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Lui & Lei

La chiesa della sacra monta- gli inizi


di iltiralatte
28.09.2022    |    8.237    |    1 8.7
"— Se volete far parte della Chiesa Comunicai loro: — Dovrete aderire assieme..."
Piccola premessa: io sono un tipo religioso, anche se non sembra.
Qui ho inventato una religione che sembra possedere tutti i crismi dell’assurdità ma Dio è talmente grande che non sono certo che non esista almeno una sua faccia che non la contempli.
Non ne siete convinti?
Eccovi un esempio purtroppo vero
Charles Manson era il leader della setta nota come "Manson Family", un gruppo dalle caratteristiche di un culto religioso e apocalittico.
I membri della setta commisero gli omicidi di Tate-LaBianca nell'agosto del 1969.
Tra le vittime vi fu l'attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski
Charles Manson si presentava come una sorta di guida spirituale e messianica; mescolava elementi tratti da varie religioni, dall'esoterismo e dalla cultura hippie degli anni Sessanta; egli viveva con il gruppo in una comunità isolata, dove esercitava una forte influenza psicologica sui membri.
Certo, la "chiesa" di Charles Manson non era una vera chiesa organizzata con dottrine ufficiali ma una setta che i suoi seguaci chiamavano Manson Family.
Alcune delle idee principali di Manson erano:
• Si presentava come una sorta di guida spirituale e messianica.
• Mescolava elementi tratti da varie religioni, dall'esoterismo e dalla cultura hippie degli anni Sessanta.
• Le donne erano tutte sue in nome del “Libero Amore”
• Sosteneva che fosse in arrivo una grande guerra razziale che lui chiamava "Helter Skelter", prendendo il nome da una canzone dei Beatles, alla quale attribuiva significati nascosti
• convinceva i seguaci a obbedirgli completamente ed a considerarlo una figura eccezionale.
Molte delle seguaci erano giovani donne che vivevano nel gruppo e che svilupparono una forte devozione verso Manson.
Tra le più note ci furono Susan Atkins, Patricia Krenwinkel, Leslie Van Houten e Linda Kasabian.
Alcune di loro parteciparono direttamente agli omicidi di Tate-LaBianca.

Siamo in piena fantascienza?
Eppure nulla di quanto ho detto è inventato: basta ricercare e le notizie riaffiorano fresche, come se fosse successo ieri.
Io ho solo supposto che il mondo odierno sia crollato e che il sistema politico sia tornato ai nobili, padroni di tutti gli uomini e delle loro donne ed unici ad esprimere i sacerdoti che, colle loro parrocchie, curano una trentina di famiglie ciascuno, le quali hanno il compito di supportarli in tutto, principalmente nel campo sessuale. Buon divertimento.

Mi chiamo Giorgio e mi trovo davanti a voi per spiegarvi come io, che mai sono stato particolarmente religioso, mi sia addirittura trovato a capo di una Chiesa, cioè di una comunità di fedeli che professano la loro fede.
Dopo la laurea, sfruttando i soldi di mio padre, mi sono dato per un po’ alla bella vita ma vedere il mio genitore aumentare a sproposito il suo patrimonio, che cresceva ogni giorno, mi ha messo un po’ di invidia.
I rapporti con mio padre erano eccellenti, per cui non mi fu difficile convincerlo a concedermi i fondi per aprire un’azienda quando andai a trovarlo in ufficio.
— Papi, sono stanco di fare il vitellone.
Mi ricordo di avergli detto.
— Bene Giorgio, sono lieto di avertelo sentito dire.
— Sei il mio unico figlio ed il mio erede naturale.
— Tutto quello che possiedo è naturalmente tuo, denaro compreso.
— Io ne ho tanto da non sapere cosa farmene.
— Quanto ti serve?

— Non saprei, papà ma credo che quattro o cinque milioni di nuovi euro siano sufficienti per iniziare un’attività.

