partono all'inseguimento dei sopravvissuti,i cavalli sono più freschi e li raggiungono in una radura,ognuno sceglie il proprio avversario e parte la carica,i Maya e gli altri guerrieri hanno lunghe lance accuminate e qualcuno le sciabole.
È questione di vita o di morte se la voce si sparge presto arriverebbe l'esercito regolare e sarebbe difficile resistere.
I suoi guerrieri hanno una preparazione superiore e spirito di vendetta,ad uno gli avversari sono sopraffatti,resta solo il loro capo.
“Che tu sia maledetto sporco caprone italiano ,ti sfido a combattere a mani nude se hai il coraggio “,sul volto di Carluzzo un sorriso sornione,mentre l'avversario ha un furia cieca nello sguardo.
“Amici è mio,nella malaugurata ipotesi che soccombo,spogliatelo e lasciatelo libero ad affrontare il deserto “,”cosa dici a quelle bestie,non ho paura di morire”,”dici? Non si direbbe da come scappavi comunque se vinci sei libero di andare,ah non so se l'hai notato ma quelle che chiami bestie e hanno sconfitto i tuoi uomini sono quasi tutte femmine e ognuna di loro vale dieci spagnoli “.
Guarda i guerrieri e si accorge che l'avversario ha detto la verità.
Con rabbia si scaglia contro Carluzzo che schiva facendolo finire a gambe all'aria,i soldati ridono, il mercenario nonostante la mole scatta in avanti e stringe con le mani come tenaglie il collo di Carluzzo che reagisce colpendolo al basso ventre,il tipo è a terra che piagnucola Carluzzo lo irride :”e’ tutto qui quello che sai fare donnicciola” ,sa benissimo che non c'è da aspettarsi un duello corretto da un simile elemento e difatti dallo stivale estrae un lungo coltello, Itsel impugna la pistola.
“Calma,non sarà certo un simile vigliacco a porre fine ai miei giorni”,come per magia una lama appare nella sua mano, l'uomo fa' un balzo in avanti,Carluzzo come un lampo si sposta di lato è il mercenario crolla a terra come un sacco vuoto,Carluzzo gli ha reciso la carotide, è triste,non prova piacere a uccidere,spera di approdare presto in un luogo sicuro e vivere in pace,al rientro Zazil le corre incontro,un abbraccio affettuoso carico di vero amore, è dare il via,la festa si scatena,balli cibo e bevute durano l'intera notte, contro ogni previsione un piccolo esercito improvvisato,ha sconfitto un plotone di spagnoli agguerriti.
Il giorno successivo,dopo la cerimonia di sepoltura per i due caduti,si caricano sui carri i cadaveri dei nemici,vengono lasciati al margine di una foresta,come monito a chiunque voglia provare nell'impresa da loro miseramente fallita.
Ora il popolo è consapevole della propria forza,di giorno in giorno si unisce nuova gente ad ingrossare le fila,alcuni hanno viaggiato per settimane nel gelo e nella neve per raggiungerli perché ormai sono diventati una leggenda.
Fine marzo,la primavera è alle porte,i primi fili d'erba si fanno strada nella coltre bianca, Kinich è ansioso di partire, Itsel non è d'accordo e ha ragione,i sentieri che si inerpicano sulla montagna o sono ancora gelati o pieni di fango il che rende impossibile percorrere le strette strade coi carri stracolmi,col rischio di perdere cervi, cavalli e il prezioso carico.
Carluzzo e Zazil hanno deciso da tempo di mandare in ricognizione un drappello di uomini fidati, così al loro rientro indicheranno la via migliore.
I due ragazzi litigano,si guardano come sempre in cagnesco,eppure ad un occhio attento non sfuggono certi sguardi quando pensano che l'altro non guarda, Zazil guarda il suo sposo, è ora di mettere la parola fine ai continui battibecchi tra i due,decide per una terapia d'urto.
“Kinich, Itsel,smettetela di bisticciare, abbiamo deciso che andrete insieme alla città perduta come battipista,ma uno dei due deve essere al comando,quindi domani un'ora prima del tramonto vi sfiderete a duello su questa piazza,chi vince avrà il comando “.
“Dovrei battermi con una donna?”,le altre amazzoni devono trattenere Itsel per evitare subito lo scontro:”questa donna ti farà mangiare la polvere,vedrai di cosa sono capace, voglio aggiungere un patto,chiunque perde per un mese farà da servo all'altra e dico altra perché sarò io a vincere e tu ogni sera mi laverai i piedi”.
Carluzzo è sicuro che sarà Itsel a vincere, l'ha addestrata allla lotta orientale che gli ha insegnato suo padre,irruenza contro tecnica e furbizia il risultato è scontato.
Zazil prende Itsel da parte:”amica cara è la tua occasione”,non occorre spiegare, Itsel sorride :”vedremo se è uomo anche a letto,oltre a fare lo sbruffone”.
La sera successiva la piazza è stracolma di gente,tutti a tifare per il proprio beniamino,in prima fila i guerrieri e le Amazzoni.
