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Gay & Bisex

I segreti dei consuoceri


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
23.07.2026    |    971    |    2 9.8
"​Ma la vera, inconfessabile follia doveva ancora consumarsi, ed è arrivata il giorno stesso del matrimonio..."

​Questo racconto rappresenta il prosieguo de "Il fidanzato ufficiale 1 e 2".
​Per due anni ho mantenuto un perfetto ed impeccabile equilibrio tra la mia rispettabile vita quotidiana e il mio lato dominante nel mondo bisessuale, scindendo con fredda precisione il sesso dagli affetti. Ma quell'equilibrio è andato definitivamente in frantumi la sera della cena a casa mia, organizzata per definire gli ultimi dettagli del matrimonio di mia figlia. Al suonare del campanello, ad attendermi sulla soglia, c'era l'incredibile: il futuro suocero di mia figlia era lo stesso idoneo uomo d'affari che, appena poche settimane prima nella penombra di un hotel, si era sottomesso totalmente a me.
​Dopo una cena pervasa da un'elettricità palpabile e da un rapido, rischiosissimo contatto sul mio balcone a due passi dagli altri, ci siamo rivisti sfruttando la scusa dei preparativi. Prima la sua resa condizionata nel parcheggio isolato sul retro di un bar, poi l'esplosione irrefrenabile di passione e dominio tra le pareti di un B&B fuori città: l'impeccabile uomo d'affari, il rispettabile padre dello sposo, si è spogliato di ogni identità borghese per mettersi nuovamente in ginocchio e lasciarsi possedere senza riserve. Quel giorno abbiamo sigillato un patto d'acciaio fatto di segretezza e sottomissione assoluta.
​Questa inaspettata parentela, invece di dividerci o incutere timore, ha generato una sorta di perverso e viscerale innamoramento. La copertura era perfetta: potevamo frequentarci senza destare il minimo sospetto. Infatti, appena tre giorni prima del matrimonio, fui invitato a casa sua con un banale pretesto organizzativo. Eravamo completamente soli.
​Quando mi ha aperto la porta, la tensione erotica si poteva tagliare col coltello. Mi ha condotto direttamente nella sua stanza da letto matrimoniale, un ambiente austero dove la sua foto di nozze incorniciata faceva bella mostra di sé sul comò. Si era preparato come una vera troia sottomessa: indossava già un intimo in pizzo estremamente sexy e infilato tra le natiche spiccava un plug anale in acciaio. Senza dire una parola, si è inginocchiato ai miei piedi e ha accolto il mio cazzo in bocca con un'avidità famelica. Mentre la sua lingua lavorava senza sosta, io mi spogliavo lentamente, gustandomi la scena nel grande specchio a tutta altezza dell'armadio. Le nostre immagini riflesse—io eretto e dominante, lui umiliato e adorante—alimentavano una carica erotica devastante.
​Gli ho sfilato il plug e l'ho messo a carponi, proprio di fronte allo specchio. Quando l'ho penetrato analmente, la sensazione di calore e stretta è stata immediata. Accarezzando la sua pelle stretta in un collare in pelle con anello, ho dato un netto e inequivocabile tono bondage al nostro incontro. Spingevo con foga crescente, mentre lui piangeva e urlava di piacere, incapace di contenersi. Ero quasi seduto sulle sue natiche, fuso con lui; mi sentivo come un fantino su un cavallo domato. Lo strattonavo dal guinzaglio agganciato al collare e gli afferravo i capelli con decisione, costringendolo a tenere la testa alta e a fissarsi nello specchio, per fargli guardare quanto fosse troia e per ricordargli chi fosse il suo unico padrone.
​Sotto il ritmo incalzante dei miei colpi, travolto dall'intensità dell'orgasmo, ha sborrato a terra, macchiando il parquet. Senza interrompere il ritmo, ho raccolto con la mano il suo stesso seme caldo e gliel'ho spalmato con brutalità sul viso. Poco dopo, arrivato al limite, sono venuto profondo all'interno del suo ano aperto, riempiendolo fino all'orlo con la mia marea di liquido seminale caldo.
​Ma la mia sete di dominio non era ancora appagata. L'ho trascinato dal guinzaglio verso il bagno padronale, l'ho spinto all'interno del box doccia e mi sono posizionato sopra di lui. Gli ho pisciato addosso, bagnandogli il viso e prendendogli la bocca: e lui, da bravo schiavo devoto, ha bevuto tutto senza fiatare, accogliendo la mia urina come l'atto finale del suo totale annullamento.
​Ma la vera, inconfessabile follia doveva ancora consumarsi, ed è arrivata il giorno stesso del matrimonio.
​Durante la festa di ricevimento, una volta serviti i dessert e mentre le danze prendevano il via tra la confusione, la musica alta e i brindisi degli invitati, ci siamo eclissati nell'ombra. Ci siamo intrufolati in una delle suite del baglio riservate agli ospiti. Lì, circondati dal brusio lontano della festa dei nostri rispettivi figli, ci siamo abbandonati a un rapporto anale duro, violento e primordiale, consumato di nuovo senza freni davanti allo specchio del bagno.
​Due padri di famiglia all'apparenza impeccabili, felici e integrati nella società, ma legati nell'ombra da segreti torbidi, passioni inconfessabili e desideri estremi che attendevano solo di essere esplorati fino in fondo.
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