Mio padre ,tuo padre ."il peccato"
Marciotto
Per due anni ho vissuto una doppia vita impeccabile: rispettabile uomo di famiglia di giorno, dominante bisessuale di notte, con una netta e chirurgica separazione tra sesso e sentimenti. Questo precario equilibrio si è spezzato definitivamente durante la cena organizzata per definire i dettagli del matrimonio di mia figlia: il futuro suocero si è rivelato essere lo stesso facoltoso e distinto uomo d'affari che, poche settimane prima in una camera d'albergo, mi si era completamente sottomesso.
L'inatteso legame di parentela, anziché spaventarci, ha acceso tra noi una passione viscerale e un'attrazione travolgente. Sfruttando la copertura perfetta fornita dai preparativi delle nozze, la nostra dinamica di dominio ed erotismo si è intensificata attraverso una serie di incontri clandestini.
C'è stato un primo confronto in cui il padre dello sposo ha spogliato nuovamente ogni veste borghese, rinnovando la sua totale sottomissione e stringendo con me un patto d'acciaio fatto di segretezza e possesso.
Poi, tre giorni prima del matrimonio, ci siamo ritrovati da soli nella camera padronale a casa sua. L'atmosfera era satura di tensione erotica: la rigidità della sua posizione sociale e il lusso della stanza contrastavano ferocemente con la bramosa voglia di degradazione che leggevo nei suoi occhi. Lo costrinsi a mettersi in ginocchio sul tappeto ai piedi del letto matrimoniale, di fronte al grande specchio dorato. Gli allacciai un pesante collare in cuoio nero intorno al collo, stringendolo il giusto per fargli avvertire il peso della mia appartenenza, e gli agganciai il guinzaglio.
Con le mani incatenate dietro la schiena, lo obbligai a guardarsi allo specchio mentre, a torso nudo e ancora impeccabile nei miei abiti da giorno, gli posizionavo un plug in acciaio lucido, spingendolo lentamente nell'ano fino a farlo aderire perfettamente. Il contrasto tra la sua immagine di uomo d'affari autorevole e la sua totale resa ai miei piedi era inebriante. Sentivo il suo respiro farsi affannoso, il petto alzarsi e abbassarsi a ritmo irregolare mentre la pelle gli si copriva di un velo di sudore. Gli tirai con forza la testa all'indietro usando la catena del guinzaglio, obbligandolo a incrociare il mio sguardo nello specchio, riaffermando con decisione e senza mezze misure il mio ruolo di assoluto padrone. Poi ci spostammo nel bagno padronale per consumare un ennesimo atto di viscerale, completa dominazione.
Infine, il giorno delle nozze, durante il ricevimento e mentre gli invitati festeggiavano i nostri rispettivi figli, ci siamo eclissati in una suite del baglio per consumare un ultimo, violento e primordiale rapporto davanti allo specchio, suggellando per sempre la nostra doppia vita.
La nostra relazione è andata avanti allo stesso modo per un paio di mesi, spingendoci a esplorare posizioni e fantasie sempre più estreme.
Un mercoledì pomeriggio abbiamo affittato un B&B: l'obiettivo era praticare il fisting. Lo trovai già nudo, a quattro zampe; accanto a lui c'erano del gel lubrificante, guanti in lattice e dildo di varie dimensioni. Gli legai le mani dietro la schiena, lo bendai e iniziai i giochi che lui stesso aveva richiesto.
Spalmai un'abbondante quantità di gel sul suo ano e introdussi le prime due dita, che entrarono con estrema facilità. Gli sfiorai più volte la prostata, strappandogli gemiti di puro piacere, per poi inserire gradualmente il resto della mano. Passai poi ai dildo, utilizzandoli in ordine crescente di grandezza, fino ad arrivare all'ultimo, lungo 28 centimetri, che accolse con un'iniziale esitazione per poi lasciarsi andare a un godimento profondo.
Alternavo il mio pene ai dildo e alle mani: era disposto a qualsiasi cosa pur di godere. Riuscii a spingere la mano fino al polso, ruotandola, muovendola avanti e indietro in un ritmo sempre più frenetico. Non ancora contento, lo penetrai con un grosso dildo vibrante, lasciandolo azionato al suo interno, e mi posizionai davanti al suo viso per farmi spompino.
Gli sollevai la testa adagiata sul cuscino, afferrandolo per un ciuffo di capelli, e gli posi la cappella a ridosso delle labbra. Iniziò a leccarla e a ingoiarla con avidità. Avendo le mani bloccate dietro la schiena, non poteva gestire il ritmo dell'atto: doveva soltanto subire la mia volontà. Glielo spinsi in gola fino quasi ad affogarlo, prendendolo per le orecchie e la nuca per dirigirne ogni movimento. Era come un animale in gabbia: divorava il mio cazzo come una belva affamata, mentre il dildo vibrante gli lacerava il corpo di piacere e io ne stuzzicavo la pelle con colpi leggeri di frustino.
Dopo che ebbe raggiunto almeno due orgasmi anali, gli sborrai direttamente in gola. Non appena ebbe ingoiato il mio sperma caldo, mi pulii con delicatezza.
Esausto e annientato dal piacere, si abbandonò sul letto. Io mi avviai in bagno per una doccia rigenerante, ma improvvisamente mi raggiunse: non ancora pago di quanto provato, mi chiese di pisciargli addosso. Lo accontentai, usandone prima la bocca come un urinatoio. Lasciai che la mia pisciata scorresse lentamente, dandogli il tempo di deglutire il liquido caldo, per poi sfilare la cappella e pisciargli direttamente sulla faccia e su tutto il corpo.
Non so chi dei due dominasse davvero: sebbene fossi io a sottometterlo, in realtà non facevo altro che eseguire esattamente ciò che lui desiderava. Tuttavia, dopo aver sperimentato ogni limite, eravamo pronti ad aprirci a una gangbang per il piacere di entrambi.
Ma questa è un'altra storia.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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