Carluzzo entra nel cerchio,ha in mano due lunghi bastoni con le estremità imbottite di stracci :”questo non sarà un combattimento cruento,tutti e due mi servite,siete e resterete i miei comandanti, è solo una questione tra loro,le regole sono semplici, niente armi tranne quelle che ho in mano,chi riuscirà a gettare a terra l'avversario di schiena sarà il vincitore,tenete questi si comincia al mio via”.
La sfida dura più di un ora,nessuno è disposto a cedere,i bastoni roteano infliggendo colpi, Kinich ha più forza ma Itsel è più agile e non disposta a perdere,aspetta il momento propizio per mettere in atto gli insegnamenti di Carluzzo,sfruttare a suo favore la forza dell'avversario.
Un ultimo furioso attacco, Itsel schiva il colpo e lo colpisce dietro le ginocchia, kinich perde l'equilibrio e frana a terra, Itsel come un fulmine gli sale sopra,e gli punta il bastone alla gola ;”bravo,ero stremata ma ho vinto e adesso per un mese sarai ai miei ordini”.
Carluzzo entra nel cerchio tra gli applausi:"Itsel ti dichiaro vincitrice ora andrete alle terme che per tre ore saranno precluse agli altri”, kinich è frastornato e ferito nell'orgoglio,ma un uomo come lui rispetta i patti anche se non capisce perché devono andare alle terme.
“Seguimi devo riscuotere il premio”,entrati nella caverna Itsel si spoglia tenendo solo l'elmo piumato, è bella come la dea Atena,il corpo flessuoso,un seno piccolo ma perfetto , capezzoli lunghi come una falange di un mignolo,la passerina ricoperta di peluria curata,gambe lunghe e perfette e caviglie sottili.
Kinich strabuzza gli occhi,lei si distende su una pietra piatta,non chiede ordina:"spogliati!!”,”ma…io”,”ti ho detto di spogliarti “,kinich arrossisce non si è mai spogliato di fronte a una donna, figurarsi davanti a Itsel la donna che più gli piace anche se non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi ma non può nascondere l'eccitazione.
All'idea di fare per la prima volta sesso,la passera di Itsel è un lago,spalanca oscenamente le cosce,con le dita mette a nudo il clitoride:“bene adesso vieni e leccami bene qui,devi farmi godere solo se sarai bravo avrai il resto”,”ma tu..ecco,non sei..”,”vergine? Sì maledizione è da quando ti ho conosciuto che volevo concedermi ma tu non capivi niente ma non credere di cavartela con poco, Zazil mi ha insegnato tutto sul sesso e io sono esigente,vuoi soddisfare le tue voglie? Prima devi farmi godere e se sarai bravo potrei diventare la tua donna”.
Strano modo di approcciare ma tra loro ha funzionato, Kinich a quanto pare si è comportato più che bene e da quel giorno saranno inseparabili.
Mentre Kinich e Itsel sono in viaggio per la città perduta,al villaggio l'attività è frenetica, Carluzzo vuole fortificare il passo, quello diventerà l'avamposto del loro territorio,un baluardo contro possibili nuovi invasori.
Un giorno le sentinelle sulle rocce vedono uno strano gruppo avvicinarsi,lanciano l'allarme e aspettano di capire le intenzioni dei nuovi arrivati,quando sono vicini sui visi dei guerrieri appare stupore.
Una cinquantina di persone di colore alcuni con ancora ai piedi delle catene,ci sono anche donne e bambini e tre coppie di ragazzi bianchi,che aiutano e sostengono chi è in difficoltà.
Gli abitanti della comunità non hanno mai visto nulla di simile,gente con la pelle nera come carbone accompagnati e sorretti da ragazzi bianchi sinonimo di pericolo.
“Fermatevi chi siete”,le parole sono pronunciate il lingua Maya,in quel momento di sentinella non c'è nessuno che conosce lo spagnolo,poi per fortuna arriva un'amica di Zazil che parla Spagnolo,si rivolge ancora ai nuovi arrivati ripetendo la domanda.
“Siamo un gruppo di fuggiaschi,loro erano schiavi,dovete aiutarci qualcuno di loro è allo stremo”,”fermi,vi diremo noi se potete avvicinarvi”,i ragazzi bianchi parlano una lingua di cui l'amica di Zazil non conosce le parole ma è sicura che è quella del loro leader.
“Cazzo qui si mette male,non so se abbiamo fatto bene a chiedere ospitalità a questa gente”.
L'amazzone manda a cercare Carluzzo,due soldati aprono le porte :”venite ma lasciate fuori le armi,tra poco arriva Carlo Ferrante, sarà lui a decidere della vostra sorte”,non hanno armi :”andiamo amici e che Dio c'è la mandi buona”.
Appena entrati li portano in un luogo all'ombra e forniscono cibo e acqua,nel frattempo arriva Carluzzo che sente parlare tra loro i ragazzi.
Carluzzo sorride:”da dove venite?” un ragazzo prende la parola tale è la tensione che non si accorge che stanno parlando la stessa lingua:“da una piantagione a un mese di cammino,queste famiglie sono stremate”,”sveglia ragazzi,quale città vi ha dato i natali”,”ma.. voi..?” “ Finalmente,una cosa è sicura siamo connazionali, allora tu dall'accento mi sembri di Bologna e la tua amica ligure”.
