Gay & Bisex
CASA NUOVA, VICINO NUOVO ...
25.11.2025 |
5.702 |
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"La lingua del vicino si muove sul suo cazzo, succhiando e mordicchiando, mentre le mani continuano a esplorare ogni centimetro del culo..."
Giò aveva appena traslocato nel nuovo appartamento, stanco ma eccitato dalla novità. La casa era piccola, luminosa, con pareti ancora bianche e scatole accatastate ovunque. Ogni angolo era un invito a immaginare il futuro, ma Giò non poteva ignorare il fatto che il vicino dell’altro lato del muro fosse già diventato presente nei suoi pensieri più proibiti.Il primo incontro avvenne sulla scala condominiale. Il vicino era alto, muscoloso, camicia leggermente sbottonata, i capelli scuri disordinati e gli occhi profondi che sembravano leggere dentro Giò. Per un istante, il tempo si fermò: il battito del cuore accelerò, il sangue ribollì nelle vene.
Nei giorni successivi, gli incontri furono frequenti e casuali solo in apparenza. Nel corridoio, davanti alle cassette della posta, sul pianerottolo: ogni volta quegli occhi scuri lo fissavano con un’intensità che faceva tremare Giò. Ogni sorriso, ogni sfioramento accidentale della mano aumentava il desiderio, la tensione che cresceva senza controllo.
Una sera d’estate, Giò stava sistemando scatole in soggiorno. Bussarono. Era il vicino, senza preamboli. Entrò con un’aria predatoria e desiderosa che fece subito tremare Giò.
«Ciao…» mormorò Giò, cercando di sembrare tranquillo, mentre il cuore gli martellava nel petto.
«Ciao…» rispose il vicino, avvicinandosi lentamente. La distanza tra loro era minima: fianco contro fianco, respiro caldo che gli scivolava sul collo. Le mani del vicino sfiorarono le cosce di Giò, lungo il bordo dei pantaloni, e premettero il cazzo. Giò geme piano, le gambe tremano, incapace di staccarsi.
«Non provare a scappare…» sussurrò il vicino, la voce roca, sporca, vicina all’orecchio di Giò. Le mani continuano a esplorare, accarezzando il culo, guidando ogni movimento di Giò. Il respiro di entrambi si fa pesante, caldo, affannato.
Il vicino lo spinge contro il muro, il petto sul suo, le gambe che si intrecciano, i corpi che si cercano e sfregano. Giò sente il cazzo duro premere contro il suo corpo, mentre le mani del vicino lo muovono lentamente, provocandolo fino a farlo gemere più forte.
Le labbra del vicino scivolano sul collo e sull’orecchio di Giò, mordicchiando, succhiando, mentre le mani stringono il culo e guidano il cazzo. Giò geme più forte, respira affannato, il corpo che brucia completamente preso dal desiderio.
I corpi si muovono insieme, il vicino preme il petto sul suo, le mani sulle cosce e sul cazzo, gemiti e respiro riempiono l’appartamento. Giò reagisce, si muove, geme, sente ogni tocco, ogni pressione, ogni respiro caldo.
Il vicino abbassa il corpo, la lingua sfiora il cazzo, mentre le mani continuano a stringere il culo, guidando ogni movimento. Giò geme più forte, le mani afferrano il vicino, la lingua che sfiora, il sudore che cola lungo le schiene, i corpi che si intrecciano in una danza animalesca di piacere.
Giò sentiva il cuore battere all’impazzata mentre il vicino lo teneva contro il muro. Ogni tocco, ogni sfioramento lo faceva fremere. Le mani del vicino scivolavano sulle sue cosce, sul culo, guidando il suo corpo verso il desiderio che Giò non riusciva più a contenere.
«Sei già duro…» mormorò il vicino, e Giò geme, incapace di replicare. La lingua del vicino sfiora il cazzo, mordicchia delicatamente il glande, mentre le mani continuano a stringere e massaggiare il culo, muovendolo lentamente in un gioco di pressione e sfregamento. Giò trema, geme, la mente persa nel piacere.
Il vicino lo spinge sul divano, il corpo di Giò adagiato sui cuscini. Le mani del vicino salgono sul petto, poi lungo le cosce, guidando il cazzo verso il suo corpo. Giò geme più forte, le gambe si aprono involontariamente, cercando più contatto, più calore.
La lingua del vicino si muove sul suo cazzo, succhiando e mordicchiando, mentre le mani continuano a esplorare ogni centimetro del culo. Giò geme, la testa indietro, i capelli sparsi sul cuscino, il respiro che diventa corto e affannato.
I corpi si muovono insieme: il vicino preme il petto contro il suo, le mani sulle cosce e sul cazzo, i gemiti che riempiono la stanza. Giò afferra le spalle del vicino, lo guida, lo sente contro di sé, ogni contatto un’esplosione di piacere.
Il vicino si sposta sopra di lui, le ginocchia ai lati del corpo di Giò, e con la mano guida il cazzo in un lento movimento avanti e indietro, mentre la bocca continua a giocare, a succhiare, mordere. Giò geme, urla, il desiderio che divampa come un incendio.
Il sudore cola lungo i corpi, le schiene appiccicose, i respiri affannati si mescolano. Il vicino guida le mani di Giò sul suo cazzo, facendolo sentire il calore, il peso, l’eccitazione. Giò geme più forte, le gambe tremano, il corpo che reclama sempre più.
Il vicino abbassa il viso tra le gambe di Giò, la lingua che sfiora il cazzo, le mani che stringono il culo, il respiro caldo e affannato, i gemiti che diventano urla. Giò si piega all’indietro, le mani afferrano il vicino, i denti mordono i cuscini, la mente persa nel piacere puro.
Ogni movimento, ogni tocco, ogni respiro aumenta la tensione, fino a un climax violento, corpi che si muovono all’unisono, gemiti, lingue, mani, cazzi, succhiate, urla di piacere che riempiono l’appartamento. Giò cede completamente, il corpo che esplode in un fuoco di sensazioni, mentre il vicino continua a stimolarlo, a guidarlo, a consumarlo fino all’ultima stilla di piacere.
Quando tutto sembra finito, restano abbracciati, tremanti, sudati, respirando affannati. Ma Giò sa che non è finita: il desiderio è ancora lì, vivo, pulsante, pronto a esplodere di nuovo al prossimo tocco, al prossimo sguardo, alla prossima carezza proibita.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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