Lui & Lei
Primo amore
Curioso917
25.07.2025 |
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"La direttrice è spaesata nel vedere che conosco il padre, Roberto mi segue a testa bassa come un cagnolino bastonato:”adesso andiamo a mangiare e poi vieni a casa a farti una doccia e sistemarti..."
Primo amoreIl primo amore,quello puro da adolescente,con Roberto ci siamo conosciuti in seconda media ed è da allora che è scattata la scintilla,interminabili pomiciate nei luoghi più assurdi,le prove su come usare la lingua per limonare,non più bambini e nemmeno adolescenti,per altri è stata solo una fase di passaggio ma noi l'abbiamo presa seriamente.
Vergini e imbranati ci giuriamo eterno amore,alle superiori intraprendiamo studi diversi ma non passa giorno senza vederci,in compagnia Roberto e Elenia,sono da tutti chiamati “i fidanzati”.
La cosa in famiglia non è vista granché bene,anche mia sorella maggiore cerca di dissuadermi , cerca di convincermi a frequentare altra gente,mamma è più subdola, periodicamente mi fa visitare dal suo ginecologo di fiducia,le estati le passo da mia zia in Svizzera per tenermi lontana da Roberto ma tutto ciò ottiene l'effetto contrario ci lega ancora di più.
La terza estate ormai diciassettenne Roberto mi raggiunge a Ginevra all'insaputa dei suoi e ci diamo alla fuga,cinque giorni in giro per le montagne,poco cibo per non sprecare i pochi soldi e dormire in canadese.
È lì che per la prima volta facciamo sesso,il cavaliere è venuto a salvare la damigella prigioniera nella torre e lei le concede le sue grazie.
La prima volta è stato qualcosa di comico, Roberto ha difficoltà a trovare la via e solo il contatto con la peluria e le intime labbra eiacula,ci vuole pazienza ma essendo giovane ci mette poco a ricaricarsi.
Cambio tattica,le impugnò il paletto e lo porto all'ingresso della topa,sbrigo i denti per paura del male e gli chiedo di farmi sua.
Sa di non dover essere irruento,entra lentamente,la passera si apre come un fiore al passaggio della verga,poi un dolore improvviso che mi fa cacciare un urlo,l’imene cede ,la via è aperta.
Roberto si blocca, vorrebbe uscire ma io voglio sentirlo fino in fondo, presto il dolore diventa solo fastidio e poi ondate di piacere.
Non abbiamo nessuna esperienza,scoprirò solo diverso tempo dopo che Roberto è quello che si definisce un superdotato,quando cozza contro il collo dell'utero si ferma, giusto il tempo di abituarmi e poi è solo piacere.
Ad ogni stantuffata sono pervasa di brividi, però resiste poco e presto mi riempie il pancino di sperma,non ho raggiunto l'orgasmo che per altro non conosco ma è stato meraviglioso.
Vicino alla tenda scorre un ruscello con delle delle anse di acqua cristallina,felici corriamo nudi ad immergerci nelle fresche acque,non ho perso molto sangue, più che altro è sporca la verga, nell'acqua fresca il suo coso diventa piccino piccino,ma solo al tocco delle mie mani cresce.
Vedere quel salsicciotto,diventare duro mi fa venire voglia di assaggiarlo,il primo maldestro pompino,in un attimo cresce fino a riempirmi la bocca fino alla gola, rischio di strozzarmi da quanto è grosso ma voglio dargli piacere, l'inpugno con due mani e lecco la cappella come un gelato alla fragola , Roberto è già venuto due volte,questa volta resiste,adoro sentirlo scorrere in bocca e leccare le gocce salate che gli escono dalla cappella.
Nei dintorni passano gruppetti di escursionisti che si godono lo spettacolo,alcuni sorridono divertiti ma alcune donne voltano dall'altra parte le facce ai compagni e ci guardano con disprezzo,indifferente a tutto e a tutti continuo il mio lavoro di bocca,se prima ansimava ora grugnisce,si irrigidisce,la verga comincia a pulsare e mi scarica la sua crema direttamente in bocca.Il primo schizzo lo sputo,poi assaggio,un gusto strano ma mi piace ingoio il resto e lecco fino all'ultima goccia.
Giocare coi corpi mette appetito, scendiamo in paese per un panino e un gelato in due,non possiamo permetterci molto ma finalmente siamo insieme senza ostacoli.
Rientriamo all'imbrunire col buio è difficile trovare la tenda,finalmente una notte insieme,pensavo di aver provato le gioie del sesso ma mi sbagliavo alla grande.
Roberto era già venuto tre volte ma il desiderio ha risvegliato ancora una volta il randello,questa volta è resistente, affonda e stantuffa la passera come non ci fosse domani,sento montare dentro di me qualcosa di mai provato,il corpo trema,il fiato si fa corto e poi sento esplodere in me il primo orgasmo della mia vita,non pensavo si potesse godere fino a questo punto ma è solo l'inizio,in poche ore mi fa toccare più volte il paradiso,poi scarica nella mia tana bollente tutto quello che gli rimane e crolla esausto.
Ci addormentiamo promettendoci amore eterno,era iniziata la nostra avventura.
Cinque giorni su sentieri e mulattiere, continuando a spostarci di giorno e fare sesso di notte, cerchiamo di rimanere il più possibile in ombra, sicuramente ci staranno cercando.
La quinta sera prima che facesse buio, improvvisamente si apre la cerniera della tenda,i gendarmi ci hanno trovati.
Siamo terrorizzati,hanno facce che non dicono niente di buono e parlano in tedesco,le famiglie preoccupate hanno allarmato le gendarmerie di mezzo cantone.
Ci portano in caserma due ore seduti in silenzio tenendoci stretti per mano,poi arriva il momento temuto,nella stanza irrompono i genitori guardandosi in cagnesco,penso ci aspetti una via Crucis e puntualmente le peggiori paure si avverano, smartphone sequestrati,si esce di casa solo accompagnati da qualcuno di famiglia, impossibile sentirsi e tantomeno vedersi.
Cado in depressione,la paura di mamma è che sia rimasta incinta,ma per fortuna non è capitato anche se da incoscienti non abbiamo preso nessuna precauzione ma per paura che tenti di nuovo la fuga mi fa assumere la pillola.
Per Roberto è anche peggio, costretto a lavorare con suo padre che fa il rappresentante per una famosa ditta di caldaie in tutto il centro nord d'Italia.
Questo non lo ferma,il desiderio di vedermi è così forte che una notte in Friuli aspetta che il padre si addormenti ,scappa dall'albergo e in autostop arriva sotto casa mia.
Mia madre da in escandescenza,chiama i carabinieri ma io minacciò di buttarmi dalla finestra,intervengono autoambulanza, pompieri,un casino,i vicini allarmati escono di casa e assistono alla scena.
Visto la nostra caparbietà finalmente i nostri genitori si mettono il cuore in pace,siamo come una coppia di quegli uccellini che si chiamano inseparabili,e
per evitare il peggio ci danno il permesso di frequentarci alla luce del sole.
Una domenica le famiglie si riuniscono, nonostante la nostra volontà di vivere insieme provano in tutti i modi di dissuaderci ,da che siamo troppo giovani alla mancanza di capacità economiche e che rischiamo di buttare al vento studi e carriera.
Mio padre è il più contrario:”Elenia è da quando era una bimba che sogni di fare la stilista e tu Roberto ,studiare per diventare architetto non è facile,ci vuole impegno e dedizione, finché sarete in famiglia avrete il nostro sostegno ma per quanto mi riguarda chi esce da questa casa deve cavarsela da solo, è chiaro?”.