I ragazzi tirano un sospiro di sollievo:"mi presento,sono Carlo Ferrante”,’la ragazza spalanca gli occhi :”Carlo Ferrante,il figlio di don Alvaro?” “Per servirvi,ora rifocillatevi ,chiamo i miei Fabri a togliere quelle catene,da noi non sono ammesse,più tardi vi ospito nella nostra tenda e vi presento Zazil, mia moglie e i miei stupendi gemelli Ercole e Selene.
I ragazzi si guardano pieni di stupore,la gente curiosa si avvicina,qualcuno tocca la pelle ai bambini di colore e sorride,i bambini si avvicinano ai nuovi arrivati,tra loro c'è un linguaggio universale,dopo meno di un ora stanno giocando insieme come se si conoscessero da sempre.
Carluzzo è nervoso,la ragazza pare che conosca suo padre,non ha il coraggio di chiedere ,si confida con la moglie :” ricordati amor mio che tuo padre sarebbe felice di conoscere l'uomo che sei diventato, perché hai paura di chiedere,se è vivo sarai felice ,se fosse morto poi pregare il tuo Dio per la sua anima ,lo sai anche per noi non finisce tutto con la morte e questo è bene, potrò amarti per l'eternità,nessun dio misericordioso potrà dividerci “, Carluzzo pensa alla fortuna di averla incontrata,ha ragione meglio conoscere la verità.
I suoi uomini accompagnano i sei ragazzi alla sua tenda,sono sbalorditi da quanto visto,uno di loro esclama:”allora utopia esiste”,
utopia un nome adatto per definire ciò che di giorno in giorno sta sorgendo .
“Allora raccontatemi la vostra storia ma prima dimmi,conosci veramente mio padre? È vivo?”
“Bhe' sei mesi fa' quando sono partita era vivo e vegeto,solo preoccupato per il figlio che da un anno non dava più sue notizie “,”come puoi conoscere mio padre così bene?” “Bhe' di tè non mi ricordavo, cioè intendo fisicamente,io sono Giada la nipote di Mariuccia e anche lei sta bene,i due arzilli vecchietti credo che se la intendano da sempre “,sul viso di Carluzzo un barlume di gioia, purtroppo è impossibile comunicare con il padre ma è sollevato sapendo che sta bene.
I sei ragazzi raccontano la loro storia,sono stati tentati ad andare nel nuovo mondo con mille lusinghe da alti ufficiali della cattolicissima Isabella, l'esercito per conquistare territori così vasti necessità della necessità di comunicare rapidamente e loro come altri gruppi di ragazzi sono gli unici a poterlo fare,i migliori allevatori di piccioni viaggiatori.
Giada in un secondo tempo ha raggiunto il suo ragazzo,spiegano delle difficoltà incontrate,girare i vari avamposti,gli uccelli uccisi dai rapaci,usare al loro posto le locali colombe migratrici e le difficoltà nel addestrarle.
Carluzzo ascolta attento,sarebbe un modo valido per comunicare da lì alla città, interviene Zazil curiosa di capire il perché sono arrivati con le famiglie di colore.
Giada e Mario,il suo ragazzo, vivevano presso un monastero,i preti avevano grandi tenute e usavano per coltivare e raccogliere le messi gli schiavi provenienti dall'Africa,i sacerdoti li trattavano peggio dei cani ,punizioni corporali anche a donne e bambini per ogni piccola cosa,anche solo per uno sguardo.
I giovani non sopportavano le angherie e hanno deciso di liberarli e fuggire,un vecchio indio incontrato durante il cammino gli aveva parlato come fosse il più grande dei segreti di quello strano agglomerato di etnie che avevano sconfitto gli spagnoli,avevano vagato per mesi e alla fine dopo mille peripezie sono giunti a loro.
I nuovi arrivati si sono subito adattati, Zazil insieme alle ragazze hanno deciso di insegnare l'italiano,la nuova nazione ha bisogno di una lingua ufficiale per comunicare senza interpreti e per par condicio hanno deciso di insegnare la lingua del loro condottiero.
Uno dei ragazzi uovo arrivati al suo paese era un muratore prodetto ed è stato di molto aiuto nel consolidare le difese,ora il posto è inespugnabile ci vorrebbe un esercito per passare da lì.
Kinich e Itsel nel frattempo raggiungono Tegiapjha,la città degli antenati di Itsel,la vegetazione ha preso il sopravvento ma il colpo d'occhio è stupendo,una grande città con strade, palazzi e templi, è posizionata in una valle protetta, tutt'intorno alberi da frutta,i due festeggiano a modo loro,si infilano in una casa e fanno sesso selvaggio,il drappello al seguito composto da guerrieri e amazzoni si scambiano occhiate,qualcuno sogghigna altri si scelgono e presto il silenzio della valle viene rotto da ansimi e gemiti,da quando i due luogotenenti si sono messi insieme, l'astio tra uomini e donne armati si è sciolto come neve al sole,ora vanno più che d'accordo e ogni giorno nascono nuove coppie.
