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trans

Helena


di Membro VIP di Annunci69.it Curioso917
11.11.2025    |    3.623    |    4 9.3
"“Non li hai denunciati”, ”se lo facevo anche la mia famiglia ne avrebbe pagato le conseguenze, il giorno dopo Maria con un ghigno stampato in viso mi ha detto qual era il mio destino, ogni..."
Helena


Phua, quando penso agli uomini mi viene il vomito,odiosi,pieni di sé e se ne hai bisogno tagliano la corda,ne sa qualcosa mamma che da sola ha dovuto occuparsi di me.
Quando avevo otto anni, mio padre genetico è riapparso,giusto il tempo di affezionarmi ed è sparito di nuovo e con i risparmi di mamma.
Alle medie le mie compagne stravedevano per i maschietti,a me interessava solo lo studio, più tardi le prime pulsioni sessuali,due storielle con ragazzi uno più stronzo dell'altro.
A diciassette anni ho deciso che era ora di farmi sverginare,chi meglio di un professionista,due ore di sesso mi sono costate un anno di mancette,devo dire che non ho sofferto come dicevano le amiche, è stato piacevole ma non più di tanto,era un anno che mi toccavo e più ho meno l'effetto era lo stesso.
Poi l'università,devo dire un bel periodo,a differenza di tante con i genitori ricchi mi sono dovuta dar da fare, studiare e lavorare non è facile ma ce l'ho fatta con le mie forze.
Poi il mondo del lavoro e anche lì una lotta,un ingegnere donna nei cantieri edili,capi squadra che non ti prendono sul serio,operai che ti guardano e ridono e questo quando va bene, più di una volta ho subito assalti di ogni genere e perfino il segno di cinque dita sulle chiappe.
A volte ho reagito, mollando schiaffoni,altri li ho fatti licenziare in tronco e quando tornavo nel cantiere,leggevo odio negli occhi dei colleghi, quando passavo accanto e loro sputavano a terra in segno di spregio.
Un amica, a detta di tutte gran troia,mi dice che sbaglio a rapportarmi agli uomini,che c'è ne sono di dolci e premurosi ma a lei interessano solo le nerchie dure e quelli che a tutti i costi ha voluto presentarmi erano a dir poco improponibili.
In tre anni ho provato a frequentarne alcuni,il narcisista,quello che cercava la sostituta di sua madre,il timido imbranato e quelli che mi cercavano solo quando non c'era di meglio all'orizzonte.
A ventisei anni ho detto basta,se da giovane pensavo solo allo studio ora il mio unico scopo è realizzarmi nel lavoro.
Da qualche tempo mi ero accorta che una segretaria mi faceva gli occhi dolci,ho pensato perché no magari odio gli uomini perché sono lesbica, risultato altro buco nell'acqua.
In un primo tempo tutto bene,come quasi tutte ho l'orgasmo clitorideo e Giuse sapeva toccare i tasti giusti,la sua lingua e le sue mani mi procuravano orgasmi pazzeschi, ma col tempo si è attaccata come una cozza, è diventata gelosa di ogni donna con cui incrociavo lo sguardo, inaccettabile per una persona libera e indipendente, unica cosa che mi dispiace è che per mollarla l'ho fatta piangere, per fortuna dopo qualche mese si è messa con una morettina tutto pepe e ora fanno coppia fissa.
L'azienda per cui lavoro ha appalti in tutta Europa,accetto un trasferimento di tre anni a Monaco di Baviera, è un grande progetto l'occasione giusta per mettermi in mostra davanti ai capi.
Il tedesco lo conosco a livello scolastico, per fortuna in cantiere sono quasi tutti italiani e girando per la città con l'inglese si va ovunque, devo dire che qui ho trovato uomini diversi,forse meno egoisti ,quando non bevono non sono malaccio ma niente per farmi ricredere.
Quando ho certi pruriti alla passera,basta frequentare i locali giusti e trovare da rimorchiare è facile,a volte mi capita di pensare che sono io a usare gli uomini ma non escludo di trovare chi mi farà cambiare idea, anche se è come cercare un ago nel pagliaio, i papabili sono già impegnati, gli altri lasciamo perdere.
Sabato sera ,vado in una grande birreria per mangiare qualcosa alla tedesca, c'è una confusione immaginabile,in Germania sono poche le donne che cucinano, la maggior parte lavorano, di mezzogiorno si mangia in mensa e la sera in qualche locale,figurarsi il casino del sabato sera e in più oggi c'è un gruppo musicale che strimpella.
