tradimenti
La moglie del dottore 2
06.08.2024 |
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"Dentro di me, era un tale fastidio!
— Possibile che non ci fosse altro mezzo?
— No amore, porta pazienza..."
Come tutte le mie storie pure questa è frutto esclusivo della mia fantasia per cui ogni riferimento a persone o cose realmente esistenti è puramente casuale. NdA: Ad un certo punto parlerò degli Angiocheratomi di Fordyce. Nome difficile e complicato. In Toscana sono più semplici: li chiamano Serafiche=Serra Fiche e questo spiega già tutto da solo. Il principio attivo citato è quello del viagra.
NON SONO UN MEDICO non osate tentare autocure sulla base dei miei suggerimenti.
Sono un medico, giovane ma molto affermato e da tempo sono l’aiuto primario dell’ospedale.
È una vita d’inferno.
La sanità nazionale dove pensa di risparmiare?
Sul personale, per cui siamo sì retribuiti profumatamente ma siamo pochi: dannatamente pochi e le ore lavorative si assommano.
Non so neppure io come ho fatto ma ci sono riuscito.
Ho conosciuto una ragazza bella, dolce, intelligente e non me la sono lasciata scappare.
Il mio primario, alla notizia , ha scosso la testa:
— Sai Liam?
— Anch’io sono stato un giovane medico ed anch’io a suo tempo mi sono sposato.
— Però questo maledetto lavoro non ti da tregua.
— Ti impegna nei momenti più impensabili.
— Tu vorresti un po’ di tempo per te e lui non te lo concede
— Non violo nessun segreto se dico che la famiglia ne risente.
— Un mese dopo il matrimonio mia moglie mi ha messo di fronte all’out-out: «O mi concedi un amante fisso che mi soddisfi sessualmente o chiederò il divorzio e me lo troverò comunque!».
— Ero giovane, inesperto ed innamorato ed ho ceduto.
— Un mese dopo lei mi ha annunciato tutta giuliva che aveva trovato l’amante e due mesi più tardi che era rimasta incinta.
— Così è nato il mio primo bambino.
Ero stupito da quella rivelazione:
— Dottore, Lei ha tre figli e si assomigliano tutti.
— Sembrano l’uno la fotocopia dell’altro.
Il primario ha sorriso mestamente:
— Certo Liam.
— Il padre biologico è sempre lo stesso ma non sono io.
— Io li allevo solamente.
— Comprendi ora il segreto del mio matrimonio felice?
Toccò a me scuotere la testa:
— A me non succederà, dottore, ne sono certo.
— Aria è una ragazza di sani principi morali, cresciuta tra le suore ed i preti della sua parrocchia.
— Voleva recarsi missionaria in Africa ma per fortuna sono riuscito a convincerla a desistere e, per farla felice, ho deciso di portarla io stesso in Africa in viaggio di nozze.
Il tempo di fare le pubblicazioni ed io ed Aria ci siamo sposati.
Per il matrimonio ho scelto un posto incantevole: un albergo con un vasto parco curato alla perfezione.
In una radura coperta da un’erba più soffice di ogni tappeto era eretto un berceau in un bellissimo giardino .
Il mese era maggio, il tempo tiepido ed il cielo di un azzurro zaffiro.
Tutti gli intervenuti cercavano, nonostante la presenza di un sacerdote e la solennità della cerimonia, di spogliarsi il più possibile.
Non appena io ed Aria avviamo pronunciato il fatidico «SI» il cielo all’improvviso si è oscurato.
Un gelido vento di tramontana ha iniziato, a forti folate, a soffiare dal nord tanto che la “culla” è stata subito spazzata via ed un improvviso temporale ha iniziato a ruscellare grossi goccioloni su tutti gli invitati infradiciando qualsiasi cosa.
“Sposa bagnata ecc”
Aria non si é sentita proprio fortunata.
Nel tempo necessario a raggiungere il corpo in mattoni dell’albergo persino le sue mutandine erano da strizzare … e non si trattava di pipì.
La sposa dovette denudarsi ed agghindarsi in qualche modo.
Nei magazzini dell’albergo hanno rinvenuto una giacca in plastica, dei calzoni da pescatore, degli stivaloni di gomma e … nulla da indossare sotto questi.
È stato con questo abbigliamento che la ragazza ha dovuto affrontare il pranzo nuziale.
Al termine del banchetto la torta.
Dapprima i camerieri si sono accorti che era stata smarrita la classica statuina in cera che tende ad imitare un’immagine degli sposi.