Il ritorno all'avamposto è più agevole,la neve si è quasi sciolta,la strada è lastricata in pietra,vicino alla città vie secondarie che portano ad abitazioni coloniche,tutto appare come sospeso,la città attende il ritorno dei suoi abitanti.
Nel frattempo anche dal avamposto si vede la strada ormai sgombra di neve,due sentinelle li vedono arrivare e chiamano a gran voce,presto la via è piena di gente in trepidante attesa,ma basta guardare in faccia Itsel e kinich per fugare ogni dubbio,la leggendaria Tegiapjha esiste.
Si tiene una grande festa,il liquore d'agave e la birra locale scorrono a fiumi,tutti sono eccitati,il sogno di libertà si sta avverando.
Due giorni dopo,lasciate delle truppe al presidio il popolo si mette in marcia, nonostante la pendenza nessuno resta indietro,sanno che arrivati ci sarà molto da fare ma li attende un luogo da chiamare finalmente casa.
È durante la marcia di avvicinamento che Wuinik una delle amazzoni più portata alle lingue inizia a chiamare Carluzzo “Duce”,termine che gli antichi romani usavano per chiamare il condottiero,anche a Zazil piace, è corto e suona bene.
Le avanguardie con in testa Carluzzo e famiglia,dalla cima d'un colle vedono la città ai loro piedi, è illuminata da un alba dorata uno spettacolo da togliere il fiato,la moltitudine resta in silenzio,come a non credere che tutto ciò è stato possibile,come sempre sono i bimbi a rompere la magia e correre a perdifiato verso la città,la loro nuova casa.
Quattromila persone ed altri arrivano in continuazione,spinti a fuggire dagli occupanti,pian piano la città torna agli antichi splendori,ognuno è libero di adorare i propri dei è la violenza è bandita.
Il già sofisticato sistema di rifornimento idrico viene migliorato e incrementato,da grandi cisterne,e mulini a vento,ognuno da il suo contributo secondo le proprie capacità.
La città viene dotata di rete fognaria e il liquame viene raccolto in apposite vasche e utilizzato nei campi,alcuni particolarmente brillanti si occupano di mettere in pratica quanto letto nei libri,piccole industrie manifatturiere sorgono ovunque,si abbandona il sistema di libero scambio,viene introdotto un sistema di banconote di carta con valori prefissati,nessuno vive di stenti,tutti sono rispettati.
Ma c'è un rischio che incombe,difendersi dagli invasori,grazie ai manuali e all'ingegno nasce in un angolo remoto una fonderia,si produce di tutto,dalle cose pratiche a armi innovative.
In campo bellico lo sviluppo raggiunge risultati inaspettati,i tecnici e gli scienziati,inventano pistole a tamburo,fucili a canna rigata,cannoni di alta precisione e mitragliatrici che nessuno al mondo possiede.
Ma la nuova nazione non ha mire espansionistiche, tutto è fatto per mantenere la pace, Carluzzo ormai trentacinquenne pensa a passare ad altri il testimone e dedicarsi alla famiglia,ne parla con la moglie e insieme sviluppano un'idea,creare una forma di democrazia in un mondo comandato da tiranni.
Ne parlano con i figli ormai adolescenti, Selene che ha la passione della storia antica e divora ogni libro che trova compreso gli antichi geroglifici Maya da il suo contributo.
Il 6 maggio,ricorrenza del ritorno a Tegiapjha,il duce chiama a raduno la popolazione, dall'alto di una piramide con un sistema che amplifica la voce parla al suo popolo.
“Popolo di Utopia, è ora di avere una forma di governo,un uomo solo non può e non deve decidere per la massa,nei prossimi giorni vi verrà chiesto di scegliere tra le categorie di lavoratori chi eleggere a rappresentarvi,ci sarà un senato,un luogo dove riunire i rappresentanti di ognuno di voi, commercianti,contadini,addetti dello stato,scienziati, militari,è una rappresentanza di ogni etnia che compone la nostra meraviglia nazione,ogni decisione verrà presa a maggioranza e tutti coloro che vi rappresenteranno saranno partecipi alle scelte,questa si chiama democrazia “.
La gente rumoreggia, tutti adorano Carluzzo il loro salvatore :”tranquilli non vi abbandonerò mai, sarò sempre la vostra guida ma è giunto il momento che sia questo straordinario popolo a decidere le strade da intraprendere”.
Carluzzo sa bene che il suo compito non è finito,il piccolo stato con un territorio pari alla valle d'Aosta è circondato da nemici agguerriti con cui prima o poi bisognerà fare i conti.
Nessun segreto può rimanere tale a lungo,ormai gli spagnoli sanno dove sono è da loro non c'è da aspettarsi nulla di buono.
All'inizio di giugno,un esercito avanza nella radura,almeno mille uomini,cannoni e cavalleria,non hanno premura convinti di essere come uno schiacciasassi .
Carluzzo e Zazil li aspettano,non hanno paura,gli Spagnoli non possono nemmeno immaginare la loro forza ma non gli interessa vincere una battaglia o fare un massacro,vogliono solo essere riconosciuti come stato indipendente e magari se possibile tenere rapporti commerciali.
