Ora tocca a me ..."zitto ed esegui"
Marciotto
Trafitto dal doloroso epilogo del proprio matrimonio, Giulio trascina i suoi giorni in un isolamento opprimente. La svolta arriva in una serata qualunque quando, varcando la soglia di un locale, viene rapito dal talento e dalla presenza di Mirko, un giovane cantautore. Tra i due scatta un'intesa profonda che li spinge a raggiungere la dimora di Giulio: lì, spogliatisi di ogni difesa e di ogni schema pregresso, condividono un'intimità improvvisa e travolgente. Superata una breve fase di incertezza, i due si ritrovano nello stesso luogo, pronti a cedere a una passione ancora più consapevole e travolgente, capace di scacciare definitivamente i fantasmi del passato e segnare una rinascita per entrambi.
Quando Mirko varcò di nuovo la soglia di quell'appartamento, trovò ad attenderlo un Giulio completamente diverso. Non c'era più traccia dell'uomo esitante e segnato dall'incertezza dei giorni precedenti. Il suo sguardo era fermo, deciso, carico di un'autorità naturale che non ammetteva repliche.
Senza dire una parola, Giulio prese Mirko per un polso e lo guidò al centro del soggiorno. Gli piantò gli occhi negli occhi, sfiorandogli appena il mento con due dita per tenere alto il suo viso.
«Stasera si fa a modo mio. Tu non devi pensare a niente, solo ascoltarmi e fare quello che ti dico» gli mormorò con voce bassa e perentoria, una vibrazione calda che fece correre un brivido lungo la schiena del ragazzo.
Mirko, anziché opporsi, sentì un'ondata di eccitazione sottile e sconosciuta travolgerlo. Annuì in silenzio, lasciando cadere ogni difesa e affidandosi completamente.
«Spogliati. Piano» ordinò Giulio, facendosi da parte e incrociando le braccia sul petto per godersi la scena.
Mirko ubbidì senza esitare. Con dita leggermente tremanti sfilò la maglietta, poi sbottonò i pantaloni e li lasciò cadere a terra insieme agli slip, rimanendo del tutto nudo sotto lo sguardo affilato e appagato dell'uomo.
«Mettiti in ginocchio» proseguì Giulio, la voce ferma ma colma di un desiderio incontenibile.
Mirko si calò lentamente sulle ginocchia sul tappeto, alzando lo sguardo con totale devozione. Giulio si avvicinò, abbassò la cerniera dei propri pantaloni ed estrasse il pene già rigido. Con un gesto deciso, gli prese la nuca, guidandogli la testa in avanti.
«Prendilo tutto. Lavora con la lingua come sai fare, senza fretta» comandò.
Mirko accolse l'ordine con slancio, spalancando la bocca per inghiottire l'asta fino in fondo. Con dedizione assoluta, iniziò a muovere la testa avanti e indietro, usando la lingua per avvolgere la cappella, leccando la parte inferiore e accarezzando con le mani le cosce di Giulio. Ogni ordine dell'uomo — «Più fondo», «Più piano», «Usa le labbra» — veniva eseguito all'istante, trascinando entrambi in un vortice di piacere controllato ma devastante.
Quando avvertì che il limite si faceva vicino, Giulio gli afferrò i capelli e lo tirò su con forza, interrompendo l'atto.
«Adesso sul letto. A pancia in giù» gli ordinò, spingendolo dolcemente verso la camera.
Mirko corse sul letto e si sistemò esattamente come gli era stato chiesto, affondando il viso nel cuscino e alzando leggermente il bacino. Giulio lo raggiunse, si spogliò a sua volta e applicò un velo di lubrificante, massaggiandogli le natiche con colpi decisi.
«Rilassati e apriti per me» gli mormorò all'orecchio prima di allinearsi e spingere con fermezza all'interno di lui.
Un gemito soffocato uscì dalle labbra di Mirko, che piantò le mani nelle lenzuola, assecondando ogni spinta. Giulio manteneva il controllo totale del ritmo: alternava affondi lenti e profondi a colpi veloci e vigorosi, afferrando i fianchi di Mirko per dettare l'andatura e spingerlo sempre più a fondo nel piacere. Mirko si limitava ad ubbidire, abbandonandosi completamente al potere di quella guida, felice di appartenere a quella volontà così dominante e rassicurante.
L'apoteosi fu un'esplosione coordinata. Giulio aumentò il ritmo in un crescendo travolgente, tenendo Mirko schiacciato contro il materasso finché, con un ultimo affondo profondo e un grido gutturale, venne pienamente dentro di lui. Mirko, sopraffatto dalla forza di quel dominio e dalle sensazioni intense che lo invadevano, toccò il proprio culmine nello stesso secondo, bagnando le lenzuola senza neppure bisogno di toccarsi.
Esaurita la foga, Giulio si accasciò su di lui, avvolgendolo in un abbraccio forte e possessivo, mentre Mirko, col fiato corto e il cuore a mille, sorrideva affondando la testa nel suo petto, grato per quella sottomissione che lo aveva fatto sentire incredibilmente vivo.
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