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Lui & Lei

Storia familiare 5


di iltiralatte
06.08.2025    |    142    |    0 8.0
"Il padre potrebbe essere Paolo e questo la lascerebbe tranquilla ma altresì potrebbe, e questo pensiero la scuote nel profondo, essere Luca..."
Capitolo 4

Maria ritorna nella casa convinta di essere tornata nella sua famiglia.
Non ha ricevuto conferme ma ha visto abbastanza: un bambino, una nuora moglie di suo figlio e suo marito perfettamente inserito ed affiatato con la giovane coppia.
Si propone: con se ha cose utili: pannolini, salviette, una fascia da neonato.
Parla come se il tempo avesse solo congelato i ruoli ed ora li stesse finalmente sbloccando.
Nessuno le dà spazio.
Viola la lascia entrare, le offre una sedia, le serve un bicchiere d'acqua ma ogni frase di Maria è contraddetta.
Maria dice che il bambino è vispo, Viola risponde che dorme molto.
Maria afferma che il sale è bianco, Viola corregge: che esiste anche quello nero oltretutto migliore.
Non è ostilità aperta: è resistenza.
Maria non si offende.
Interpreta il tutto come rivalità da suocera a nuora: una frizione nota, antica, gestibile.
Non immagina di essere davanti all’amante del marito che ha perduto, alla madre del figlio che non le è stato raccontato.
Per lei Viola è la moglie di Luca, quindi sua nuora.
Non sa che quel matrimonio è stato stipulato apposta per ingannarla e che tutto ciò che vede è una messinscena per tenerla fuori dalla famiglia senza cacciarla.
È all'oscuro del fatto che Luca non ha mai neppure schiacciato un pisolino accanto a Viola.
Non nota che Paolo, suo marito, tende a conservarsi ai margini dell’incontro.
“Anche Paolo non mi ha completamente perdonato!” Pensa! “Però conosco i suoi punti deboli, non appena torneremo assieme nello stesso letto sono certa di riuscire a trascinarlo tutto dalla mia parte”
Maria parla, si muove, propone.
Dice di voler aiutare, che può cedere la sua esperienza!
Nessuno la contraddice ma nessuno la segue.
Il suo entusiasmo rimbalza sulle pareti di gomma della casa.
Tutto continua senza di lei.
Non c’è conflitto, non c’è verità.
Solo un inganno costruito per escluderla credendosi inserita.
Maria si avvicina al bambino con entusiasmo.
Gli parla come se lo conoscesse da sempre e gli accarezza una guancia.
È certa di essere sua nonna e non ha dubbi, né esitazioni: finalmente una nuova vita da amare ed in cui rinascere.
Si sente utile, legittima, desiderata.
Parla al piccolo con dolcezza, lo culla un momento, gli offre una ninna nanna antica.
Non sospetta nulla.
Ignora che quel bambino è figlio di Paolo non di Luca.
Viola la osserva da lontano, tesa ma composta. Luca non interviene.
Paolo resta invisibile.
Tutti lasciano che Maria creda.
Questo è l’unico modo per evitare lo scontro.
Maria sente che qualcosa le è restituito ma non sa che nulla di ciò che ha davanti le appartiene davvero.
Maria osserva gesti e sorrisi ma non li riconosce.
Sembrano calibrati, non spontanei.
C’è una distanza che nessuno nomina ma lei la percepisce chiaramente.
Non c’è ostilità ma nemmeno autenticità.
I rapporti tra i tre coinquilini si mantengono su una cordialità fredda e distante.
Uniti, sì ma senza affetto.
Ogni gesto è educato, ogni risposta neutra.
Maria tenta di avvicinarsi.
Parla, propone, si offre ma ogni volta le viene restituita una cortesia mai una verità.
La cautela nei suoi riguardi è costante, anche se mai dichiarata.
Comincia a domandarsi se il problema sia lei: forse il tempo trascorso, forse le ferite del passato ma non immagina che ciò che ha davanti sia una scenografia ben montata.
Una famiglia finta, tenuta in piedi per nascondere un segreto che lei, senza saperlo,, sta incrinando.

