Lui & Lei
Lo spazzacamino
Curioso917
21.10.2025 |
6.024 |
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"Un Giorno, in un'altra città dove mi trovavo per lavoro, tra folla mi è sembrato di riconoscere Lele mi è sembrato impossibile trascinava un passeggino, figurati se uno come lui si era sposato,..."
In compagnia lo chiamano lo spazzacamino, già a diciassette anni faceva il gigolò,la natura l'aveva dotato di un pendolo sproporzionato sia in lunghezza che in larghezza o almeno è quello che si dice e questo l'aveva portato ad abbandonare gli studi,in compagnia faceva lo sbruffone , diceva che il padre si spaccava la schiena per quello che lui guadagnava in un ora.Non mi era simpatico né antipatico semplicemente mi era indifferente.
Non concepisco il sesso per soldi,io vengo da una famiglia povera, a quindici anni la verginità era un ricordo sbiadito ma non mi sarei mai venduta per denaro e lo dico con cognizione di causa,ho avuto le mie opportunita,mamma natura è stata generosa con me ma trovo deprimente per donna o uomo che sia vendere il corpo per soldi.
Eppure Lele lo spazzacamino riusciva a farsi apprezzare dal gruppo di amici,una specie di celebrità, naturalmente almeno a parole le amiche lo disprezzavano o snobbavano ma in cuor loro facevano carte false per farselo almeno una volta.
Lui conscio di ciò ogni tanto ne accontentava qualcuna,di solito nella toilette degli handicappati del nostro ritrovo,di natura sono un'attenta osservatrice e ho visto uscire da lì ragazze sconvolte e con le gambe tremanti tanto da far fatica a reggersi in piedi.
C'è da dire che non è una ciattella ,”parola usata dalle nostre per definire un chiacchierone inaffidabile “ma le tipe in questione non riescono a mantenere a lungo certi segreti,basta confidarsi con l'amica del cuore che lo sanno tutti.
Io di solito sono accompagnata,mai avuto storie serie ma comunque per fare sesso ho bisogno di un minimo di partecipazione emotiva,darla al primo venuto lo trovo squallido.
Ma purtroppo è in parte per colpa mia se le relazioni non durano, sono troppo schietta e senza peli sulla lingua e se qualcosa non mi va lo dico e non sempre questo piace al partner di turno, risultato dopo un po’ torno singola.
Del resto ora mi interessa solo perseguire i miei obiettivi,una laurea e un buon lavoro che mi renda totalmente indipendente.
Per ora e lo dico senza falsa modestia,studiano e accettando tutti i lavori,anche quelli più umili,sono riuscita a prendere in affitto un appartamentino tutto mio.
Al secolo Genoveffa,non c'è niente da ridere è un nome come un altro e personalmente non mi dispiace,sono alta più della media, sfioro il metro e ottanta, capelli castani e occhi verdi,in quanto al fisico direi che rientro nei famosi parametri per intenderci 99/60/90,ed è per questo che nonostante il carattere sono circondata da mosconi.
Praticamente io e Lele viviamo in orbite diverse ma può sempre succedere che per qualche sconvolgimento apocalittico le orbite si scontrano e bumm saltano gli schemi.
Trekking organizzato dalla compagnia,una quarantina di persone, amo la montagna ma non così,preferisco in solitaria o al massimo piccoli gruppi ma un amica insiste che partecipi e alla fine cedo.
Sembra la gita aziendale di Fantozzi, tutti stipati su un pullman,qualcuno accenna un coro alpino, da rabbrividire,non vedo l'ora che la giornata finisca.
Grazie all'amica eravamo arrivate a prendere il pullman per un pelo,il suo ganzo del momento gli ha tenuto il posto,a malincuore sono andata in fondo al pullman e per sfiga l'unico posto libero era accanto a Lele.
“Ciao bonazza”,”ciao prostituta,oggi niente tardone in vista?”,”bhe' non è male ogni tanto rifarsi gli occhi e non parlo solo dei paesaggi naturali, peccato che porti i pantaloni”, cominciamo bene, questo mi ha adocchiato la giornata si prospetta più pesante del previsto…
Cerco di stare sulle mie,arrivo perfino a leggere il bugiardino delle pastiglie della nausea,”mi ha sempre disturbata viaggiare in corriera e per precauzione le ho portate”.
Lui ogni tanto si alza per fare lo scemo con tutte e scarzare coi ragazzi poi ritorna a sedersi accanto col suo sorrisetto ironico.
“Mafalda perché non mi racconti un po' di te,hai un ragazzo che ti soddisfa,se vuoi ci penso io,vedrai per almeno una settimana sei a posto”,”guarda che Mafalda è quella seduta in terza fila,io mi chiamo Genoveffa e se ho bisogno di sfogarmi con un uomo lo scelgo,magari uno che oltre alla mazza ha anche un cervello funzionante".
“Tu mi offendi, oppure fai come la volpe con l'uva acerba,cara la mia volpacchiotta qui non c'è uva ma una banana bella grossa”,” non dirmi che conosci Esopo credevo leggessi solo i fumetti e quelli con poche parole”.
“Ti stupiresti di quante cosa si imparano a letto con le tardone, potrei ambire a una laurea ad honorem, però sarebbe un idea,facoltà di scopologia applicata,mi vedo nelle veste di docente illuminato” .
Mi scappa una risata,lo credevo più idiota invece ci sa fare anche con le parole,e proprio vero che non sempre il diavolo è come lo descrivono.
“Finalmente sono riuscito a farti ridere,il ghiaccio è rotto anche se guardando il tuo fondoschiena vorrei rompere ben altro che il ghiaccio,certo che a proposito di ghiaccio tu mi sembri un iceberg e dai sciogliti un po'”.
Ma guarda questo,va sul pesante ma con ironia, chi l'avrebbe detto, peccato ora che lo conoscono meglio se non fosse un professionista del sesso ci farei un pensierino.
Tutto sommato il viaggio è piacevole e non mi viene la nausea,devo dire che Lele non si limita a fare allusioni, è anche piacevole parlarci.
Arrivati sul posto affrontiamo i sentieri in fila indiana,sembra di essere in coda alla posta e guarda caso Lele è dietro me che si gode anche il mio di panorama.
A volte a noi donne ci piace provocare, nonostante la difficoltà della salita mi muovo ondeggiando le chiappe.
“E basta tormentarmi, fermati vado avanti io,ho il pantalone che scoppia,quando vuoi la sai fare la stronzetta”, adesso sono io a sorridere ironica :”se sapevo mettevo gli shorts, pensa non ho un filo di cellulite , peccato vero? Ma io non lo faccio per soldi e non la do al primo venuto”.
Durante il percorso continui battibecchi in allegria , proprio vero bisogna conoscere le persone prima di giudicare.
