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incesto

Desideri proibiti - 4


di bird2012
19.01.2026    |    8.578    |    16 9.9
"Mio fratello era la felicità fatta persona! "Brava sorellina, hai un culetto delizioso..."
Desideri proibiti.

Cap.4


Sara cominciò a raccontarmi l’inizio del suo rapporto incestuoso con suo fratello.

“Mamma, è iniziato come succede spesso tra fratello e sorella.
Ero adolescente, a scuola tra amiche si parlava di sesso, della masturbazione, di come dare piacere alle nostre fichette e dei rapporti tra maschietti e femminucce e cominciavamo anche a vedere i video porno nei nostri cellulari.
Io e Marco avevamo uno splendido rapporto, ci confidavamo tutto senza alcun problema, come dovrebbe essere tra fratello e sorella, per cui mi venne spontaneo chiedere a lui approfondimenti sul tema.

Essendo più grande di me lui era abbastanza preparato in materia e mi chiarì completamente tutti i miei dubbi circa il sesso.
A quel punto gli confessai, senza alcuna remora, che mi masturbavo e che mi piaceva anche molto farlo.
Mi rammento, come fosse adesso, che mi abbracciò e mi strinse forte a lui.

“Sara, sorellina, apprezzo molto tu mi abbia confessato che ti masturbi. Ormai stai crescendo, è terminato il tempo di giocare con le bambole, stai conoscendo il piacere, come è giusto che sia.
A questo punto tra di noi non devono esserci più segreti.
So bene quanto sia piacevole masturbarsi. Lo sai che anche io mi masturbo? Benché io abbia molte amichette con cui mi diverto, anche a me piace molto il piacere solitario, e, mentre mi accarezzo, mi piace fantasticare con la mia mente, sognare situazioni eccitanti che aumentino il mio godimento.”

“Dimmelo, quando ti masturbi a cosa pensi?” gli chiesi, volendo saperne di più. Mi strinse ancora più forte.

“Penso di fare l’amore con una persona che mi eccita da morire, non puoi immaginare quanto godo fantasticando di fare sesso con lei!” mi rispose.

“La conosco?” gli chiesi, ancora più curiosa.

Rimase in silenzio, come se si vergognasse di dirmelo. Poi mi rispose.

“Sì, la conosci, ma, per vari motivi, non posso dirti chi è.”

Ci rimasi male.

“Non avevi detto che tra di noi non dovevano esserci segreti? Io, se, mentre mi masturbo, pensassi a qualche bel ragazzo che tu conosci, te lo direi, perché tu no? Non ti fidi?” gli chiesi ancora.

Avvicinò la sua bocca al mio orecchio.

“Scusa, sorellina, hai ragione, tra di noi niente segreti. Però promettimi che non mi giudichi male, un depravato.” mi disse.

“Perché dovrei giudicarti male?” gli chiesi ancora.

“Perché fantastico di fare sesso con mamma. Non riesco a togliermela dalla mente. Dicono che la maggior parte dei figli maschi hanno, come primo desiderio sessuale, le loro madri. Sogno che sia lei e sedurmi e che mi faccia fare di tutto, come se anche lei avesse desiderio di fare sesso con me.
Sara, non puoi immaginare quanti orgasmi le ho dedicato.”

“Marco, fratellone, perché dovrei giudicarti male? Ma veramente è così piacevole desiderare di fare sesso con il proprio genitore?” gli chiesi.

“Sì, non chiedermi perché, non so spiegarmelo, forse perché è lei che mi ha dato la vita, non lo so. Ci sono tante madri dei mei amici che sono veramente delle donne desiderabili, eppure quando mi masturbo non penso a loro, ma a mamma! Scusa Sara, non voglio scandalizzarti, ma sogno il suo corpo nudo, i suoi baci, il suo ventre che mi accoglie dentro di lei.
Sarebbe meraviglioso se potesse accadere realmente, io e mamma fare l’amore, ma mi rendo conto come sia un desiderio irrealizzabile, per cui mi accontento di fantasticare.”

Mamma, non so cosa mi prese, le parole di Marco mi scombussolarono il cervello.