Luca continua a vivere accanto a Viola.
La osserva, la ascolta, la studia senza mai forzare nulla.
Col passare del tempo riconosce in lei una presenza stabile, lucida, affidabile.
Una figura che non lo accusa, non lo opprime.
Viola non esercita pressioni, non chiede definizioni, non esige ruoli.
Luca, che ha sempre temuto di essere visto solo in funzione del suo orientamento sessuale, inizia a percepire in lei qualcosa di raro: uno spazio in cui essere se stesso, senza tensione.
Viola non cerca il suo cuore: non lo seduce, non lo dirige.
Si limita ad esserci e Luca, pian piano, inizia a desiderarla davvero.
Non è solo affetto: è una nuova forma di fiducia,un bisogno di stare lì dove lei è.
La sua voce lo calma, i suoi gesti lo orientano.
Luca, che finora si è sempre tenuto in disparte, comincia a pensare a lei non come parte del piano ma come parte di sé stesso.
La casa non tace: sussurra.
Lo fa attraverso la voce stanca di un programma che non interessa a nessuno in sottofondo.
Paolo è dovuto uscire per lavoro.
Viola e Luca sono sul divano, guardano la televisione accesa ma senza realmente prestare attenzione.
Non si guardano in faccia, eppure qualcosa li avvicina.
Viola è stanca.
Non fisicamente: emotivamente.
Le pressioni, le ambiguità, il ruolo che ha recitato troppo a lungo, l’azione di Maria l’hanno spinta oltre il suo limite.
Ora Paolo, l’uomo che dovrebbe sostenerla è assente.
Luca è con lei.
Vede una donna provata, non perché manchi amore ma perché l’intera giornata l’ha destabilizzata.
Viola, pur felice accanto a Paolo, è scossa da quella visita imprevista, da quel ritorno scomposto di Maria che ha incrinato l’equilibrio familiare e in quel momento, seduta accanto a Luca, si scopre fragile non per mancanza di affetto ma per sfinimento psichico.
Il contatto tra loro nasce: non per desiderio ma per cedimento.
Una resa circoscritta a quella sera, una parentesi emotiva che non poteva accadere in nessun altro contesto.
Luca la guarda e non vede più né l’amante del padre né la complice del piano.
Vede una donna esausta, vera che ha bisogno di conforto e si intenerisce.
L’abbraccia senza secondi fini e Viola scorda di non aver Paolo di fronte, del resto Luca gli assomiglia tanto!
Si parlano piano.
Frasi brevi, senza scopo, dette solo per non restare zitti.
La TV continua a parlare da sola, come uno stanco sottofondo.
I corpi si avvicinano.
Il contatto non ha piani non ha ruoli.
Le mani cercano appoggio, il calore diventa rifugio.
Si baciano, si sfiorano, si spogliano senza fretta e per la prima volta, si comportano da marito e moglie veri.
Niente più funzioni, niente più copioni.
Solo due persone che non vogliono difendersi e trovano nell’altro quella luce di cui ambedue hanno assoluto bisogno
In quel salotto quel gesto non è un errore è l’unico atto sincero della giornata.
La casa ha ripreso il suo ritmo.
Ognuno nei propri spazi, ognuno col proprio ruolo.
Paolo è rientrato sul tardi, Nerio dorme sereno.
Viola e Luca si sono mossi con attenzione per non lasciare tracce.
La sera è già passata ma non è dimenticata.
Luca ha evitato incroci di sguardi.
Viola ha preparato la cena come sempre, con gesti misurati e una voce più sottile.
Poi, quando Paolo si ritira nella sua stanza e la casa si quieta, Viola e Luca si ritrovano brevemente nel corridoio senza intenzione ma senza fuga.
Si guardano, solo un istante.
In quel momento, la consapevolezza è già piena:
— Giurami che non farai mai cenno a Paolo di quanto è successo stasera.

— Telo giuro Viola ma pretendo da te uguale giuramento: io pure amo Paolo; sono suo figlio.