Ultima invenzione una barriera difensiva composta da lunghi pali in ferro che si alzano con un meccanismo a distanza formando tre barriere una rete di canapa di diametro simile a delle gomene d'attracco e due in ferro a maglia larga.
L'esercito si ferma in mezzo alla radura,si fanno avanti quattro cavalieri.
“Voi del forte sono il Capitán general Aleandro della Cortes,rappresentante del viceré,aprite , fateci entrare e avrete in salvo la vita”.
Carluzzo calcola la distanza di tiro delle armi avversarie,esce allo scoperto e si ferma a distanza di sicurezza, indossa una maglia di ferro leggera,e elmo piumato in metallo di foggia Maya.
La sua voce tuona:”sono il duce Carlo Ferrante,non andate oltre,da questa fortificazione inizia il territorio della repubblica di Utopia , chiunque si avvicinerà armato sarà considerato nemico”,”lei è un pazzo,si guardi intorno, lei e i suoi straccioni indios non avete speranza”,”siete uno stolto arrogante,ultimo avviso andatevene “.
Si gira e và verso lo spesso portone in ferro ,nulla di imprevisto,sente i cavalli lanciati al galoppo,si gira ,i tre cavalieri che erano accanto al comandante caricano,lui resta immobile,col la mano sulla pistola a tamburo :”fermatevi o sarà il vostro ultimo respiro”, gli ufficiali sicuri della loro superiorità ridono sguaiatamente e estraggono le sciabole pronte a colpire, Carluzzo con freddezza spara tre colpi e le sciabole volano,i malcapitati con la mano trapassata urlano dal dolore :”questa volta ho deciso di salvarvi la vita,approfittatene”,in due girano il cavallo e fuggono ,il terzo impugna la pistola e grida:”muori cane”,Carluzzo è veloce come un lampo,il soldato non ha il tempo di premere il grilletto,cade nella polvere senza vita.
“Vi avviso è la fine che farete tutti se non ve ne andate immediatamente,e dite alla vostra regina che questa terra non le apparterrà mai questa è una nazione libera”.
Il Capitán torna nelle file,da ordine di schierare i dieci cannoni,convinto di fare una strage è appena pronti da ordine di fare fuoco ma le protezioni sono già in posizione le palle di ferro vengono assorbite e cadono al suolo senza fare danni.
Un ordine e le barriere si abbassano, i cannoni del forte sparano i nuovi proiettili esplosivi falciando le file degli avversari terrorizzati dalla paura,i sopravvissuti fuggono,le fila si rompono in modo caotico,tutti pensano solo a salvarsi la vita,il primo a darsi alla fuga è il loro comandante.
Lo scontro è stato facile,la superiorità degli armamenti ha prevalso sui numeri,a difesa del avamposto resta una guarnigione,il nemico non tornerà presto e non sicuramente il Capitán general.
Vivere in montagna ha i suoi svantaggi,gli inverni sono lunghi e rigidi,le strade a volte diventano impraticabili unico mezzo di comunicazione le colombe migratrici,ma per fortuna le case sono riscaldate grazie ad un ingegnoso sistema che porta acqua calda nelle case e la vita continua .
La popolazione aumenta,il cibo non manca grazie all'ingegno nella conservazione dei cibi,e le serre riscaldate,un'enclave avanti anni rispetto al resto del continente.
Nei pressi del avamposto ora si praticano commerci,un piccolo paese prende il posto dei campi di battaglia, un giorno arriva una coppia anziana e chiede di Carluzzo,non hanno armi ,un carro li accompagna in città,i due restano sbalorditi alla vista di Tegiapjha,vengono accompagnati alla casa dove abita il duce,la prima a vederli e Zazil che gli corre incontro e abbraccia calorosamente la donna,arriva Carluzzo con in braccio il nipotino di due mesi figlio di Ercole che si è sposato con Amin,una delle ragazze di origine africana,a momenti gli prende un colpo.
“Comandante, signorina Flora!”,”signora prego,ho sposato questo bel orsacchiotto l'hanno dopo che siete partiti,qua è meraviglioso”,”Carlo,hai le basette grigie,allora non invecchio solo io,lo sai sei diventato una leggenda, tutti ti temono,ti chiamano con disprezzo il duce degli straccioni,ma a quanto pare qui è meglio di una reggia e vedo in giro solo gente felice e ben vestita”.
“Sono felice del vostro arrivo,siete miei ospiti graditi”,”bhe' vorrei ben vedere che ci cacci,senti siamo venuti con uno scopo,a Giorgio il medico gli ha consigliato la montagna,senti secondo te è fattibile aprire una locanda?” “Locanda? Che ne diresti di una pasticceria,qui tutti impazziscono per i dolcetti che Zazil prepara su tua ricetta,bene ora festeggiamo il vostro arrivo, domani chiamo un geometra per trovare la migliore delle sistemazioni”.
Un pezzo di passato che ritorna, Carluzzo è da tempo che il suo unico impegno è fare il senatore,un ruolo importante ma noioso per un uomo d'azione.