Fortunatamente un bambino ha trovato, in un sacchetto di patatine che si trascinava a rimorchio dalla mattina, una sposina in terracotta con un abito grigio chiaro.
Il figlio del padrone del ristorante ha messo di suo un soldatino vestito di nero e la statuina, un po’ scalcagnata, dei due sposi ha potuto essere imitata in cima alla torta.
Finalmente è stato possibile posare il dolce su un carrello e recarlo al tavolo degli sposi per il classico primo taglio.
All’improvviso al carrello si è piegata una gamba ed il dolce nuziale è caduto a terra spiaccicandosi al suolo.
Il gestore del ristorante, tra mille scuse, ha abbonato l’intera spesa del pranzo come risarcimento ma non è che io e Aria avessimo bisogno di scroccare un piatto di pasta o una fettina di carne.
Tuttavia eravamo giovani ed ottimisti.
Tutti quegli incidenti sono subito stati dimenticati in una finta risata che nascondeva tutta l’incazzatura.
Abbiamo poi preso un taxi che ci accompagnasse all’aeroporto ma, qui giunti, cominciarono a farci friggere.
Chi sapeva se l’aereo fosse arrivato in tempo?
Sul cartellone degli orari il volo oscillava tra le 2 ore di ritardo e la cancellazione.
Una suspense degna di un film di Hitchcock.
Questa volta però è andata bene: 3 ore dopo eravamo in viaggio verso lo Zambia paese dove avremmo trascorso la luna di miele.
Io ed Aria abbiamo guardato con occhi riconoscenti quel bel lettone del bungalow assegnatoci su cui una mano gentile aveva scritto “Benvenuti” usando dei petali di fiori.
Avevamo fretta di assaggiarci e di divorarci l’un l’altra ma sapendo che avevamo tutta la notte a quello scopo abbiamo deciso di indossare i costumi da bagno, di rubare un asciugamani al resort e di lanciarci alla conquista della spiaggia.
Non ci siamo accorti però di aver posato l’asciugamani sul nido di un qualche insetto e, mentre noi ci rilassavamo, questo cominciò ad agire nell’ombra.
Dopo un paio d’ore, ben cotti dall’eccezionale sole dell’Africa, ci presentammo al ristorante.
Questo era semivuoto. I clienti erano tutti partiti al seguito di una delle attrazioni organizzate dal posto: un interessantissimo safari fotografico, in cui sarebbe stato possibile riprendere elefanti, leoni, zebre ed altri animali del genere.
Una cosa certamente eccezionale; la vacanza si profilava eccezionale pure per noi.
Guardandoci attorno ci siamo accorti che era presente un solo altro cliente, casualmente un italiano.
Gli italiani sono un popolo che ama la compagnia,
Moi non siamo eccezioni per cui lo abbiamo invitato al nostro tavolo.
Abbiamo solidarizzato in fretta: tra connazionali così lontani da casa spesso non si hanno remore..
Enzo, il nome del nuovo amico, era un rappresentante che avrebbe dovuto essere sul posto con la fidanzata, la quale, preso cappello per un litigio, aveva rotto il fidanzamento e lo aveva praticamente obbligato a partire da solo.
Con stupore apprendemmo che egli abitava nella nostra stessa città e, a dispetto del litigio colla fidanzata, che era un tipo simpaticissimo.
Abbiamo trascorso con a lui le due ore di veglia che ancora restavano prima di coricarci.
Stavamo per alzarci dal tavolo quando suonò il mio telefono.
— Pronto!
Con tono un po’ scocciato.
Era il mio ospedale.
— Dottore, sappiamo che Lei è in viaggio di nozze ma c’è una emergenza: il dott **** ha avuto un grave incidente di macchina e per dopodomani aveva in programma di assistere ad un intervento chirurgico indifferibile.
— Lei è l’unico con la possibilità pratica di sostituirlo.
— Abbiamo già verificato: se si affretta, a mezzanotte, può ripartire per l’Italia con lo stesso aereo che la ha portata in Zambia.
— Torni subito, la risarciremo integralmente.
Un po’ deluso dovetti abbozzare e mi rivolsi ad Aria:
— Amore, non posso restare qui, sono stato richiamato in patria.
— Tu attendi tranquilla e riposa, io sarò di ritorno appena possibile, tra sei o sette giorni al massimo e finalmente cominceremo la nostra Luna di miele.
— Enzo mi raccomando a te, veglia tu sulla mia mogliettina.
Il nuovo amico ha confidato?
— Stai tranquillo Liam, non la perderò d’occhio e dovesse aver bisogno di qualche cosa provvederò io a lei.
— Sarà come se tu fossi presente.
