Storia di odio e di sesso
Marciotto
Marco ed Elena, colleghi da vent’anni nello stesso ufficio, hanno sempre nutrito una profonda avversione reciproca. Lui, pignolo e legato al rispetto delle regole; lei, impulsiva, creativa e insofferente ai protocolli. Dopo due decenni di battibecci, frecciate e uno scontro continuo su ogni singola pratica, la svolta avviene durante la festa di pensionamento di un collega. In seguito all'ennesima discussione, i due si ritrovano da soli nello sgabuzzino del locale. L'astio accumulato per anni si trasforma improvvisamente in una passione violenta e incontrollata, sfociando in un rapporto fisico estremo ed efferato sopra un tavolo da lavoro. Il lunedì successivo, durante la consueta riunione di direzione, la tensione tra i due è palpabile: la reciproca ostilità si è sgretolata, sostituita da un'attrazione carnale non detta e dal ricordo vivido di quanto accaduto, lasciando entrambi profondamente destabilizzati.
Nei giorni successivi alla riunione, l'aria tra Marco ed Elena diventa incandescente. L'odio formale che li aveva protetti per vent'anni è sparito, sostituito da una consapevolezza sensoriale costante e opprimente. Ogni sfioramento casuale nei corridoi e ogni documento passato di mano in mano si trasformano in un contatto elettrico. L'evitamento reciproco dura poco: la tensione accumulata lavorando a stretto contatto per otto ore al giorno, unita alla memoria fisica di quella notte, spinge entrambi al limite della resistenza.
La scintilla scatta il venerdì sera. L'ufficio si svuota gradualmente, lasciando i due da soli a completare una consegna urgente per l'inizio della settimana successiva. L'ostacolo professionale è solo una scusa: nessuno dei due vuole davvero andare a casa. Quando Marco entra nell'ufficio di Elena per consegnarle l'ultimo report, la porta non resta aperta come al solito. Elena si alza dalla scrivania, chiude la porta a chiave e aziona la tenda a veneziana, oscurando la vetrata che dà sull'open space.
L'approccio non ha più la rabbia cieca della prima volta, ma una consapevolezza affamata e totale dove ogni inibizione viene spazzata via. Marco la raggiunge in tre passi, afferrandola per la vita e sollevandola direttamente sulla scrivania tra fogli e computer. Non ci sono più barriere: le mani di lui cercano la pelle scoperta con una precisione avida, mentre Elena gli strappa la cravatta e sbottona la camicia con fretta e decisione.
Ogni freno inibitorio cade definitivamente. Il desiderio reciproco si traduce in un'esplorazione dettagliata e senza riserve dei rispettivi corpi. Marco si dedica a farle perdere il controllo, alternando morsi leggeri sul collo a carezze profonde che la fanno trasalire, facendola vibrare a ogni contatto. La sua mano va direttamente sul suo intimo, bagnato e pulsante di piacere. Elena, travolta dal piacere ma desiderosa di dominare a sua volta, lo spinge all'indietro, prendendo il controllo della situazione con movimenti decisi e calcolati, guidando il ritmo dell'incontro. Con forza Marco la sbatte sulla scrivania; lei, aprendo le cosce, riceve un cunnilingus vorace e profondo e, come da sua indole, lo prende per i capelli e gestisce i movimenti, tenendo la testa di Marco ferma sulla sua figa, quasi a farlo soffocare.
Il piacere diventa un dare e avere continuo, fluido ed esplicito. Sulla superficie della scrivania prima e poi contro la spalliera in pelle della poltrona, i due si concedono un'intimità priva di pudore o riserve. Elena, non soddisfatta, si inginocchia sulla seduta della poltrona per essere scopata da dietro, e questa volta è Marco che prende il comando, schiaffeggiandole le chiappe e penetrandola con vigore: prima la figa e poi, per sottomissione, il culo. Le parole trattenute per vent'anni si trasformano in sussurri provocatori, gemiti e richieste dirette sul corpo dell'altro. L'apice arriva in un'esplosione simultanea che lascia entrambi esausti, avvinghiati l'uno all'altra nell'oscurità dell'ufficio oramai silenzioso.
La consapevolezza finale non è più quella di due rivali che si affrontano, ma di due persone che hanno scoperto una complicità fisica primordiale e totalizzante, impossibile da ignorare o da cancellare.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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