L'ex capo lo chiama in disparate:”senti Carlo ho sentito voci,il clero o peggio l'inquisizione non sopporta questo paradiso e ha convinto il nuovo re a intervenire per convertire i miscredenti e tu sai cosa vuole dire,la fine di Utopia”. “amico mio,prima o poi sarebbe successo,senti c'è modo di fare arrivare uno scritto a Madrid?” “Certo, conosco persone affidabili ma non credo che otterrai qualcosa,chi sta in una reggia non può capire”.
C'è un progetto che Carluzzo ha in mente da parecchio tempo,solo Zazil è al corrente,se la repubblica vuole farsi spazio alla pari tra le potenze ci vuole uno sbocco al mare ma chiedere non solo al senato ma soprattutto al popolo di iniziare una guerra di conquista non è nelle sue corde,non gli và di chiedere il sacrificio di vite umane per questioni politiche ma sarebbe una soluzione ai loro problemi di sopravvivenza.
Chiama la moglie e ne parla con il comandante :”faresti solo del bene anche tra gli spagnoli, nessuno sopporta l'ultimo viceré, è un personaggio viscido e spietato e il popolo lo odia,pensa solo ad arricchirsi inventato ogni giorno nuove tasse e la gente è stufa”.
Trecento chilometri dividono Utopia dal mare, militarmente non è impossibile ma ci vuole organizzazione per occupare un grande territorio,il popolo l'ha sempre seguito ma per la propria sicurezza,qui si tratta di rischiare la vita per conquistare terreno .
Carluzzo e la moglie,riuniscono il consiglio militare,raccontano del pericolo incombente e del suo progetto di espansione,l'esercito l'appoggia in pieno altra faccenda convincere il senato.
Dopo mille discussioni la proposta viene messa ai voti, Carluzzo teme che l'idea di conquista non passerà mai,resta sorpreso dal voto favorevole quasi unanime.
Però fa un tentativo per ottenere lo scopo senza ricorrere alla violenza,scrive al re di Spagna,spiegando che conosce i propositi di distruggere Utopia,chiede di discuterne in campo neutro e richiede la concessione di acquistare una piccola enclave sul mare,promettendo la pace.
Passano mesi,nessuna risposta ma ormai non sono isolati,in tutto il Messico hanno spie,il loro servizio segreto,non solo il re non intende trattare ,vuole una grande vittoria per il proprio prestigio,c'è in arrivo una grande flotta con le migliori guarnigioni e al seguito sua maestà imperiale in persona.
A questo punto si torna a parlare di sopravvivere, c'è chi vorrebbe affrontare l'esercito in una battaglia campale,chi vuole aspettarlo e mettersi sulla difensiva sicuri che nessuno riuscirà a sfondare le difese .
Decisione non facile, è Giorgio il suo vecchio comandante a proporre un idea che immediatamente convince Carluzzo,si tiene consiglio di guerra,i servizi sono allarmati,il grande esercito è sbarcato,bisogna anticipare le mosse e cercare nuovi alleati,
per Utopia è la prova del fuoco,da questo dipende l'esistenza stessa della nazione.
Metà della cavallerie con a capo , kinich e il suo l'ex comandante,gira per le cittadine e i villaggi per sollevare le popolazioni scontente e farsele alleate.
Se in un primo tempo alla vista di indios armati le persone diffidano,dopo i primi scontri vittoriosi con le guarnigioni locali la musica cambia,gli uomini di Utopia non prevaricano né fanno violenze anzi aiutano la popolazione locale.
Presto intere zone insorgono contro la corona determinati a liberarsi dal gioco che opprime,i responsabili governativi vengono imprigionati e le tasse ingiuste restituite ai cittadini.
In breve tempo la paura si trasforma in appoggio ai nuovi arrivati,intere città insorgono,ogni informazione sul nemico è utile alla causa,per l'esercito spagnolo è terra bruciata ,la grande armata imperiale ha perso l'appoggio interno,non potrà avere l'aiuto delle truppe di stanza in Messico,la superiorità dell'armamento dei guerrieri di Utopia è schiacciante,le truppe avversarie disertano in massa,ora la via del mare è aperta.
Carluzzo è in attesa dello scontro finale,arriva un messaggero,la lunga colonna si è divisa,una parte viene in direzione del forte bastione l'altra a nord .
A nord lungo il confine di Utopia c'è solo un punto dove un esercito potrebbe passare a patto di avere numerose imbarcazioni,un grande lago così ampio da non vedere l'altra sponda, tutt'intorno alte montagne e presidi con truppe di difensori ma presso l'altra sponda c'è un altopiano e una comoda strada per raggiungerlo, Zazil vuole il comando, è sicura che lei e Itsel avranno la meglio sugli spagnoli,le due molto prima dell'arrivo dei nemici perlustrano la zona per decidere la tattica .
Non hanno artiglieria sufficiente ad affondare una flotta,la cosa migliore è raggiungere l'altra riva e aspettare il momento propizio per creare danni.