“Senti papà,io e Roberto non rinunceremo ai nostri sogni,lavorare e studiare non è facile ma in tanti ci riescono e grazie al nostro amore affronteremo tutti gli ostacoli”.
Di fronte a tanta testardaggine il padre di lui ci dà le chiavi di una casetta a Turbigo sulle sponde del naviglio,appartenuta ai nonni e parzialmente ristrutturata,per ora nostra disposizione durante il weekend, diventerà la nostra dimora a patto che troviamo tutti e due un lavoro.
Il mese successivo io trovo lavoro presso un atelier di abiti da sposa a Magenta e Roberto come muratore in una grande impresa di costruzioni,i due stipendi ci permettono a malapena di sopravvivere ma è la realizzazione del nostro sogno d'amore ma per ora è più che sufficiente.
La prima sera Roberto mi prende in braccio e varchiamo la soglia della nostra casetta,una lunga notte di sesso e amore,in lontananza si vedono i fuochi d'artificio di una festa di paese ma niente a confronto di ciò che accade nel nostro letto.
Le difficoltà sono tante, all'ordine del giorno,dopo il lavoro lo studio non sempre riusciamo a ritagliarsi del tempo per noi, tranne a letto dove rinsaldiamo il rapporto , ormai i nostri corpi non hanno segreti,ho acquisito esperienza nel sesso orale,a volte mi basta tenere tra le labbra la verga per arrivare all'orgasmo senza neanche toccarmi.
Per il lato B c'è voluto del tempo,al suo primo tentativo ho provato un dolore lancinante e quando ha estratto il randello era pieno di escrementi da farmi morire dalla vergogna.
Per fortuna mi è venuta in aiuto una collega che, a suo dire, l'inculata è il massimo del piacere, mi ha spiegato come preparare il buchetto e mi ha regalato un plug per allenarlo all'intruso.
Ai primi tentativi provavo solo dolore, forse a causa delle dimensioni poi ho cominciato a sentire ondate di piacere.e trastullandomi il clitoride ho raggiunto il primo orgasmo anale ma col tempo ho iniziato a godere solo dal pertugio orgasmi diversi, più celebrali.
Un mio grosso handicap, fare da mangiare, a casa cucinava sempre mamma,mi sono impegnata ma il mio povero amore ha dovuto adattarsi, certo non cucinavo come sua madre,ma fingeva di apprezzare la mia cucina.
Dopo qualche mese le nostre madri devote convinte voglio convincerci a sposarci,per loro è inaccettabile che i loro figli vivono nel peccato, a detta loro le coppie si sposano e poi procreano.
A questo punto della vita non possiamo certo permetterci di avere figli, per un po' la tiriamo per le lunghe convinti che matrimonio e convivenza siano la stessa cosa ma poi si mette in mezzo mio padre con le sue perle di saggezza che tanto mi fanno adirare.
“Sposarvi? Non fate cazzate,quando vi stancherete senza vincoli non ci saranno problemi, se vi sposate è un casino, adesso è tutto rose e fiori, poi metterete tutto nelle mani di avvocati che vi faranno un salasso per poi uscirne con le ossa rotte e magari dei figli da mantenere “.
Come sempre alle sue parole reagisco con tigna e dico tutto il contrario,senza neanche parlarne con il mio uomo dico alle due che siamo d'accordo per il matrimonio, Roberto mi viene dietro ma non è molto convinto.
Ci sposiamo in primavera, l'abito è una mia creazione ,a detta di tutti sono la sposa più bella mai vista nel paese.
Il viaggio di nozze e rimandato, non possiamo certo buttare dei soldi dobbiamo pensare a laurearci e costruire una carriera, papà afferma che potrebbe laurearsi solo Roberto e io pensare alla famiglia, la cosa mi fa incazzare terribilmente ma per chi mi ha presa ,il ruolo di casalinga non mi si addice.
Per reazione mi impegno ulteriormente negli studi e per questo trascuro i miei doveri di moglie, programmo in una settimana i due esami più importanti, la sera Roberto che essendo poco abituato al lavoro manuale torna a casa distrutto in tavola trova solo uova tegamino e affettati, per due giorni fa buon viso cattivo gioco ma il terzo si incazza ,mi manda il diavolo e esce sbattendo la porta.
Il nostro vero primo litigio, quando rientra dalla pizzeria tutto si appiana nel letto ma è il primo segno di incomprensione.
Dopo un anno di matrimonio sono alla vigilia della tesi, Roberto a causa degli orari è rimasto parecchio indietro.
Quando mi laureo vengo subito contattata da una famosa griffe di moda e presto ottengo un buon lavoro ma tutti i giorni devo andare a Milano.
Roberto inizia a sentirsi sminuito e trascurato, quasi ogni sera litighiamo, mi accusa di aver pensato solo a me stessa e che se non si fosse messo con me a quest'ora sarebbe un architetto affermato.
Lentamente l'amore si trasforma in abitudine , l'abitudine in sopportazione e la cosa non può durare ma io credevo ancora di non poter fare a meno di lui.
Una maledetta sera non si presenta a cena, il telefono è spento,mi preoccupo a morte ,non è da lui non avvisare, resto alzata ad aspettarlo, lui rientra alle due di notte visibilmente alterato.
Cerco di mantenere la calma :”dove sei stato amore, perché non rispondevi? Mi sono spaventata “,”Io invece mi sono divertito, avrò diritto a qualche serata libera invece di stare qui a sentirti parlare dei tuoi successi”.
È troppo lo mando a quel paese e preparo il divano letto:”scegli tu dove dormire finché mi passa la rabbia te la scordi”,”credi di essere l'unica a ad avercela,il mondo è pieno di donne disposte a scopare con me,tieniti pure il letto o se preferisci vai a farti fottere dal primo che passa”.
Mi chiudo in camera piangendo, penso a cosa ho fatto di sbagliato, forse avevano ragione i miei ma spero ancora che tutto si sistemi.
Per qualche giorno ci guardiamo a muso duro, poi sembra tornare la pace, da allora ha preso a uscire un paio di volte a settimana,io non ho amiche in paese e resto in casa ad aspettarlo.
Poi un giorno trovo macchie di rossetto sul collo della sua camicia, vorrei parlargli e capire, perché deve rivolgersi altrove io sarei disposta a fare l'amore tutte le notti,perchè tradirmi?
Decido di affrontarlo .
“Roberto vorrei solo sapere ti sei fatto un amante o vai a puttane? Non vorrei che mi attaccassi anche qualche malattia, spero che almeno usi il profilattico”, non tenta nemmeno di negare.
“Embhè a letto faccio sempre il mio dovere, ti faccio godere come una vacca,se ogni tanto cambio minestra ci sarà una ragione e se vuoi te la dico,sono stanco di sopportare le tue arie da donna realizzata,la casa è mia se non ti và quella è la porta, tornatene pure da quella bigotta di tua madre e da quello stronzo di tuo padre”.
“Ok come vuoi,ma preferisco lasciarti il tempo per pensare a quello che stai facendo, per ora cercherò di fare la mia vita, diciamo che per un mese rientrerò tardi e dormirò sul divano, quando deciderai mi avvisi e mal che vada cercheremo di lasciarci da buoni amici”,”va bene principessa, fai come vuoi,io la sera mi fermo a mangiare da mia madre e poi magari rientro se non trovo di meglio da fare”.
