La partita al poker " un all-in di troppo"
Marciotto
La pioggia battente contro le vetrate della villa di Roberto scandiva il ritmo di una serata che aveva smesso da tempo di essere un semplice gioco. Al centro della stanza, sotto il cono di luce tagliato dal fumo denso dei sigari, il panno verde del tavolo da poker sembrava un campo di battaglia silenzioso.
Attorno al tavolo sedevano in quattro: Roberto, l'ospite raffinato e spietato; Marco, il calcolatore che non lasciava mai nulla al caso; Stefano, un uomo dai silenzi inquietanti; e infine Davide. Per Davide, ogni carta girata era un battito cardiaco in meno. La fortuna lo aveva abbandonato da mesi, ma quella notte l'abisso si era aperto del tutto.
La mano finale fu il culmine di una spirale autodistruttiva. Davide aveva esaurito ogni spicciolo e la febbre del gioco gli impediva di alzarsi da quella sedia. Con un punto altissimo tra le mani e la cieca certezza di vincere, prese un foglio dal blocconote e vi scrisse di proprio pugno un promemoria di debito firmato: una cifra a cinque zeri, una somma enorme scommessa sulla parola e sulla propria firma. Un all-in disperato. Roberto lo fissò per un tempo infinito, con un sorriso impercettibile a fior di labbra, prima di calare una scala reale servita.
Il silenzio che ne seguì fu sordo, quasi fisico. Davide rimase impietrito, con le mani ancora a mezz'aria: aveva appena firmato la propria condanna finanziaria.
"La partita è finita, Davide," disse Roberto a bassa voce, facendo ruotare il ghiaccio nel suo bicchiere di cristalleria pesante. "Ma i debiti d'onore vanno saldati. E se non hai i liquidi per coprire quel foglio, la merce diventi tu."
La proposta non fu gridata, ma sussurrata come un patto faustiano. Roberto gli offrì di strappare immediatamente la carta e annullare la cifra promessa a una condizione: per le tre ore successive, il corpo di Davide sarebbe appartenuto interamente a loro tre. Nessun limite, nessuna obiezione.
L'umiliazione iniziale, fredda e paralizzante, venne gradualmente sostituita da un'emozione sconosciuta e sotterranea. Messo con le spalle al muro, Davide accettò. I quattro si alzarono dal tavolo e Davide fu condotto in una stanza da letto molto particolare, dotata di un'altalena sessuale, un divano adatto a un rapporto doggy style, uno schermo TV enorme, specchi ovunque e numerosi toys. Appena entrato, Davide si dovette inginocchiare davanti ai tre uomini, che si accomodarono sul divano. Roberto, con tono impositivo, gli ordinò: "Ora spogliati, puttana". Davide lo guardò con livore, ma quando Roberto gli mostrò il foglietto firmato, abbassò lo sguardo e iniziò a denudarsi.
Una volta nudo, si inginocchiò di nuovo e venne bendato. Per il primo gioco doveva indovinare di chi fosse il cazzo che prendeva in bocca. Il primo a posizionarsi fu Roberto, che gli appoggiò la cappella a ridosso delle labbra e aspettò che le aprisse. Davide la sfiorò con la lingua, poi iniziò a leccarla con sempre maggiore intensità, fino ad accogliere l'intero membro in bocca. L'abilità nel pompare provocò un gemito a Roberto, che venne così smascherato. Fu poi il turno di Marco, che gli afferrò il viso e gli infilò il cazzo duro in bocca con irruenza; venne scoperto anche lui, tradito dalla callosità delle mani che Davide individuò al tatto. Il terzo fu logicamente riconosciuto, ma assaporato fino in fondo.
Questo primo atto si concluse con un triplo spompinamento simultaneo. Per la seconda fase, Roberto si sedette a cavalcioni sul divanetto, mentre Davide si sdraiò a pancia in giù, prendendo il membro di Roberto in bocca e sporgendo il culo a pecorina per essere sodomizzato. Fino a quel giorno non aveva mai avuto rapporti anali, ma il contesto lo eccitava a tal punto che la situazione, da punizione, si stava trasformando in un premio.
Il suo buco fu abbondantemente lubrificato e Marco, posizionatosi dietro di lui, gli aprì le chiappe con le mani. Dapprima appoggiò la cappella per fargli sentire il calore, poi, con le dita e un plug, iniziò ad allargargli lo sfintere; sentendo i gemiti di piacere di Davide, lo penetrò completamente. Davide emise un urlo soffocato dal cazzo che aveva in bocca. Mentre Marco gli dava il ritmo con colpi decisi in cui le palle sbattevano contro il suo corpo, Davide raggiunse un orgasmo anale contemporaneo a quello del compagno, che gli sborrò nel culo aperto. Subito dopo, il suo corpo continuò a essere penetrato dal terzo uomo, che a sua volta gli sborrò dentro. Il completamento di questo secondo step fu la copiosa sborrata in bocca di Roberto, che Davide fu costretto a ingoiare.
Ci fu poi un terzo atto: Davide fu posizionato sull'altalena con polsi e caviglie ben stretti, e lì la sua bocca e il suo culo ebbero un'ulteriore gratificazione. Infine, come ultima penitenza, Davide venne portato in una stanza da bagno e fatto sdraiare all'interno di una vasca, dove ricevette il piscio caldo dei tre uomini come umiliazione finale.
In verità, ciò che doveva essere una punizione si trasformò in un'iniziazione perversa. Nel buio della stanza, spogliato di ogni difesa e di ogni ruolo sociale, Davide scoprì un brivido sconvolgente nella resa totale. Essere sottomesso, diventare l'oggetto del desiderio e del potere di tre uomini che fino a un momento prima chiamava amici, accese in lui una scintilla oscura. Il piacere non nacque solo dal contatto, ma dalla vertigine di non avere più alcun controllo.
All'alba, guardando i pezzi di quella carta promissoria giacere a terra stracciati, Davide capì che il debito non era più una catena, ma una chiave.
Nei venerdì che seguirono, le carte rimasero chiuse nei loro mazzi. Davide continuò a tornare, non più da perdente che cercava riscatto, ma da complice di un gioco molto più pericoloso. La sottomissione diventò il suo segreto più intimo, un baratto consapevole dove ogni incontro venduto agli altri tre non faceva altro che alimentare la sua nuova, insaziabile dipendenza
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La partita al poker " un all-in di troppo":

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