Maledizione oddio la confusione,la prossima volta cerco qualcosa di più calmo,magari in periferia, mentre maledico la mia scelta vedo una donna,con in mano un piatto e un boccale di birra che si aggira tra i tavoli per trovare un posto da sedersi.
Mi sbraccio per attirare la sua attenzione,Fräulein, der Platz ist frei, si avvicina e ringrazia, oggettivamente è una gran gnocca ,anche se vestita in jeans e t-shirt sprizza sensualità.
“Ciao sei italiana vero? Parlo la tua lingua,sono stata quattro anni a Milano, piacere Helena “,”ciao sono Ada,guarda che casino qui non si può neanche parlare”.
Ha una voce roca ma piacevole e un sorriso accattivante :”come sempre ma almeno il cibo è buono,conosco un posto a una trentina di chilometri da qui che è favoloso e senza casino, purtroppo ho l'auto dal meccanico”,”senti,qui la testa mi rimbomba ho l'auto se ti và andiamo “.
Accetta con entusiasmo,in auto non posso fare a meno di guardare le sue gambe chilometriche e le caviglie sottili,indossa un paio di schiave con tacco non esagerato del resto sarà alta almeno 1.80, il seno è nascosto ma sarà almeno una seconda.
Chiacchieriamo per passare il tempo, è di origine Colombiana in Europa da quando aveva diciott'anni,in mezzora arriviamo al locale,tipica birreria in stile bavarese,quando entriamo il proprietario la saluta e ci porta ad un tavolo appartato, nonostante il locale è pieno si sta tranquille.
Ordiniamo il sauerbraten,tipico stufato tedesco con salsiccia e patate al forno e due boccali da litro di birra,già dal profumo si capisce che è squisito da farsi venire l'acquolina in bocca, è da colazione che non mangio,e l'appetito non manca.
Anche il dialogo è piacevole, Helena mi dice che ha una boutique di intimo in centro,io le racconto che faccio l'ingegnere edile,direi niente in comune ma la sua compagnia mi piace.
Al dolce esce l'argomento sentimenti,io mi lascio andare e le racconto tutte le esperienze,su questo argomento è stranamente riservata mi dice che aveva un compagno ma che a causa di incomprensioni si sono mollati e ora è single.
Dopo il dessert si parla ancora piacevolmente poi è ora di andare, il locale chiude alle 22 :”Ada ti andrebbe il bicchiere della staffa a casa mia”,lo dice fissandomi negli occhi,uno sguardo che sembra spogliarmi.
Non ho niente da perdere,con lei mi farei volentieri una lesbicata :”perché no, tanto domani è domenica e si può dormire fino a tardi”.
Helena abita in un quartiere signorile,una costruzione a tre piani di pregevole fattura,prendiamo l'ascensore, schiaccia il terzo piano,abita l'attico.
“Siediti ci beviamo una birra o preferisci un canelazo che è un liquore delle mie parti,forte e aromatizzato “, regola numero uno,mantenersi lucida,scelgo la birra, Helena mette una gradevole musica di sottofondo,ottima per rilassarsi.
Il discorso diventa via via più intimo,mi chiede il perché del mio giudizio sui maschi ,ormai credo sia lesbica e cerchi di prendermi nella rete,non sa che non ho nessuna intenzione di sottrarmi,si prospetta una bella serata di sesso,vuole dire che questa notte i miei sexy toy resteranno chiusi nel comodino.
Con finta noncuranza appoggia la sua mano dalle unghie lunghissime e perfettamente smaltate sul mio ginocchio,indosso autoreggenti velate,il contatto mi fa fremere e lentamente allargo le gambe , giusto quel tanto da permettere alla sua mano di risalire lungo la coscia per arrivare alla tana ormai umida e desiderosa di carezze .
Avvicina il volto al mio,dischiudo le labbra e chiudo gli occhi ma improvvisamente si blocca.
“Perché non ti piaccio?” “ Al contrario mi piaci tantissimo ma non sono quella che sembro e non voglio rovinare questo momento magico”,”Helena lo desidero anch'io,cosa mai dovrebbe farmi cambiare idea?”