Dovrei fare immediatamente la valigia ed andarmene ma non voglio lasciare niente di intentato, Roberto è stato il mio primo e unico uomo, ritengo sia giusto provare di tutto prima di interrompere la relazione e mandare all'aria al matrimonio.
Nel frattempo faccio qualche amicizia tra le colleghe,la più simpatica è Giulia,che insiste per portarmi in discoteca,un paio di volte rifiuto ma poi mi dico , è ora di tornare a vivere,per anni ho avuto un rapporto monogamo e una vita quasi monastica, lavoro, studio e casa, è ora che pensi anche un po' a me.
Giulia è veramente divertente ,in discoteca la conoscono tutti e se c'è una faccia nuova l'aggancia subito,un sabato sera dopo che ha ballato con un tipo si avvicina.
“Elenia ti prego non fare la guastafeste,quel tipo mi piace un sacco e vuole portarmi a casa sua,vive con un amico,vieni te lo presento”,”sei matta,non voglio storie prima devo disintossicarmi”,’ma quali storie,qui si tratta di divertimento, sveglia ,Roberto non è l'unico uomo che può farti godere e se continui così si fanno le ragnatele sulla passera e poi nessuno ti obbliga,vieni lo conosci e se ti và andiamo, ti prego ,ti prego ,ti prego”.
Mi faccio convincere in fondo a ragione Giulia,se lui ha il diritto di cornificarmi posso anch'io restituirgli il favore,vediamo come si comporta il tipo,non voglio buzzurri o morti di fica.
Mi avvicino al tavolino,sembra un bel tipo, vestito casual ma di buona fattura è questo è già un buon inizio è un tipo che ha cura di se stesso ma bisogna vedere come si comporta con una donna ammesso sempre che gli piaccia.
“Ciao sono Elenia,la mia amica Giulia vuole che ci presentiamo”,il tipo sembra infastidito:”scusa,levo subito il disturbo, quando arriva di alla mia amica che si arrangi a rientrare a casa non mi piace questo ruolo”, mi alzo per andarmene, lui mi ferma:”scusami, Carmelo è un buon amico ma in fatto di donne lasciamo perdere, gli interessano solo quelle da una scopata e via e non mi va di farle da spalla”.
“A quanto pare ci troviamo nella medesima situazione, mi scocciava dirle di no ma questa cosa non è nelle mie corde, ciao è meglio che vada”,”dai non prendertela, ti va di bere qualcosa? Magari un cartizze non annacquato”,”grazie ma c'è la fila al bar, non devi disturbarti”.
Iniziamo a chiacchierare non è niente male,ha una buona cultura ed è simpatico ma non volgare, con la musica assordante è difficile parlare:”accidenti non la smettono con questa litania da rompere i timpani e lo chiamano ballare”,”a te non piace ballare?”,”certo, latino americano, valzer in mancanza di meglio liscio e lenti figurati”.
“Io erano anni che non mettevo più piede in discoteca per me tutta la musica va bene, basta evadere e per un attimo liberare la mente “.
Come di rito ad una certa ora il disc jockey fa partire dei balli lenti,lui sorride e mi chiede se voglio ballare , è veramente bravo mi guida benissimo in un lento figurato,quando il pezzo finisce spero ne mettano un altro,balliamo tutti i lenti , purtroppo torna la solita musica spacca timpani,per fortuna il bar si svuota e mi prende da bere,sono accaldata e un po' di bollicine ghiacciate sono quel che ci vuole per dare un po' di refrigerio.
Arriva l'amico e Giulia visibilmente arrapati:”dai si và tutti a casa mia”,io e il tipo ci guardiamo Ed entrambi facciamo spallucce, penso, ok se va male leggero il moccolo ma non mi dispiacerebbe passare del tempo con lui e magari finalmente farmi una bella scopata.
Appena entrati in casa i due rotolano nudi sulla moquette, il mio partner mi fa subito incazzare,per chi mi ha presa? :”senti Elania non mi va di farlo col preservativo,lo trovo deprimente,io sono medico e spesso mi sottopongo a controlli,dimmi onestamente se posso fidarmi,se no ci beviamo qualcosa e amici come prima”.
“Senti un po' ma chi ti credi di essere e ti faccio presente che non mi hai neanche detto il tuo nome, bella educazione,di alla mia amica quando ha finito di divertirsi che ci vediamo lunedì in ufficio “,”scusami sono un cretino, vediamo di ricominciare da capo,mi chiamo Leo sono un medico cardiologo di Roma,sono qui in visita e rientrerò in sede lunedì, volevo essere certo delle tue intenzioni,tu mi piaci molto ma non ho nulla da offrire tranne una notte d'amore,se sono stato duro è per non creare illusioni”.
Mi tende la mano e io lo seguo in camera,mi piace il suo modo schietto,mi rendo conto di non sentirmi a disagio e di esserne attratta.
Mi prende alle spalle e mi bacia il collo,se avevo dubbi si sciolgono, la mia sessualità a lungo sopita si sveglia,abbassa una spallina dell'abito e con la lingua lambisce un capezzolo,sono pervasa di brividi dal cervello alla passera, Roberto non si è mai interessato dei preliminari,io credevo fossero superflui ma mi sbagliavo.
Mi spoglia lentamente,baciando ogni lembo di pelle che scopre,ho una miriade di piccoli orgasmi, sensazioni mai provate,tratta il mio corpo come la cosa più bella al mondo, è strano pensare che fino a qualche ora prima non sapevo chi fosse,ora sto per tradire e l'unico pensiero è godere tra le braccia di questo sconosciuto, delicatamente toglie l'altra spallina e libera la fascia in vita, l'abito scivola alle caviglie,per un attimo si ferma ad ammirare il mio corpo come fosse un'opera d'arte.
Non porto reggiseno non occorre,la mia seconda piena non teme la gravità,resto in perizoma, autoreggenti e sandali,completamente offerta alle sue mani e al suo sguardo.
Senza accorgermene sono stesa sul letto mentre Leo bacia ogni lembo del mio corpo,la lingua si insinua nella fossetta dell'ombelico, sussulto di piacere,sento il perizoma bagnato e il profumo dei miei umori,una bellissima dolce tortura, Leo prosegue la scoperta del mio corpo mi sfila un autoreggente e il sandalo,sfiora solo la passera desiderosa di attenzioni e scende continuando a baciare lungo la gamba fino al mio piede sudato,per un attimo cerco di dissuaderlo sicuramente puzzano,ma quando inizia a massaggiarmi la pianta inizio a volare,poi lecca e succhio dito per dito, non avrei mai pensato che fosse un punto erogeno, quasi mi manca il fiato dal piacere.
Voglio lo stesso trattamento all'altro,mi sfilo rapidamente calza e sandalo e le offro sfacciatamente il mio piedino da trastullare.
Pazzesco non mi ha neanche sfiorato la passera che già ho perso il conto degli orgasmi,ora voglio solo sentirmi penetrare ma lui ha altri obiettivi.
Arriva col viso al mio centro del piacere,mi lecca la topa con la lingua a spatola,le grandi labbra bagnate della mia rugiada si aprono come un fiore e lui si dedica al pistillo,dio che bello,lecca e succhia il clitoride fino a farmi esplodere in qualcosa di sconvolgente,per la prima volta in vita mia squirto,non riesco a frenare i getti che credo urina,muoio dalla vergogna ma Leo imperterrito continua a leccare e bere il brodino come la cosa più deliziosa al mondo.
Sono come ubriaca,continua il cunnilingio strappandomi altri orgasmi.
