tradimenti
Gioco di coppie m/m e m/f
Marciotto
22.03.2026 |
1.857 |
1
"Marcello, il mio Bull
Ma il vero delirio iniziò quando Marcello decise di prendere il comando assoluto..."
Mi chiamo Mario, ho cinquant’anni e per una vita intera ho camminato rasente i muri. A Palermo mi conoscono come il responsabile di un grande magazzino, un uomo tutto d'un pezzo, riservato fino alla mania, quasi monastico. Ma la mia vera vita, quella che mi faceva tremare il sangue, iniziava ogni mattina scendendo nei garage.Il mio rito era sempre lo stesso: mi appostavo nell’ombra dello scantinato, davanti alle vetrate della palestra. Restavo lì, col cuore in gola, a spiare i corpi sudati degli atleti. Mi incantavo sui bicipiti tesi, sulle cosce massicce e, soprattutto, su quei rigonfiamenti prepotenti che premevano contro i tessuti dei pantaloncini. Sognavo approcci crudi, sentivo il bisogno di sentire quel sapore di maschio in gola.
Un sabato mattina, però, tutto è cambiato. Ero sceso in tenuta da jogging, ma i miei occhi erano incollati a due uomini: uno disteso sotto il bilanciere, con le gambe spalancate che rivelavano da sotto i pantaloncini verdi un cazzo enorme, già di marmo, e delle palle pesanti; l’altro, in piedi sopra di lui, gli premeva quasi il proprio membro sul viso con la scusa di assisterlo. Ero talmente eccitato che non mi accorsi di Marcello.
Sessant’anni, fisico integro, Marcello mi guardava fumando una sigaretta elettronica. Invece di scappare per la vergogna, restai lì quando lui, con un sorriso complice, si tirò fuori il cazzo mostrandomi la sua erezione. "Ci diamo dentro, ti va?", mi chiese.
Non me lo feci ripetere. Lo spinsi in un anfratto buio, mi inginocchiai e finalmente liberai la mia fame. Afferrai i suoi venti centimetri di carne venosa e profumata, lo scappellò con la lingua e me lo spinsi in gola fino a soffocare, godendo della sua foga mentre mi afferrava per la nuca. Poco dopo, nel mio appartamento, la passione esplose: Marcello mi fece stendere sul bordo del letto e, dopo un rimming profondo che mi fece perdere il controllo, mi penetrò con colpi frenetici. Subii quel rapporto anale con un'estasi totale, sentendo il suo cazzo di marmo sfondarmi le viscere finché non sborrò dentro di me. Subito dopo, estrasse il membro e io iniziai a leccarlo, ingoiando con foga il suo seme misto ai miei umori.
La Villa e il Gioco a Quattro
La complicità con Marcello divenne una droga. Qualche settimana dopo, mi propose un’esperienza estrema: un incontro con una coppia di libertini, Renato e Francesca. Ci vedemmo in una villa isolata. L’aria puzzava già di sesso. Francesca era una donna formosa e vogliosa; Renato un uomo asciutto, con uno sguardo torvo e una verga scura che premeva contro i boxer.
Le coppie si mescolarono in un attimo. Marcello sbatté Francesca contro la parete e iniziò a possederla brutalmente. Io, invece, venni sottomesso da Renato sul divano di pelle. Mi mise a quattro zampe, mi dilatò l’ano con dita ruvide e poi mi sfondò con una spinta secca. Sentivo il suo cazzo colpirmi le viscere a ogni colpo, mentre le sue palle sbattevano ritmicamente contro le mie natiche. Ero in estasi, posseduto da uno sconosciuto mentre guardavo il mio uomo sculacciare e scopare un'altra donna.
Marcello, il mio Bull
Ma il vero delirio iniziò quando Marcello decise di prendere il comando assoluto. Si sedette su una poltrona, il cazzo ancora lucido di umori e duro come il ferro. "Mettetevi tutti e tre in ginocchio davanti a me!", ordinò con una voce che non ammetteva repliche.
In quel momento, io, Renato e Francesca diventammo i suoi schiavi. Ci disponemmo ai suoi piedi come bestie affamate. Marcello divenne il nostro bull. Mi afferrava la testa insieme a quella di Renato, costringendoci a passarci il suo membro di bocca in bocca, spingendocelo in gola con una violenza che ci faceva lacrimare gli occhi. Francesca, nel frattempo, gli divorava i testicoli con la lingua.
Sentivo il potere di Marcello sovrastarmi. Quando fu al limite, iniziò a masturbarsi davanti ai nostri visi spalancati. La sborrata esplose come una punizione divina: il primo getto, densissimo e bollente, mi centrò in pieno viso, oscurandomi la vista. I getti successivi finirono sulle labbra di Francesca e sulla fronte di Renato.
Ero talmente soggiogato che mi avvicinai a loro due per ripulire i loro visi con la lingua, raccogliendo ogni goccia del seme di Marcello e ingoiandolo con una devozione che non avrei mai pensato di possedere.
La serata si chiuse con un bacio profondo tra me e lui. Marcello era il mio padrone, e io, Mario, l'uomo riservato di Palermo, avevo finalmente trovato la mia vera natura tra il sudore e lo sperma.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Gioco di coppie m/m e m/f:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