La stronzetta della mia amica Giovanna che ha tanto insistito che venissi si avvicina e mi bisbiglia nell'orecchio;” che culo,puoi farti lo spazzacamino e dire che ho dovuto mettermi in ginocchio per farti venire “,”non farti strane idee ci stiamo solo divertendo,non gli faccio il filo e adesso torna dal tuo ragazzo,se ti da per dispersa ne trova subito un'altra”.
"Invidiosa la tua amica o forse gelosa","è perché dovrebbe","beh chiedi a lei,non ho l'abitudine di chiacchiere a vanvera,specie di certe cose,a volte so essere discreto","noo la Giovanna ","io non ho detto niente,sei tu che salti a conclusioni,però…","però cosa?","una cosa è sicura non è bionda naturale".
"Lo vedi sei un cazzone è non parlo di quello che hai in mezzo alle gambe,ti rendi conto che se si viene a sapere le rovini la reputazione? Stronzo,ti conviene andare avanti prima che ti dia una scarpata che non riuscirai più a lavorare per settimane ","ok,ok,però che caratterino,ciao bellissima ".
Più tardi ci fermiamo a bivaccare in una radura piena di fiori , sposto un sasso per sedermi e resto paralizzata dal terrore,una vipera ,l'ho disturbata e mi attacca,cerco di scansare la mano ma è troppo veloce.
In una frazione di secondo mi sento morire chiudo gli occhi in attesa dell'inevitabile ma non accade nulla,Lele aveva visto la scena è con una grossa pietra ha colpito il rettile che si è allontanato.
Sudo freddo non riesco a muovermi per lo spavento,quelli vicini che hanno visto accorrono,chi mi rincuora per lo scampato pericolo ,chi mi da da bere un sorso di grappa, Lele è in piedi che mi guarda e sorride.
"Grazie non so come sarebbe andata a finire senza di tè è stato terribile","pensa alla povera bestiola che prima è stata disturbata è poi si è beccata una pietra addosso, direi che tutto sommato ha avuto la peggio".
Mi alzo e istintivamente l'abbraccio,sento la grossa mazza premere sul mio ventre è sobbalzo all'indietro "ehi,non è un arma,non dà dolore,solo piacere,chiedi a chi sai tu",non riesce proprio a fare a meno di scherzare ma le devo la vita,non credo che qualcuno di noi a portato con sé il siero.
"Direi che starti vicino è stato utile bello”, l'abbraccio :”ma speravo almeno di meritarmi un bacio e vabbè sei proprio una dura insensibile,peccato tu mi piaci ".
Gli amici intorno si sganasciano dalle risate,alcuni gridano:"bacio,bacio", nonostante la mia altezza devo alzarmi sulle punte lui sarà alto due metri e schiocco un bacio sulle sue labbra, lui le socchiude,sento la sua lingua sulle labbra e onestamente la cosa non mi dà fastidio.
"Wow,altro che fredda","stupido,semplicemente non sono una facile come quelle che frequenti,non sono una da una botta e via,per fare qualcosa con un uomo deve scattare la scintilla".
"Ok,d'accordo non sono il tuo tipo ma con quello che mi devi almeno tienimi compagnia per oggi,poi sparito nelle nebbie del tempo e non saprai più nulla di me".
Non lo pensavo così, più passa il tempo è più mi è simpatico e non è per niente stupido,gli sorrido:”ok per oggi ti concedo il privilegio di farmi da accompagnatore,lo spavento mi ha messo appetito cos'hai di buono nello zaino?”
Dovevo aspettarmelo, barrette di cioccolato fondente,frittata con salame, zabaione e un tipo di yogurt mai visto, tutte cose per tenersi in forma per il lavoro, io ho portato la pasta al forno fatta con le mie mani dalla ricetta imparata da mamma e due belle fettazze di crostata di mele,come prevedibile ripone le sue cose nello zaino e spazziamo tutto con appetito.
“Uff,sono pieno come un uovo, complimenti alla cuoca,non sei solo la classica figa senza né arte e ne parte,sono contento che stiamo approfondendo la conoscenza,sai ti ho sempre giudicata una che se la tira, sempre accompagnata con qualcuno per poi cambiarlo come i calzini, è proprio vero le persone bisogna conoscerle”,”già, anch'io ero convinta che eri solo un bell'uomo senza cervello ma devo ricredermi”.
Di battuta in battuta arriviamo al pullman,la gita è finita ma qualcosa è cambiato,sarei ipocrita a dire che mi e ancora indifferente ma all'arrivo lo saluto solo con una stretta di mano.
Giunta a casa mi infilo in doccia e poi svuoto lo zaino,vedo un pezzo di carta, c'è un numero e due righe.
“È il mio numero,sono il tuo fedele accompagnatore ,se ti viene voglia di chiamare mi faresti contento,se getti il foglietto me ne farò una ragione ma saresti tanto, tanto cattiva, mi piacerebbe per un po' essere il tuo boyfriend anche senza concludere niente, sono sicuro che da tè ho molto da imparare“.
Sorrido, però che tipo,ad essere sincera prima di lasciarci mi aspettavo qualche avance,non che sono rimasta delusa, in fondo non mi andava davanti a tutti.
Certo non mi è indifferente e in questo momento sono libera,salvo il numero in rubrica,non lo chiamo certo adesso,una femmina deve sapere come farsi desiderare.
A letto prima di addormentarmi penso,che stupida,io farmi desiderare da lui,non è certo il tipo da impegnarsi e poi mi immagino la scena”cara vado da una cliente,mi aspetti per cenare?” Ma dai che cazzo vado a pensare.
Per tre giorni sono fuori città,vado a trovare i miei che abitano in una cittadina vicina,tra loro e le vecchie amiche mi scordo di Lele,rientrata la sera vado al solito ritrovo.
Tempo zero arriva la Giovanna tutta eccitata :”su dai racconta, com'è, com'è”,”com'è chi,cosa, che c'hai”,”dai,non prendermi in giro, è quattro giorni che né tu e né lui vi fate vedere,non sono mica scema,allora racconta, è vero che ti manda in orbita”.
Sto per rispondergli male, non tutte sono troiette come lei che si fa trombare da altri quando è accoppiata, nel frattempo è arrivato Lele che ha sentito tutto,ha stampato in faccia un sorriso complice.
“Ciao amore mio,scusa il ritardo a volte sono imperdonabile,che ne dici di una pizza ,qui troppi non si fanno gli affari propri,dai andiamo”, Giovanna è sbigottita e per la prima volta da quando la conosco resta ammutolita,anche gli altri ci guardano stupiti, Lele mi porge il braccetto e usciamo dal locale.
“Bravo e adesso chissà cosa penseranno tutti”,”che siamo presi, almeno per quanto riguarda a me, e allora pizza o ristorante?”
“ Pizza non ho soldi da buttare e non mi và che paghino altri per me”.