Due giorni dopo l'esercito imperiale arriva nei pressi del lago,hanno barche in grado di trasportare cinquanta persone alla volta,le grosse barche vengono trainati da muli e schiavi,,le salite devono essere state estenuanti gli aguzzini senza pietà frustano i poveri cristi quasi con sadismo, Amin trema dalla rabbia a vedere come gli schiavi provenienti dal suo continente vengono trattati,Zazil la frena,non è il momento di agire meglio restare nascosti e farsi un'idea della forza di invasione,contano trenta barche,pari a circa millecinquecento soldati,se dovessero attraversare tutti il lago sarebbero guai seri.
Per fortuna gli spagnoli si sentono imbattibili,si accampano senza troppe precauzioni,sono convinti della loro superiorità e Zazil ha imparato dal suo uomo come sfruttare la troppa sicurezza dell'avversario.
Cala la notte,i guerrieri si avvicinano alle barche strisciando come fantasmi,le poche sentinelle vengono sopraffatte, Amin è spietata,ha negli occhi la sofferenza della sua gente.
Ora l'accampamento è indifeso,Itsel e due amazzoni stendono una linea di polvere da sparo tra le barche e l'accampamento, Amin si avvicina agli schiavi parla in swahili la lingua più parlata in Africa,dice dice di fare silenzio che sono lì per trarli in salvo,le Amazzoni liberano gli schiavi dalle catene e in silenzio raggiungono la sponda del lago ,l'operazione è pianificata alla perfezione, le Amazzoni irrorano di petrolio la metà delle barche degli avversari e le danno fuoco, dall'accampamento qualcuno si accorge delle barche che vanno a fuoco e da l'allarme ,i guerrieri di Utopia è gli schiavi liberati sono già sulle barche che stanno prendendo il largo, Itsel e Zazil con colpi precisi innescano la polvere da sparo.
Una barriera di fiamme,gente che urla e impreca,qualcuno cerca di oltrepassare il muro infuocato e fa' una fine atroce.
Poi cantano le mitragliatrici,negli occhi degli spagnoli il terrore,credono di avere a che fare con centinaia di avversari che non riescono a vedere,unica soluzione la ritirata.
Toccata l'altra sponda mentre le Amazzoni curano e rifocillano gli schiavi , Amin si avvicina:”non capisco perché non abbiamo incendiato le altre barche”,”amica mia, purtroppo certe persone non capiscono quando è ora di trattare, all'accampamento nemico c'è troppa confusione ma ci sono troppi soldati,per questa notte non succederà nulla ma domani mattina cercheranno di venire e sarà la loro fine.
Dovranno caricare le barche all'inverosimile e avremo tutto il tempo per affondarle coi nostri otto cannoni,credimi mi fanno quasi pietà ma questa lezione servirà da monito all'imperatore Filippo secondo ,sarà costretto a leccarsi le ferite ed abbandonare l'idea di distruggerci.
Al mattino un copione già scritto,le barche degli invasori,vengono avvistate , navigano a pelo d'acqua per il troppo carico e non sono gli schiavi a remare ma soldati inesperti.
Quando sono a tiro Itsel da ordine di fare fuoco, è come il tiro al piccione,nessuna
imbarcazione raggiunge la riva e i soldati appesantiti dalle corazze diventano cibo per pesci.
Millecinquecento soldati non torneranno in patria,Zazil ha un'idea sul lago galleggiano bandiere e gonfaloni,le fa’ raccogliere come prova del fallimento, Itsel lascia sul posto una piccola guarnigione e poi con Zazil e il resto delle amazzoni raggiungono Carluzzo.
Quando raccontano lo scontro lo stupore è grande,il duce bacia con rinnovata passione la sua compagna di vita,non chiede chi ha avuto l'idea e neanche i particolari, l'importante è che finalmente sono insieme,ora possono affrontare tutti gli eserciti del mondo .
Due giorni dopo l'esercito reale irrompe nella radura annunciato dalla fanfara,gli abitanti del villaggio si sono rifugiati entro le mura,la maggior parte di loro sono spagnoli ma non vogliono trovarsi tra due fuochi.
Carluzzo ha issato le bandiere dei reggimenti scomparsi nel lago,gli spagnoli sono convinti che i loro reparti speciali hanno fatto tabula rasa degli avversari,forte è lo stupore quando vedono in cima al torrione principale il duce di Utopia che guarda gli avversari con tranquillità disarmante.
Carluzzo prende il megafono la sua voce ferma è udibile a distanza:”fermatevi finché siete in tempo a evitare il massacro,voglio parlare con Filippo il vostro padrone”,un alto ufficiale grida :”ribelli, Filippo secondo è anche il vostro imperatore, pagherete col sangue la ribellione”.
“stupidi altezzosi non imparerete mai,queste terre sono nostre”,prede i gonfaloni e li getta nella polvere :”nessuno dei vostri è sopravvissuto,sono rimasti solo questi inutili stracci,avete tempo un giorno,se Filippo non vuole ascoltare la nostra nazione da domani si estende fino al mare,voi non siete i padroni del nostro destino “.