— Non ci sono problemi, caro
Mi rispose:
— La cifra è importante.
— Partendo da zero, poi, il percorso per arrivare al successo sarebbe particolarmente impegnativo; dovresti affrontare anni di sacrifici per emergere
— Ti servono subito dei buoni clienti…”

— Ci saresti tu, papà.
Mi intromisi.
— Vero, ma non sufficiente.
Replicò:
— Ti servirebbero macchinari e personale in grado di azionarli.
— Credimi, partendo da zero la cosa sarebbe estremamente impegnativa.
— Non parliamo poi dei collaboratori o credi che io faccia tutto da solo?
— Devi sceglierteli con oculatezza o, qualsiasi cifra io ti destini, in breve essa svanirebbe e tu ti troveresti col sedere per terra.

— Allora cosa mi consiglieresti?
Domandai.
— I 5 milioni li metto sul tuo conto, tanto per dimostrarti che non voglio fare un'assurda economia su di te.
— Avrei anche pensato di cederti una delle mie aziende ma, anche in questo caso, dovresti imparare a dirigerla o ricadresti esattamente nella situazione da cui sei partito.

— Grazie, papà ma come imparerò a dirigere una delle tue aziende?
— Anche quella più piccola, credo, abbia infiniti addentellati internazionali.

— Semplice.
Ribatté mio padre:
— Ti farò assumere in modo che tu entri in sintonia con l’azienda e lascerò comunque alla tua discrezione ogni decisione sulle tue promozioni.
— Potrebbe rivelarsi persino divertente vedere gli sbruffoncelli che si divertono a darti ordini inutili trasformarsi in leccapiedi man mano che tu deciderai di averne abbastanza di un compito.
Egli rise di una grassa risata.
— Comunque,
Concluse:
— Nell’attesa che tu raggiunga il top, la dirigenza che io ho scelto resterebbe immutata e l’azienda proseguirebbe il suo cammino senza nessuna difficoltà.

— Non so come ringraziarti, papà, dove e come comincio?

— Calma,
Sorrise mio padre:
— A parte i 5 milioni, nulla può essere così semplice ed immediato.
Con calma egli chiamò al citofono la sua segretaria:
— Signorina, per piacere, comunichi all’avvocato che desidero vederlo immediatamente.
Dopo neppure cinque minuti la segretaria ci annunciava l’arrivo dell’avvocato, introducendolo alla nostra presenza.
— -Avvocato!
Comandò mio padre:
— Ho deciso di cedere a mio figlio le mie industrie tessili.
— Suo compito sarà quello di preparare tutti i documenti necessari e di essere il rappresentante della proprietà.
— Mio figlio sarà assunto in un ufficio come un semplice impiegato ed, a semplice sua richiesta, lei dovrà impegnarsi a fargli ottenere le promozioni che desiderasse, dopotutto sarà il suo capo a chiederglielo.
— Lo lascio nelle sue mani e so che non mi deluderà!
Ciò detto, ci congedò entrambi. Io diedi all’avvocato il mio numero di cellulare e tornai a casa.
Il conto corrente era già stato rimpinguato mentre tornavo a casa.
L’apposita app sul cellulare mi informò del fatto, per cui non mi rimase che attendere la chiamata dell’avvocato.
Questa era la mia ultima settimana libera.
Trascorso quel termine, mi ritrovai con l’avvocato nello studio di mio padre a firmare una montagna di documenti ed, al termine, mi trovai proprietario dell’intera industria tessile di mio padre, nonché, sotto falso nome, impiegato di terzo livello nella mia stessa industria.
Fu qui che conobbi Alcide, un impiegatuccio al mio stesso livello, sempre tremebondo e timoroso di ogni ordine del caporeparto.
D'accordo che non aveva la mia copertura alle spalle ma ogni cosa ha un limite, accidenti.
Durai poco in quel compito, fare fotocopie non mi sembrava molto costruttivo, per cui, dopo un mese, telefonai all’avvocato.
Senza che nessuno sapesse il perché o il percome, giunse la mia promozione al secondo livello.
Il capo reparto mi squadrò da capo a piedi, forse aveva intravisto in me un rivale per il suo posto ma tacque.
I nuovi colleghi volevano invece festeggiarmi, naturalmente a mie spese ma non fu certo un problema per me ordinare spumante e pasticcini per tutti.
Già avevo dato nell’occhio autopromuovendomi nel tempo in cui di solito si fa il periodo di prova, per cui, invece dello champagne a cui ero abituato, ordinai dell’ottimo ma molto meno caro, spumante italiano.
I colleghi cominciarono a volermi bene e ad essermi complici.
Solo Alcide se ne stava sulle sue.
Egli prese un solo pasticcino e bagnò appena le labbra nello spumante, non poteva farne a meno.
Mentre tutti facevano festa e si scambiavano lazzi festosi, egli tornò alla sua scrivania a fare non so che cosa di così importante.
Il nuovo lavoro mi piaceva.
Dovevo essere di raccordo tra gli uffici amministrativi, situati in Italia, e la produzione, che si trovava in parte in India e in parte in Cina.
Coi colleghi andavo daccordo e stavo lentamente trasformando l’ufficio in una grande famiglia con un’eccezione però: Alcide restava sempre appartato e sulle sue, non riusciva proprio a legare coi colleghi che, da parte loro, non lo avevano proprio in simpatia.
Sei mesi dopo due avvenimenti: Alcide chiese ed ottenne un congedo matrimoniale, mentre io, stanco del lavoro, feci le scarpe al mio caporeparto, prendendone il posto.
Fu così che, al suo rientro dal viaggio di nozze Alcide trovò me al timone della baracca,
Se prima era timido, ora che io avevo fatto carriera, aveva dimenticato come si fa a parlare.
Lo chiamai.
— Alcide, voglio scoparmi tua moglie.
— Portamela qui stasera
Gli diedi un biglietto con un indirizzo
Certe frasi, dette in un open space, non passano inosservate e già vedevo i risolini sulle labbra di qualcuno
Alcide divenne di tutti i colori:
— Signore, sono appena tornato dal viaggio di nozze.
Balbettò:
— Inoltre non posso decidere io, mia moglie non è un oggetto-
Protestava
— Poche storie!
Conclusi sbrigativo:
— Il problema è solo ed unicamente tuo.
— Se stasera non porti tua moglie a casa mia, domani rinuncia pure a tornare in ufficio.
Lo lasciai tornare, tremebondo, alla sua scrivania.
I risolini sembravano tramutarsi ora in risate (trattenute) vere e proprie mentre si vedeva l’uomo barcollare verso la sua sedia.
Notai un paio di colleghi che, alle sue spalle, mi facevano il segno dell’OK.
Non me lo aspettavo veramente ma alla sera me lo vidi arrivare con una brunetta dalle forme generose
— Ecco Giorgio, sono riuscito a convincerla
Disse
— Vuoi entrare ad assistere?
Domandai
— No, no, per carità, sarebbe chiedere troppo.
— Potrei disturbarti ma è giusto che io rispetti la tua tranquillità.