,”Ok vada per la pizza ma sarebbe normale che il fidanzato paghi la cena”,”scemo andiamo se no ti pianto in mezzo alla strada e vado a casa a farmi una pasta”,’il primo litigio, fantastico,su andiamo quando ti vedo arrabbiata mi viene appetito e se non ti offendi non solo di cibo”.
Più che offendermi mi lusingo ma non è il caso di dirlo ma poi perché fare la ritrosa non ho nessuno che mi aspetta ormai sono curiosa di fare sesso con lui e poi vado come vada, almeno provarci.
Alla faccia della pizza,mi porta in un ristorante pizzeria che conosce,vedo passare sotto il naso primi di pesce e fritto misto,non riesco a resistere e ordino quel bendidio.
Primo secondo,contorno e dolce e la sua piacevole compagnia,penso che affabulare faccia parte del mestiere ma mi fa piacere,di pagare non c'è verso,vuole che l'invito a cena da me per andare in pari,mi fa' sentire bene e questo per qualsiasi donna è importante.
Ho soddisfatto la voglia tranne una e sono consapevole di come andrà a finire la serata,sono la prima a volerlo.
Non l'avrei mai detto ma è la mia voce che parla :”a casa tua o da me”,”lascio a te decidere magari sei più a tuo agio a giocare in casa”,la frittata è fatta,non posso più tirarmi indietro e neanche lo voglio.
Sul pianerottolo di casa il primo vero bacio che ci scambiamo e che bacio,ha il potere di trasportarmi tra le nuvole,,non sono una ragazzina inesperta ma lui mi fa sciogliere,sento già la patatina umida e solo per un bacio.
Ci trasciniamo senza smettere, di baciarci fino al letto ,ho una voglia matta,sono assatanata del resto è un mese che non faccio sesso .
Lui mi bacia il collo, abbassa le spalline del l'abito,con abilità fa saltare il gancetto del reggiseno,infila il naso nel solco e ne aspira il profumo poi si dedica ai capezzoli.
Non ho mai provato più di tanto a farmi succhiare i capezzoli e palpare il seno ma le sue mani e le sue labbra mi fanno impazzire e incredibilmente arriva il primo orgasmo,sento le mutandine appiccicate alle grandi labbra della passera,presa dal trattamento a fatica le sfilo per gettarle a terra ma Lele le acchiappa al volo e me le mette sotto il naso,insieme le annusiamo ,non l'avrei mai pensato ma questo mi scatena la libido.
Mi sfilo l'abito,lui guarda estasiato il mio corpo nudo e questo aumenta la mia carica erotica, via polo e pantaloni,poi lentamente gli calo i boxer.
Sgranò gli occhi pazzesco li sotto ha un anguilla e bella grossa ,riesco a malapena a tenere in bocca la cappella ma certo non desisto, caparbiamente riesco a farne intrate in bocca un pezzetto,lo insalivo per bene lo sflilo dalla bocca e mi gusto le gocce di precum ,per poi leccare l'asta.
Dai versi che fa sembrare gradire,e questo mi inorgoglisce,
dicono che sono brava a fare i pompini e voglio che se lo ricordi, tanto che mi incaponisco e tenendolo con due mani a fatica lo infilo fino in gola e inizio a pompare su e giù mentre la mano gli massaggia lo scroto bello gonfio.
“Argh,sei incredibile,hai una bocca di fata,mi fai impazzire”,le sue parole mi caricano a molla,mi duole la mandibola e mi viene il vomito ma riesco a farlo affondare oltre l'ugola per poi toglierlo per riprendere fiato.
“ Cazzo mi fai morire,se continui così mi fai sborrare”, è quello che volevo sentire,a costo di strozzarmi voglio che goda e ci metto ancora più impegno,ormai riesco a farlo scorrere agevolmente,sento le vene della mazza pulsare,sta per venire è una pazzia ma affondo fino a toccargli i peli del pube.
“Cazzo,cazooo,così cosìiii,vengooooo!!!!”,se non mi tolgo in tempo affogo,mi riempie la bocca e ingoio è buonissima, probabilmente per l'alimentazione,continua a schizzare sulla faccia e sui seni,ne raccolgo a ditate e metto tutto in bocca poi gli mostro la lingua e ingoio.
L'ultima cosa che mi aspettavo è che mi baciasse, un bacio erotico e passionale, ho ancora in bocca dello sperma e lo divido con lui, un gioco erotico che mi fa girare la testa.
“Fiuuu,ne ho incontrate di porche ma non come te e non così belle,sei una bomba,dammi qualche minuto per riprendermi” sorrido compiaciuta mentre mi spalmo della sborra sui capezzoli,alla faccia dei pochi
minuti,in pochi secondi ha l'artiglieria in tiro.
“E dire che ti credevo fredda,vieni stenditi in mezzo al letto e allarga le gambe, voglio restituire il favore e sentire il gusto dei tuoi umori “.
Incredibile lecca meglio di una lesbica,ho orgasmi a ripetizione,mi succhia il clitoride come credo solo lui sa fare,sta di fatto che non ho mai goduto così ed ed solo l'inizio,la notte e lunga e domani non si lavora ho intenzione di continuare fino allo sfinimento.
Il miglior cunilingio della mia vita,dal piacere contorco anche le dita dei piedi, lo stringo tra le cosce ma Lele non ha intenzione di scappare,anzi continua fino a sfiancarmi , poi mi fa assaggiare dalle sue labbra i miei umori che lecco ingorda,non mi sono mai sentita così porca e ne sono felice.
E arriva il momento,si avvicina alla topa col pitone in tiro:”ti prego fai piano con questa bestia che ti ritrovi mi laceri”,sorride:”tranquilla sentirai solo piacere te lo giuro”.
Facile dirlo ma un coso così enorme non è mai entrato nella mia passera,appena appoggia il glande mi irrigidisco :”calma piccola,rilassati non ti farei mai del male”.
Solo un leggero fastidio a causa della tensione poi mi rilasso mi sento piena ma vengo presa da ondate di piacere ,sento il pitone scendere sempre più in profondità fino a cozzare il collo dell'utero e farsi strada più a fondo,pazzesco lo usa come un piumino,provo solo un gran piacere,mi montano orgasmi mai provati prima.
Dopo poco sono io ad incitarlo a scoparmi più forte godo come una vacca,la passera sbrodola in continuazione come un rubinetto rotto,una notte di fuochi d'artificio ho pensato di concedergli anche il lato B ma non sono preparata e non vorrei farmi male.
Lele ha una resistenza incredibile,forse perché è abituato più a dare , che ricevere piacere,forse me ne pentirò ma sono stata io a chiedere di scoparmi a pelle,adoro sentirmi farcire è per questo che non mi sono mai interessate le avventure di una notte.