Finora ha pensato solo a farmi godere,non è giusto, è ancora vestito,gli abbasso pantaloni e boxer,mi appare una nerchia piccola confronto a quella di Roberto,non posso fare troppi raffronti non ho avuto altri uomini ma la sua verga ha un bel diametro,mi riempie la bocca e posso farla scivolare fino in gola senza strozzarmi.
Leo ansima forte prossimo a sborrare,spero che sia uno che si riprenda in fretta,lo voglio dentro ma vederlo perdere le bave per il mio pompino mi inorgoglisce e continuo fino a farmi riempire la bocca.
“Wow sei bravissima con la bocca,ti andrebbe di farti scopare a pecora hai un culo meraviglioso, una vera opera d'arte? “
Guardo la nerchia stupita, è ancora eretta come non avesse sborrato pronta per darmi piacere è quello che desidero,mi metto a quattro zampe con la testa sul cuscino e con le mani divaricò le chiappe offrendo alla sua vista i miei buchi palpitanti desiderosi di attenzioni.
È meno irruento di Roberto ma tocca i tasti giusti,mi fa godere come una vacca in calore,mi scopa con metodo ,attento alle mie reazioni,sembra che il suo unico scopo sia farmi toccare il cielo dal piacere.
Ormai ho perso il conto degli orgasmi ma voglio che mi riempia, voglio sentire gli schizzi dentro di me,lui stringe i denti per resistere ma io gli urlo di riempirmi la fica,sentire le mie parole lo porta al punto di non ritorno,assesta un paio di affondi e finalmente sento il suo sperma farcirmi la passera.
Poi sono dolci coccole, sembriamo una coppia di innamorati eppure ci conosciamo appena, è venuto due volte ma sarei pronta a ricominciare è stato meraviglioso,la mia mano accarezza il fallo che tanto mi ha dato piacere,non lo credevo possibile ma lo sento crescere nella mia mano.
Prendo la sua e l'appoggio al mio buchetto grinzoso,lui capisce il mio desiderio,sono pronta a farmi inchiapettare,cerco di mettermi in posizione ma lui vuole altro,mi mette due cuscini dietro la schiena ora i miei buchi sono esposti al suo sguardo,inizia a leccare il buchetto e la lingua entra come un serpentello,nuove piacevoli sensazioni oggi mi si apre un mondo.
Se con Roberto ho mosso i primi passi alla scoperta della mia sessualità, Leo è l'università,questa notte ho imparato a dare e ricevere piacere ma non è finita.
Dopo aver lavorato il pertugio rendendolo morbido e cedevole,la verga entra lentamente fino a sentire lo scroto appoggiato alla passera ma Leo resta immobile ,io cerco di farmi stantuffare.
“Elenia fermati,prova a usare i muscoli interni e goderti la mazza”, pensavo scherzasse, ci provo e resto sbalordita,un sottile piacere,la sensazione di mungere la verga ,sono io a possedere il maschio e la cosa mi piace.
Ma ha tutto c'è un fine,sento la verga vibrare nel culetto pronto a ricevere il premio,Leo da due affondi, grugnisce e viene un'ultima volta .
Improvvisamente si spalanca la porta, Giulia entra incazzata come una vipera :”su vestiti e andiamo,non resterò qui un solo minuto in più e tu digli al tuo amico che se si fa solo sentire lo denuncio “,”aspetta devo ancora lavarmi”,mi getta un assorbente:”tieni ti laverai a casa”.
Io e Leo ci guardiamo, o adesso o mai più, vorrei dargli il mio numero ma poi ci scambiamo un solo bacio che vale un addio.
Ora sono io nervosa, mentre la porto a casa inveisco contro di lei :”ma che diavolo ti è preso,prima mi costringi a seguirti e poi proprio sul più bello fai una scenata”,”scusami hai ragione ma non sopporto quelli come lui, figurati,prima ha cercato di convincermi a fare una gangbang con i suoi amici,e al mio rifiuto mi ha offerto dei soldi, capisci dei soldi come fossi una puttana “.
“Hai ragione , purtroppo non sai mai che incontri, peccato il suo amico era di tutt'altra pasta, peccato che deve rientrare a Roma ma forse è meglio così “,”certo il mondo è pieno di maschi,basta saper scegliere quello giusto”,”ma a quanto pare non sempre si riesce,vero cara?”
Lascio Giulia sotto casa e rientro,sono le quattro di mattina, Roberto rincasa un quarto d'ora più tardi, visibilmente alterato e con una puzza di alcool da fare schifo .
“Ma guarda chi si vede la regina ancora alzata ad aspettare il marito,bene e allora comportati da moglie,mettiti sdraiata sul letto che ti faccio vedere come fa sesso un vero uomo”,ora basta, si merita una lezione.
“Un vero maschio sa leccare la fica,o lo fai solo alle tue troie ?“, Toccato nell'orgoglio mi butta sul letto,mi divarica le gambe e lecca i residui di sperma di Leo,poi soddisfatto,si alza barcolla e crolla sul letto addormentato come un sasso.
Mi risveglio e mi sento una donna diversa pronta a prendere in pugno la propria vita, sveglio Roberto che è in uno stato pietoso:”il mese è trascorso,ormai è chiaro che tra noi non c'è più storia,entro sera libero casa,ti auguro buona vita”,mi guarda ,sembra non comprendere il senso delle mie parole .
“Allora te ne vai veramente? Ti prego di perdonarmi ma non ce la faccio,mi sento inutile anche se quando sono lucido mi rendo conto che non è colpa tua, spero che trovi l'uomo giusto con cui condividere la vita,ti auguro tanta fortuna e perdonami ancora”.
Magari senza il fardello del matrimonio tornerà a studiare e finalmente realizzerà il suo sogno, nonostante gli ultimi tempi non potrei mai a odiarlo è stato il mio primo grande amore, unica colpa è che eravamo troppo giovani, ma non darò mai la soddisfazione ai miei genitori di confessargli che avevano ragione.
Uscita di casa telefono a Giulia:”ciao cara, splendida giornata,avrei una proposta da farti”,”che allegria , complimenti io ho un cerchio alla testa e tu.. vedi un po' di sesso ben fatto cambia l'umore “.
Non posso dargli torto, senza l'esperienza con Leo non mi sarei mai decisa a saltare il fosso,le chiedo se può ospitarmi per qualche tempo, lei accetta di buon grado.
“Certo scherzi,ci conosciamo da poco ma sei diventata la mia migliore amica, l'unica con cui sono disposta a dividere la casa ma ti devi accontentare, è poco più di un monolocale staremo un po' strettine”,”a tal proposito, mi parlavi di quel l'attico in centro, quello di cui ti sei innamorata ma non puoi permetterti, tu che ne diresti di prenderlo insieme? Dividiamo la pigione e le spese,se ben ricordo è grande e ha un bel terrazzo, ognuno avrebbe la sua camera e puoi portare chi vuoi”.
Mai visto tanto entusiasmo, nonostante è domenica riesce a contattare il proprietario e per sera abbiamo le chiavi.
E doveroso avvisare la famiglia anche se sicuramente mamma sa già tutto l'avrà sicuramente avvisata la consuocera,non faccio in tempo a entrare che mamma e sorella mi assalgono,papà laconicamente mi saluta con un “te l'avevo detto”.
“Mettiamo le cose in chiaro,la vita è mia, sono libera di fare e disfare le mie scelte, vorrei mantenere il rapporto con tutti voi ma se non vi và chiudo i ponti e tolgo il disturbo “.