— -In tal caso …
Gli porsi uno sgabello:
— Attendimi qui, te la riporterò dopo l’uso
Sogghignai
Condussi la brunetta in soggiorno e le offrii un drink.
Lei accettò di buona grazia e la condussi in camera da letto, spogliandola lungo la strada.
Qui giunti l'adagiai sul letto, le aprii le gambe e feci per introdurci il mio arnese.
— Eh no!
Scattò lei:
— Gli accordi non prevedevano questo ma l’uso del contraccettivo
— Dovevo fingermi la moglie di quello sgorbietto alla porta.
— Tu sei molto meglio di lui, non sei male come uomo ma che faccio se rimango incinta?
— Io, in questo modo, mi guadagno da vivere.
Quell’imbecille aveva cercato di giocarmi.
Invece di sua moglie. mi aveva portato una prostituta: bella, giovane, forse anche simpatica ma puttana rimaneva.
I preservativi non erano certo un problema a casa mia, ne avevo una scorta quasi infinita ma non mi piaceva essere preso per il culo, ne da Alcide ne dalla sua puttana.
Mi assentai un attimo e tornai poco dopo con una confezione di profilattici che sembrava intatta.
Ne presi uno e lo indossai davanti a lei, quindi ella mi permise di penetrarla e di divertirmi a mio piacere
Al termine si ebbe la sorpresa di vedere che il preservativo era scoppiato, me li facevo fare apposta indeboliti per casi come quello, per cui tutto il mio seme si era ormai diffuso nel suo organismo
— Ma cosa hai fatto?
Domandò adiratissima:
— Mi hai impestata.