Non guardo l'ora ma ormai la luce filtra dagli scuri,mi alzo con le gambe tremanti per andare in bagno :”Lele mi hai sfiaccata, è stato grandioso,spero di rivederti almeno come amico”,”perché mi cacci,speravo di fermarmi a dormire da te”,”ma no guarda non è il caso,tu sicuramente avrai impegni e poi abbiamo già fatto sesso,quindi ti ringrazio “,”hai capito la stronza,per una volta che faccio sul serio questa mi caccia,e poi mi dicono che devo vergognarmi,vergognati tu era ovvio che mi piacevi ma va a quel paese”,”no fermati,credevo fossi tu a volertene andare,dicono tutte che dopo il sesso non ti interessa più niente,credimi serei felice che restasti,sarebbe bello svegliarmi e trovarti al mio fianco”.
“Scusami,forse ho esagerato,cerca di capire,di solito mi considerano poco più di un oggetto,una macchina per godere e quando sono soddisfare e appagate mi pagano e tanti saluti,tu mi piaci e vorrei approfondire la conoscenza e non solo tra le lenzuola”,allargo le braccia,dai vieni dormiamo,siamo stati due stupidi ma io non ti considero un oggetto ,se una persona non mi va a genio qua non ci entra, adesso però un attimo mi scappa la pipì poi arrivo",",beh non volevo dirlo ma se non ci vado subito me la faccio addosso”,penso perché no , è una cosa intima però…:”adesso non giudicarmi male ma quando sono sotto la doccia non riesco a trattenerla e mi piace da morire farla sotto i getti d'acqua tiepida,ti và di farla in due?”,lui annuisce e il risultato è scontato,quando torniamo a letto è mattina inoltrata.
Mi sveglio alle due del pomeriggio,come sempre mi stiracchio ,poi mi giro e non c'è,non mi incazzo ne resto delusa più di tanto,del resto era una relazione improponibile,penso, è stata una notte fantastica e tanto basta.
Mi trascino come una zombie in cucina e a momenti prendo un colpo :”ciao Genoveffa,ben svegliata,ho preparato le omelette con quello che ho trovato nel frigo, zabaione e un bricco di caffè ,spero vada bene,non conosco le tue abitudini “, resto come interdetta a guardarlo, non solo si è fermato ha anche preparato la colazione, nessuno prima aveva fatto un così bel gesto per me, d'istinto lo bacio.
“Ehi quanto entusiasmo per una colazione, siediti e mangiamo, è piacevole preparare per due, normalmente mi sveglio da solo e mai così tardi,sei una strega tentatrice,potrei abituarmi”.
È possibile sbagliarsi fino a questo punto su una persona,pare di sì,tutto ciò è una piacevole sorpresa, mangio di gusto,le omelette sono buonissime,lo zabaione è un ricordo d'infanzia, lui sorride e mi accarezza i capelli in disordine.
“Sai Genoveffa,al risveglio sei più bella che mai e dire che ti ho sempre visto come la classica strafiga che se la tira”,”bella,bravo prendimi per il culo,sono un mostro,occhiaie,trucco sbavato e sulla testa un cespuglio ma devo confessarti che anch'io non avevo una grande opinione di te, sì insomma sempre pronto a vantarti con gli amici per quello che fai, sempre con quel sorrisetto ironico stampato sulla faccia e ha soddisfare chiunque nella toilette degli handicappati e ora guarda,una serata magnifica e il risveglio meraviglioso sei come il dottor Jekyll e mr Hyde”.
“Bhe',un conto è il sesso come ginnastica e altra cosa è il sentimento,te l'ho detto, sul pullman come sempre ho fatto lo scemo poi pian-piano mi sei entrata nel sangue,puoi non crederci ma anche per me questa notte è stata speciale”.
Questa volta vado a prepararmi da sola,se mi seguiva finivamo sicuramente a letto e io ho promesso a Giovanna nel pomeriggio di accompagnarla a fare compere,anche se rinuncerei volentieri.
Usciti di casa ci salutiamo con un bacio,ogni volta mi sento sciogliere come una ragazzina al primo amore,mi sto rimbecillendo per una storia impossibile .
“Ciao vado con Giovanna per frenare il suo shopping compulsivo”,”io ho un appuntamento diciamo di lavoro, sarò impegnato per un paio d'orette , appena mi libero ti telefono,passiamo la serata insieme e se ti va domani andiamo in montagna io e te senza ropiscatole al seguito”.
Se fossi saggia,gli direi che ho impegni ma non lo sono, almeno questa volta,le rispondo di sì,un ultimo bacio e poi ognuno per la propria strada.
Dire che sono contrastata è poco,in vita mia non ho mai goduto così e ora sarebbe dura rinunciarci,ma una simile coppia non avrebbe futuro, almeno credo.
Giovanna per un po' si trattiene dal fare domande e conoscendola per lei è dura, Poi però mi vede con la testa tra le nuvole.
“Adesso ci fermiamo a bere un caffè al tavolino e vuoti il sacco ,non ti ho mai vista così,è successo qualcosa di spiacevole con lo spazzacamino?”,”giudica tè, abbiamo fatto sesso dalle sette di ieri sera fino a questa mattina alle dieci e quasi senza interruzione, spiaciuta no è che sono combattuta,lui la sta prendendo sul serio e mi sento spiazzata non so come comportarmi”,” cosaaa tutta la notte insieme e ti domandi cosa fare,darei un rene per essere al posto tuo e tu ti lamenti”, ”ipocrita,ti sei fatta scopare in toilette “,”che bastardo , poteva fare a meno di dirtelo “,”veramente non è da lui che l'ho saputo,certe voci circolano,del resto se vuoi ti faccio l'elenco delle ragazze che ho visto uscire da quel posto seguite a ruota da lui”.
“Cazzo se lo scopre Gianni mi molla”,”di Lele ti puoi fidare da certe che credi amiche non troppo,dimmi ti è piaciuto il sesso con lui”,”è stata solo una sveltina, figurati che non mi ha guardata nemmeno in faccia,ma ho goduto come una porca e lui neanche una piega,mi dava l'idea di farlo per farmi un favore”.
“Con me' è stato diverso, indubbiamente c'era sentimento, anch'io non lo credevo possibile ma mi sbagliavo, figurati che ha anche preparato la colazione ,vuole rivedermi e mi ha invitata a una scampagnata io e lui da soli”,”amica mia se non ci vai sei da ricovero,lo spazzacamino che prova qualcosa per una donna,questa è bella”,”Giovanna non ti provare ad aprire bocca con nessuno, se no da domani esci con quell'oca di Ivana” ,giura e spergiura ma ci faccio poco affidamento,del resto in compagnia e stato lui a dichiararsi al bar, mal che vada sarò invidiata da tutte ma è l'ultima cosa che mi interessa.