“Marco, se tu fantastichi di fare sesso con mamma, allora io potrei fantasticare di fare sesso con papà. Sognare di aprire le gambe per fargli vedere la mia fichetta, per farlo eccitare, per fargli capire che non mi tirerei indietro se mi facesse qualche proposta eccitante e che troverei particolarmente piacevole concedermi a lui.”

Mamma, avresti dovuto vedere Marco, una maschera di libidine.
Mi diede un bacetto sulle labbra che mi fece fremere.

“Oh, sì, sorellina, sogna anche tu! Siamo proprio due sporcaccioni, io sogno di entrare nella fica di mamma e tu sogni di accogliere dentro di te il cazzo di papà! Le nostre fantasie ci ecciteranno come non mai.
Sarà molto più eccitante sentire, nel silenzio della nostra stanza, i nostri gemiti di piacere, mentre ci tocchiamo e ce ne veniamo, sapendo che tu fantastichi di scopare con papà ed io con mamma.”

Mamma, da allora sono iniziati i nostri desideri nei vostri confronti.
Come Marco aveva previsto, dormendo nella stessa stanza, anche se in letti separati, ormai era normale sentire, nel cuore della notte, il nostro ansimare e i nostri gemiti di godimento, mentre davamo piacere io alla mia fichetta e lui al suo uccello, pensando ai nostri genitori.
Non pensavamo neanche lontanamente di nascondere il nostro piacere, come se ognuno di noi provasse eccitazione nel far capire all’altro che si stesse masturbando.

Mamma, devo confessarti che, mentre Marco si smanettava l’uccello pensando alla tua fica, io mi stavo sgrillettando come una porca facendo pensieri osceni nei confronti di papà e la cosa mi procurava una eccitazione incredibile.
Pensavo al suo uccello, quanto ce lo avesse grosso, quanto sborrasse e me lo immaginavo sopra di me, mentre il suo cazzo mi apriva la fichetta.
Per non parlare quando io e Marco ce ne venivamo, esprimevamo a voce alta, ormai senza più alcuna remora, né vergogna, il nostro godimento, affinché ognuno sapesse che anche l’altro stava sborrando.

“Sara, sorellina… me ne sto venendo!” gemeva Marco a voce alta ed io, da gran puttanella, gli chiedevo i particolari.

“Marco, porcellino, stai pensando alla fica di mamma, vero?”

“Oh, sììì, sto pensando a lei! Sara, le sto sborrando dentroo! Anche tu stai venendo pensando a papà?” mi chiedeva.

Mamma, a quel punto, eccitatissima al pensiero che il suo cazzo stesse riempiendo la tua fica, mentre sborravo anche io mi lasciavo andare e lo mettevo a parte del mio piacere!

“Sì, Marco, anche io! Fratellone, anche io sto venendo! La mia fica sta sborrando! Dio mio, papà mi sta scopando, il suo cazzo mi sta facendo veniree! Ho tutta la mano bagnata!”.

Dopo aver goduto, mentre ancora ansimavo sotto l’influsso dell’orgasmo, avevamo preso l’abitudine di darci la buona notte.

“Buona notte, Marco! Ti voglio bene!” gli dicevo.

“Buona notte, Sara, amore mio! Anche io ti voglio bene!” mi rispondeva.

Mamma, ormai era diventata una piacevole abitudine masturbarci pensando a voi.
Una sera, mentre ci stavamo masturbando, Marco mi fece una domanda che mi fece fremere.

“Sara, sento che te la stai toccando, vero?”

“Sì! Ma sento che anche tu te lo stai toccando!” risposi eccitatissima, al pensiero si stesse menando il cazzo.
Non potevo immaginarmi la sua risposta.

“Sara, sorellina, devo parlarti. Mi piacerebbe venissi nel mio letto. Ti prego, vieni.” mi chiese. Sentii il cuore palpitare. Il pensiero di entrare nel suo letto, mentre si stava masturbando, mi faceva ribollire il sangue.

“Marco, io sono completamente nuda.” gli risposi, ma la sua risposta non fece altro che aumentare i miei palpiti.

“Anche io sono nudo, ma che c’è di male, siamo fratello e sorella! Vieni, sorellina, ti aspetto. Sarà ancora più bello!” mi rispose.

