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Che male c’è, siamo in famiglia! - 4
01.11.2025 |
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"“Venite, voglio presentarmi nel migliore dei modi, mio marito si aspetta molto dalle mie prestazioni, ha detto che devo farvi impazzire e non voglio deluderlo..."
Che male c’è, siamo in famiglia!CAP. 4
Dopo la cena andammo in salotto.
I tre maialini presero subito posto sul divano, mentre io rimasi in piedi di fronte a loro, con le gambe leggermente divaricate, mi eccitava sentire i loro sguardi accarezzarmi il corpo.
Li fissai con una espressione da gran puttana.
"Mi avete confessato apertamente, senza alcun pudore, che voi due vi sparate le seghe, con tanto di sborrata finale, mentre avete pensieri osceni nei miei confronti, diciamo che fantasticate di darmi una bella ripassata, sia davanti che dietro.
Ma io ho sempre dato poco peso alle chiacchiere, voglio prove inconfutabili dei vostri misfatti, per cui tirateli fuori.
Avete capito bene. Tirate fuori i vostri cazzi e cominciate a masturbarvi di fronte a me. Mi ha sempre eccitato vedere un maschio che si mena il cazzo in attesa di farmi il culo.”
Poi mi rivolsi a mio marito.
"Amore, l'invito è rivolto anche a te, non penserai io voglia escluderti da questo eccitante gioco.
Dai, fa compagnia a tuo padre e a tuo fratello, menati anche tu l’uccello!"
Sia Carlo che Franco non credevano alle loro orecchie, mi stavano guardando sbalorditi, non avrebbero mai immaginato avessi detto loro di tirare fuori i cazzi e di masturbarsi davanti a me.
Guardai mio cognato, aveva il volto estasiato.
"Sonia, stai scherzando? Veramente vuoi vederci che ci masturbiamo di fronte a te?" mi chiese incredulo.
"Tesoro, quando si tratta di sesso non scherzo mai, voglio accertarmi sia vero quello che mi avete confessato.
Che siete due maiali, che fantasticate di farmi di tutto e di più e, principalmente, che avete due gran bei cazzi che schizzano una marea di sborra mentre mi pensate e a me i cazzi grossi che sborrano tanto fanno impazzire.
Su, da bravi, tirateli fuori e guardatemi, questa sera avete la possibilità di menarvi il cazzo mentre guardate la vostra Sonia dal vivo, niente più fantasie, tutto reale.
Non vergognatevi, ditemelo apertamente, mica mi scandalizzo, ditemi quante volte avete desiderato io vi guardassi mentre mi dedicavate le vostre sborrate? E allora eccomi… sono qui… tutta per voi!"
Sia mio suocero che mio cognato stavano sbavando.
Cominciarono a sbottonarsi i pantaloni per tirarlo fuori, ma io volevo di più.
"A questo punto facciamo le cose per bene, toglietevi i pantaloni, così state più comodi. Anzi, no, spogliatevi, mica vi vergognerete di farvi vedere nudi dalla donna dei vostri osceni desideri!" li incitai.
Non se lo fecero ripetere due volte.
Si tolsero tutto, rimanendo meravigliosamente nudi, mostrando due bei cazzi, che presero in mano e iniziarono a segarsi.
Considerata la situazione altamente eccitante bastarono pochi colpi per far assumere alle due verghe dimensioni di tutto rispetto.
Già li avevo visti, li avevo baciati e presi in bocca, ma dovevo riconoscere che erano veramente due gran bei cazzi, specialmente quello di mio suocero grosso da paura.
Avevo già avuto il piacere di sentirmelo anche contro la fica, ma vederlo dal vivo faceva tutto un altro effetto, mi faceva venire voglia di infilarmelo subito dentro.
Mi venne spontaneo complimentarmi con loro.
"Avete proprio due bei cazzi, fortunate le porche che vi scopate!"
Mi veniva da ridere, poiché tra poco sarei stata anche io una delle fortunate a gustarmi le loro verghe.