Alle diciotto ricevo una sua telefonata:”scusami ho fatto tardi,ti và se ci vediamo direttamente al bar?”,”sei sicuro di volerlo,guarda che saremo sulla bocca di tutti”,’lunica che mi interessa è la tua,sento già la nostalgia dei tuoi baci”,”ok lumacone,io vado per le diciannove,direi aperitivo e poi mi piacerebbe tornare in quel ristorante ,ti và?”,”certo solo se mi prometti di venire con me domani”,”ti ho già detto che vengo , cos'è ti sei scordato “,”no è che mi piace sentirtelo dire,a dopo”.
Non so cosa pensare, mi sto buttando a capofitto in questa storia, spero solo di non uscirne con le ossa rotte.
Arriva con mezz'ora di ritardo,mi bacia davanti a tutti come fossimo una coppia.
“Scusa il ritardo ma le gemelle Livetti non mi mollavano,del resto pagano senza battere ciglio,direi che è tardi per l'aperitivo, che le dici di andare subito a mangiare?”
Incazzata nera è dir poco,che ragione c'era di dirmi la ragione,vuole un rapporto serio e mi parla delle tardone che chiava per guadagnarsi da vivere, meglio lasciar perdere mentre sono in tempo.
“No mi è venuto mal di stomaco me ne torno a casa,vai pure tu”,” ma no,se stai male ti accompagno”,alzo la voce, tutti si voltano a guardare,”cazzo sei duro di comprendogno ti ho detto che non vengo,approfittane per guadagnare altri soldi e non cercarmi più “.
Mi alzo di scatto e me ne vado,mentre Lele impietrito non reagisce.
Sono più incazzata con me stessa e con lui, ma cosa mi ero messa in testa,che smettesse di fare il gigolò per me e magari trovare un posto da operaio per starmi vicino solo per amor mio?
Svegliati Genoveffa il sogno è finito.
Mi riempie di telefonate e messaggi a cui non rispondo,sono così a terra che alle nove mi prendo degli ansiolitici e vado a dormire,del resto c'è del sonno da recuperare.
Mi sveglio alle sette del mattino,ho fatto un'unica tirata,mi lavo e mi infilo una tuta da casa conscia di come passerò la giornata svogliatamente mi metto a studiare, dimenticare Lele non è facile,non così presto.
Solo a metà mattina mi accorgo che il telefono è ancora in modalità silenziosa, l'icona di WhatsApp mi dà una ventina di messaggi,di cancellare la chat non ci penso nemmeno,vediamo come si giustifica.
Nei primi messaggi mi implora di rispondere al telefono per chiarire, poi man mano cambiano,fino ad arrivare a pesanti insulti nei miei confronti,nel penultimo mi dice che sono una pessima persona e maledice se stesso per quello che prova,questo risale alle due di notte, l'ultimo alle quattro.
“Mi hai profondamente deluso,ti facevo diversa, l'atra notte forse per la prima volta in vita mia non ho fatto solo sesso.
Quello che ho provato non sono in grado di spiegarlo, anch'io non lo comprendo,sta di fatto che desideravo veramente conoscerti,passare del tempo insieme,magari iniziare una vera storia e provare se esiste veramente l'amore.
Ma è bastata un incomprensione per spezzare il sogno, potevamo parlare ognuno dire le proprie ragioni, ma no, è stato più facile fuggire.
Del resto chi sono io,un uomo oggetto,buono solo a soddisfare certe voglie inconfessabili,poco più che un sexy toys da usare e poi riporre in un cassetto
Bhe' ti stupirai ma anch'io ho un'anima, un cuore,un cervello ,nella vita ho fatto le mie scelte un po' come tutti e non me ne pento,fin da quel giorno che una amica di mia madre mi a riempito di regali per andare a letto con lei ho capito qual era il mio destino,la natura mi aveva fatto un dono e stava a me sfruttarlo al meglio ma non credere che sia stato tutto rosa e fuori,nessuna donna mi vedeva nei panni di fidanzato,tutte volevano una sola cosa da me,il cazzo,giovani o tardone era questo che le interessava di me,non l'uomo e tantomeno i suoi sentimenti.
In tè vedevo una boccata d'aria fresca, non credere che tutto è capitato per caso,sapevo tutto di tè,che eri una che ha sempre lottato nella vita per emergere,che oltre alla bellezza hai un cuore e una testa che ragiona ma forse ho preteso troppo da te,volevo una compagna ma ora ho capito che è impossibile ma una cosa voglio ribadirla, l'altra notte non è stato solo sesso.
Ora non ti disturberò più,poi continuare tranquillamente a frequentare i soliti posti,io sparirò nella nebbia, tanto lì non ho veri amici,ti auguro buona vita Genoveffa,ti ricorderò per sempre con affetto “.
Sono stordita, è vero non gli ho lasciato nessuna possibilità di spiegarsi di capire il dramma interno,io che mi vanto di non essere una superficiale,di guardare oltre alle apparenze e ora sono qui leggere e rileggere le sue parole,maledetta me',la verità è che avevo paura, è bastata una scusa per fare saltare il banco,e ora mi sento un verme.
L'ho cercato,per mesi,nessuno sapeva dirmi che fine aveva fatto,il telefono dava numero inesistente, sicuramente aveva cambiato la SIM,era veramente sparito.
Ho avuto un periodo di depressione poi mi sono ripresa,amo troppo la vita per sprecarla.
Negli anni a venire,mi sono laureata,dopo averne cambiati diversi ho trovato un buon lavoro,ho avuto le mie storie,sono stata tradita e ho tradito a mia volta,quello che due anni fa' era inconcepibile non l'è più,ho fatto sesso senza sentimento anche dei club privè e ho realizzato che il sesso e l'amore sono cose diverse,di sesso mi sono abbuffata,in quanto all'amore solo delusioni.
Un Giorno,in un'altra città dove mi trovavo per lavoro,tra folla mi è sembrato di riconoscere Lele mi è sembrato impossibile trascinava un passeggino, figurati se uno come lui si era sposato,poi si volta e lo riconosco, impossibile sbagliarsi è proprio Lele.
Forse mi ha visto o forse no, lo vedo salire in metropolitana e ho l'impulso di seguirlo, riesco a rischio di farmi male a saltare sull'ultimo vagone.
Non c'è molta folla ma lui era salito sul vagone di testa, devo farmi largo mentre il convoglio corre, già quattro fermate speriamo non sia sceso,e se puoi lo intercetto cosa dico? Ci penserò al momento .
Arrivo trafelata al primo vagone proprio mentre sta scendendo,con un balzo raggiungo l'uscita prima che la porta si chiuda, praticamente ci sbatto contro:”Genoveffa sei proprio tu?” “un po invecchiata purtroppo “,”scherzi sei bellissima,cosa ci fai qui?”,”lavoro,che dici ci prendiamo un caffè o devi raggiungere la madre,ti sei sposato, incredibile “,”no è una lunga storia, andiamo nel mio bar così cambio Alice la mia piccola principessa e le dò la pappa “,perplessa lo seguo.