“È che…tanto prima o poi lo scopriresti,non sono una donna biologica”,la guardo confusa,lei si alza abbassa il jeans scosta il perizoma e appare una sorpresa del tutto inaspettata,ha un pene tra le gambe e neanche piccolo,come ho fatto a non accorgermi che era una trans.
Lo stupore è grande ma maggiore l'eccitazione, in fondo non mi ha ingannata e la trovo bellissima,mi avvicino prendo in mano la mazza la scappello e do dei colpetti di lingua sul glande.
Tra le mie mani la verga diventa dura e possente,un biscione di più di venti centimetri,alzo gli occhi la guardo, c'è desiderio nei suoi occhi e un lago tra le mie cosce.
Improvviso un pompino al meglio che so fare, non ho una grande esperienza ma sopperisce il desiderio, Helena ansima e le tremano le gambe, penso,divano o lettone, meglio quest'ultimo:”portami a letto”.
Non è una supplica è più un ordine, Helena a giusto il tempo di togliere i jeans per non inciampare poi tenendola per la mazza mi indica la camera da letto.
Voglia di scopare? Certo ma prima la desidero come donna,di natura sono più dominante che passiva,mi sfilo l'abito e resto in intimo e autoreggenti,sul perizoma una grande chiazza umida:”spogliati e fatti ammirare!”
Dire meravigliosa è poco,un corpo da modella con quel pendaglio tra le gambe,sono presa dalla lussuria un desiderio incontenibile di fare sesso ma prima come si fa tra donne.
Un lungo bacio passionale,le lingue danzano una schermaglia d'amore,poi iniziò ad accarezzare i capelli e godere del profumo, inizio a baciarle ogni lembo di quella pelle liscia e setosa ,mi soffermo a leccare le ascelle lei freme,e quando mi dedico a palpare il seno così morbido da sembrare naturale e a suggere i capezzoli gli ansimi aumentano è tra le gambe l’obelisco punta al cielo.
Continuo il percorso erotico,bacio il ventre piatto e la lingua si insinua nella fossetta del ombelico, Helena si agita,convinta di sentire le mie labbra sulla cappella.
Ma imperterrita continuo la scoperta del suo corpo,una dolce tortura che sembra apprezzare.
Bacio l'interno coscia,lascio una scia di saliva fino alle caviglie sottili poi è il momento di adorare i piedi, sarà anche nata maschio ma sono adorabili, probabilmente porta massimo il trentanove o anche meno,slelli perfetti e con le unghie laccate,lecco in mezzo ad ogni dito che poi succhio avida,lei è al limite,forse ho preteso troppo, emette un urletto e viene sul suo ventre.
Non ci penso nemmeno a sprecare quel bendidio,se c'è una cosa che mi piace degli uomini è lo sperma,ne sono golosa,la verga sussulta ,le bastano pochi colpi di lingua a tornare in erezione e questo dalle mie esperienze non è scontato, normalmente l'uomo è egoista e una volta raggiunto il piacere,ciao e tanti saluti,ben che vada si gira dall'altra parte e si addormenta.
Helena deve desiderarmi molto o essere da tempo in astinenza,ora tocca a me godere della sua lingua,ci incrociamo sul letto a sessantanove ed è subito paradiso.
Mai provato un simile cunilingio,sono pervasa da orgasmi a ripetizione,non ho mai goduto così in tutta la mia vita,e la cosa si ripercuote su la mia partner,se non mi ferma gli succhio anche il midollo ma abbiamo lo stesso desiderio,scopare,voglio la verga dentro di me come mai mi è capitato.
Sentirlo farsi strada nella passera è un piacere unico,non c'è irruenza solo voglia di fondersi,usa il randello come un piumino donandomi sensazioni mai provate.
Sono io a invitarla a fottermi forte,mi cavalca con metodo, vuole il mio piacere,la passera sbroda in continuazione come un rubinetto che perde .
Purtroppo a tutto c'è un limite,sento la mazza vibrare e le vene gonfiarsi, improvvisamente mi rendo conto di non essere protetta ma il desiderio di sentire gli schizzi invadermi è forte.
“Fermati ti prego,non sono protetta”,leggo delusione nei suoi occhi e istintivamente mi metto a pecora con le mani divarico le chiappe offrendo la vista dello scuro pertugio.