Liam ha ripreso l’aereo e viaggiar tutta la notte
Alla mattina era appena giunto all’aeroporto che gli è suonato il telefonino:
— Ciao amore, sei arrivato?
— Si Aria il viaggio di ritorno è stato buono, grazie.
— Io invece non sono riuscita a dormire.
— Un prurito lì sotto incredibile.
— Sposi un medico e quando hai bisogno lui egli è da tutt’altra parte
— Mi spiace amore ma non c’è il medico del villaggio?
— Egli cosa ti ha detto?
— No, non c’é.
— Ieri, alla notizia del tuo arrivo, è partito per Mungwi il suo paesello.
— Il giuramento di Ippocrate è uguale dappertutto,
Ha detto,
— e che tu, quindi, l’avresti egregiamente sostituito.
— Per poterti aiutare ho bisogno di sapere e tu non puoi guardarti.
— Chiama Enzo, facciamoci aiutare da lui.
— Ma sei matto?
— Neppure lo conosco e gli dovrei mostrare la mia femminilità?
— Neppure a te la ho ancora mai mostrata!
— Non vedo altre soluzioni amore: o lui o chiami il direttore del resort che conosci meno ancora e con cui sarà difficile intendersi dato che non parla italiano.
— Va bene, aspetta che raggiungo Enzo.
Voce attutita:
— Enzo ho mio marito qui al telefono.
— Ti deve parlare.
— Pronto dimmi Liam
— Enzo devi osservare attentamente la prugnetta di mia moglie.
— Descrivimi tutto quello che vedi.
— Qui in mezzo alla strada?
— Strana richiesta da parte di un neo maritino!
— Sciocco, non scherzare, andate nella tua capanna o nella mia e controlla.
— Io resto in linea.
— Eccomi!
— ‘É stata dura togliere le mutande alla tua Aria e convincerla a divaricare bene le gambe.
— Eh Eh ci credo, ora dimmi cosa vedi..
— Vedo le grandi labbra con 5 bolle violacee sormontate da un punto giallo.
— E dentro?
— Aspetta che guardo
Strillo fuori campo
— Cosa tocchi?
— Chi credi di essere?
— Faccio solo quanto mi ha chiesto tuo marito.
— Prima di continuare te lo passo.
— Amore! Fidati
— Enzo mi sta aiutando moltissimo.
— Lascialo fare.
— Va bene caro perdonami non sono abituata a mostrarmi proprio li.
— Sono Enzo: ecco apro con le dita le grandi labbra.
— Le piccole labbra sono costellate da vesciche identiche a quelle delle grandi labbra ma molto, molto più fitte
— Ho capito, posso fare la diagnosi.
— Metti il vivavoce
— Si tratta degli Angiocheratomi di Fordyce è necessario applicare una pomata, direi Betadine crema vaginale.
— Ho notato che al villaggio c’e una farmacia che mi sembra ben fornita.
— Procuratevi la crema ed un applicatore.
— Amore, per l’applicazione dovrai dipendere da Enzo non aver vergogna è necessario vedere bene dove la pomata tocca le vescicole..
— Lasciagli spalmare bene la crema e fargli posizionare l’applicatore in modo che raggiunga la maggior parte possibile delle vescicole.
— Tranquillo Liam, farò io tutto il necessario … a patto che tua Aria me lo consenta.
— D’accordo, ragazzi: divertitevi me non peccate
Ho chiuso la telefonata con una risata.
Non erano passate due ore:
Stavo preparandomi per la camera operatoria.
Nuovamente è squillato il telefono.
— Sono Enzo, ho preso la crema che mi hai detto tu ma c’è un problema ancora: qui non hanno applicatori.
— Azz … siete nel resort?
— Si
— Allora rimetti il vivavoce Aria deve sentire.
— Fatto!
— Enzo sto per chiederti qualche cosa che potrebbe rovinarti le vacanze.
— Detto papale papale fino a una settimana immobile e chiuso nel bungalow senza poter uscire.
— Se te lo domandassi te la sentiresti di continuare ad aiutarci?
— Conta su di me: siete una coppia giovane e simpatica. E siete miei amici
— Aiutarvi sarà un piacevole diversivo rispetto alla mia vita solita.
— Enzo, esiste un applicatore universale di cui la natura ha fornito ogni uomo.
— Stai parlando…?
— Si, proprio di quello, solo che normalmente è in posizione di riposo.
— Torna in farmacia e procurati del sildenafil compresse una pastiglia ogni 4 ore ed un barattolo di vasellina.