“Ti piace, è mio,la sera serviamo l'aperitivo,e a mezzogiorno si può pranzare anzi vieni che ti faccio assaggiare un mio intingolo,i clienti ne vanno matti”.
Cavoli una salsa veramente buona,lo guardo cambiare con abilità il pannolino e lavare il sederino della bimba a dir poco sono sconcertata è questo l'uomo che giudicavo non essere in grado di prendersi delle responsabilità? Comincio a pensare che ero io la sbagliata.
“E allora, solito bar e sempre a parare il culo alla Giovanna dai suoi spasimanti?” “ Non proprio la Giovanna sembra aver trovato l'uomo giusto”,”e tu?”.
“Dipende, dopo quella sera ho capito che era meglio smettere di cercare, purtroppo eri tu che volevo se stavo zitto non ti perdevo, semplicemente non volevo mentirti ti avrei detto che era l'ultima volta al ristorante, ma tu purtroppo l'hai presa male.
Anch'io ho le mie colpe, mi sono sentito ferito e ho reagito nella peggiore delle maniere, ho tagliato i ponti con tutti e me ne sono andato, come vedi ho aperto questa attività e di questo non sono pentito”.
“Sono sincera, Io sono stata una stupida a non darti la possibilità di spiegarti, purtroppo ho sempre avuto il mio caratterino, quella notte non mi andava di sentirti ero incazzata nera , ho dormito fino al pomeriggio e poi ho ascoltato anche l'ultimo messaggio e.. si ti ho cercato ovunque volevo chiarire dentro di me non volevo perderti ,e questo è tutto.
C'è voluto del tempo a capire la differenza tra sesso e sentimento, non ci crederai ma col tempo ho fatto cose che ritenevo impossibile, pensa o frequentato anche dei club privè e mi sono concessa a più uomini e lì ho capito, adesso so distinguere cos'è il sentimento ma purtroppo sono troppo esigente e non ho mai trovato l'uomo giusto.
Però sono felice per te non tanto perché hai smesso di fare il gigolò ma perché ti vedo sistemato, mi piacerebbe conoscere la tua compagna”.
“Sarà dura nessuno sa dov'è o meglio potrei rintracciarla ma non mi interessa, come ti dicevo è una lunga storia, spero di rivederti ma ora devo andare in cucina, ecco è arrivata Miriana per tenere la bimba,se ti fermi qualche giorno ci si vede, prendi il biglietto del locale c'è sul mio numero”.
Dire confusa è poco, mi rendo conto di essere stata una stupida ma a questo punto rimediare è difficile.
Il giorno dopo riparto, ma già in auto sono tormentata, forse dovevo fermarmi o telefonargli la sera stessa e invece come sempre ho agito di impulso.
La sera prima di andare a dormire giro e rigiro tra le mani il bigliettino, poi d'impulso lo chiamo.
“Ciao sono Genoveffa”,”lo so riconoscerei la tua voce tra mille, non ti ho più vista del resto ci ho fatto l'abitudine ,dimmi”,”pensavo a quella gita in montagna, ti ricordi che avevo promesso di venire mi piacer…”,”dove e quando, anzi solo quando ho una piccola baita dove spesso vado a riflettere mi piacerebbe tanto che venissi “,”dammi il tempo di programmare qualche giorno di ferie e verrò senz'altro, comunque te lo dico ora, mi sono pentita per come ti ho trattato anch'io tengo a te.
Adesso è meglio interrompere la telefonata se no divento troppo sdolcinata e corro il rischio di dire cose di cui potrei pentirmi”.” Come vuoi ma io lo dico,ciao mio unico amore, aspetto tue notizie “.
Ci vuole poco a organizzarmi,una settimana di ferie,per fortuna Lele ha il personale che può sostituirlo,non chiedo altro,ho una voglia matta di rivederlo.
Venerdì mattina alle sei sono in strada ad aspettarlo, mi sento eccitata come una scolaretta al primo appuntamento, devo attendere poco ,una berlina scura si ferma è lui.
D'impulso salgo in auto e lo bacio,lui per un attimo e sorpreso, poi dischiude le labbra e ci abbandoniamo uno tra le braccia dell'altro, è come la prima volta, l'unico che mi fa sentire le farfalle nello stomaco e la testa tra le nuvole, veniamo interrotti dai vagiti della bimba, talmente desideravo di vederlo che nemmeno ho guardato chi c'era in auto.
Nei sedili posteriori c'è la bimba e la tata,
“Ops,scusate”,la ragazzina ride di gusto mentre Alice mi guarda sorridente.
“Scusami ma sono un padre single e non mi và di lasciare sola Alice per tanto tempo”,”scherzi adoro i bambini, è che non mi aspettavo che c'era anche lei “,”bene allora andiamo, direzione val d'Aosta, la baita è a tre chilometri da un grazioso paesino ma c'è da fare una piccola scarpinata in salita”.
Lele è una sorpresa continua,quella che ritenevo la tata in realtà è la sua figliastra,mi sa che ha tanto da raccontare ma voglio che sia lui a confidarsi.
Alla prima sosta in autogrill io e Miriana abbiamo già fatto amicizia, è strano sentirla chiamare Lele papà, quest'uomo è una continua sorpresa.
Arrivati alla metà scendiamo,Lele indossa un coso “non conosco il nome,” per allacciare in vita Alice,io e Miriana lo zaino e siamo pronti.
non ci vuole molto a arrivare alla baita , è grande tutta in pietra e col tetto in ardesia e tutt'intorno prati e un boschetto, posto da favola, Lele sorridendo mi dà in braccio la bimba e va nella legnaia per prendere il necessario per accendere il camino.
La bambina è tranquilla, nel vederla sorridere e mi si stringe il cuore, me la mangerei di baci, Miriana è una macchina in un attimo sistema le cose e prepara i letti, sarò egoista ma sono contenta che ci sono due camere,non riuscirei a stargli accanto e non fare l'amore.
Non deve essere da molto che sono venuti perché in dispensa che ogni ben di Dio, salumi,toma,e scatolette di ogni tipo e pacchi di pasta.
Presto la bambina si addormenta serena:”su ragazze datemi una mano in cucina, Genoveffa spero che sai cucinare, mi piace l'idea che la mia donna mi prepari dei buoni pranzetti “,”Ok vuoi la sfida e sfida sia”, la mia donna questa frase mi rimbomba nella testa ma è inutile negare mi riempie il cuore di gioia,so che è quello che voglio,desidero ardentemente con tutto a me stessa essere la sua donna,per la prima volta mi sento veramente, legata ad un uomo e non è solo attrazione sessuale.
Ci rimpinziamo e poi è il momento, Lele inizia a raccontare.