Ormai, da tutti i discorsi, avevo capito come il più porco fosse mio suocero e lui non si smentì.
Mi sorrise e mi fece l’occhiolino, mentre si segava il suo cazzone, a gambe larghe, in modo da farmi ammirare anche i suoi grossi coglioni, certamente gonfi di sborra.
Il figlio di puttana mi aveva inviato un messaggio chiaro, non vedeva l’ora di infilarmelo dentro.
"Anche a noi hai confessato di essere una gran porca e che ti piace tanto il cazzo, specialmente fartelo mettere nel culo!
Mentre ci meniamo il cazzo perché non ci fai sognare ed entri più nei particolari?
Ricambiai il suo sorriso, lo fissai negli occhi e anche io gli feci l’occhiolino, volevo farlo morire.
“Veramente desiderate io entri in maggiori particolari? Di quanto mi piaccia farmi chiavare… e non solo?”
Poi mi rivolsi a mio marito, che già si era denudato e stava con il cazzo bello dritto in mano!
“Amore, hai sentito tuo padre, vuole sentire dalle mie labbra la conferma che mi piace il cazzo. Che dici? Gli dico la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità?” gli chiesi sorridendo.
Mio marito non aspettava altro per gettare benzina sul fuoco.
“Amore, ma quale è il problema, nella vita bisogna essere sinceri, specialmente in ambito familiare, per cui credo sia giusto tu dica loro la verità. Non c’è mica niente di male se confessi apertamente a mio padre e a mio fratello quanto tu sia troia! Sono certo apprezzeranno molto la tua sincerità nei loro confronti.”
Guardai mio suocero e mio cognato, avevano gli occhi di fuori, mentre seguitavano a segarsi il cazzo spudoratamente.
“Confermo quello che vi ha detto il porco di mio marito, sono una bella porca, mi piace il cazzo, anzi, mi piace molto, specialmente nel culetto! Contenti?”
Con mio marito già ne avevamo parlato, prima sarebbe stato prematuro far sapere a suo padre e suo fratello dei nostri giochi erotici con i nostri amici, ma ormai, visto come si erano evoluti i nostri rapporti familiari, ritenevo giusto loro sapessero.
Guardai mio marito.
"Amore, non credi sia arrivato il momento tuo padre e tuo fratello vengano a conoscenza dei nostri vizietti privati? Pensi possano scandalizzarsi e rimanerci male nell'apprendere dei nostri giochi, di quanto io sia troia e tu un dolce cornuto?"
Ignoravo se Marco si sarebbe aspettato o meno la mia domanda, so solo che ricambiò il mio sguardo sorridendomi.
"Sì, amore, penso sia arrivato il momento. Pensaci tu, non trascurare nulla, entra nei minimi particolari, sarà ancora più eccitante!"
Non chiedevo di meglio.
Guardai mio suocero e mio cognato, avevano gli occhi di fuori, mentre seguitavano a segarsi il cazzo spudoratamente.
"Ha ragione mio marito, nella vita bisogna essere sinceri, c’è tutto da guadagnare!
Mezz'ora fa mi avete confidato che siete spesso invitati da tanti mariti desiderosi di vedere la propria mogliettina comportarsi da troia in mezzo a due maschi.
Quindi, sapete bene come esistano molte coppie sporcaccione che invitano nel loro letto altri maschi, particolarmente dotati, per deliziare le mogliettine porche.
Fin qui niente di strano, ma quello che non sapete, sperando di non scandalizzarvi, è che anche io e Marco siamo una coppia del genere, ma cerco di esservi ancora più precisa, a scanso di equivoci.
Il mio dolce maritino conosce bene i miei gusti, mi piacciono i maschi porci, che abbiano dei grossi cazzi e che, soprattutto, li sappiano usare molto bene affinché mi sbattano a lungo, nella fica e nel culo, fino a farmi sborrare l’anima.
Mio marito mi ama da morire, come io amo lui, e vuole il mio piacere.