La sua frase “sarà ancora più bello” mi fece fremere.
Mi infilai nel suo letto.
Ci venne spontaneo abbracciarci, unendo i nostri corpi nudi.
Riprendemmo la nostra masturbazione, io a sgrillettarmi la fica e lui a menarsi l’uccello.

“Dimmi fratellone, cosa devi dirmi? Spero sia qualcosa di bello.” gli chiesi, mentre sentivo la sua cappella sbattermi contro le cosce e la cosa mi eccitava moltissimo.

“E’ qualcosa di meraviglioso, almeno per me. Spero lo sia anche per te. Sara, non posso più farne a meno, devo dirtelo. Le cose nella vita cambiano.” mi rispose. Rimase qualche attimo in silenzio, poi riprese a parlare.

“Sara, mia dolce sorellina, non voglio più mentirti.
E’ un po' di tempo che non sono sincero quando ti dico, mentre sto godendo, che sto pensando a mamma.
Sara, è giusto tu sappia che, sempre più spesso, quando mi masturbo, fantastico di fare l’amore con te. Sì, non mi vergogno di dirtelo, fantastico di fare sesso con mia sorella!”

“Marco, amore, davvero mi desideri? Oltre mamma vuoi anche me? Dimmelo, ti prego, voglio saperlo!” gli sussurrai, mentre seguitavamo a masturbarci e a riempirci di baci.

Mamma, la risposta di Marco mi procurò una eccitazione indescrivibile, sapere di essere anche io, oltre te, il desiderio sessuale di mio fratello mi faceva ribollire il sangue.

“Sara, da quando mi hai confessato che anche tu ti masturbi e sento i tuoi gemiti di piacere mentre te ne vieni insieme a me, non so spiegarmi cosa mi abbia preso, ho cominciato ad avere pensieri osceni nei tuoi confronti.
Ormai fantastico sia mia la mano che sgrilletta la tua fichetta, mentre tu mi seghi dolcemente l’uccello.
Si, amore, sogno di masturbarci reciprocamente.

Io che ti faccio venire accarezzandoti la tua fichetta, mentre tu mi prendi in mano il cazzo e mi masturbi fino a farmi sborrare addosso a te.
Si, amore mio, io faccio godere te e tu fai godere me e raggiungiamo insieme due orgasmi meravigliosi, sborrandoci in mano.
Sì, amore, la tua fica che mi bagna la mano con i suoi succhi, mentre il mio cazzo ti riempie la mano di sborra.”

Le sue parole mi fecero scoppiare il cuore.
Non so perché lo feci, mi venne spontaneo.
Lo strinsi a me e lo baciai in bocca, spingendogli la lingua tra le labbra, come sapevo dovesse essere un bacio sensuale.
Cominciammo a baciarci come impazziti, non come fratello e sorella, ma come due persone desiderose una dell’altro.

Mentre ci baciavamo persi ogni pudore, gli afferrai il cazzo e glielo strinsi con libidine.
Era il primo cazzo che prendevo in mano, che ne gustavo la durezza, e la cosa mi eccitava come non mai.
Guardai Marco negli occhi.

“Mi eccita da morire sapere che mi desideri. Oh, sì, sentirmi il desiderio sessuale di mio fratello. Dio santo, che meraviglia, dopo mamma desideri anche me! Dopo la fica di mamma vuoi anche la fica di tua sorella, vero? Dai, porco, non senti che ti ho preso il cazzo in mano? Ti rendi conto che il primo cazzo che prendo in mano per farlo godere è quello di mio fratello? E allora che aspetti a prendere possesso della mia fica e farla godere come merita?”

Appena Marco sentì le mie parole capì che ero più che disponibile al peccato incestuoso.
Spinse la sua mano tra le mie cosce che io aprii spudoratamente per facilitare la sua carezza.
Sentire le sue dita scivolare dolcemente lungo lo spacco della fica e raggiungere il grilletto mi fece ribollire il sangue.
Dio mio, il primo maschio che mi accarezzava la fica era mio fratello!