Ho deciso, voglio donarle il culetto finora intonso :” fa piano ti prego li sono vergine”,mi risponde con un bacio:”non ti preoccupare, purtroppo ho una certa esperienza ad aprire culi vergini,non ti farei mai del male,vedrai sentirai solo un po' di dolore e poi sarà solo piacere”.
Mai nessuno mi ha trattata così,per lei sento qualcosa,forse è solo eccitazione ma ciò che provo aumenta a dismisura il mio piacere.
Mi lavora con la lingua il buchetto,fino a renderlo morbido e cedevole,poi è il momento delle dita,solo un po' di fastidio,lo lavora con uno e poi un secondo e li ruota,la voglia supera di gran lunga il fastidio,voglio che mi sfond,che la verga entri a profanare l'ultima verginità,lo desidero con tutta me stessa.
Ma quando sento la cappella ben lubrificata anche dai miei umori appoggiarsi al buchetto mi irrigidisco :”Ada rilassati non aver paura,vedrai un piccolo fastidio e poi ti piacerà, sarò delicata”.
È un dire,la paura prende il sopravvento ma non voglio rinunciare,stringo i denti per resistere al male.
La cappella entra di pochi centimetri,una piccola spinta e lo sfintere cede con un flop,per il dolore mordo il cuscino,vorrei smettesse :”Ada,spingi come quando fai la cacca, vedrai presto il piacere prenderà il sopravvento “.
Obbedisco, la grossa verga si fa spazio nel budello,avanza di centimetro in centimetro poi sento il sacchetto dello scroto appoggiarsi sulle grandi labbra impastate di umori.
“È tutto dentro,ora starò ferma per lasciarti abituare all'intruso, sarai tu a dirmi di scoparti”,presto ondate di piacere mi arrivano dritte al cervello,attivo i muscoli interni,ora voglio che si muova,non occorre parlare, inizia un lento su e giù,ad ogni colpo sembra entrare più in profondità,mi stantuffa fino a farmi montare l'orgasmo,le urlo di venire di riempirmi l'intestino del suo latte, Helena assesta forti colpi poi sento che la nerchia sta per esplodere e urliamo contemporaneamente il nostro piacere.
“Wow è stato bellissimo,non ho mai goduto così tanto,sono spossata,mi hai distrutta”,sorride,un sorriso accattivante:”bene,io vivo da sola,che ne dici di fermarti a dormire?”.
“Ma non ho ricambiato,e poi avrai da fare”,”te l'ho chiesto perché mi fa piacere ma se vuoi andartene ti capisco,succede a tanti che dopo il sesso gli faccio schifo “,”cazzo dici”,le tappo la bocca con un bacio e non riesco più a staccarmi da quelle labbra che sanno del miele dei miei umori.
Mi fermo a dormire,anche se in pratica dormiamo poche ore,in piena notte mi torna la voglio,la tocco e lei è pronta a soddisfarmi, Helena a sborrato due volte, è in tiro ma non sembra venire più,mi Intestardisco deve venire anche lei,le salgo in groppa,e mi lascio cadere a peso morto sulla mazza,ora sono io a avere le redini,lei ansima passiva.
La cavalco alternando i miei buchi,ormai ridotti a caverne gocciolanti, fino a sentirla fremere e agitarsi come una biscia per ritardare l'orgasmo ma quando mi incaponisco non ce n'è per nessuno accelero il ritmo,,gocce di sudore mi imperlano la fronte e cadono come lacrime sul suo corpo.
Mi agito e salto come impazzita sulla mazza fino ad urlare insieme un orgasmo squassante che ci lascia spossate e finalmente il sonno prende il sopravvento.
“Ciao, Ada ti andrebbe di andare a fare colazione nella pasticceria qui sotto”,mi stiro e stropicciò gli occhi,uno dei migliori risvegli che ricordi,faccio le labbra a cuoricino nella speranza di un bacio che puntualmente arriva.
“Che notte meravigliosa, Helena sei un amore”,”grazie ma con tè è facile,sono contenta di averti incontrata, peccato che te ne andrai”,”andare? Se va bene ho ancora tre anni di lavoro qui”,”si ma non credo che vuoi farti vedere insieme a me' “.
“Solo perché sei più alta di me? Non fare la sciocca io con te mi trovo bene e credimi non capita spesso,va bhe' direi di farmi una doccia e se mi presti uno spazzolino mi lavo i denti,ho il fiato che puzza di carogna”.