Quando trova un bel maschio veramente valido, sotto tutti i punti di vista, che ritiene possa farmi godere come desidero, me lo porta a casa, solo per conoscerci, senza dare niente per scontato, ma se il porco con uno sguardo, una carezza, un abbraccio e un bacetto sensuale mi fa eccitare tanto da farmi bagnare la fica non ci penso due volte ad invitarlo nel nostro letto per soddisfare sia me che mio marito e ci divertiamo da morire.
Ho dimenticato di dirvi che cerchiamo maschi bisex in quanto a Marco piace in maniera particolare fare il culo al maschio che mi sta scopando.
Sinceramente eccita moltissimo anche me il triangolo con il mio amante in mezzo tra me e mio marito, dovreste vedere come gode il porco, scoparsi la moglie, mentre viene inculato dal marito!
Ecco! Adesso sapete veramente chi siamo io e mio marito! Ovviamente, come si dice, rimaniamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti!”
Carlo e Franco mi guardarono stupefatti, non credevano alle mie parole.
"Scherzi o dici sul serio?" mi chiese mio suocero, a cui risposi sorridendogli.
"Potresti chiederlo alla mia fica e al mio buchetto se scherzo oppure no, te lo direbbero sinceramente quanti poderosi uccelli hanno accolto dentro di loro!"
Carlo era una maschera di libidine, il pensiero sua nuora fosse una gran troia lo faceva impazzire.
Guardò mio marito.
"Marco, dimmi sinceramente, da quanti maschi hai fatto possedere tua moglie?"
Marco gli rispose senza alcuna remora.
"Sei un curiosone, ma vuoi proprio sapere quanti bei cazzoni l'hanno chiavata e inculata insieme a me? Presto detto, ma è un dato certamente in difetto.
Abbiamo iniziato questi giochi appena sposati, siamo sposati da 5 anni e mediamente, almeno una volta al mese, se non anche di più, io e Sonia facciamo sesso con altri maschi.
Il conto è presto fatto: 5 x 12 fa 60.
Si, papà, fino ad ora ho avuto il piacere di vedere mia moglie godere, e far godere, con almeno 60 maschi! Di conseguenza, mi sono inculato 60 maschietti, mentre si scopavano mia moglie!"
Rimase un attimo in silenzio poi seguitò.
"Ovviamente senza contare voi due!" e cominciò a ridere come un pazzo a cui mi unii anche io.
Riprese a parlare, rivolgendosi sia a suo padre che a suo fratello.
"Non potete capire cosa io provi nel vedere un altro cazzo entrare e uscire dalla fica e dal culo di mia moglie, vedere i suoi occhi che mi guardano mentre sta godendo, vedere l'espressione del suo viso mentre mi fissa e urla che sta venendo, che sta sborrando come una troia e che il suo amante le sta sborrando nella fica!”
Guardai mio suocero e mio cognato, erano una maschera di libidine, sapere quanto fossi troia li aveva eccitati, ovviamente, come non mai.
Seduti sul divano a gambe larghe si stavano segando il cazzo, mentre mi si mangiavano con gli occhi e la cosa mi faceva bagnare sempre più la fica.
Guardai i loro cazzi, veramente due gran belle verghe, particolarmente grosse, da far entrare quanto prima nei miei vogliosi buchetti.
Mio suocero mi fece una piacevole richiesta.
“Mentre noi ti mostriamo i nostri uccelli mostraci anche tu qualcosa di eccitante, sarà ancora più piacevole masturbarci mentre ti guardiamo, non credi?" mi chiese, senza alcuna remora.
Gli sorrisi!
Poi mi rivolsi a mio marito, anche lui con il suo cazzo bello dritto in mano, il porco stava già pregustando una mia performance da grande zoccola.
"Amore, hai sentito tuo padre? Ora che gli ho confermato di essere una porca a cui piace tanto il cazzo, che mi faccio chiavare, con te consenziente e partecipe, da tanti bei maschi, mi sta chiedendo, senza alcuna vergogna, di fargli vedere la passera.