Lo dico con voce ferma e tranquilla, tutti capiscono l'antifona e il diverbio si appiana.
La nuova vita è come una giostra, momenti di gioia e altri di sconforto, nel lavoro mi sono affermata e ora ho un'azienda tutta mia, naturalmente la mia preziosa collaboratrice è Giulia.
Se nei primi tempi,il pensiero del matrimonio tristemente naufragato era quasi un ossessione che mi bloccava nel rapporto con altri uomini ,col tempo Roberto è diventato come un ricordo sbiadito,non ho voluto interessarmi del suo destino sperando che abbia trovato la felicità e che si sia realizzato.
Di storie serie non ho più voluto saperne, poche le relazioni e durate al massimo una stagione,di Leo inizialmente avevo perso le tracce,poi un giorno per curiosità lo trovo su Facebook, subito mi dà l'amicizia e iniziamo a sentirci.
La voglia di rivederci è tanta, dopo qualche tempo decidiamo di incontrarci,ogni tanto il lavoro mi porta nella capitale e sono sua ospite.
Tra noi il sesso è da Guinness, c'è molta chimica, spesso l'idea di una convivenza ci ha sfiorati ma c'è di mezzo il lavoro,io vivo a Milano nella città della moda,lui è un affermato cardiologo specializzato negli interventi delicati sui ragazzini al bambino Gesù.
Vivere insieme è impossibile,nessuno dei due rinuncerebbe al proprio lavoro ma quando ho la possibilità passiamo dei periodi insieme e qualche vacanza rilassante.
Grazie a lui ho scoperto il volontariato ,mi piace avere a che fare coi bambini, forse è l'istinto di mamma mancata, a Milano insegno ai bambini disadattati e extracomunitari di Sant'Egidio e all'orfanotrofio le stelline.
A trentacinque anni posso dire di avere una vita piena e soddisfacente,in agenda ho i numeri di qualche scopa amico per i momenti di carestia ma non sono come Giulia, nella vita ho tanti interessi ma una serata trasgressiva in qualche Club privè ogni tanto me la concedo.
All'orfanotrofio mi sono affezionata a Ester una bimba di sette anni dal viso dolce e triste,non gli và molto di comunicare col mondo,in istituto se ne sta buona senza parlare con nessuno , c'è voluto del tempo a farla aprire ora siamo come amiche, all'istituto sono riservati sulla provenienza delle bambine unica notizia è che non è orfana, probabilmente è stata abbandonata ,a certe persone bisognerebbe impedire di fare figli .
Qualche volta riesco a farmela affidare e la porto a casa mia per il weekend,quando deve rientrare è triste, a volte piange e mi si stringe il cuore.
Ho provato anche a chiedere l'adozione ma è impossibile,con la nostra burocrazia una bambina non viene affidata a una donna sola.
Mi piacerebbe portarla almeno al mare e passare insieme un po' di tempo ma finora non è stato possibile,un giorno ricevo la telefonata della direttrice.
“Buongiorno Elenia,so quanto è attaccata a Ester, dopodomani viene un genitore,se ha le carte in regola si riprende la figlia “,”come le carte in regola? Non affidereste Ester a degli sbandati? La prego voglio essere presente”,”non saprei se è il caso ma in fondo è una preziosa collaboratrice, cerchi solo di non creare problemi”.
Mi infurio, Giulia con pazienza mi calma :”ma ti rendi conto abbandonano una figlia in istituto e dopo tanti anni si presentano come nulla fosse, brutti bastardi gliene canterò quattro”.
Giovedì di buon'ora sono da Ester,la bambina sa dell'arrivo di un genitore ed è terrorizzata:”Elenia non voglio vederli,io voglio vivere con tè “, cerco in tutti i modi di tranquillizzarla ma non è facile.
Alle dieci si presenta la direttrice:”vieni tra poco arriva tuo padre “, è normale la bimba si mette a piangere, perfino la direttrice si intenerisce.
“Elenia venga, vediamo chi è questo personaggio”, entriamo nel suo ufficio Io mi fermo sulla porta, di spalle vedo un uomo dimesso,barba trascurata e vestiti sgualciti.
“Allora mi dica signor Bellora,vive solo,non c'è la madre,ha un lavoro e una casa dignitosa per sua figlia?”
Il tipo a testa bassa scuote la testa, un flash Bellora il mio cognome da sposata,poi sento la sua voce.
“Roberto sei tu?” Si volta stento a riconoscerlo,ha lo sguardo perso nel vuoto,poi mi fissa e il suo sguardo si illumina.
“Elenia non è possibile,sei proprio tu,non guardarmi mi vergogno di me stesso, è meglio che sparisca, Ester sicuramente sta meglio qui che con me”.
“Signora Filetti aspetti a esprimere giudizi, la prego ci vediamo lunedì a quest'ora, magari c'è una speranza e tu vieni con me, abbiamo parecchie cose da dirci”.
La direttrice è spaesata nel vedere che conosco il padre, Roberto mi segue a testa bassa come un cagnolino bastonato:”adesso andiamo a mangiare e poi vieni a casa a farti una doccia e sistemarti dobbiamo parlare”.
Al solito ristorante mi guardano stupiti credono che abbia invitato a pranzo un barbone ma sono una buona cliente e non osano proferir parola, Roberto si strafoga probabilmente è da un po' che non fa un pasto decente e stranamente beve solo acqua.
A fatica riesco a strappargli qualche parola,al momento il mio interesse è tutto per Ester, meglio parlare a casa tra quattro mura ,finito il pranzo passo in un negozio a prendere un rasoio e della schiuma da barba e poi lo porto a casa mia,per fortuna Giulia è in ditta, meglio evitare domande.
“Roberto ,adesso ti fai la doccia e fai sparire la barba che ti sta malissimo,io ti aspetto in terrazzo,non sperare di andartene se no parlo con la direttrice e non vedrai mai più Ester”.
Dal bagno esce un'altra persona, pulito è sbarbato finalmente lo riconosco,a parte un po' di grigio sulle basette è il Roberto che ricordavo.
“Magari ti stai chiedendo cosa ci facevo all'orfanotrofio ma ora tocca a tè raccontare,ricordati sono stata tua moglie,di me ti puoi fidare”.
“Fidare? Di tè ne sono certo ma che sei stata mia moglie non c'entra nulla,a volte uno stupido si fa ammaliare da una donna di cui si fidava e può finire male”,”dai racconta cosa ti è successo e perché tua figlia è finita in quell'istituto”.
“Non so da dove cominciare,non sono stato onesto con tè,la verità è che non ti tradivo con donne a caso ma con quella che idolatravo,la mia futura compagna.
Amelia,il nome di una famosa strega e lei lo era,suo padre era il titolare dell'impresa e lei la socia,da subito ha iniziato a ronzarmi intorno,mi sono sentito il maschio alfa,a casa c'eri tu che stavi realizzando i tuoi sogni e Amalia mi avrebbe dato la possibilità di diventare architetto con alle spalle una grossa impresa.
Anche suo padre sembrava un amico, sapeva benissimo che la figlia andava a letto con me ma per il suo futuro genero tutto era concesso, praticamente passavo le giornate quando tu mi credevi al lavoro a studiare e a letto con Amalia,lei oltre a bella era bravissima a letto,una vera mantide.
I sensi di colpa nei tuoi confronti mi hanno portato a bere e a trattarti male ma ero accecato dalla sua lussuria e dalla possibilità di diventare qualcuno,quando te ne sei andata non c'erano più ostacoli,vivere con Amelia, diventare un architetto e avere il mondo ai miei piedi.