— Per effetto di queste pastiglie avrai una erezione immediata che se non utilizzata durerà almeno 6 ore.
— Impasta in pari quantità vasellina e Betadine.
— Spalma bene la pomata sul tuo membro.
— In questo modo potrai disinfettare tutta la vagina ma sarai obbligato all’immobilità o, forzatamente sfilarti.
— Stai comunque molto attento, in queste condizioni il glande è molto più sensibile ed i muscoli più rilassati a dispetto del pene indurito.
— Se uno dei due si muove correte il pericolo di una inseminazione involontaria.
— Avete capito?
— Aria, porta pazienza e dammi una parola di conferma: la camera operatoria mi sta aspettando.
— Va bene amore, ho capito.
— Obbedirò
— Chiamatemi domani e ditemi come è andata.
Ë squillato il telefono
— Sono Enzo.
— È troppo presto?
— Assolutamente no, che mi dici?
— Come è andata?
— Siamo riusciti a dormire, io sotto e lei sopra di me ma il fallo siamo riusciti a mantenerlo al suo posto e non si è mai sfilato.
— Perfetto bravi!
— Eiaculazioni?
— Nessuna.
— Stamattina mi sono comunque consultato con Aria.
— Aveva ancora un po’ di prurito ed abbiamo pensato di ripetere il trattamento.
— In questo momento siamo compenetrati l’uno nell’altra.
— Abbiamo fatto male?
— Avete fatto benissimo, fossi stato presente io non avrei potuto consigliarvi meglio.
— Solo che ora dovrete restare immobili in questa posizione ancora per 6 ore.
— Sei certo che non ti pesi?
— Ciao amore, avevo fretta di sentirti.
— Enzo mi sta dicendo che non gli pesa per cui, per altre 6 ore resteremo così.
— Tu hai dormito bene?
— Io sono riuscita a riposare un po’ ma quel palo di carne,. dentro di me, era un tale fastidio!
— Possibile che non ci fosse altro mezzo?
— No amore, porta pazienza.
— Purtroppo l’Africa è ancora agli albori della civiltà.
— Mi raccomando ora è giorno e certo resterete svegli.
— Curate che quel “palo” sia ben coperto di crema, al bisogno mescolate ancora la crema con la vasellina e poi rieffettuate la penetrazione.
— Sì, amore, stai tranquillo.
— Ho approfittato di questa immobilità forzata per conoscere un po’ Enzo è una persona fantastica che mi ha fatto dimenticare la nostra situazione.
— Avevi assolutamente ragione: provare vergogna in questi casi è proprio inappropriato.
— Certo alla fine ci troveremo in debito con lui e non ho la minima idea su come riportarmi in pari.
— Per quello ho io una mezza idea, Liam: lascia fare a me.
Finalmente la settimana è passata.
Sono 5 giorni che non ho notizie né da Aria né dal mio amico.
Il telefono deve essersi scaricato e loro non devono essere riusciti a ricaricarlo.
Sono all’aeroporto.
Il mio soldato è già sull’attenti. non vedo l’ora di arrivare e copulare con la mia sposina.
Certo non sarà più vergine per effetto della cura che ho dovuto prescriverle ma la verginità è un tabù dimenticato.
Ecco il resort: quello e il mio bungalow.
Corro ad aprire la porta, la spalanco e mi blocco.
Vedo Aria tuttora infilzata su Enzo
— Aria, amore, ma cosa avete capito?
— Toglietevi, non si può esagerare coll’uso di questi medicinali.
Aria si volge felice.
— Ciao amore, ben tornato!
— Tranquillo i medicinali sono almeno cinque giorni che non li tocchiamo più.
— Ma … allora … quella posizione …
— Ti avevo ben detto che avevo io in mente una ricompensa per Enzo.
— Non c’è voluto molto: già eravamo in posizione: ci è bastato muoverci un po’.
— Enzo ha gradito molto, come me del resto. ed abbiamo trasformato una specie di tortura in ricompensa
— Insomma, ci è piaciuto tanto che sono quattro giorni che scopiamo come grilli.
— Piace, rilassa e ti lascia un senso di sazietà e soddisfazione: alla pancia.
—
— Peccato che le suore non mi abbiano concesso di sperimentare prima!
— Tra l’altro questa è stata la mia settimana fertile: credo di essere rimasta un po’ incinta: non ti dispiace?
Replicai:
— Non posso certo dire di essere felice.
— Mi hai tradito!
— Date le circostanze ti perdono.
— Se però sei realmente gravida dobbiamo domandarci cosa succederà ad un eventuale secondo parto quando si noterà che i pargoli non si assomigliano per nulla?