Che devo fare? Gli faccio questo regalino?
Lo sai come la penso, la mia fica, essendo mio marito, ti appartiene. Quindi ritengo sia giusto sia tu, come sempre, a decidere cosa io debba farci. Che dici, ci comportiamo come quando mi fai chiavare dagli altri maschi? Prima mi chiedi di fargliela vedere, per eccitarli per bene e far venire loro la voglia di farci una visitina, per poi prendere in mano la situazione dandoci le giuste indicazioni di come passare la serata tra le mie cosce?”
Marco non perse tempo a rispondermi!
"Sì, amore, sono d’accordo, comportiamoci come quando ti porto a casa i maschi che devono scoparti, solo che, in questo caso, i maschi che vogliono scoparti già ce li abbiamo in casa!
Dai, spogliati, comportati anche con loro da gran troia come fai con gli altri, fatti guardare, fa vedere loro come il tuo corpo sia pronto per accoglierli tutti e due dentro di te!”
Guardai mio suocero, il porco mi fissava con uno sguardo colmo di libidine, mentre si menava lentamente il cazzo.
"Sonia, hai sentito tuo marito, noi ti stiamo mostrando i nostri cazzi, come ci hai chiesto, non credi sarebbe giusto che tu ricambiassi mostrandoci il meglio di te?"
Sinceramente, come dargli torto.
I tre maschietti, completamente nudi, mi guardavano vogliosi con i loro cazzi in mano ed io ero ancora vestita, non era giusto farli soffrire.
Mi rivolsi a mio marito.
"Amore, quello che ha detto tuo padre è giusto, se loro si mostrano a me ritengo doveroso mostrarmi a loro. Però voglio sia tu a spogliarmi per offrire il corpo di tua moglie allo sguardo di tuo padre e di tuo fratello!"
Mio cognato era fuori di se.
"Marco, fratello mio, hai sentito tua moglie, ti prego, spogliala, vogliamo guardarla, vogliamo ammirarla!"
Avevo la fica fradicia.
Mi sentivo una gran troia, proprio come aveva detto mio marito.
Guardai mio suocero e mio cognato.
"Mentre mio marito mi spoglia voi seguitate a masturbarvi, voglio vedervi sempre più eccitati mentre mi guardate, ma cercate di non venire, che la serata è lunga!"
L’ultima frase era tutto un programma.
Mio marito si avvicinò a me e mi tolse la camicetta.
Come detto, non avevo reggiseno per cui i miei seni apparvero, nella loro bellezza, davanti agli occhi esterrefatti di Carlo e Franco.
Ormai il porco di mio marito sapeva bene come dirigere l'eccitante situazione e si rivolse a suo padre e suo fratello.
"Guardate che bei seni ha mia moglie e che capezzoli belli dritti, scommetto che avete una gran voglia di succhiarglieli."
Poi guardò me.
"Amore, tu che pensi?"
Che ne penso? È una cosa che mi ha fatto sempre eccitare per cui non persi tempo a rispondere.
"Amore, ma cosa vuoi ci sia di male nel farmi succhiare i capezzoli, in fin dei conti sono mio suocero e mio cognato, non sono mica due estranei!”
Li guardai, erano stravolti dall’eccitazione.
“Carlo, Franco, venite, non fatevi scrupoli, oltre mio marito siete voi i maschi di casa, per cui non me la sento di negarvi il piacere di sentire il sapore dei miei capezzoli. Venite, che siamo in famiglia!"
Si avvicinarono, si misero di fronte a me e ognuno prese possesso di un seno.
Lo accarezzarono, lo strinsero dolcemente, poi avvicinarono la bocca ai capezzoli e appena sentii le loro labbra circondarli e iniziare a succhiarli emisi un lungo gemito di piacere.