“Tu, schifoso rinnegato, non puoi fermarci questa sera le truppe violenteranno le vostre femmine e voi sarete passati per le armi, nessuno tantomeno un gruppo di straccioni selvaggi senza dio può fermarci”.
Carluzzo sorride amaramente:”non imparerete mai,tu fai ancora un passo e mia moglie ti farà perdere l'uso delle gambe “,”una donna? E magari una selvaggia, sarà la prima che darò in pasto ai miei soldati e tu sarai lì a guardare”.
Ha oltrepassato la misura,per le armi spagnole la distanza è impossibile, Zazil con calma prende la mira,un solo colpo e l'ufficiale crolla in ginocchio.
Altri ufficiali vanno dal re e gli raccontano l'accaduto,compreso la disfatta dei corpi speciali,il reale va su tutte le furie,ordina agli artiglieri di distruggere le difese e in alta uniforme si avvicina alla prima linea,vuole vedere di persona la caduta della linea difensiva.
I muli trascinano i cannoni verso la linea di tiro utile senza sapere della gittata di fuoco superiore dei cannoni di Utopia e dei proiettili esplosivi,stanno ancora trascinandoli quando Carluzzo dà l'ordine di fare fuoco.
Si scatena l'inferno,uomini,muli,una carneficina,i cannoni messi a tacere per sempre,negli occhi degli spagnoli puro terrore,si rompono le fila, l'esercito è in rotta,nonostante il numero soverchiante non c'è Speranza di passare,gli ufficiali convincono Filippo a ritirare le truppe in attesa dell'arrivo dei rinforzi coloniali.
Abbandonano la radura,in lontananza un esercito avanza ma le loro speranze si infrangono,davanti a loro a perdita d'occhio una cavalleria al trotto ma non sono spagnoli,in testa kinich con le insegne di guerra Maya,tra i cavalieri alcuni sono europei altri indigeni e addirittura schiavi liberati.
L'imperatore Filippo ha una crisi di nervi ma non vuole certo perdere la vita in quelle terre lontane,chiama il Capitán general e le dà ordine di chiedere udienza al duce e di depone le armi,meglio uno smacco che la sconfitta totale.
L'uomo di fronte a Carluzzo ha solo un'apparenza di arroganza ma acconsente a ogni richiesta in cambio del salvacondotto per lasciare quelle terre e l'impegno da parte di Utopia di non espandere i confini oltre quelli segnati sul trattato.
L'imperatore rientrato in Spagna è costretto ad abdicare a favore del figlio,un ragazzo saggio che ha intenzione di realizzare riforme.
Il pericolo è scampato,e con la pace cresce il benessere,ormai a nessuno importa il colore della pelle,dieci anni passano in fretta,ora l'esercito è comandato da due persone che si amano alla follia , le frontiere sono sicure e i commerci via mare producono ricchezza ma nessuno viene lasciato indietro, da quel piccolo seme è nata una repubblica con un forte stato sociale e anche in questo, Carluzzo e consorte hanno dato un grande contributo.
Carluzzo ha i capelli bianchi ma il fisico ancora regge, per Zazil il tempo è stato clemente, nonostante l'età ha conservato la sua bellezza unita alla saggezza.
Le cose nel nuovo mondo cambiano rapidamente,altre nazioni sono sopraggiunte,a sud portoghesi ,a nord inglesi e francesi ,nelle isole gli Olandesi ma purtroppo tutti con un unico scopo,occupazione sfruttamento delle risorse e annientamento delle culture locali.
Questo è l'unico cruccio di Carluzzo,ma purtroppo un uomo solo non è in grado di cambiare il mondo .
Utopia e la realizzazione del sogno di una società giusta,la sua fama si sparge ai quattro angoli della terra e attira le menti migliori,artisti,architetti sognatori e scienziati tutti liberi di sperimentare senza temere di urtare il potere costituito o peggio gli inquisitori.
Tegiapjha è in continuo sviluppo, la città si espande ma nel rispetto dell'ambiente ,il progresso è a disposizione dei cittadini e di chiunque arrivi con animo mite.
Carluzzo è il primo ad andarsene,alla veneranda età di settant'anni muore a seguito di una malattia fulminante, Zazil all'apparenza non versa una lacrima,sa che presto si rivedranno per cavalcare uniti verso l'infinito.
La sua reazione è di chiamare i migliori ricercatori medici e scienziati della terra per un unico scopo,non sconfiggere la morte ma alleviare le sofferenze.
Vivrà ancora un decennio e in quel tempo la medicina farà passi da gigante,poi anche lei si spegne circondata dall'affetto dei familiari .
I due in vita non hanno mai cercato onorificenze ma il senato alla loro scomparsa decide di erigere un enorme statua che li raffigura sulla vetta più alta della sierra madre,da lì lo sguardo si perde all'orizzonte sulla nazione che hanno tanto amato e contribuito a costruire.
Artefice di quella meraviglia è un artista arrivato a Utopia per non servire i potenti,il suo nome è Michelangelo Buonarroti,la grande statua non li ritrae come condottieri ma come amanti è da quell'amore improbabile che è cominciato tutto.
Certo la storia contraddice questa versione ma tutto questo sarebbe potuto accadere.
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