“Uhhhmmm! Bravo fratellone, gioca con la fica della tua sorellina, falla godere! Dai, porco, fammi sborrare!
Sei stato tu a dirmi che è passato il tempo di giocare con le bambole, è arrivato il tempo di giocare con il cazzo e, sinceramente, la cosa non mi dispiace affatto.
Da oggi giocheremo insieme, tu con la mia fica ed io con il tuo cazzo.”

Come fosse la cosa più normale del mondo, cominciammo a masturbarci come due porcellini.
Io, seguendo le sue indicazioni, muovevo la mia mano lungo il suo cazzo, avanti e indietro, mentre lui strofinava e strizzava il mio clitoride procurandomi un piacere indescrivibile.
Capii immediatamente stessi godendo molto di più facendomi masturbare da lui che farlo da sola.
Era un piacere incredibile masturbarsi a vicenda tra fratello e sorella.
Mentre ci masturbavamo Marco riprese a parlare

“Sara, sappi che sono andato anche oltre, le mie fantasie non si fermano alla masturbazione reciproca. Hai capito che intendo, vero?
Sì, amore mio, desidero tutto di te. Desidero leccati la fica, scoparti, sodomizzarti e godere dentro di te.
Sara, tesoro mio, ci pensi che godimento, il fratello che sborra nella fica di sua sorella?” mi sussurrò, mentre anche lui ricambiava i miei baci.

Persi ogni ritegno.
Volevo approfittare che mi avesse confidato che frequentava varie ragazze.

"Marco, anche con le altre ragazze con cui ti diverti vi masturbate reciprocamente come stiamo facendo noi?" gli chiesi spudoratamente e lui mi rispose sinceramente.

"No, con loro faccio di più.” rispose

"Dai, dimmi, cosa fate?" gli chiesi, sempre più eccitata, mentre seguitavo a menargli il cazzo.

"Davvero vuoi saperlo? Vuoi sapere quanto sia porco tuo fratello? Allora anche tu sei una dolce porcellina, come me, e la cosa mi rende felice. Allora sappi che prima facciamo sesso orale, io lecco le loro fiche e loro mi succhiano il cazzo.
Poi dipende dalla loro età.
Quelle giovani, ancora vergini, mi danno il culetto e dovessi vedere come godono nel farsi sodomizzare, si masturbano come impazzite mentre me le inculo e raggiungono orgasmi tremendi sborrando come maialine.

Quelle più grandi, non più illibate, benché non mi neghino neanche loro il culetto, adorano farsi scopare.
Inoltre, per evitare gravidanze indesiderate, tutte prendono la pillola, per cui mi fanno anche godere dentro di loro senza problemi."

Rimase un attimo in silenzio, poi seguitò a confidarmi le sue porcate.

“Comunque, non è tutto.
A te posso dirlo, ma mi raccomando di tenere per te le mie confidenze.
Con alcune delle mie amiche facciamo sesso in tre. Sono particolarmente amanti del sesso e godono come maiale nel farsi possedere da due maschi insieme.
Dovresti vederle, in mezzo a due maschi, farsi baciare, accarezzare e possedere da tutti e due, uno davanti e uno di dietro.
Impazziscono, raggiungono orgasmi a ripetizione, non vorrebbero mai farci uscire dai loro corpi.
Credo sia inutile dirti come il sesso a tre sia molto, ma molto più eccitante di quello a due.
Sorellina, ti confesso che mi piace moltissimo fare sesso in tre, vedere la donna godere come non mai!”

Le confidenze di mio fratello circa le sue esperienze sessuali mi eccitarono non poco.
Pensai che ormai tra noi due non doveva esserci più alcuna vergogna.
In fin dei conti io gli stavo menando il cazzo e lui mi sgrillettava la fica, il tutto condito con eccitanti baci, quindi?
Bandii ogni remora.

"Marco, amore, perché non fai anche con me quello che fai con le tue amiche? Parlo di quelle che sono vergini come me, hai capito cosa intendo?" gli chiesi senza alcun pudore.

Vidi i suoi occhi brillare e mi baciò nuovamente in bocca, mentre sentii le sue dita strizzarmi il clitoride facendomi fremere.

