Campeggiatori e peccatori
Marciotto
La piazzola che avevamo scelto era perfetta: ampia, spaziosa e delimitata da un’unica grande e alta siepe a "U" che la abbracciava su tre lati, offrendo una privacy rara e un riparo naturale dal resto del campeggio. Lo spazio era così generoso da poter ospitare comodamente due mezzi, mantenendo una riservatezza ideale verso l'esterno. Posizionammo il nostro mansardato, tirammo fuori il tendalino e i soliti cunei di livellamento, e ci godemmo il primo momento di relax.
Erano circa le 16:00 quando l'ombra della siepe si allungò per far spazio a un enorme motorhome di fascia alta. Il mezzo manovrò con classe e andò a parcheggiare proprio nella metà libera della nostra grande piazzola. Dalla cabina scese una coppia di tedeschi, su per giù della nostra età. Tra noi camperisti esiste un codice non scritto fatto di cortesia, solidarietà e rispetto, così il primo scambio di sguardi e sorrisi fu del tutto naturale, mentre ciascuno riprendeva a sistemare il proprio equipaggiamento.
Poco dopo, l'uomo decise di rompere gli indugi. Si avvicinò con passo disinvolto e un sorriso cordiale: «Hallo! Io sono Bruno», disse con un marcato e simpatico accento teutonico. Ci spiegò subito, con un italiano entusiasta e sorprendentemente fluido, che amava enormemente l'Italia, le sue città d'arte e la sua cucina. Nel frattempo anche le nostre mogli si avvicinarono, attirate dalla conversazione.
«Piacere, Brigitte», si presentò la donna: una classica bellezza teutonica, alta, bionda e dai modi estremamente raffinati.
«Piacere mio, Cinzia», rispose mia moglie con la sua consueta e solare cordialità.
Ognuno tornò per un po' alle proprie occupazioni, ma l'aria che si respirava era già diversa, permeata da una bella energia. Non passò molto tempo prima che Bruno si riavvicinasse al nostro mansardato con un'idea in mente: «Che ne dite se stasera ceniamo insieme? Uniamo le forze e facciamo una bella grigliata!». Accettammo con entusiasmo.
Mentre le donne iniziavano a chiacchierare e a preparare i contorni per la serata, la mia curiosità maschile ed "infrastrutturale" ebbe la meglio. Guardavo con una certa ammirazione quel gigante su ruote e Bruno, notando il mio interesse, mi invitò con orgoglio: «Vieni, ti faccio fare un giro dentro!».
Rispetto al nostro fidato mansardato, spazioso ma tradizionale, l'interno del loro motorhome era un capolavoro di domotica e lusso. Ma la vera sorpresa mi attendeva nella parte posteriore. In fondo al mezzo si apriva una zona notte padronale con un letto matrimoniale king-size davvero enorme. Ciò che mi lasciò letteralmente a bocca aperta fu il rivestimento: le tre pareti attorno al letto e persino l'intero soffitto erano ricoperti di specchi. Un dettaglio decisamente anomalo, quasi stravagante per un veicolo ricreazionale, che dava all'ambiente un'atmosfera particolare e suggestiva. Notai la cosa con un pizzico di malizia e tanta curiosità, ma preferii non fare domande.
Tornati all'esterno, la serata prese un ritmo perfetto. Io e Bruno ci prendemmo carico della griglia, accendendo la carbonella e posizionando la carne, il tutto rigorosamente accompagnato da un paio di birre fredde per stemperare il calore del fuoco. A poca distanza, Cinzia e Brigitte ridevano e scherzavano come se si conoscessero da una vita, sorseggiando bollicine fresche dai calici.
Tra il profumo della carne alla brace, il crepuscolo che dipingeva di rosa le torri di Carcassonne e il tintinnio dei bicchieri, si era creata un'intesa naturale, spontanea e travolgente. Era una di quelle rare alchimie da viaggio in cui quattro sconosciuti si ritrovano intorno allo stesso tavolo con la sensazione bellissima, e quasi incredibile, di essere amici da sempre.
La serata proseguì tra risate e brindisi. Le bottiglie di vino e di birra ormai non si contavano più e l'aria si era fatta decisamente allegra e goliardica.
A quel punto Bruno, approfittando dell'atmosfera rilassata, ci fece una proposta inaspettata: ci chiese se avessimo il piacere di provare un loro massaggio, ricordandoci che in Germania svolgevano la professione di fisioterapisti e massaggiatori e definendosi, con un pizzico di ironia, degli "operatori del benessere e del piacere".
Noi, un po' per pura cortesia e un po' spinti dalla curiosità, accettammo senza esitare. Ci fecero accomodare l'uno di fronte all'altra su due comode poltrone da campeggio. Bruno si posizionò dietro di me, mentre Brigitte si sistemò alle spalle di Cinzia.
Fu esattamente da quel momento che il tono della serata cambiò. Brigitte iniziò a massaggiare il collo e la testa di mia moglie; i suoi movimenti la portavano ad appoggiare il suo enorme seno sulla testa di Cinzia. Il bikini teneva a malapena le forme e tutto ciò era molto eccitante. Poi, non so se volutamente, il telo che Brigitte aveva attorno alla vita cadde, lasciandola in un perizoma talmente striminzito da lasciar intravedere la totale mancanza di peluria. Tutto questo accadeva davanti ai miei occhi, mentre Bruno continuava anch'egli a massaggiarmi in maniera estremamente sensuale. Vedere mia moglie così rilassata e con gli occhi chiusi ad assaporare ogni contatto mi parve strano; percepii piccoli gemiti di piacere, accompagnati da una graduale apertura delle sue cosce, come se il fuoco la stesse pervadendo. Dal canto mio, la mia erezione divenne evidente e provocò un sorriso in Brigitte. Le mani della donna iniziarono a perlustrare seni e capezzoli, e mia moglie stranamente lasciava fare; ciò aumentava ancor di più la mia eccitazione. "Cosa ci sta succedendo?", pensai. Ormai eravamo alla loro mercé, le loro mani giocavano con i nostri corpi. Bruno scese lungo tutto il mio corpo facendomi sentire la sua erezione sulle mie spalle, mentre Brigitte iniziò a perlustrare e accarezzare l'intimità di mia moglie. Eravamo entrambi paralizzati dal piacere. Bruno scese ancor di più e fece uscire il mio pene dal costume; poi, con rapidità, si invertirono le postazioni: Brigitte si chinò e prese il mio membro in bocca, era una maestra del pompino, riusciava a prenderlo tutto fino in gola e a dedicarsi anche alle palle.I suoi seni strusciavano sulle mie gambe,le tenni per un po' la testa per dettare i movimenti ma non era necessario ,mentre Bruno,dal suo conto, iniziò ,dapprima a masturbare mia moglie e poi anche lui inginocchiandosi e mettendosi le gambe di mia moglie sulle spalle ,inizio a leccarle la figa,facendola godere. Mi sembrava di essere il protagonista di un film porno: la bionda teutonica che mi spompinava davanti a mia moglie, la quale godeva masturbata da un altro uomo. Arrivò il momento in cui Bruno disse: «Accomodiamoci dentro il motorhome», e così facemmo.......
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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