— -Certo che no -risposi
— Io sono sano e poi hai visto anche tu che ho preso il profilattico da una confezione nuova intatta
— Questi sono i rischi della professione che ti sei scelta: ora vestiti e va fuori dai coglioni.
L’accompagnai alla porta così, seminuda com’era e lì trovai Alcide
— Sei licenziato
Gli comunicai senza tanti preamboli e gli chiusi la porta in faccia
La mattina successiva lo trovai ancora sul posto.
Egli aveva passato l’intera notte su quello sgabello
— Perdonami, Giorgio.
Ancora osava darmi del tu:
— Mi hai dato troppo poco tempo per convincere Martina.
— Pensando che tu avessi necessità fisiologiche, sono andato ad assumere quella per svuotare le tue vescicole.

— Ma come osi decidere tu quali siano le mie necessità sessuali?
Replicai.
— Sì ho sbagliato, lo so ma ricordando quando eravamo pari grado,non licenziarmi, dammi il tempo di rimediare.
Salii sulla mia vettura e gli indicai il posto del passeggero, si doveva andare al lavoro-
— Va bene, riconosco la tua buona fede.
Lo vidi tirare un sospiro di sollievo:
— Però tu non hai esaudito un mio espresso desiderio.
— Facciamo così; stasera ti accompagnerò a casa tua e tu mi dimostrerai coi fatti che non vuoi prendermi per il sedere.

— Si capo
Mormorò sottovoce.
Avevo vinto; sua moglie sarebbe diventata uno dei miei trastulli.
I colleghi si stupirono vedendoci arrivare assieme ma nessuno osò sollevare obiezioni o ridere alle sue spalle.
La giornata trascorse tranquilla ed alla sera gli feci cenno di salire in macchina al mio fianco perché mi potesse guidare a casa sua.
Ci accolse una stupenda biondona.
Da non credere: hai capito l’Alcide?
Altro che pensare ai miei problemi sessuali: più semplicemente non voleva condividere quella strafiga.
— Martina, ti presento il mio capo.
Le disse un po’ mogio:
— Ha espresso il desiderio di conoscerti.
— -Benvenuto!
Rispose lei:
— Ora sono qui.
— Vuole condividere la nostra cena?
— Abbiamo risotto e pollo: certo non cose sublimi ma noi, lei lo sa di certo, siamo una famiglia modesta-
Accettai volentieri, certo sarebbe stato più semplice passare al suo letto partendo dalla sala da pranzo piuttosto che dalla strada.
La cena fu simpatica, ella si rivelava un'ascoltatrice attenta.
Se volevo infornarla dovevo giocarmi bene le mie carte, prescindendo dall’aiuto di Alcide
— Certo che Alcide è un gran musone.
Affermai:
— Volevo portarmelo come seguace nella Chiesa della Sacra Monta, di cui sono priore ma non c’è stato verso di convincerlo.

— Perché Giorgio
Intervenne lui:
— Tu sei supportato da una Chiesa?

— Naturale.
Gli risposi –
— Credi forse che le mie promozioni siano dovute alla mia bella faccia?

— Egli è molto timido.
S’intromise Martina:
— Parli con me!
— Padre?

— -Veramente il mio titolo sarebbe Sacro Montone.
Le risposi:
— Ma anche Padre andrà benissimo.

— Ci dica allora: quali sono i fondamentali della sua religione?

— Innanzitutto la vita!
Replicai:
— La nostra religione è tesa alla vita, per cui tutti i mezzi anticoncezionali sono vietati.
La vedevo assentire:
— Anch’io la penso così.
— Pensi che invece Alcide pretenda sempre di montarmi col preservativo, ma io sono sua moglie, accidenti!
— Se egli mi mettesse incinta, farebbe solo una parte del suo dovere.
Colla coda dell’occhio vedevo intanto Alcide prendere nota su un taccuino.
— Poi c’è la faccenda delle benedizioni per allontanare il Demonio.
Proseguii con aria stimolata:
— Il grembo femminile è una cosa delicata, per cui ogni tanto bisogna intervenire per proteggerlo.

— -È vero!
Risposero all’unisono i due coniugi:
— Spesso una bella benedizione risolve molti problemi.

