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Lui & Lei

Storia di odio e di sesso


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
18.09.2026    |    544    |    1 9.3
"Le parole trattenute per vent'anni si trasformano in sussurri provocatori, gemiti e richieste dirette sul corpo dell'altro..."
Dopo un breve sunto del racconto "La collega odiosa " ecco il seguito della storia...
​Marco ed Elena, colleghi da vent’anni nello stesso ufficio, hanno sempre nutrito una profonda avversione reciproca. Lui, pignolo e legato al rispetto delle regole; lei, impulsiva, creativa e insofferente ai protocolli. Dopo due decenni di battibecci, frecciate e uno scontro continuo su ogni singola pratica, la svolta avviene durante la festa di pensionamento di un collega. In seguito all'ennesima discussione, i due si ritrovano da soli nello sgabuzzino del locale. L'astio accumulato per anni si trasforma improvvisamente in una passione violenta e incontrollata, sfociando in un rapporto fisico estremo ed efferato sopra un tavolo da lavoro. Il lunedì successivo, durante la consueta riunione di direzione, la tensione tra i due è palpabile: la reciproca ostilità si è sgretolata, sostituita da un'attrazione carnale non detta e dal ricordo vivido di quanto accaduto, lasciando entrambi profondamente destabilizzati.
​Nei giorni successivi alla riunione, l'aria tra Marco ed Elena diventa incandescente. L'odio formale che li aveva protetti per vent'anni è sparito, sostituito da una consapevolezza sensoriale costante e opprimente. Ogni sfioramento casuale nei corridoi e ogni documento passato di mano in mano si trasformano in un contatto elettrico. L'evitamento reciproco dura poco: la tensione accumulata lavorando a stretto contatto per otto ore al giorno, unita alla memoria fisica di quella notte, spinge entrambi al limite della resistenza.
​La scintilla scatta il venerdì sera. L'ufficio si svuota gradualmente, lasciando i due da soli a completare una consegna urgente per l'inizio della settimana successiva. L'ostacolo professionale è solo una scusa: nessuno dei due vuole davvero andare a casa. Quando Marco entra nell'ufficio di Elena per consegnarle l'ultimo report, la porta non resta aperta come al solito. Elena si alza dalla scrivania, chiude la porta a chiave e aziona la tenda a veneziana, oscurando la vetrata che dà sull'open space.
​L'approccio non ha più la rabbia cieca della prima volta, ma una consapevolezza affamata e totale dove ogni inibizione viene spazzata via. Marco la raggiunge in tre passi, afferrandola per la vita e sollevandola direttamente sulla scrivania tra fogli e computer. Non ci sono più barriere: le mani di lui cercano la pelle scoperta con una precisione avida, mentre Elena gli strappa la cravatta e sbottona la camicia con fretta e decisione.
​Ogni freno inibitorio cade definitivamente. Il desiderio reciproco si traduce in un'esplorazione dettagliata e senza riserve dei rispettivi corpi. Marco si dedica a farle perdere il controllo, alternando morsi leggeri sul collo a carezze profonde che la fanno trasalire, facendola vibrare a ogni contatto. La sua mano va direttamente sul suo intimo, bagnato e pulsante di piacere. Elena, travolta dal piacere ma desiderosa di dominare a sua volta, lo spinge all'indietro, prendendo il controllo della situazione con movimenti decisi e calcolati, guidando il ritmo dell'incontro. Con forza Marco la sbatte sulla scrivania; lei, aprendo le cosce, riceve un cunnilingus vorace e profondo e, come da sua indole, lo prende per i capelli e gestisce i movimenti, tenendo la testa di Marco ferma sulla sua figa, quasi a farlo soffocare.
​Il piacere diventa un dare e avere continuo, fluido ed esplicito. Sulla superficie della scrivania prima e poi contro la spalliera in pelle della poltrona, i due si concedono un'intimità priva di pudore o riserve. Elena, non soddisfatta, si inginocchia sulla seduta della poltrona per essere scopata da dietro, e questa volta è Marco che prende il comando, schiaffeggiandole le chiappe e penetrandola con vigore: prima la figa e poi, per sottomissione, il culo. Le parole trattenute per vent'anni si trasformano in sussurri provocatori, gemiti e richieste dirette sul corpo dell'altro. L'apice arriva in un'esplosione simultanea che lascia entrambi esausti, avvinghiati l'uno all'altra nell'oscurità dell'ufficio oramai silenzioso.
​La consapevolezza finale non è più quella di due rivali che si affrontano, ma di due persone che hanno scoperto una complicità fisica primordiale e totalizzante, impossibile da ignorare o da cancellare.
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