"Uhmmm! Siete proprio due tesori! Bravi... succhiate... succhiate... fatemi eccitare... più mi farete eccitare e più ne avrete tutto da guadagnare!"
Avendoli davanti a me, avevo i loro cazzi a portata di mano. Guardai mio marito, che si stava gustando lo spettacolo di suo padre e suo fratello che mi stavano succhiando i seni.
"Marco, mi piace molto come questi due porcellini mi stiano succhiando e leccando i capezzoli, pensi ci sia qualcosa di male se, mentre me li succhiano, prendo in mano i loro cazzi per ricambiare il piacere che mi stanno procurando?"
Il porco seguitava a guardarmi con gli occhi di fuori e stava pregustando qualcosa di eccitante.
"Ma no, amore, ma che dici, non hai detto che con loro ti senti in famiglia? Come potrei trovarci qualcosa di male se mia moglie prendesse in mano i cazzi di mio padre e di mio fratello per far provare loro un po' di piacere! Anzi, ti dirò di più, sono veramente lusingato sia proprio mia moglie a dedicarsi ai loro uccelli!"
Il porco mi stava spingendo sempre di più tra le braccia di mio suocero e di mio cognato ed io non chiedevo di meglio.
Mentre seguitavano ad accarezzarmi e a succhiarmi i seni presi i loro cazzi in mano, uno con la destra e uno con la sinistra, li strinsi con libidine e cominciai a segarli.
Veramente due belle bestie, dure e grosse, specialmente quello di mio suocero, proprio i cazzi che piacciono tanto alla mia fica e al mio culetto.
Mio marito mi fissava estasiato, mentre seguitava a menarsi il cazzo come impazzito.
Seguitava a gemere.
“Dio, quanto sei bella con i loro cazzi in mano… sei splendida tesoro mio! Falli godereee!!”
Ormai li stavo segando senza alcun pudore.
I due maiali, appena sentirono le mie mani sopra i loro cazzi abbandonarono il seno, mi abbracciarono tutti e due e cominciarono a riempirmi di baci.
Ricambiai immediatamente e cominciammo a baciarci come tre maiali.
Mentre ci baciavamo e li masturbavo cominciai a strofinare le due cappelle una contro l’altra, come ero solita fare spesso quando facevo godere due maschi.
Come sempre fu mio suocero il più spudorato.
“Marco, che meravigliosa puttana è tua moglie, sta strofinando i nostri cazzi uno contro l’altro.
Mentre lei gioca con le nostre verghe renditi utile, sfilale la gonna e le mutandine, è arrivato il momento di gustarci la sua fica… tanto siamo in famiglia!”
Mio marito, neanche a dirlo, era una maschera di libidine.
Mi vedeva in mezzo a due maschi, suo padre e suo fratello, con i loro cazzi stretti nelle mie mani, mentre li masturbavo e li baciavo, passando da una bocca all'altra.
Mi si avvicinò per sfilarmi la gonna, il porco non vedeva l'ora di mostrare la mia fica agli sguardi vogliosi di suo padre e di suo fratello.
Il mio maritino sapeva bene che non mi sarei certo limitata a fargliela solo vedere, con tre meravigliosi cazzi a disposizione sarei stata una pazza a perdermi un'occasione del genere.
Stava per sfilarmela, ma si fermò e guardò suo padre e quello che gli disse mi confermò come mio marito stesse diventando sempre più un adorabile cornuto.
"Papà, non credi sia molto più eccitante siate voi due a spogliare mia moglie, il vostro desiderio erotico, prima di scoparvela? Dai, venite, spogliatela, la mia porcellina non aspetta altro che farvi vedere la sua fica. Poi sarà tutta vostra!"
Dio mio, più chiaro di così!
Con la frase “Poi sarà tutta vostra!” mio marito stava offrendo apertamente, e senza alcun pudore, sua moglie a suo padre e a suo fratello.
Ormai potevo ritenermi, a pieno titolo, la troia di famiglia… e non potevo chiedere di meglio.