Per i primi anni tutto sembrava un sogno,certo Amelia non era fedele, più di una volta rientrando l'ho scoperta con altri uomini ma diceva di amare solo me che gli altri erano solo uno svago per una femmina esigente in fatto di sesso.
Già dovevo capire ma la cupidigia e il suo fascino mi avevano completamente accecato,dopo la laurea la strada era spianata,con suo padre ero libero di progettare, credevo che la fiducia nei miei confronti fosse illimitata, Amelia improvvisamente si è attaccata a me,desiderava il matrimonio o una convivenza certificata,io dopo il nostro fallimento ero titubante ma poi ha toccato la leva giusta,voleva un figlio da me.
E così che è nata Ester,un figlio il lavoro e la piena fiducia sua e di suo padre,mi hanno intestato di tutto e io ero così felice da non controllare nulla,conti italiani , obbligazioni e contratti di ogni tipo,e su tutto c'era la mia firma.
Dopo la nascita di Ester Amelia era cambiata, quasi mi ignorava e non si interessava della piccola affidata alle mie cure e a una babysitter a tempo pieno.
Passavo giorni senza vederla,diceva di essere impegnata in cantieri a me sconosciuti,grossi lavori per lo stato in meridione e in Veneto.
Dopo un mese, ho perso le tracce sia di lei che del padre,in un primo tempo mi sono preoccupato,se non cercava me almeno chiedere della figlia.
Passato qualche giorno ho sporto denuncia,ero terrorizzato pensavo al peggio ma…”,”cosa è successo?”.
“La polizia ha indagato a 360°,e uscito di tutto,truffe, forniture non pagate,e lavori subappaltati a brutti personaggi e tutte le carte erano intestate a me,dai sospetti quando hanno controllato i conti che risultavano svuotati per la procura era tutto chiaro,uno più due,per loro le truffe erano mie e quando mi hanno scoperto li ho fatti sparire “,”è impossibile,non saresti in grado di fare male a una mosca “.
“Già ma le prove erano tutte contro di me' ,mi hanno portato via la figlia e sono finito per quattro anni in carcere,per fortuna un procuratore ha creduto in me ,ha fatto ricerche all'estero e ha scoperto che i presunti cadaveri erano in un paradiso fiscale senza estradizione per l'Italia.
La settimana scorsa mi hanno scarcerato,ma sono senza un soldo,senza lavoro e senza speranza,volevo vedere almeno una volta la mia bambina per poi farla finita ma sei arrivata tu e non ho visto Ester”.
Non so se sentirmi in colpa in fondo gli ho salvato la vita, se è bravo come dice può ricrearsi un futuro, è stato scagionato con formula piena e ha la fedina pulita.
Non so se provo ancora qualcosa per lui ma magari grazie a lui finalmente potrei vivere con Ester che considero più di una figlia.
Ma non vorrei che Roberto facesse un atto sconsiderato,la depressione gioca brutti scherzi:” se vuoi rivedere Ester,devi dimostrare stabilità mentale,un lavoro e una casa,ti offro un patto o come vuoi chiamarlo,io sono molto legata alla bambina ma non affidano una bambina a una donna sola, quindi ti offro di abitare qua,tieni conto che ci abita anche una mia amica, perciò puoi scegliere divano o letto ma a meno che non voglia io non azzardarti a toccarmi,ho una specie di relazione libera a distanza, comunque sono fatti miei “.
“Elenia ti rendi conto,sono un ex galeotto senza un lavoro,ti caricheresti un peso morto “, pensandoci ho qualche asso nella manica,conosco il mondo,ci penso un po',non è facile fare mente locale ma sicuramente qualche facoltosa cliente potrebbe avere l'aggancio giusto.
“Roberto se riesco a trovarti un lavoro da architetto mi prometti che non mi metti nei casini?” “Te ne sarei grato per il resto della vita,non te né pentiresti,ho fatto troppe cazzate,non ho più intenzione di deludere nessuno soprattutto te Elenia “.
Mi viene in mente la contessa Tonetti, suo marito ha un grande studio di architetto a Bologna e se non sbaglio vorrebbe aprirne uno a Milano, la signora farebbe carte false per dei modelli in esclusiva, tentar non nuoce anche se è tardi le telefono.
“Pronto contessa sono Elenia “,”buongiorno a cosa devo il piacere ,c'è qualche speranza per farmi realizzare degli abiti in esclusiva?” “Più d'una,se ben ricordo suo marito è intenzionato ad aprire uno studio a Milano “.
La contessa conferma,le ricordo che faccio volontariato, subito si dice disposta a elargire generose donazioni,le racconto dell'architetto che ha subito una grave ingiustizia ma che è stato dopo anni riconosciuto innocente e le chiedo se è possibile un contratto di lavoro nel nuovo studio,le dico che garantisco di persona, omettendo che è il mio ex,e che avrebbe bisogno già l'indomani di un contratto per riavere sua figlia,in cambio due stagioni in esclusiva.
La contessa non ha dubbi,deve tenere in pugno il marito:”ma certo,del resto si tratta di una buona causa, domattina le invierò la bozza di contratto in ufficio e grazie ancora per avere pensato a me”
Bene anche questa è fatta, quando dico a Roberto del contratto presso lo studio Tonetti, sgrana gli occhi dallo stupore e si dice disposto a firmare qualsiasi impegno.
“Ma allora ce l'hai per vizio ,non occorrono impegni scritti,si tratta di noi,i fidanzati”, Roberto cerca di trattenersi ma una lacrima gli riga il viso.
Alle sei rientra Giulia, è stupita di vedermi con un uomo :”ti presento Roberto il mio ex marito”,”chi..il superdotato? È anche carino, quasi quasi..se non ti offendi “,”che scema ",le racconto la storia e anche lei si impietosisce da tanta cattiveria.
Se dovesse andare tutto per il verso giusto, ci sarebbe il problema della casa, l'attico accanto è libero ma mi dispiace per Giulia ma lei mi anticipa.
“Una coppia con una bambina,la casa in quattro sarà strettina,sai l'attico accanto è libero, Michela sarebbe disposta a condividere le spese con me,sai lei è…bhe' lasciamo perdere, comunque siamo sempre le migliori amiche e posso calarmi nel ruolo di zia”.
È da un po' che ho il sospetto che Giulia è diventata bisessuale, Michela è chiaramente lesbica anche se non lo dice ed è da tempo che le due si scambiano sguardi inequivocabili.
Ceniamo in casa, Roberto è stupido dalla mia cucina, effettivamente ho fatto progressi, Giulia finito di cenare ci saluta e esce, c'è un po' d'imbarazzo,trovarsi da soli dopo tanto tempo non è facile, trovare argomenti è quasi impossibile.
“Come stanno i tuoi?” “Mio padre è morto mentre ero in carcere, mamma vive con la sorella a Ancona e i tuoi”,”ci vediamo di rado, giusto le feste comandante”,”e il lavoro?” “ Quello va benissimo,sono una firma affermata”.
Presto gli argomenti finiscono:” sono stanca vado a letto,tu vieni?” “ Magari se non ti dispiace guardo un po' di TV “,”ok buonanotte “.
Vado in bagno, normalmente dormo nuda ma meglio evitare,indosso dell'intimo e vado sotto al lenzuolo. Addormentarsi è un'impresa tendo le orecchie in attesa di sentire spegnere la televisione,
non ci vuole molto,poi sento scorrere l'acqua del lavello e aprirsi la porta della camera.