“Sara, amore, veramente mi daresti il culetto, come fanno loro? Io ti inculo, mentre ti masturbi? Dio mio, dimmi che non sto sognando! Amore, dimmi che anche tu mi vuoi e mandiamo a fanculo l’incesto, la morale e quant’altro possa impedire di amarci!”

“Certo che ti voglio, perché no! Ho letto da qualche parte che il sesso tra fratelli e sorelle è molto più frequente di quanto si possa immaginare.
Perché noi due dovremmo essere meno degli altri?
Non ti piacerebbe se tra noi due, come fanno tanti altri, ci fossero rapporti sessuali? Io, sinceramente, non ci troverei niente di male.
Sì, mio dolce porcellino, voglio darti il mio culetto vergine. Voglio che mi inculi, mentre io mi masturbo la fica, proprio come fai con le tue amiche.
Sono tua sorella e vorrei essere completamente tua. Hai capito che sto dicendo “completamente”?

Sentii Marco fremere, certamente aveva capito cosa intendessi.
Mi baciò in bocca come non mi aveva mai baciato, mi fece sentire il suo desiderio, la voglia che aveva di me.

“Sara, amore mio, ho capito bene? Ti rendi conto cosa mi stai chiedendo?” mi chiese, mentre sentivo aumentare il movimento delle sue dita tra le labbra della mia fichetta.

Volevo non ci fossero dubbi.
Gli dissi sinceramente e senza alcun pudore i miei desideri.

“Sono certa tu abbia capito! Ma nel dubbio ti sarò più esplicita, sperando di non scandalizzarti. Voglio essere la tua amante, la tua puttana, voglio darti piacere con tutta me stessa, con la mia bocca, con la fica e con il culo, come fa ogni donna con il proprio amante. Marco, fratellone, ti voglio dentro di me, voglio tu sia il primo uomo della mia vita!
Ti dirò di più, tesoro mio, se tu lo desideri sono anche pronta a fare sesso in tre. Sì, insieme a te, mio fratello, sono pronta a provare tutti i piaceri del sesso, anche in mezzo a due maschi.”

Mamma, ormai lo volevo, con tutta me stessa.
Non gli diedi tempo di rispondermi.
Chinai la testa verso il suo ventre, avvicinai la bocca al suo cazzo e con la mano spinsi la cappella tra le mie labbra.
Mamma, credo non ci sia bisogno ti dica cosa provai nel sentirmi in bocca la cappella dura e bollente di mio fratello!

Cominciai a succhiarla delicatamente, ma con estrema libidine, come avevo visto fare nei video porno.
Marco sembrava impazzito.
Era eccitatissimo, sentivo il suo cazzo duro ingrossarsi sempre di più dentro la mia bocca.
Cominciò a gemere, mentre mi esternava tutto il suo desiderio.
Era il primo cazzo che succhiavo e lui mi diede i giusti consigli in merito.

“Dio mio, mi hai preso il cazzo in bocca. Brava, adesso il tuo fratellone ti insegna come far godere un uomo con la tua bocca.
Comincia a lavorare di lingua, leccalo tutto, parti dalla cappella, scendi lungo tutto il cazzo, su e giù, poi leccami i coglioni.
Sì, brava… brava… così! Adesso imboccalo, pompalo su e giù, ingoialo più che puoi!”

Vedevo i suoi occhi brillare mentre guardava il suo cazzo sparire lentamente dentro la mia bocca. Godevo come una porca nel vedere l’espressione di piacere che aveva mentre cominciavo a pomparlo come una invasata.
Come non bastasse, per aumentare il suo piacere, presi ad accarezzargli i coglioni.
Marco godeva come non mai, gemeva, ansimava e accompagnava il suo godimento con frasi di una eccitazione pazzesca.

“Sara, mia dolce sorellina, sei bellissima con il mio cazzo in bocca! Mi ecciti da morire! Brava, pompami il cazzo e accarezzami le palle, dai, porcellina mia, fammi godere.
Ma tu allarga le cosce, fammi vedere la tua fica aperta, vogliosa del mio cazzo!”