“ Genoveffa cara, la vita a volte riserva sorprese, dire belle o brutte non si sa, lo si scopre col tempo e a volte da una delusione nasce una gioia.
Vero Miriana”,”si papà,con te sono felice,non giudico mamma a lei piace la sua vita e le auguro nonostante tutto di essere felice”.
“Miriana sei un tesoro, allora dopo qualche mese dal litigio ho conosciuto Melania,dopo i primi appuntamenti mi sono affezionato,dire che era amore forse è esagerato ma c'era grande feeling a letto, del resto di professione fa la pornostar.
Io stavo ristrutturando il locale, allora dormivo in una pensione , lei mi ha chiesto di convivere e lì ho conosciuto Miriana e abbiamo subito legato.
Scusa tesoro se dico certe cose ma tu eri già consapevole di come è mamma,bhe diciamo che non se ne curava troppo, c'è voluto poco a legare ora per me' è una figlia proprio come Alice.
Melania conosceva il mio passato,da quella sera famosa ho imparato a essere sincero si Genoveffa dovevo parlartene prima,ma quello che è stato è stato,diciamo che io e Melania formavano una coppia ben assortita,sapeva del mio passato e quasi come fosse inevitabile è iniziata la nostra relazione”.
“Cavolo Lele devo dirlo,solo tu riesci a sfiancarmi, però c'è un problema,tra una settimana giro una gangbang negli states e non posso portarmi a presso Miriana,ti andrebbe se te la affido?”,” certo,tua figlia mi è piaciuta dal primo momento che l'ho conosciuta”,’”hei non fare il furbo ha solo 14 anni e per quanto ne so è vergine “,”scema è solo una ragazzina ma che ti passa per il cervello,”,”già hai ragione il tuo non è un curriculum da pedofilo,preferivi le vecchie babbione quelle che sganciavano un sacco di soldi per sentirsi ancora desiderabili,allora me lo fai questo favore”.
“Con piacere , Miranda è una ragazzina adorabile,però fammi il piacere, almeno una volta al giorno telefona a tua figlia,fagli sentire il tuo affetto “.”ok,ok, romanticone, grazie “.
Melania era la donna più sexy che ho conosciuto e lo dico con cognizione di causa ma al di là del sesso non c'era niente che ci univa, eravamo troppo diversi, io una specie di libertino convertito alla ricerca di un nuovo equilibrio, lei affaccendata nel sfruttare al meglio il corpo per accumulare soldi.
Egoisticamente anche per me era una soluzione comoda, certo era difficile vedere un futuro insieme ma in quel momento andava bene così,mi teneva la testa occupata dal pensiero che mi tormentava,aver perso l'unica donna per cui ho provato amore.
È stata via venti giorni e in tutto si è degnata di telefonare un paio di volte, la scusa che era molto occupata sul set e le ore non combaciavano con l'orario in Italia quindi non riteneva fosse il caso di disturbare in piena notte.
Era chiaro come il sole che era una menzogna, l'avrei mandata affanculo cosa che peraltro gradisce in modo particolare ma ero preoccupato per Miriana,sarà stupido ma la sentivo come padre.
In Fondo vivere con Melania non era male,a volte dava l'impressione non dico di amarmi ma di provare affetto.
Una sera dopo una seduta di sesso appagante le chiedo del padre di Miriana,la verità è che ero disposto a riconoscerla legalmente come figlia e non volevo correre il rischio che un giorno si presentasse qualcuno a reclamare la figlia.
“Il padre? E chi lo conosce,sono rimasta incinta durante una trasferta in Ungheria per girare dei film , il ginecologo mi aveva sospeso la pillola che prendevo da troppo,mi ha messo il diaframma o come diavolo si chiama,si trattava di girare una serie di film sul genere gangbang creampie, l'ingaggio era un mucchio di soldi e per la gola stupidamente ho accettato,ma poi non è andata così male,non sai a quanti piace il genere donna incinta,e così è venuta al mondo la mocciosa,vuoi fare il padre, accomodati,ci va in comune tu dici che è tua figlia e io confermo contento?”
A sentirla dire certe cose mi viene il voltastomaco me ne andrei immediatamente da quella casa ma non voglio lasciare Miriana da sola e quindi faccio buon viso a cattivo gioco ma da quella sera mi sono sentito tornare ai tempi di quando facevo sesso per soldi,il desiderio nei suoi confronti era sparito,risultato quando mi chiedeva di fare sesso e questo quando non era su qualche set accadeva giornalmente, risultato che senza sentimento usciva il gigolò,è ero in grado di scoparla,incularla e rivoltarla come un calzino per ore senza venire e per lei che nonostante il mestiere era insaziabile era festa grande.
Avevo ottenuto il mio scopo e stavo pensando di affittare un appartamentino per me e Miriana in attesa che i lavori finissero,per poi trasferirci a vivere sopra il locale dove era in allestimento un grande appartamento, quello dove tuttora viviamo.
Ma non avevo fatto bene i calcoli,avevo parecchi soldi impegnati e scarseggiavo di liquidità,risultato mi sono fatto irretire da Melania, per carità non mi ha costretto ma per la voglia di ultimare i lavori e le sue moine affettuose mi sono convinto a girare una serie di film porno quanto bastava per racimolare quanto è più di quello che mi occorreva per finire tutti i lavori.
Poi un giorno accadde quello che non mi sarei mai aspettato, Melania rimane un'altra volta gravida era un po' che la vedevo strana,una volta ha persino vomitato nel piatto,quando mi ha avvisato ero sicuro che l'aveva fatto apposta memore dei guadagni della volta precedente,ero nero dalla rabbia, prima di andarmene l'ho affrontata.
“Melania sei incosciente,non si mettono al mondo figli solo per guadagno,hai l'animo di una puttana”,si mette a ridere :”sei proprio uno stupido e come credi che ho cominciato,prima ho battuto i marciapiedi,poi in appartamento ma rispetto a tante altre il mestiere mi è sempre piaciuto e ero una bella giovane e porca,tanto che uno scopritore di talenti che lavorava per Rocco Siffredi, mi ha scoperto e avviata al mondo del porno, praticamente in paradiso.
Smettere ,non ci penso nemmeno,ho trent'anni,devo sfruttare il tempo rimanente e questa è un'occasione d'oro,poi tra qualche anno sarà tutto in salita,milf,matura,grenny, sempre meno ingaggi e io penso al mio futuro”.
“Solo il tuo,non pensi ai tuoi figli? Io me la sono cavata da sola è questo che posso insegnare ai figli “,”sei a dir poco squallida,non ti dico di andare a farti fottere ti farei un piacere,tieni cinquecento euro per il disturbo,addio troia,andiamo Miriana qui l'aria è irrespirabile “.
“Vai e portati pure la zavorra ma leggiti questo,caro il mio moralista”.