— Quante preoccupazioni amore!
— Inutili oltretutto.
— La ricompensa che ho offerto ad Enzo è stata quella di proporgli di diventare il mio amante fisso ed egli ha accettato.
— Sapessi come scopa bene e quella scema della sua fidanzata lo ha mollato!
— Quando vorremo un secondo figlio basterà dirglielo e ci penserà lui a mettermi nuovamente incinta, così i bambini si assomiglieranno tutti tra loro.
— Tu sei sempre tanto impegnato e fai sempre tanta fatica.
— In questo modo diventerai papà ma la fatica la farà tutta un altro.
— Sei contento?
— Hai visto che soluzioni riesce a trovarti la tua mogliettina?
— Ora vieni qui a darmi un bacio e poi lasciami terminare l’amplesso: se voglio restare incinta devo fare le cose per bene!
Mi sono avvicinato e le ho dato il bacio che mi aveva richiesto per mostrarle che non ero adirato con lei ed ho visto, stesso sulla schiena, un imbarazzatissimo Enzo:
— Scusami Liam ma Aria mi ha proposto di diventare il suo amante.
— Ella é così bella!
— o accettato subito con entusiasmo senza pensare a te.
— Vengo a sapere ora della sua settimana fertile.
— Mi tolgo subito ….
Faccio con le mani un gesto per tranquillizzarlo:
— Calmo, Enzo, va tutto bene.
— Aria è stata bravissima anche nello sceglierti, questa è una vecchia tradizione della professione medica e devo dirti che sarò proprio felice se tu diverrai il padre biologico dei miei figli!
— Quanto ha appena proposto Aria è accettabile ma servono pure il tuo consenso ed il tuo impegno.
— Il matrimonio tra me ed Aria è per tutta la vita e da te voglio il medesimo tipo impegno: te la senti di assumertelo?
Enzo sembra stupirsi:
— Un impegno?
— Quale impegno?
Gli spiega:
— Certo non posso limitarti, non diverrai nostro marito e non ti impedirò , impedirti di andare a donne, trovarti una brava ragazza e sposarla se lo vorrai ma ...te la sentiresti di garantire ad Aria che se noi dovessimo desiderare un secondo figlio elle possa avvalersi delle tue prestazioni?
— Non vorrei approfittarne troppo ma l’impegno che mi richiedi è gravoso, mi servono delle garanzie
— Garanzie?
— Certo, io non voglio essere trattato come un esemplare da riproduzione.
— Io voglio la reciprocità.
— Se voi potete chiamarmi perché io la ingravidi allora anch’io devo poter venire a scoparmela come r quando voglio senza dovervi rendere conto.
— Mi darete la chiave di casa vostra e mi garantirete un accesso illimitato al vostro letto, naturalmente senza di te.
Ho scambiato una rapida occhiata con Aria ottenendone un rapido cenno di assenso
— Richieste sensate: ed accettabili
Aria intervenne:
— Un momento Liam
— Non hai specificato cosa farai tu
— Non dimenticare che io sono molto gelosa di te, sai quanto ti amo!
— D’accordo Aria,, a casa. quando Enzo verrà a trovarti, io dormirò in una cuccetta sperando che voi due non facciate troppo rumore
— Abbiamo un accordo a vita?
Enzo concluse:
— Certo , affare datti
— Ora, se permetti, vorrei completare per bene la mia parte del patto/
— Te la senti di trasferirti nel mio bungalow o vuoi restare qui?
— Aria ed io abbiamo scoperto un passatempo molto migliore della spiaggia e del sagari, secondo il mostro patto, lo continueremo senza interruzioni fino al momento del ritorno
— Ti renderò Aria solo allora, certo di poter poi successivamente proseguire una volta a casa vostra.
— Solo una precauzione, Enzo: ti chiedo di farti crescere barba e baffi in modo da non risultare riconoscibile.
— Credo che ci frequenterai spesso.
— Io ti darò la chiave di casa e ti presenterò’ come mio cugino ma nessuno dovrà notare la somiglianza tua coi bambini.
— Richiesta più che legittima, Liam, smetterò immediatamente di radermi.
— Abbiamo deciso tutto, Enzo, ora termina tranquillo ciò che stavi facendo, sembra che il grembo di Aria abbia fame e tu sia il suo cibo.
— Aria, amore mio, dobbiamo ancora una volta rimandare la nostra prima notte di nozze a quando a casa nostra sarai sicuramente gravida.
Fine
medico moglie insoddisfatta viaggio di nozze spiaggia diagnosi cura alternativa tradimento triangolo amoroso
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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