Io, mio suocero e Franco ci guardammo negli occhi e lessi nei loro sguardi la voglia pazza di avermi e la cosa mi faceva sbrodolare come una mignotta.
“Sonia, amore, veramente sarai tutta nostra?” mi chiese mio suocero con la bava alla bocca!
“Tesoro mio, credo che ormai non ci sia più alcun dubbio! Avete sentito mio marito, il porco non ci vede nulla di male se sua moglie, oltre lui, accoglierà e farà godere, con tanto amore, dentro di lei anche suo padre e suo fratello… e sappiate che io sono d’accordo con lui.
Siamo una meravigliosa famiglia, con tre maschi e una femminuccia. Pensate ci sia qualcosa di male se la femminuccia si dedica al piacere dei tre maschietti e i tre maschietti si dedicano al piacere della femminuccia?
E allora siate benvenuti tra le mie cosce, amori miei, e vi confermo le parole di mio marito, da oggi potrete avermi quando vorrete!
Venite, sfilatemi le mutandine, tutti e due insieme, gustatevi la visione della mia fica, come avete sempre sognato. Dopo avermi succhiato i capezzoli non avete voglia di gustare anche il sapore della fica?
Alla gonna penso io, voi pensate al resto.
Mi sganciai la gonna, la feci scivolare a terra e la scalciai lontano, mostrando ai miei amanti il mio basso ventre coperto solo da minuscole mutandine: la loro espressione era tutto un poema!
Si inginocchiarono davanti a me, ognuno prese l’elastico delle mutandine e cominciarono a sfilarmele lentamente.
“Bravi, avanti, che la mia fica vi sta aspettando!” li incitai.
Me le sfilarono completamente e la mia fica apparve ai loro occhi in tutta la sua eccitante oscenità.
Espressero la loro ammirazione quasi all’unisono.
Mi sentivo una gran troia e dovevo comportarmi come tale.
Spalancai le gambe, mi accosciai leggermente e mi allargai le labbra della fica con entrambe le mani.
“Su, da bravi, questa sera è il mio compleanno, rendete omaggio ai miei tesori! Baciatemi tutti e due sia la fica che il buchetto del culo!”
Mio marito stava impazzendo.
“Amore, sei meravigliosa!” esclamò.
Mio suocero avvicinò il viso alla mia fica, ci guardammo negli occhi.
"Scommetto non avresti mai immaginato che tua nuora ti sbattesse la fica in faccia! Vieni, tesoro, è tutta tua! Baciala, falle quello che vuoi!"
Così dicendo gli afferrai la testa con entrambe le mani e gli spinsi il viso tra le mie cosce aperte e appena sentii il suo viso a contatto della mia fica cominciai a dimenare il bacino per strofinargli la fica sopra tutta la faccia.
Il porco accolse con gusto il regalino di sua nuora, ma non si limitò a baciarla, sentii la sua lingua entrarmi nella fica e muoversi freneticamente nella vagina.
Poi la sua lingua cominciò a passeggiare tra le labbra della fica, su e giù, su e giù!
Allo stesso tempo iniziò a risucchiare goloso tutto il brodino che mi colava dalla fica.
Franco, dal canto suo, mi aveva allargato completamente le chiappe del culo e mi deliziava il buco del culo con baci e slinguate!
Come non bastasse, mentre suo padre mi leccava la fica, intrufolò una mano tra le mie chiappe e appena incontrò il mio buchino ci spinse dentro due dita che accolsi con estremo piacere.
Era la conferma come mio suocero e suo figlio sapessero bene come far godere una donna.
Cominciai ad esprimere liberamente tutto il mio godimento.
"Siete due figli di puttana! Vi avevo detto solo di baciarmi! Ohh... sì... sì... leccatemi e inculatemi!! Mi state facendo godere!!! Vi pregooo… fermateviii: non voglio sborrare subitooo!!! Voglio siano i vostri cazzi a farmi sborrare l’anima!”
Guardai mio marito, che si stava gustando lo spettacolo con gli occhi di fuori.