Mi sorride contenta,credo che le mie parole l'hanno colpita ma è la pura verità,lei è già pronta per uscire,io entro in doccia e regolo l'acqua :”è bellissimo vieni”,”non se lo fa ripetere gli abiti volano e entra in doccia con me.
Lavarsi? Non mi passa neanche per la mente,quello che voglio è l'emozione della scorsa notte e non resto delusa, facciamo di nuovo sesso,forse non è la parola giusta,troppa è la passione, purtroppo il buchetto mi brucia ancora, la verga si fa' strada nella passera, mi prende con la faccia appoggiata alle piastrelle,godo come una porca poi mi inginocchio ,deve accontentarsi di venire tra le mie labbra,lavoro la nerchia lei mi tiene delicatamente una mano sulla testa e poi scarica un fiume di sborra che bevo golosa.
È così buona e cremosa,che mi balza in testa un desiderio che solo ieri non mi sarebbe mai passato per la testa, mi alzo in piedi sulle punte e la bacio dividendoci il suo sperma dà buone amiche.
Sono le undici quando entriamo in pasticceria,il sesso mette appetito,ci sbraniamo tre strudel
a testa accompagnati da the verde fresco.
“Ti andrebbe di vedere il cantiere? Probabilmente non ti interessa ma io ne vado orgogliosa”,”perché no poi ti porto a vedere la mia boutique”.
La giornata vola e di lasciarci nemmeno l'idea,passo da casa giusto per prendere dei ricambi,non occorre dirci molto,quello che proviamo è sufficiente.
“Helena cosa hai in dispensa e nel frigo? Ti andrebbe se cucino?” Niente di che una semplice carbonara e della salsiccia al forno,mangiamo in terrazza, è tarda primavera e il clima è mite,a casa ho preso la mia scorta di Nebiolo il mio vino preferito,ceniamo in armonia,ogni tanto ci stringiamo le mani ,non sono mai stata romantica ma con Helena è diverso,non so esattamente quello che provo o forse semplicemente ho paura a riconoscerlo, esiste il colpo di fulmine? Fino a ieri avrei detto un no convinto ma oggi non ne sono più così sicura.
Non chiedo nulla sul suo passato ma è lei a parlare.
“Ada non parlo mai del passato ma con tè e diverso,mi sento di aprirmi,ora ti va un goccio del nostro liquore? Ti scalda il sangue “.
“Helena,non sei costretta a ricordare momenti spiacevoli,per me il tuo passato non conta,conta l'oggi e oggi voglio starti vicina,non fraintendere non è questione solo di sesso,certo è importante e non ho goduto come con tè ma mi piace anche solo starti accanto come ora”.
“Sono nata in una famiglia normale né ricca né povera,seconda di tre figli, tante come me da bambine si sentivano femmine imprigionate in un corpo maschile, per me' non è stato così,certo ero esile e con tratti femminili ma mi piacevano le ragazze,non pensavo in un certo modo ai maschi,anzi non li sopportavo,i ragazzini mi tenevano in disparte,mi prendevano in giro per il mio fisico esile ed ero esclusa dai loro giochi,con le ragazzine non era tanto diverso,qualcuna mi riteneva addirittura un abominio,altre mi ignoravano,insomma non ho avuto un'infanzia felice.
Giocavo solo coi miei fratelli ma non quando erano con gli amici,si vergognavano di me e io restavo sola,mi rifugiavo nei libri, la scuola era l'unico momento di gioia,una lode dell'insegnante per me valeva oro.
Alle medie ancora peggio,tutti mi schernivano,mi davano, come si dice da voi della checca ma a me i ragazzi non interessavano,con le ragazze ancora peggio mi chiamavano Antonietta la troietta,sai Antonio era il mio nome maschile,le stronzetta non perdevano occasione per farmi scherzi.
Ce n'era una in particolare che mi piaceva, era tra le mie più feroci aguzzine poi improvvisamente sembrava cambiata,mi guardava in modo diverso,mi ricordo il primo bacio,era solo un bacetto a fior di labbra ma è bastato per farmi innamorare perdutamente di lei.
Non mi importava più di nessuno,pensavo solo a lei,la resa scolastica ne risentiva,i miei erano preoccupati ma niente poteva distogliermi da lei.”
“Ti capisco,il primo amore è un momento importante,purtroppo per me è stata una delusione,al tipo importava solo farsi bello con gli amici ,conquistare la più seria quella che non dava confidenza a nessuno “.