“Elenia dormi?” “Non è facile“,”lo so e così anche per me,se vuoi vado a dormire sul divano, magari troviamo un'altra soluzione, non occorre vivere insieme “,”taci, è già difficile così, adesso cerchiamo di dormire,non dobbiamo decidere tutto adesso “.
Prendere sonno,facile a dirsi, raggomitolata in un angolo mostrandogli la schiena, aspetto di sentire il suo fiato diventare regolare,ogni tanto Roberto si gira e a ogni contatto con la sua pelle provo l'impulso di girarmi è baciarlo, in fondo cosa c'è di male, la nostra è stata una meravigliosa storia d'amore, credevo di averlo dimenticato ma ora sono assalita da mille dubbi,se solo ci provasse non mi opporrei.
Mi sveglio alle 7.30,anche se è sabato e potrei dormire,lui è girato di schiena ,il lenzuolo all'altezza del bacino è sollevato, difficile dire se è solo un bisogno fisiologico o sta facendo un sogno erotico, sicuramente sta dormendo,il viso cambia continuamente espressione,sta sognando,sto per alzarmi quando lo sento parlare nel sonno.
“Elenia, perché l'ho fatto, tu eri la mia musa e io ti amerò sempre,no,no,che fai sono sposato,dio mio non riesco a resistere”, più che un sogno erotico è un incubo,non dovrei ma provo un impulso irresistibile.
Gli accarezzo i capelli,con un dito le sfioro le labbra e quando le dischiude lo bacio con trasporto,spalanca gli occhi, per un attimo è indeciso poi mi avvolge in un tenero abbraccio.
Amore, desiderio, lussuria? Non saprei ma desidero fare l'amore con l'uomo che ho amato, quello disposto a tutto per me, quello con cui ho condiviso i sogni.
Roberto resta immobile, è sorpreso ma la grossa verga è in tiro,lo sego continuando a baciarlo,ormai non ci possono essere ripensamenti la troia che è in me è un calore,alle conseguenze ci penserò dopo.
Con le labbra appiccicate alle sue gli monto un groppa,passo la cappella sulle grandi labbra fradice di umori e lentamente mi calo sullo spadone.
È da tempo che non mi sento così piena,dimenticavo quanto era dotato non che mi dispiaccia, sento dilatarsi la passera mentre la verga si fa' strada.
Piacere e fastidio,una piacevole tortura,per un po' ne faccio scorrere un pezzo ma quando sento le vampate mi lascio andare a peso morto.
Per un attimo è solo dolore,il tempo che la tana si abitui all'intruso e inizio a stantuffare lentamente,con gli occhi rivoltati dal piacere, detto il ritmo della scopata .
Roberto ansima vuole prolungare al massimo,la camera si impregna di odori di sesso, continuo la cavalcata fino a che Roberto decide che è il momento di assumere un ruolo attivo,mi disarciona,mi vuole vi a vis, sembra che il tempo non sia passato non stiamo scopando, facciamo l'amore.
In questi anni Roberto è migliorato , è più resistente e pensa al mio piacere, presto arriva il primo orgasmo così intenso che mi lascia spossata.
“Elenia ,non ho il diritto di dirti ciò che provo ma se vorrai ti dimostrerò giorno per giorno che sono cambiato,in prigione pensavo a tè,ai bei momenti passati insieme “,vorrei dirgli che sono pronta a ricominciare ma voglio esserne sicura.
“Taci,ci sarà tempo per verificare se tra noi c'è ancora qualcosa, ora comportati da stallone, fottimi come non ci fosse domani".
Mi prende in ogni modo,palpa i seni e succhia i capezzoli strappandomi miriadi di piccoli orgasmi, affonda nella passera senza irruenza, vuole solo che goda il più possibile.
La strega deve averlo istruito a dovere,mi sta facendo godere come una vacca, sento che mi monta un forte orgasmo l'apice del piacere,voglio che veniamo insieme.
“Porco è ora , lasciati andare,farcisci questa fica affamata di sperma! Dai così,così,si oraaa,siiiiii”.
È da tempo che non venivo così,ho la passera infuocata, un rivolo di sborra esce gocciolando sul lenzuolo, voglio umiliarlo per tutto il male subito .
“Adesso da bravo cagnolino lecca il tuo sperma,pulisci bene e fammi godere ancora!”, cazzo,non è mai stato bravo con la lingua ,ora mi sta facendo impazzire.
Beve umori e sborra,con la lingua mi stimola in clitoride e le dita rovistano lo scrigno raggiungendo i punti più sensibili, un cunnilingio da maestro che presto mi porta a squirtare lunghi getti .
Poi sono baci e coccole,mi fa sentire desiderata e amata.
Sentire sulle labbra il mix dei nostri umori è sconvolgente,se non fossi distrutta ricomincerei da capo, inutile negarlo, è difficile non farsi coinvolgere e forse non lo voglio, perché rinunciare al sogno dell'eterno primo grande amore?
Ma devo cercare di essere realista,non conosco più Roberto,col tempo dirà se siamo ancora affini.
“Grazie Elenia è stato meraviglioso ma io non mi merito il tuo amore, cercherò di farmi perdonare anche se è difficile ma devo dirtelo io sono convinto di amarti ancora!”
Lo bacio a fior di labbra :”ora pensiamo a Ester,poi chissà, vedremo, adesso non offenderti,sei conciato da fa schifo e non solo per una stilista di moda, ci facciamo una bella doccia e poi andiamo in un atelier maschile di un mio amico,non ti sto facendo un regalo,io sono veramente innamorata di tua figlia e poi presto sarai indipendente e potrai ripagarmi “.
“Ho imparato che l'orgoglio è un'arma a doppio taglio, tu non puoi che consigliare il meglio, spero di meritare tutto ciò”.
La mattina è volata nel modo più piacevole possibile, mentre siamo sotto la doccia la bestia si rianima, :”ma tu non ne hai mai basta",”cerca di capire ,quattro anni in carcere”,”hai ragione ma mi hai sderenata, dovrai accontentarti di un pompino “,
ci vuole poco per bere sorsi di cremina, poverino, quanto tempo che non fa sesso.
Andiamo a mangiare qualcosa nella mia trattoria preferita, la proprietaria guarda curiosa il mio compagno,di solito mi vede da sola o con Giulia, lupus in fabula arriva anche lei,non ho segreti per la mia amica,lei come se Roberto non fosse presente :”cara spero il meglio per voi, però non sempre è buona la minestra riscaldata”,la conosco mentre lo dice lo guarda come fosse un cannolo e mi strizza l'occhio:”sei la solita scemotta,guarda che Roberto non ha impegni è libero di andare a letto con chiunque”,”cara mia, da come ti guarda non ho speranze,ma se vi andrà prima o poi di trasgredire io ci sono per una amica”.
Giretto al parco per fare venire l'ora di apertura del negozio del mio amico,senza dirci niente ci viene spontaneo tenerci per mano, l'atelier non è distante attraversato il parco è a pochi minuti a piedi, improvvisamente mi sento chiamare mi volto e mi trovo di fronte mia sorella Ivana.
“Ciao sorellina,ricordati del compleanno di mamma domenica prossima,non mi presenti il tuo amico?”,"ehm, mi sa che ci conosciamo ma è passato tanto , tanto tempo dall'ultima volta che ci siamo visti”,”maaa,tu sei…”,”Roberto il tuo ex cognato, ciao come stai?” Ivana è in imbarazzo non sa come comportarsi :”ma siete tornati insieme?”,”ti spiego domenica prossima, aggiungi due coperti ma non dire niente a mamma”,”due,?”,”si due, sarà una sorpresa “.