Espressi tutto il mio piacere.
"Uhhmmm! Non pensavo fosse così bello farsi leccare la fica dal proprio suocero, davanti lo sguardo estasiato di suo figlio!"
Carlo scostò un attimo la bocca dalla fica e mi guardò.
"Tesoro, questo è niente, pensa cosa proverà tuo marito quando ci vedrà infilarti i nostri due cazzi in culo e in fica!”
Guardai nuovamente mio marito.
“Amore, ho l’impressione tu stia diventando sempre di più un gran bel cornuto, ma ti confesso che la cosa mi eccita da morire.
Tuo padre mi lecca la fica, mentre tuo fratello mi ha ficcato due dita in culo e tu non dici niente.
Te lo leggo negli occhi che, come tutti i mariti cornuti, stai impazzendo nel vedere tua moglie fare la zoccola in mezzo a due maschi, per di più i maschi di famiglia.
E pensare che siamo solo all’inizio, la serata è lunga!
Amore, spero non ci troverai niente di male se questa sera mi dedico principalmente a tuo padre e a tuo fratello.
Tu la mia fica e il mio culetto li conosci bene, quindi credo sia giusto che, in questa prima riunione di famiglia, debbano essere loro a conoscere più a fondo il mio corpo.”
La risposta di mio marito era proprio quella mi sarei aspettata.
“Sonia, sono orgoglioso sia proprio tu, mia moglie, a soddisfare tutti i loro desideri e sarà meraviglioso leggere nei loro occhi tutto il piacere che saprai dare loro.
Amore, falli impazzire, voglio non sappiano più fare a meno di te!
Tesoro mio, da questa sera avrai i tre maschi di famiglia tutti per te.
Fai di noi ciò che vuoi, quando vuoi e dove vuoi!”
Mi sentii avvampare.
Avevo tre maschi a mia completa disposizione, con cui poter scambiare baci, abbracci, intime carezze e accoppiamenti sessuali senza limiti, in piena libertà e senza gelosie.
Chissà quante donne mi avrebbero invidiata!
Mi rivolsi ai miei due amanti, che ancora stavano dandomi piacere nella fica e nel culo.
“Venite, voglio presentarmi nel migliore dei modi, mio marito si aspetta molto dalle mie prestazioni, ha detto che devo farvi impazzire e non voglio deluderlo.
Su, sedetevi tutti e due sul divano, è arrivato il momento io prenda confidenza con queste due meraviglie che avete tra le gambe!”
Si misero seduti nuovamente sul divano, spingendo il sedere verso il bordo, i loro meravigliosi cazzi, tesi e palpitanti, spuntavano superbi dai loro ventri.
Sentivo ribollirmi il sangue, stavo per prendere nuovamente i loro cazzi in bocca, per far sentire loro il calore delle mie labbra e della mia lingua di esperta bocchinara.
Mi inginocchiai davanti, tra le loro gambe, le allargai, le accarezzai, facendo scivolare lentamente le mie mani lungo le loro cosce, fino ad arrivare ai loro cazzi.
Guardai negli occhi i miei due amanti, mentre afferravo i loro sessi, uno per ogni mano, facendo scorrere la pelle di entrambi e, con dolcezza e libidine, li scappellai completamente e li strinsi con forza alla base.
Li vidi gonfiarsi a dismisura, con due enormi cappelle che non aspettavano altro che essere mangiate, succhiate, leccate e ingoiate, per finire dentro il mio corpo.
La mia fica, ormai fuori controllo, sbrodolava senza soluzione di continuità.
Smaniava, colava, pulsava, si contraeva dal piacere.
Cominciai a menare i cazzi dei miei due amanti, mentre seguitavo a fissarli.
“Chissà quante volte avrete sborrato immaginando una situazione del genere, la vostra dolce Sonia che gioca con i vostri cazzi.