Sul volto di Helena un velo di tristezza,tracanna un bicchiere di liquore e continua il racconto.
“Lei era sveglia,sapevo che se la faceva con i peggiori bulli ma non mi importava,in una settimana mi ha insegnato a baciare,per lei ero disposta a tutto e lei lo sapeva.
Inizialmente si limitava a trattarmi da schiavetto poi ha cominciato a chiedere soldi,io le davo tutto quello che avevo rinunciando a tutto ma a lei non bastava mai,nei momenti di lucidità mi dicevo di mandarla al diavolo ma bastava una moina e ci ricadevo”.
“Capisco,le ragazze ti hanno delusa profondamente e tu hai cominciato a guardare i maschi con occhi diversi”.
“Ti prego lasciami finire,sono brutti ricordi e tu sei la prima con cui li condivido.
Maria questo era il suo nome, un giorno mi ha detto che voleva fare all'amore,io ero al settimo cielo,allora provava veramente qualcosa per me,siamo andate in quella che pensavo fosse casa sua,mi aveva detto che i suoi erano in visita da parenti e la casa era tutta per noi.
Apriti cielo ero eccitatissima,la ragazza dei miei sogni voleva fare l'amore con me,entrati in casa ,una bella villetta,ci siamo fiondati in camera da letto,era enorme con il letto rotondo che prendeva quasi l'intera stanza, per un attimo mi è parso strano ma ormai la voglia non mi permetteva di ragionare,poi è successo tutto.
Lei si è tolta il vestito ed è rimasta in intimo,era ancora più bella di quanto pensassi,”spogliati,fatti vedere nudo”,non mi sono certo vergognata era il momento tanto atteso,”perfetto hai la pelle liscia e senza un pelo,sei quasi bella quanto me”, è stata la prima volta che mi sono sentita chiamare al femminile ma non ci ho dato importanza, Maria era lì quasi nuda e mi desiderava.
“Ti va di fare un gioco,hai un corpo così bello che mi piacerebbe vederti vestita da donna”,”dai non scherzare”,cambia espressione,”allora non si fa niente,ti ho chiesto solo una piccola cosa e tu ti tiri indietro,mi sono sbagliata sul tuo conto”,”no,no,tutto quello che vuoi”,”brava piccola vedrai ci divertiremo “.
Apre un armadio pieno di indumenti femminili, più che altro abiti sexy,non certo adatti a una madre di famiglia ma oramai avevo perso la ragione.
Mi ha aiutato a infilare le autoreggenti,poi ha scelto un.perizoma e un reggiseno imbottito e infine mi ha fatto indossare una parrucca con capelli lunghissimi.
“Cazzo,quasi, quasi mi fai invidia,venite ragazzi la puttanella è tutta vostra”,cinque sgherri mi hanno bloccata,tra loro due bulli della scuola che tutti sapevano fare parte di organizzazioni criminali.
“Mettetela sul letto a culo all'aria e tenetela ferma “ io urlavo e mi dimenavo ma loro erano più forti e non c'era speranza,ormai avevo capito cosa mi aspettava ma la cosa che più mi faceva male e vedere Maria ridere divertita ,”dai José sfonda il culo alla troia,sono ancora disgustata dei suoi baci mielosi”,urlavo aiuto ma la casa era isolata,ero in trappola.
Uno di quei bastardi,mi ha messo sotto il naso la sua nerchia puzzolente,”succhia troia e non provare a mordere se no sei morta”,ho dovuto obbedire,mi veniva il vomito ma avevo paura che mi ammazzassero , quello che sembrava il capo, cercava di entrare nel mio pertugio,io stringevo le chiappe nonostante le forti sberle che ricevevo,poi uno mi ha puntato una pistola alla tempia,”rilassati puttana,meglio rottinculo che morta”faccio quello che dicono ma nonostante il dolore il tipo non riusciva a infilarlo probabilmente non era abbastanza duro:”Maria prendi il lubrificante,la puttana è stretta”,”c'è di meglio ci penso io capo a fargli il culo come una caverna,poi voi finirete il lavoro “.
La bastarda era la peggiore di tutti,ha preso da non so dove un dildo di almeno trenta centimetri per cinque di diametro e con forza la spinto dentro, urlavo e piangevo per il dolore ma lei rideva e stantuffava a con quel mostro, più volte ho perso i sensi, non smettevano mai.