Mi tremano le mani dalla rabbia ma non picchierei mai una donna,ci sistemiamo in una pensioncina, purtroppo Miriana era presente al litigio e devo asciugarle le lacrime.
Solo a sera mi torna in mente la lettera che avevo messo in tasca,leggo e impallidisco, è un referto che attesta che il figlio che ha in grembo è mio,prendere il mio DNA vivendo insieme è stato facile,penso a quanto può essere pazzesco il destino, con tutto lo sperma che ha ricevuto proprio il mio doveva ingravidarla.
Per un po' l'ho ignorata ma poi non ho resistito, Prima ne ho parlato con Miriana spiegandogli che era in arrivo un fratello o sorella e insieme abbiamo deciso il dafarsi.
Le ho telefonato e ci siamo dati appuntamento in un ristorante pizzeria che spesso frequentavamo.
“E allora papà,cosa pensi di fare?”,”purtroppo non c'è nessuna legge che può impedirti quello che hai intenzione di fare, che mi fai schifo lo sai ma ho intenzione di prendermi la mie responsabilità anche se mi sento ingannato”,”povero tesoruccio non ti ho ingannato, tra tante mazze che si sono svuotate nel pancino, è stato il caso a decidere e onestamente ne sono contenta ho visto come ti comporti come Miriana tu sei un padre affidabile.
Bene e adesso si può mangiare magari con un po' di armonia?
Se mai dovessi scegliere un compagno per la vita saresti tu”.
Ora litigare non servirebbe a niente, aspettavo un figlio da lei e non volevo impedimenti di sorta.
La stronza sapeva di avermi in pugno, con il suo modo di fare mellifluo, mi chiamava per le visite e le ecografie, aspettavamo una bambina, pensare che era disposta ad affrontare le doglie del parto solo per soldi,senza la minima empatia di madre mi sconcertava ma non sono mai arrivato a odiarla.
Dal sesto al nono mese guardavo in anteprima i video che girava e mi faceva tanta pena,poi improvvisamente una telefonata dalla Germania, Melania era stata investita mentre usciva da uno studio cinematografico,e per poco non ci lasciava la pelle, ma Alice stava bene, in auto ho raggiunto di corsa Hannover, Miriana aveva quindici anni e non sapevo a chi affidarla purtroppo mi sono visto costretto a portarla con me ed è stato triste ma lei si è dimostrata più matura di quanto pensassi , Melania si è rifiutata di tornare con noi e ora noi tre formiamo una famiglia,vero tesoro ?”
“Sì papà ma anche tu ti meriti un po' di felicità e..”,”e oggi sono felice ci siete voi e Genoveffa e tanto basta,ora godiamoci la vacanza “
Miriana mentre parlava mi guardava fisso negli occhi, probabilmente si riferiva a me quando parlava della sua felicità, o almeno mi illudo che sia così, rivedendolo si è riaccesa la scintilla e spero di tornare a fare parte della sua vita almeno come amica.
Nel pomeriggio passeggiata nei dintorni poi all'imbrunire ritorniamo alla baita,la serata è una favola il cielo stellato e la temperatura perfetta,ceniamo e poi ci sediamo fuori a giocare a Monopoli,ad un certo punto Miriana mi guarda furbetta e fa finta di sbadigliare “ho sonno vado in camera e mi porto Alice,tanto fino a domani mattina non si sveglia”,mentre lo dice complice mi strizza l'occhio.
“Bhe' anch'io sono un po' stanca,che ne dici se andiamo anche noi ?”
Entrati in camera ci avvinghiamo,ho sete dei suoi baci,voglio le sue carezze,lo desidero,lo desidero con tutta me stessa,basta uno sguardo per capire,il tempo sembra essersi fermato a prima di quella maledetta sera, ora è la nostra seconda chance e non voglio sprecarla.
Gli abiti volano,in camera non ci sono tende alle finestre,la luce è spenta,solo il chiarore della luna illumina i nostri corpi,facciamo all'amore,forse è la parola giusta ci fondiamo in un sol corpo,il suo spadone si fa' strada in me,non è il momento dei preliminari,per questo ci sarà tempo,ora voglio essere completamente sua.
Mi ricordo di come era instancabile ma il desiderio è troppo, desidero che mi scopi forte,sentire gli schizzi del suo seme inondarmi il ventre,gli mordicchio il lobo dell'orecchio e gli sussurro di scoparmi forte una cavalcata verso l'apice del piacere e lui mi accontenta,toglie il freno mentale che gli impone di resistere e mi fotte con forza fino a venire contemporaneamente, vorrei urlare l'orgasmo e dirgli che lo amo,ma temo di svegliare la bimba e mordo il lenzuolo per trattenere l'urlo,poi gli riempio il viso di baci dicendogli ripetutamente che l'amo.
Finalmente l'ho detto è una liberazione,ora passata la frenesia possiamo amarci con più calma,ma di calmo questa notte non c'è nulla, tutti e due vogliono recuperare il tempo perso e presto i buoni propositi vanno a farsi benedire e le mie urla di piacere mentre mi sfonda in tutti i buchi echeggiano nella notte come gli ululati dei lupi.
Verso le tre di notte devo chiedere tregua,ho il buchetto tutto arrossato è un po' brucia.
Ma ci sono altri modi di darsi piacere, quando avvicina il viso alla patata ancora grondante del suo sperma resto sorpresa ma poi appena la lingua lambisce il clitoride mi sembra di alzarmi in volo,ho una serie di orgasmi e non posso trattenermi da urlare, Lele forse per non svegliare le figlie,cambia posizione offrendo alla mia bocca la verga lucida dei miei umori.
Un sessantanove alternato,mi lecca a dovere la farfalla,quando il piacere raggiunge il massimo si interrompe e io mi dedico al bastone soffocando le grida per poi ricominciare continuiamo all'infinito fino a ricevere il mio premio per poi baciarci scambiandoci i nostri fluidi.
A tutto c'è un fine,io sono a dir poco spossata ma anche lui ansima:” Genoveffa ,amore mio,forse è meglio fermarsi se no domattina non ci svegliamo in tempo per la poppata di Alice,certo se capita ci pensa Miriana ma devo controllare diverse cose sai quando un casa non la vivi necessita sempre di qualche piccolo intervento”.
Mi addormento beata accoccolata al mio uomo,una sensazione bellissima mai provata con nessun altro,spero che la nostra storia duri a lungo farò di tutto da parte mia per farla funzionare.
Per la cronaca è stata una settimana da sogno,poi è tutto avvenuto come un turbine,chiesto e ottenuto trasferimento, convivenza e matrimonio,che ci vede tuttora innamoratissimi, adoro quelle che considero figlie e spesso parliamo di provare a averne un terzo,ho capito che nell'amore bastano poche regole,parlarsi, affrontare insieme le peripezie della vita e essere sinceri.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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