— Abbiamo attraversato una linea che non si può raccontare Luca, preghiamo il cielo che ci consenta di ricordare per non ripetere l’errore.
Non è un patto per proteggere sé stessi ma per proteggere Paolo, per non ferire chi entrambi amano.
Dopo quella frase, si separano.
Ognuno torna nella propria stanza, portando con sé un frammento di notte che non sarà più ripetuta ma che resterà inchiodata alla loro coscienza.
Passano alcuni giorni.
Viola è lucida, attiva, come sempre.
Nulla nel suo comportamento suggerisce disagio se non a chi sa cosa cercare.
Arriva quel fastidio.
Una nausea lieve.
Un giramento.
Un ritardo che le accende un sospetto.
Viola non è una donna isterica ma neppure distratta.
Compera un test e lo effettua.
Lo effettua in silenzio, con mani ferme.
La linea rossa si colora subito.
Una gravidanza è in corso.
Il risultato non le strappa lacrime né sorrisi le toglie il fiato.
Resta seduta a lungo.
Calcola, ricorda, rivede.
Le date si sovrappongono, la certezza non esiste.
Il padre potrebbe essere Paolo e questo la lascerebbe tranquilla ma altresì potrebbe, e questo pensiero la scuote nel profondo, essere Luca.
Tutto tornerebbe.
Quella sera sarebbe la più probabile.
Rammenta il cedimento ed Il giuramento.
Ora esso diventa dilemma, perché Paolo, che l’ama, la abbraccia con la leggerezza di chi non immagina nulla.
Viola sa che ciò che la cresce dentro è vita ma anche prova.
Non c’è certezza e forse … non ci sarà mai ma la coscienza non aspetta il risultato del test genetico.
Reagisce subito e Luca, da parte sua, ha cominciato a osservare Viola come chi porta dentro una domanda che non osa porre.
Viola annuncia la gravidanza, senza enfasi.
Paolo è commosso.
Luca si irrigidisce appena, un gesto impercettibile ma sufficiente a far capire che la notizia non lo lascia indifferente.
La casa reagisce con gioia contenuta, con attenzione, con quella cura tipica di chi non vuole ferire ma neppure scavare.
Viola sa.
Luca sospetta.
Paolo ama.
Nessuno parla.
Non c’è più bisogno di giuramenti ora il patto è assorbito nel corpo stesso della famiglia.
La vita prosegue ma c’è qualcosa che resta sospeso, come un soffio trattenuto.

Paolo prepara il caffè come ogni mattina.
Ha quella calma disordinata di chi crede nel giorno, senza sospetti, senza fratture.
Viola lo guarda muoversi.
Ama quei gesti.
Ama lui con certezza.
Eppure, il dubbio che porta dentro la accompagna come un’ombra silenziosa.
Si parlano come sempre.
Egli la abbraccia, sfiora la pancia con distrazione tenera.
Non sa.
Viola si irrigidisce un istante, poi sorride ma dentro trema.
A volte le parole di Paolo sono così dolci che Viola sente un nodo: e se non fosse suo figlio?
Se quel gesto d’amore fosse stato fatto ad una illusione?
Luca, intanto, è presente ma distante.
Non cerca complicità ma ogni volta che incrocia lo sguardo di Viola vi legge una domanda scomoda, non detta ma evidente.
Nessuno sa nulla eppure, il silenzio è troppo assoluto per essere sincero.
Viola vive la doppia verità: una felicità reale ed un segreto che deforma lentamente ogni suo gesto.
Viola annuncia la gravidanza, senza enfasi.
Paolo è commosso.
Luca si irrigidisce appena, un gesto impercettibile ma sufficiente a far capire che la notizia non lo lascia indifferente.
La casa reagisce con gioia contenuta, con attenzione, con quella cura tipica di chi non vuole ferire ma neppure scavare.
Viola sa.
Luca sospetta.
Paolo ama.
Nessuno parla.
Non c’è più bisogno di giuramenti ora il patto è assorbito nel corpo stesso della famiglia.
La vita prosegue ma c’è qualcosa che resta sospeso, come un soffio trattenuto.


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