Ha rotazione mi hanno sfondata e anche due alla volta,ormai non sentivo più dolore ero solo schifata,poi a turno mi hanno farcito l'intestino e la porca ha bevuto sangue e sborra dal mio culo e poi non contenti si sono messi a cerchio e mi hanno riempita di piscio.
Speravo fosse finita ma mi sbagliavo,un intero pomeriggio di sevizie, orrendi personaggi entravano e uscivano dopo aver abusato di me,ero ormai una maschera di sperma e mi doleva ovunque, poi verso sera se ne sono andati tutti lasciandomi in uno stato pietoso”.
“Non li hai denunciati”,”se lo facevo anche la mia famiglia ne avrebbe pagato le conseguenze,il giorno dopo Maria con un ghigno stampato in viso mi ha detto qual era il mio destino,ogni volta che chiamava dovevo essere disponibile e se andavo alla polizia avrebbero sterminato me e la famiglia.
Ho dovuto subire abusi per mesi, fortunatamente qualche cliente mi dava la mancia e appena ho racimolato il minimo necessario sono sparita da Bogotà.
Non avevo un titolo di studio né altre capacità,l'unica soluzione era continuare a vendere il mio corpo, ho risparmiato ogni peso fino a raggiungere la cifra per venire in Europa.
Sono sbarcata a Milano,con un permesso di soggiorno turistico,qui la gente è diversa, certo ho dovuto continuare il mestiere,sottopormi a interventi e leccare il culo a gente importante,poi finalmente qui in Germania mi sono realizzata,ho smesso di vendere sesso e sono riuscita a aprire la boutique “.
Sono sconcertata da quanto ha patito, certo che a volte il mondo è cattivo, istintivamente l'ho baciata trasmettendogli affetto.
“Andiamo a letto ho voglia di coccole,con tè sto bene e se anche tu lo vuoi vorrei vivere insieme a tè “.
Quella notte non facciamo sesso, sarebbe superfluo,ci addormentiamo una tra le braccia dell'altra godendo del piacere di stare insieme, praticamente quella notte ci siamo fidanzate .
Da allora siamo inseparabili,solo il lavoro ci tiene lontane, normalmente nella vita sono una che ama la solitudine ma con Helena non ne sento il bisogno.
Qualcuno ci guarda strano, specie durante le ferie in Italia,pensano che siamo lesbiche e la cosa ci diverte un sacco.
Ormai parlo correntemente il tedesco,il lavoro è quasi ultimato,chiedo in ditta se è possibile fermarmi qua e acconsentono, solo che devo viaggiare,ma almeno nei weekend siamo insieme,la prima volta che l'ho chiamata amore è stata una cosa improvvisa, eravamo nel suo negozio,intente a sistemare la merce appena arrivata,dovevo sistemare della lingerie su una scaffale troppo alto per arrivarci col mio metro e sessanta:”amore,dammi una mano non ci arrivo”,lei è ammutolita ci siamo guardate, è andata a chiudere il negozio e abbiamo fatto l'amore sopra il bancone tra la merce , mentre due affezionate clienti ci guardavano a occhi sgranati dalla vetrina.
Dopo quattro anni di frequentazione decidiamo di sposarci,al matrimonio in comune partecipa solo mia madre e poche amiche, mamma si scioglie in lacrime,la luna di miele in Colombia a conoscere i suoi.
La ragazza che l'ha rovinata è morta due anni prima durante un regolamento di conti tra bande rivali del racket della prostituzione.
Dopo il matrimonio civile,ora Helena mi vuole portare all'altare,qui la legislazione permette il matrimonio tra transgender e donna,ma per sposati in chiesa deve trasformarsi in Antonio,vederla in abiti maschili con una fascia che le nasconde il seno e i capelli raccolti a coda mi fa uno strano effetto,non vedo l'ora che la festa finisca per fare sesso ma devo aspettare, le feste qui si tirano alle lunghe,ma la passera non aspetta,per un paio d'ore ci rendiamo irreperibili e per la prima volta mi riempie oltre al culetto il ventre.
Ritorniamo alla festa come niente fosse, a parte il vestito strappato e sporco d'erba,la mamma sorride.
¡Genial, ha llegado el momento de ser abuela! Non serve conoscere lo spagnolo,il cantiere è aperto,per Helena sarà dura.



Helena Ada
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