tradimenti
IUS OMNIUM NOCTIUM (prefazione)
31.07.2025 |
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"Le donne, a loro volta, dovevano giurare fedeltà eterna al sovrano, rinunciando al ruolo di sposa per abbracciare quello di concubina perpetua: anime consacrate alla notte, strumenti viventi del..."
Antefatto Ho sempre pensato ad un racconto in cui l’uomo alfa è l’unico padrone di tutte le donne, l’unico che può portarle a letto e figliare con loro come succede in molti gruppi di primati superiori.
Non ho mai avuto molto successo, non lo nego.
Io sono sempre abbastanza attento alle valutazioni ed ai gradimenti ma non sono mai rimasto veramente soddisfatto dei risultati ottenuti.
Tuttavia il tarlo continuava a rodere e mi domandavo in continuazione come avrei potuto realizzare questo mio desiderio.
Improvvisa un’ispirazione: mentre stavo indagando sul leggendario “Ius primae noctis” che pur senza essere mai realmente esistito ha influenzato tanta letteratura mi sono domandato:
-Cosa sarebbe successo se quel diritto nobiliare fosse addirittura divenuto uno “Ius omnium noctium”?
Il nobile, nel caso di questo racconto il Re, sarebbe automaticamente diventato un maschio alfa; forse, indagando quel mondo, avrei potuto soddisfare il mio desiderio.
Anticipo: trattasi di 7 capitoli più un prologo ambientati in un immaginario regno più o meno nel 1500
Prologo
Il castello del re Arion dominava la capitale di Virellia da secoli.
Esso sorgeva su una collina nera che sembrava respingerne la luce, scolpito nella pietra che portava il suo nome, come se ogni lastra mormorasse “Arion ti vede”.
Il sovrano non aveva eretto quelle mura le aveva generate!
Si diceva che Arion, il Primo, fosse nato dalla roccia stessa, e che il castello fosse solo la proiezione della sua volontà, un'estensione del suo corpo.
Il trono era incastonato direttamente nella parete nord della Sala delle Ombre.
Non c’erano porte, né serrature, né accessi visibili: chi entrava nel castello non lo faceva per diritto ma perché Arion aveva deciso che la notte lo voleva lì.
La società virelliana era rigidamente stratificata, e ciascuno viveva nel proprio rango senza possibilità di varcarne i confini.
I nobili risiedevano nei loro castelli personali, sparsi nelle province del regno.
Nessuno osava disturbarli: godevano di autonomia e prestigio, purché non ambissero a cariche pubbliche.
Solo gli ambiziosi tra loro, quelli che ambivano ad entrare nelle grazie della corte, governare, dettare, decidere vivevano al Castello del Re, e per farlo, dovevano pagare un prezzo.
Quel prezzo era chiamato Giuramento di Sottomissione.
Con esso ogni nobile aspirante offriva sua moglie ad Arion come concubina regale.
Il patto prevedeva che il nobile si impegnasse alla castità assoluta e che riprendesse con se la consorte quando gravida del Re.
Così facendo, il figlio, originato da Arion, diventava l’erede nominale della casata nobiliare ed entrava a far parte del sangue misto che reggeva Virellia.
Le donne, a loro volta, dovevano giurare fedeltà eterna al sovrano, rinunciando al ruolo di sposa per abbracciare quello di concubina perpetua: anime consacrate alla notte, strumenti viventi del decreto più oscuro del regno.
Da quel giuramento nacque lo Ius Omnium Noctium: non il diritto di una sola notte ma di tutte le notti e di tutti i corpi che il trono reclamava.
La vacanza delle due cariche Magistrato Supremo e Curatore del Contado non aveva semplicemente lasciato vuoti burocratici.
Aveva scatenato una tempesta silenziosa tra le province nobiliari, alimentando conflitti interni e ambizioni incrociate che avevano cominciato a intaccare l’economia rituale della Corona.
Il Re, pur assoluto, dipendeva dall’equilibrio funzionale di quei ruoli: senza giustizia rituale, le condanne tardavano e i giuramenti si spezzavano.
Senza il controllo dei tributi, i raccolti smettevano di fluire e Virellia perdeva denaro, potere e purezza simbolica.
Arion non tollerava il disordine travestito da ambizione.
Per questo la corte si trovava in fermento permanente: ogni giorno, nuovi nobili bussavano alle pietre del castello, spingendo in avanti le loro consorti ...
CONTINUA ? ? ? ?
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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