— Un altro punto fondante sarebbe il compito del sacerdote o del montone.
— Dato che la religione è tanto tesa alla vita, ;è normale che il suo simbolo sia quello che feconda le donne, custodi ed iniziatrici della vita.
— Al momento dell’adesione, che può avvenire solo in coppia, dovete legarvi indissolubilmente al vostro montone, che vi seguirà per tutta la vita.
— Il suo compito sarà, tra gli altri, quello di unire i fedeli in matrimonio ed egli sarà l’unico delegato sia alle benedizioni che a tutti gli atti che vi riguardano

— -Mi interessa molto, padre
Affermò Martina:
— Come potrei entrare nella confraternita?

— Si Padre Giorgio
Intervenne Alcide:
— Martina ha ragione, la religione è la forza che realmente manca nella nostra vita.
Senza volerlo avevo trovato i miei primi fedeli.
Essi si fidavano di me ma ero io il primo a non credere a tutte le balle che avevo raccontato.
— Se volete far parte della Chiesa
Comunicai loro:
— Dovrete aderire assieme.
— Le adesioni sono consentite solo ad un maschio e ad una femmina contemporaneamente.
— Dovrete considerare nullo il vostro matrimonio.
— Avete peccato ma in buona fede, quindi sarete perdonati ma dovrete ripetere tutta la preparazione al matrimonio e, naturalmente, sposarvi secondo i giusti canoni.

— Certo Padre!
Erano entrambi presi dal fervore religioso: dovevo essere stato davvero convincente
— -Alcide faremo così
Gli comunicai guardandolo negli occhi:
— Da domani, al termine del lavoro in ufficio, ti spiegherò, un passo alla volta, tutto ciò che devi sapere per aderire consapevolmente.

— Grazie, Padre Giorgio.
Mi rispose,
— Quanto a Martina, stasera la porterò con me: una donna ha molto più di un uomo da imparare.
— Te la renderò quando la riterrò pronta per essere sposata ed allora potrete ambedue decidere definitivamente se aderire alla congrega o meno.
Martina chinò il capo in segno di obbedienza.
Caricai Martina in macchina e la portai a casa mia.
— Quando sei con me come amico, io sono una persona normale.
Esordii:
— Puoi fare tutto ciò che vuoi, io sono adulto e non mi formalizzo davanti a nulla.

— Certo capisco
Rispose Martina.
— Quando sono in veste d’insegnante religioso, come in questo caso, devi imparare a comportarti da donna di Fede.
Le indicai il divano:
— Spogliati completamente e sdraiati su quel divano, possibilmente senza proferire parola.
Ella obbedì.
— Ora ricordati: l’uomo prega colle mani giunte, la donna colle gambe aperte!
Lei immediatamente comprese ed aprì le gambe
Senza por tempo in mezzo mi misi tra quelle cosce, estrassi il mio pacco e la penetrai dolcemente:
— Ora puoi parlare, se hai qualche cosa da dire
— Solo durante una monta è possibile alle fedeli parlare col sacerdote.

— Ma se non posso parlare ed io avessi una domanda di tipo religioso, come posso farlo sapere al mio Montone, o te, se preferisci?

— Facile
Le risposi:
— Basterà che tu, colla tua femminilità ben esposta, ti sdrai ovunque ti capita, su di un divano, un letto, un tavolo, persino sul pavimento.
— Vedendoti offrire il tuo sesso, io capirò e ti metterò nelle condizioni di parlare.
— Ora però non ti preoccupare.
— Io devo imparare tutto sul tuo corpo, quindi avrai praticamente tutta la notte per fare tutte le domande che vorrai.
Che notte di scopate mi ero procurato, ragazzi!
Mentre la scopavo, le raccontavo tutto quello che mi veniva in mente.
All’improvviso, compresi che tutte le mie storie avrebbero dovuto essere coerenti se non volevo rischiare di rovinare tutto.
Martina però imparò che avrebbe dovuto sottoporsi ad una monta quotidiana sino al giorno del matrimonio e che il matrimonio stesso si sarebbe svolto con una mia monta con relativa eiaculazione nella sua vagina.
Ogni volta che la scopavo, al termine, pareva voler fare di tutto per trattenere il mio seme dentro di se, per cui, alla prima scopata successiva, le chiesi ragione dei suoi atti.
— -Montone
Mi rispose
— So che è improbabile e quasi impossibile, ma vorrei trattenere il tuo sacro seme nel mio corpo fino al momento dell’ovulazione.
— Sarebbe bellissimo se il mio primo figlio avesse un che di divino nel suo concepimento ed il tuo seme è l’unico che può avverare questo miracolo.

