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Gay & Bisex

Le catene del sesso


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
16.05.2026    |    1.543    |    3 9.8
"Fortunatamente desistettero e per un po' continuarono a rovistare sul mio ano, pure le donne con lo strap-on..."

## Il seguito di "Da padrone a schiavo": La sodomizzazione
Effettivamente il mio ruolo cambiò: divenni un gigolò. Spesso venivo chiamato da coppie cuckold e da signore attempate; godevo e mi pagavano. Il mio ruolo rimaneva sempre quello da attivo e il mio nome girava parecchio in quel gruppo di amici... ma un giorno mi arrivò una proposta molto particolare. Mi invitarono per un fine settimana in barca: tutto pagato e con un bel regalino extra se avessi accettato tutto. Chiesi chi fossero e quante persone ci sarebbero state; mi risposero che c'erano quattro coppie, una ragazza e io. Accettai. Pensai: "Scopare, bere e mangiare in uno yacht... il massimo per un ragazzo".
Era un sabato quando mi recai al pontile dove era ormeggiato lo yacht; non avevo mai visto niente di simile. Entrai, salutai Guido e un paio di coppie già presenti, e mi fu assegnata una cabina. Non sto qui a raccontarvi l'opulenza di quel posto. Mi cambiai, mi feci una doccia e uscii. Nel frattempo si unirono al gruppo le altre coppie e una ragazza molto bella che però non parlava italiano: si chiamava Olga ed era ucraina. Fummo accolti dal padrone dello yacht, un certo Renato, un tipo alquanto rozzo ma evidentemente molto ricco, e dopo le presentazioni di rito partimmo. Conoscevo già tre delle cinque coppie, le avevo viste nella villa.
Iniziò la navigazione con meta le isole Eolie. L'atmosfera era quella dei film di 007: lusso e divertimento. Appena al largo partì il dj set con musica, spumante e cocktail, ed erano appena le undici di mattina. Tutte le donne si tolsero il reggiseno, compresa la ragazza, che nel frattempo era stata circondata dai maschi del gruppo. La palpeggiavano senza alcun problema davanti alle loro mogli... e poco dopo capii che il mio destino sarebbe stato lo stesso. A turno iniziai a ballare con tutte le donne, e lo stesso fecero gli uomini. Poi, a un certo punto, Guido mi chiamò e mi disse: «Ora iniziamo i giochi... tu e Olga dovete scopare davanti a noi, e poi vediamo».
Incrociai gli occhi di Olga, che evidentemente conosceva già i programmi; si avvicinò velocemente e mi baciò con la lingua in modo appassionato. Ci trovammo così all'interno della barca: le coppie erano disposte in cerchio, sedute sui divani, e io e Olga al centro, dove era posizionato un grande pouf rotondo. Iniziai a baciarla e a sfilarle lo slip del costume, mentre lei mi tolse i boxer. All'inizio non ebbi un'immediata erezione, la situazione era decisamente inedita, ma bastò un bacio sul collo e una mini masturbazione per farmi partire. Chiusi gli occhi e mi lanciai: le presi la testa, lei si sedette sul pouf e iniziò a spompinarmi. Cazzo, era proprio brava, sapeva il fatto suo! Mi teneva strette le chiappe e si infilava il cazzo in profondità nella gola; era talmente brava che non c'era bisogno di dettare i tempi. Aprii gli occhi e vidi tre coppie in cui la moglie spompinava il marito, due donne che si baciavano e Renato che spompinava Guido...
Poi chiesi a Olga di alzarsi e mettersi alla pecorina, e iniziai a penetrarla. I miei colpi erano forti e profondi e capii che lei godeva; mentre la scopavo, uno degli uomini si avvicinò alla sua bocca per farsi spompinare. Mi guardavo intorno e tutti stavano giocando in maniera diversa: chi spompinava, chi leccava, chi baciava, chi faceva un cunnilingus, ma tutti con gli occhi fissi su noi due al centro. Fu un susseguirsi di posizioni: lei sopra di me, poi alla missionaria... Il mio obiettivo era non sborrare subito perché sapevo che eravamo solo all'inizio, mentre Olga raggiunse un paio di orgasmi.