Ivana se ne va con la testa in confusione, io guardo Roberto e scoppia la risata,in modo inconsapevole ci ritroviamo a baciarci:”ok,ok, smettiamola,tra noi la chimica è assodata,se continuiamo entriamo in un vicolo e mi faccio scopare appoggiata ad un muro”.
Stiamo per entrare in negozio quando sento un bip è arrivata una e-mail , Roberto è praticamente assunto,in allegato il contratto,martedì deve recarsi a Roma per parlare con il marito della contessa, sicuramente è solo una proforma ma decido di accompagnarlo, aspetto a dirglielo prima vediamo di renderlo presentabile.
Il mio amico gay se lo mangia con gli occhi,usciamo dalla boutique carichi di pacchi,,improponibile tornare a piedi, chiamiamo un taxi.
Arrivati a casa stampo l'allegato, Roberto è seduto in salotto mi avvicino come una gatta :”ho qui qualcosa che ti piacerà”, naturalmente lui pensa al sesso ma gli dò il documento.
Lo legge e quasi sviene da quanto è felice,la voce trema e continua a ringraziare, conosco solo un modo,questa volta lo facciamo sul divano, ma tanto è il desiderio e la passione che rotoliamo sul tappeto.
Questa volta facciamo sesso consapevolmente, niente pensieri e tabù,mi sfonda anche il culetto facendomi urlare ma di piacere,non so predire il futuro che ci aspetta ma fin quando saremo insieme farò il possibile comprendere e dare l'affetto che gli è mancato dopo la separazione, è chiaro è un brav'uomo uomo se lo merita.
Non vedo l'ora di vivere con accanto la piccola Ester quella bambina mi è entrata nel sangue cercherò di essere per lei la mamma che non ha mai avuto, comincio ad avere la speranza di costituire una vera famiglia.
La sera la passiamo con Giulia aiutandola a traslocare nell'attico contiguo solo ora mi accorga degli atteggiamenti di Giulia nei confronti della nuova coinquilina, mi sa che le due se la intendono alla grande, Giulia ama la trasgressione e prima o poi doveva capitare di trovare la donna giusta per una storia dì sesso.
Finito il lavoro La saluto con un bacio sulla guancia :”tratta bene la tua donna”,”è così ovvio che siamo amanti? Comunque sono bisex e ha un bel cazzo non rinuncio”,nel dirlo palpa a sorpresa la verga di Roberto e ci saluta ,lanciandoci bacetti con la mano.
La domenica mattina andiamo all'istituto, anche senza preavviso la direttrice ci riceve, Roberto è un altro uomo,accenno al fatto che è il mio ex marito,alle vicissitudini che ha passato e le mostro il contratto di lavoro.
“Elenia non vedo problemi,di tè mi fido ciecamente,ci sono da fare un mucchio di scartoffie,diciamo che ce n'è per una settimana, ma vi affido volentieri Ester,so che è buone mani”,’martedi dobbiamo andare a Roma per il suo lavoro,mi piacerebbe portare nostra…,la piccola,al massimo rientriamo giovedì”,mi risponde con un largo sorriso:”signor Bellora vada a conoscere sua figlia, è una bambina adorabile e con voi due starà benissimo, intanto firmi questo è per l'affidamento provvisorio “.
Povero tesoro, le tremano le mani mentre firma :”andate, la bambina è nel salone di ricreazione “.
“Elenia ti prego aiutami,ho paura che mi rifiuti”,”dai stupido andiamo, hai aspettato questo momento per quattro anni e ora tentenni?”
Ester quando mi vede mi corre incontro e si stringe alla mia gamba:”amore,da oggi saremo sempre insieme,io tè e il tuo papà “.
La bambina guarda Roberto:”tu sei il mio papà?”,”si piccola, purtroppo siamo stati separati che eri troppo piccola per ricordare”, Ester si precipita in camerata e ritorna con in mano un elefantino di pezza, Roberto si mette a piangere, gliel'aveva dato mentre i servizi sociali la portavano via.
“Tesoro ,ti ho sempre voluto bene ma non potevo vederti ma se vuoi da oggi cambia tutto,saremo io tè e Elenia “.
Ester allarga le braccia, Roberto la prende in braccio e ci stringiamo tutti e tre in un tenero abbraccio .
Ester In auto si guarda intorno,non è abituata a vedere il mondo,le uniche uscite in gruppo e quando potevo partecipavo e qualche volta a casa mia, Roberto è estasiato nel poter finalmente riunirsi con la figlia:”Ester amore,ti andrebbe un gelato, sempre se mamma non ha nulla in contrario”,”siiii! Che bello,andiamo vero mamma?”
Mi scendono lacrime ,per fortuna la mia gelateria preferita è vicina,se no non riuscirei a vedere la strada, Roberto mi ha commosso dicendo a Ester che sono la sua nuova mamma e sentirlo ripetere a Ester è la cosa più bella al mondo.
Il mio piccolo tesoro si strafoga di gelato ricoperto di panna montata, ne prendo un po' con un dito e la metto sul naso di Roberto, ridiamo ,siamo felici,spero che questi momenti non finiscano mai.
La prima notte in camera sua,le raccontiamo una favola inventata al momento,parla di un cavaliere e una principessa che una strega crudele ha diviso ma come in tutte le fiabe l'amore trionfa.
A letto basta uno sguardo,cerchiamo di fare l'amore in silenzio,ma in piena notte si apre la porta e entra in camera Ester col suo peluche :“mamma ,non sono abituata a dormire da sola,io e Roberto sorridiamo e la piccola si infila in mezzo a noi.
Sarà stupido pensarlo ma sentirla vicina è piacevole come un amplesso, però deve abituarsi a dormire da sola ma senza premura, averla nel letto ci fa sentire famiglia.
Martedì all'alba prendiamo il TGV per Roma, Ester è appiccicata al finestrino e fa domande su tutto, come previsto il colloquio è un proforma,dalla prossima settimana Roberto comincerà il lavoro.
Troviamo anche il tempo di passare al bambino Gesù per salutare Leo, Roberto sa della nostra storia e del fatto che se non era per il lavoro non mi avrebbe mai incontrata, Ester gioca con i piccoli pazienti e noi andiamo nello studio di Leo.
“Elenia sei una persona eccezionale e tu non fare più stupidate,si merita un grande uomo,dimostralo”.
Usciamo dal suo studio che sono quasi amici,si mangia tutti insieme in mensa e poi un taxi ci porta a Termini giusto in tempo per prendere il treno di ritorno.
Al compleanno di mamma le facciamo la sorpresa, Ivana è stata di parola, mamma quando mi vede con Roberto a momenti le piglia un colpo ma questo è niente a confronto di quando gli presento la nipotina, mamma è così felice da non porre domande e anche quel brontolone di papà ci mette poco ad innamorarsi della piccola Ester.
Non so come proseguirà la vita,ma siamo una famiglia piena di amore,a Roberto ci vuole poco a farsi apprezzare nel lavoro,io mi dedico alla mia attività, Ester è al sicuro grazie ai nonni e alla zia.
Il sesso? Quello non manca, l'intesa tra noi è al massimo,ogni tanto ci concediamo qualche trasgressione ma sempre insieme,fare sesso con altri deve rimanere un gioco,un divertimento che non deve intaccare il nostro amore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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