Mamma, per tutta risposta ho spalancato le cosce, ho tolto il cazzo dalla bocca e ho appuntato la cappella sopra il clitoride e ho cominciato a sgrillettarmi come una pazza.

“Marco, mio dolce porcellino, questa e la mia risposta! Il tuo cazzo che bacia la mia fica. Non credi sia arrivato il momento che i nostri due sessi inizino a fare conoscenza?
Marco, fratellone, voglio essere tua, prendimi quando vuoi, non me ne frega un cazzo dell’incesto.
Amore, ti piace la mia fica, vero? Lo sento che ti piace la fica di tua sorella! Dimmelo che non vedi l’ora di infilarci dentro questo cazzo e riempirla di sborra!” gli chiedevo.

“Sì, angelo mio, sì! Mi piace tutto di te! Sarà meraviglioso scoparti e incularti! Ci pensi? Fratello e sorella amanti? Oh, sì, nella fica e nel culo!”

Le parole di Marco mi mandavano ai matti.
L’eccitazione si era impossessata di me.
Era arrivato il momento di lasciarmi completamente andare.
Feci scivolare la cappella lungo lo spacco della fica, la spinsi tra le chiappe del culo e mi appuntai il cazzo sul buchetto.

“Marco, mio dolce sporcaccione, comincia con il culo. Dai, inculami! Subito, non voglio aspettare. Aprimi il culo e sarò per sempre la tua amante. Ti ho insalivato per bene il cazzo, è ben lubrificato con la mia saliva, dovrebbe entrarmi più facilmente nel culo.” Lo incitai in maniera spudorata.

Mamma, il pensiero stessi dando il culo a mio fratello mi mandava ai matti.
Marco fu bravissimo, si vedeva che era abituato a fare il culo alle sue amiche.
Mi inculò dolcemente, spingeva lentamente, per dare modo al mio sfintere di aprirsi piano piano senza farmi provare particolarmente dolore.
Mentre mi penetrava lo fissavo, vedevo nei suoi occhi l’enorme piacere stesse provando nell’incularsi sua sorella.

“Marco, amore, è bellissimo! Dai, spingi… piano… così! Dai, dammelo tutto! Madonna mia, ti sto dando il culo! Sto dando il culo a mio fratello! Ma tu sai che questo è solo l’inizio, vero Marco? Lo sai che dopo il culo mi dovrai sfondare anche la fica, vero? A quel punto sarò completamente tua, per sempre! Anche dopo sposata, coinvolgeremo anche mio marito nel nostro rapporto incestuoso, mi prenderete in due! Ci pensi? Un bel triangolo con mio marito e mio fratello?”

Quando capii che una buona metà del cazzo mi era entrato dentro e che lo sfintere si era dolcemente aperto, spinsi il culo verso il ventre di Marco per farmelo entrare tutto dentro.

“Marco, amore mio, ti sto venendo incontro, sto venendo incontro al tuo cazzoo! Lo voglio tutto dentro! Sì… sìììì… cosìììì! Fratellone, me lo hai messo tutto in culooo! Dai, spingiii! Tutto in culo a tua sorella!”

Mamma, Marco cominciò ad incularmi in maniera fantastica, mi faceva impazzire!
Tu sai bene il piacere che si provi nel prenderlo nel culo, ma tu pensa che, per me, quella era anche la prima inculata della mia vita, per di più con mio fratello.
Lo incitavo come una troia di sfondarmi il culo, mi sentivo in paradiso.

Il mio dolce porco mi inculava lentamente, in profondità, spingendomi il cazzo nel culo fino alle palle, per poi tornare indietro e di nuovo in avanti, sempre più dentro.
Ad ogni potente affondo del suo cazzo sentivo il mio buchetto del culo dilatarsi sempre di più, fino ad aprirsi completamente, lasciando al cazzo di Marco piena libertà di movimento.

Il lieve dolore iniziale, assolutamente sopportabile, era passato, ora rimaneva solo un immenso piacere.
Sentivo il suo cazzo vibrare duro tutto dentro di me, mentre venivo scossa da lunghi brividi.
Mentre Marco mi apriva il culo io mi masturbavo in maniera frenetica, aumentando in maniera indescrivibile il mio godimento.
Ormai il cazzo di Marco mi era entrato tutto nel culo.
Mio fratello era la felicità fatta persona!