— Hai raggiunto la fede Martina.
Le rispondevo:
— Quello che desideri non è impossibile.
— Devi solo metterti d’accordo con Alcide: se egli, dopo il matrimonio, acconsentirà a lasciarti con me per i giorni necessari, il tuo desiderio potrebbe realizzarsi.
— Le vie del Montone sono spesso misteriose e per noi incomprensibili ma possono essere leggermente indirizzate.
— Noi possiamo mettere la nostra buona volontà a disposizione, Egli deciderà come vorrà ed a noi resterà solo da ringraziarlo, qualsiasi decisione prenda!
— -In tutti i casi la possibilità che tu rimanga fecondata dal mio seme è concreta.
— Il matrimonio deve essere celebrato in un periodo compreso tra i cinque e i quindici giorni successivi al termine del tuo ciclo mestruale.
— Se ci pensi bene, quello è il tuo periodo fertile.

— Hai ragione, montone, ma io preferirei una cosetta un po’ più sicura, quindi ne parlerò ad Alcide.
Mi estrassi da lei e mi sdraiai deciso a dormire: ero stufo di sentirla parlare.
— Buon riposo Giorgio
Mi disse in un soffio
La sera dopo cercai di riferire anche ad Alcide il succo di quelle conversazioni.
Gli dissi proprio tutto ed egli prendeva nota nel suo misterioso taccuino.
Il bello era che la timidezza sembrava averlo abbandonato (miracoli delle corna).
Non era più l’ impiegatuccio timido ed impacciato che avevo conosciuto.
Era diventato attivo, quasi impetuoso.
Aveva cominciato una sua campagna religiosa ed i risultati presto si fecero sentire,
Non avevo ancora stabilito il giorno delle sue nozze che già un’altra coppia, mi aveva avvicinato pregandomi di sposarla.
Fu giocoforza, per me, investire parte dei miei euro in un tempio, naturalmente vicino a casa mia, e nominare lui diacono, col compito di propagare la vera Fede e di procurare nuovi discepoli.
Si rivelò una vera macchina da guerra: in capo ad un anno oltre 30 coppie erano state da me sposate e quelle donne facevano virtualmente parte del mio harem mentre i loro mariti avevano tutte le responsabilità di crescere i loro figli nella Vera Fede-
Non potevo avere altre amanti, non sarei riuscito a soddisfarle, ma la soluzione mi si presentò da sola.
Avevo da tempo sposato Alcide e Martina.
Ella ora dormiva normalmente col marito ma la cosa mi sfagiolava poco: la volevo per me.
Ecco il colpo di genio: con una semplice cerimonia, promossi Alcide al sacerdozio, assegnandogli una parrocchia ad una ventina di km di distanza. Gli lasciai mano libera ed egli divenne Sant’Alcide. Spiega tutto!
Martina divenne la mia sorella laica, la prima sorella laica. E riuscì a darmi la bellezza di 6 figli pur senza perdere la sua splendida silhouette
Erano figli sacri, naturalmente, e lei era entusiasta ogni volta che la rimettevo incinta
Io sono l’unico che è rimasto quasi fregato..
Avevo cominciato per gioco, col solo intento di scoparmi una strafiga e mi ritrovavo a capo di una chiesa.
Non tutto il male veniva per nuocere, però.
Le trenta amanti del mio harem alleviavano completamente il mio rincrescimento
E l’impresa?
Guidata da mani salde e sicure (non le mie) è diventata la maggiore del paese, fornendomi un reddito cospicuo e continuo che, naturalmente, dedico allo sviluppo della mia Chiesa
Non posso terminare senza un invito: Voi che avete letto la mia storia ora sapete anche la verità sulla Chiesa della Sacra Monta. Se vostra moglie è una strafiga contattatemi, un posticino nel mio harem per lei lo troverò di certo ma voi dovrete impegnarvi ad obbedirmi e ad assistermi in ogni modo.
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