Sono certa non avreste mai immaginato potessero realizzarsi i vostri desideri ed invece sono qui, in mezzo a voi, per godermi le vostre verghe e farvi godere del mio corpo.
Ma nella vita “Mai dire mai!”, ricordatevelo!”
Avvicinai il viso a quelle due meraviglie della natura, erano a pochi centimetri dalla mia bocca.
Erano i due cazzi che mi avevano sempre desiderato e credevo fosse giusto ricambiare, con tutta me stessa, la passione che avevano provato per me.
Iniziai il mio lavoro di bocca e di lingua, per far godere i miei amanti, passando da uno all’altro.
Portai la bocca sopra i loro coglioni e cominciai a leccarli, a morderli, a infilarmeli in bocca per succhiarli con gusto.
Poi passai ai cazzi, li coprii di baci colmi di libidine, di lunghe leccate, poi imboccai le cappelle, le circondai con le mie labbra.
I due maiali gemevano di piacere, mentre mi accarezzavano entrambi la testa e me la spingevano per farmi ingoiare i loro cazzi… come non accontentarli!
Accostai i due cazzi, li strusciai uno contro l’altro, mentre donavo libidinose leccate sulle cappelle, prima su una poi sull’altra, alternavo le succhiate ai due uccelli, li deliziavo con le labbra e con la lingua.
Poi li unii tra loro e me li misi in bocca entrambi, cominciando a leccare le due cappelle insieme.
Iniziai a leccarli alternandomi tra i due uccelli.
Prendevo completamente in bocca quello di mio suocero, glielo succhiavo con libidine, me lo facevo arrivare in gola, fino in fondo, e sollevavo lo sguardo per fissarlo negli occhi e mostrargli quanto mi piacesse succhiargli il cazzo.
Il porco gemeva di piacere, non avrebbe voluto togliessi la bocca, ma dovevo staccarmi, dovevo far godere tutti e due, e quindi passavo al cazzo di Franco per riservargli lo stesso trattamento di suo padre, leccate, succhiate, ingoiate.
Ero affamata di cazzi, mi piaceva averli tutti e due per me… oltre quello di mio marito.
Come sempre il più porco era mio suocero!
“Cazzo che puttana che sei, sei proprio brava a succhiarlo! Continua così, sì, dai, porca, leccami anche le palle! Mamma mia… non vedo l’ora di infilartelo nella fica!” gemeva come un maiale.
Anche io non vedevo l’ora di sentirmelo dentro.
Cazzo se mi piaceva quella situazione, non ero mai stata così eccitata in tutta la mia vita.
Fare sesso con il padre e il fratello di mio marito era un godimento indescrivibile, mai provato con i nostri amici con cui avevamo condiviso tanti piacevoli momenti di piacere.
Stavo già godendo come una maiala solo al pensiero di concedermi a mio suocero e a mio cognato e non vedevo l’ora che i loro cazzi mi avessero riempito e scopato per bene.
Sentii improvvisamente mio marito abbracciarmi da dietro, circondarmi con le sue mani, una per accarezzarmi il seno, l’altra tra le cosce, per sgrillettarmi la fica, il tutto condito da sensuali baci sul collo e sulla nuca e sentire il suo cazzo premere contro il solco delle mie natiche.
Mentre mi baciava e mi accarezzava mi sussurrò parole che mi fecero ribollire il sangue.
“Brava, amore, falli godere, fa vedere loro di cosa sia capace mia moglie.
Mi stai facendo impazzire, non puoi immaginare cosa io stia provando nel vedere mia moglie che sta succhiando i cazzi di mio padre e di mio fratello.
Lo vedo quanto ti piacciano, te li stai mangiando e la cosa mi rende felice, ma voglio tu goda ancora di più!
Dai, amore mio, infilateli dentro, tutti e due, ti voglio vedere in mezzo a loro, che ti possiedono insieme, nella fica e nel culo, come piace a te!
Amore mio, mi mandi ai matti!”
Sono molto graditi commenti, proposte e ovviamente critiche per migliorare i racconti.
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