"Brava sorellina, hai un culetto delizioso. É meraviglioso incularti. Dai, muovi il bacino, così te lo senti ancora meglio dentro! Sì... così! Dio quanto sei porca!" gemeva.

Cominciai a dimenare il bacino.
Sentivo il buco del culo dilatarsi sempre di più, procurandomi un piacere indescrivibile.
Non avrei mai potuto immaginare fosse così bello farsi aprire il culo.
Mentre mi inculavo guardavo Marco negli occhi, leggevo una libidine tremenda.
Ripensai ai suoi desideri e mi venne una idea fantastica.

"Marco, dimmi sinceramente, ti piacerebbe ci fosse mamma al posto mio, per inculartela proprio come stai inculando me? Guarda che non sarei mai gelosa di mamma!"

Vidi i suoi occhi brillare.

“Sara, amore mio, e me lo chiedi? Incularvi tutte e due, godermi il culo di mia sorella e di mia madre. Sarebbe un piacere fantastico."

Ottimo, era quello che mi aspettavo, per dare inizio ad una meravigliosa finzione.

"Fratellone, mi hai confessato che fantastichi spesso di fare sesso con lei. Allora dai, la tua sorellina ti fa un bel regalo, io mi fingo di essere mamma, tu pensa di stare dentro il culo di nostra madre." gli dissi, poi mi venne spontaneo mettere in pratica la finzione.

"Dai, Marco, amore di mamma, aprimi il culo! Lo so che ti piace il culo di mamma, lo hai sempre desiderato. Sì... sì... mamma ti dà il culo! Amore di mamma, inculami con tutto il tuo amore!"

Mamma, non glielo avessi mai detto.
Marco, pensando si stesse inculando te, sua madre, andò fuori di testa.

"Sì, mamma, amore, ti apro il culo! Goditelo il mio cazzo, lo so che sei una porca, e a me fanno morire le donne porche che amano farsi inculare dai loro figli!
Dio mio, che goduriaa! Mamma, sto per sborrare, ti sborro in culooo!"

Anche io non riuscivo più a resistere, sentii che stava per arrivare l’orgasmo.
Mamma, seguitai a fingermi te.

“Marco, amore di mamma, anche io sto per venire! Il tuo cazzo che mi scopa il culo mi sta facendo sborrare come una troia! Dio mio, è meraviglioso farmi inculare da mio figlio, mentre mi masturbo la fica! Troppo bellooo! Marco, seguita ad incularti mamma, non ti fermare! E’ meraviglioso sentirti dentro nel culoo! Sììììì… eccomiiii… me ne vengooo! Amore di mamma, inculamiii… forte, che sto sborrando!”

Mamma, credo sia inutile dirti cosa provai.
Un orgasmo incredibile, mai provato in vita mia.
Capii immediatamente la differenza del godimento che provavo solo con la masturbazione, rispetto a quello che provai nel farmi inculare!
Benché me ne fossi venuta, era veramente piacevole sentirmi ancora inculata da Marco, che, dietro mio espresso desiderio, seguitava ad affondare il suo cazzo nel mio culo, ormai completamente sfondato.
Arrivò anche per lui il momento dell’orgasmo, sempre fingendo di stare ad incularsi sua madre.

“Mamma… mammaaa, sto per sborrare. Ti sborro in culo. Te lo riempio di sperma!” cominciò a gemere, ma io avevo altri desideri, che certamente avrebbero deliziato anche mio fratello.
Ripensai ai vari video porno che vedevo con le mie amichette.

“No! La tua mammina vuole che le sborri in bocca. Tesoro di mamma, dopo averti dato il culo voglio gustare il sapore della tua sborra. E poi, che ne dici di scambiarci lo sperma come fanno gli amanti?”

Marco non si aspettava certo una richiesta così depravata, ma vidi i suoi occhi brillare.
A quel punto pensò a me, alla sua dolce sorellina.

“Sara, tesoro, sei una porcellina meravigliosa. Sei la mia porcellina. Sei la sorellina che tutti i fratelli vorrebbero avere!”