Poco dopo il gioco cambiò: mi ritrovai con tutte le donne sopra, mentre Olga fu portata dagli uomini in un'altra area della barca. Mi toccò leccare e scopare tutte e cinque le donne che, mentre mi leccavano e spompinavano, consumavano tra loro dei rapporti saffici notevoli. Iniziarono a girare dildo giganti e strap-on; erano tutte indiavolate. Quando tutte e cinque le donne mi spompinarono contemporaneamente, a turno e senza tregua, sborrai copiosamente. Nel frattempo sentivo le urla di piacere – e non solo – provenire dall'altra stanza.
Dopo la mia sborrata le donne uscirono sul ponte e si tuffarono in acqua; io invece raggiunsi Olga, che era alle prese con tutti quegli uomini infervorati. Era seduta a candela su un cazzo, altri due la penetravano analmente e altri due le infilavano, a turno, il cazzo in bocca... Non era affatto intimorita, anzi, il suo viso denotava piacere. Poi, a turno, le sborrarono in bocca e lei inghiottì diligentemente. Alla fine ci tuffammo tutti in acqua.
Per circa quattro ore regnò la tranquillità: bagni nel mare azzurro, giochi, tuffi, barzellette e cocktail. Dopo esserci fatti una doccia e ripuliti, cenammo, pronti a continuare la festa.
Alle 23 i freni inibitori erano del tutto spariti. Eravamo al largo dell'isola di Stromboli: mentre sulla cima del vulcano si intravedevano lingue di fuoco che sembravano voler esplodere, sulla nostra imbarcazione il fuoco si era già acceso e nulla poteva placarlo. Dopo cena eravamo tutti nudi e pronti a un'orgia pazzesca. L'unico problema era che io e Olga non eravamo gli ospiti della festa, ma il dessert finale di tutte quelle coppie, la carne da macello da consumare.
Entrambi fummo legati ai polsi e alle caviglie, a sinistra e a destra, in modo da offrirci completamente agli ospiti, e poi fummo bendati. Purtroppo ero certo che in quella posizione sarei stato sodomizzato. Nella semioscurità della benda iniziai a sentire lingue e mani che mi palpavano; la bocca di un uomo iniziò a spompinarmi, e lo capii perché sentivo il ruvido della barba. Due bocche mi leccavano i piedi e una figa bagnata si posizionò sul mio viso. Onestamente, questa sottomissione mi fece eccitare moltissimo. La donna sopra la mia faccia strofinava freneticamente la sua figa e io cacciai fuori la lingua per darle più piacere; ero assolutamente sottomesso, ma sapevo di essere io a dare piacere... Le afferrai il clitoride con le labbra e lo succhiai talmente forte che lei, squirtando, mi affogò. Per questo motivo si fermarono un attimo, ma appena mi ripresi continuarono.
Nel frattempo sentivo le urla di piacere di Olga, ma poi arrivò il momento che temevo: il mio ano fu abbondantemente cosparso di gel. Cercai di rilassarmi il più possibile e venni penetrato. Prima dal cazzo di un uomo, di cui sentivo sbattere le palle; poi la pressione su di me aumentò, perché probabilmente chi mi stava violando stava subendo a sua volta la stessa sorte da un altro. Una mano mi spostò il viso di lato e mi ritrovai con un cazzo in bocca; fortunatamente era di piccole dimensioni, ma nonostante ciò provai un profondo senso di vomito. A quel punto mi rilassai e pensai a cosa fossi diventato, a quella gita in pedalò che aveva cambiato la mia vita, pensai alla mia ex e ai giorni passati insieme... ma un forte dolore improvviso mi destò: volevano infilarmi un dildo enorme.
A quel punto mi irrigidii. Fortunatamente desistettero e per un po' continuarono a rovistare sul mio ano, pure le donne con lo strap-on. Alla fine mi slegarono e mi tolsero la benda. Davanti ai miei occhi si materializzò un girone infernale dantesco: un'orgia totale con tutti i partecipanti. A quel punto, però, mi venne voglia di sborrare; infilai il cazzo nel primo culo che mi si prospettò davanti e sborrai dentro. Non avevo neanche finito che Renato mi spinse via per leccare tutta la sborra dentro quel culo...
Passarono altri venti minuti prima che tutti, esausti, si accasciassero a terra. La povera Olga era piena di sperma e umori; non ho idea di cosa le avessero fatto, ma stavolta il suo viso era esausto, esattamente come il mio. Finalmente la festa era finita, e mi diressi verso la mia cabina per ripulirmi da tutto quel sesso....ma era solo stato il primo giorno
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