Mamma, puoi ben capire come le parole di Marco mi abbiano emozionato.
Sfilò il cazzo dal culo, se lo prese in mano, cominciò a masturbarsi velocemente, mentre si avvicinava al mio viso.
Lo stavo già aspettando, con la bocca aperta e con la lingua di fuori, come avevo visto fare nei video porno.
Il porcellino posò la cappella sopra la mia lingua.
I nostri sguardi si incrociarono.

“Sara, amore mio, eccomi! Ti sborro in bocca! Gustati lo sperma di tuo fratellooo! Sborrooo!”

Dio santo, una sensazione indescrivibile!
Cominciò a schizzare, dirigendo gli schizzi di sborra sia sopra la mia lingua che direttamente in bocca.
In poco tempo mi ritrovai con la bocca piena.
Trovai il sapore della sborra veramente piacevole, calda, densa, buona.

Non era finita.
Presi la testa di Marco e l’attirai a me, spingendo le sue labbra contro le mie.
Riversai un bel po' di sborra nella sua bocca, l’altra la ingoiai, per sentire il piacere che si prova nell’ingoiare la sborra del proprio amante.
Poi, cominciammo a baciarci come impazziti, scambiandoci lo sperma da una bocca all’altra, finché non la ingoiammo tutta, un po' per uno.
Rimanemmo abbracciati, avvinghiati l’uno all’altra.
Marco mi guardò negli occhi, mentre seguitavo a riempirlo di baci.

“Sorellina, ti ringrazio per esserti finta mamma, mentre ti inculavo, mi ha eccitato moltissimo.
Ti sono debitore e vorrei ricambiare il piacere che mi hai dato.
Da adesso in poi, quando faremo l’amore, fingerò di essere papà.
Tesoro mio, ci scambieremo i ruoli.
Prima tu fingerai di essere mamma, che si fa scopare da suo figlio, poi io fingerò di essere papà, che si scopa sua figlia.”

“Mamma, da quel momento io e Marco non ci siamo più fermati!
Sesso no stop! Senza limiti! Anche in tre e anche la bisessualità.
Mamma, ormai sai come è iniziato il nostro splendido rapporto tra me e mio fratello e i nostri desideri nei vostri confronti.
Anche lui ha il mio stesso desiderio, fare l’amore con me anche dopo sposato, ovviamente cercando di coinvolgere anche sua moglie.

A questo punto non rimane che esaudire tutti e quattro i nostri comuni desideri scambiandoci realmente i maschi di famiglia.
Mamma ci pensi, io scopo con papà, mentre tu ti fai scopare da Marco? Il padre che possiede sua figlia, mentre il figlio possiede sua madre!
Uno scambio familiare e incestuoso di una eccitazione unica.”

Ricambiai il suo bacio, mentre già sognavo il cazzo di Marco deliziare la mia fica.

“Amore mio, sei proprio una gran troia, tutta tua madre! Aggiungo che accetto con piacere la tua proposta, quella di scambiarci i cazzi di famiglia.
Sabato sera io e papà festeggiamo il nostro anniversario di nozze, inviterò anche Marco, così lo festeggiamo tutti e quattro insieme.
Sarà una meravigliosa riunione di famiglia… dai risvolti impensabili!”

Rimasi un attimo in silenzio, poi le sorrisi.

“Sara, amore di mamma, davvero sabato sera ti farai scopare da papà? Ti rendi conto che farai entrare nella tua fica il cazzo che ti ha messo al mondo?” le sussurrai, mentre le facevo l’occhiolino.

Il mio amore ricambiò sia il mio sorriso che l’occhiolino.

“Certo che mi farò scopare! E ti dirò di più, non lo farò uscire dalla mia fica finché non sentirò gli schizzi della sua sborra inondarmi la vagina.
Comunque, non dimenticare che la stessa cosa varrà per te, considerato che farai entrare tuo figlio nella fica che lo ha visto nascere!”

Scoppiammo a ridere come due pazze!
Rimanemmo abbracciate, era troppo bello sentire i nostri corpi nudi uno contro l’altro.
Ormai tra me e Sara non c’era più nulle da nascondere.

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