Gay & Bisex
GALEOTTO FU IL PIANOFORTE 2
26.10.2025 |
1.541 |
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"Si abbassò, gli morse il collo, gli accarezzò il petto con le dita tremanti, gli sussurrò parole incerte, ma vere..."
Mercoledì arrivò lento, come se la città stessa sapesse della tensione che stava per esplodere. Giò camminava sotto la pioggia leggera, il cuore che batteva già più forte del solito, il pensiero di Kael che non lo lasciava un istante. Ogni passo verso il suo appartamento era carico di attesa, di desiderio represso e di curiosità proibita.Arrivato davanti alla porta, Giò esitò un istante, respirando a fondo. Poi bussò. Kael aprì, e i loro sguardi si incontrarono immediatamente. C’era quella luce intensa negli occhi di Kael, quasi malinconica, ma il corpo trasmetteva un desiderio palpabile, trattenuto fino a quel momento.
Giò entrò, e Kael chiuse la porta alle spalle. Per un attimo rimasero così, a pochi passi l’uno dall’altro, respirando e studiandosi, come predatori silenziosi.
«Sei… pronto?» sussurrò Kael, la voce bassa, rotta dal controllo che cercava disperatamente di mantenere.
Giò non rispose subito. Avanzò di un passo, sentendo la distanza svanire tra loro. Il cuore gli martellava nel petto, ogni fibra del suo corpo vibrava di desiderio represso. Kael si mosse anche lui, più vicino, fino a sfiorarlo. Le mani si cercarono quasi inconsciamente, tremanti, e Giò percepì ogni brivido, ogni piccolo tremito di Kael, come un richiamo irresistibile.
Il tempo sembrava rallentare. Ogni piccolo gesto — il modo in cui Kael abbassava lo sguardo, come Giò inclinava la testa — amplificava il bisogno che cresceva tra loro. I loro corpi si avvicinavano sempre di più, fino a quando la distanza rimasta era minima, e l’aria intorno a loro carica di attesa, tensione e voglia.
L’appartamento era avvolto da una luce calda e soffusa, con il profumo dei libri e dell’inchiostro delle partiture di Kael nell’aria. Giò si fermò a pochi passi, il respiro corto, il cuore che batteva come un tamburo. Kael si mosse lentamente verso di lui, ogni gesto misurato ma carico di tensione, il corpo che tradiva il desiderio trattenuto fino a quel momento.
Le mani si sfiorarono, lievi, quasi esitanti. Giò sentì un brivido percorrergli la schiena mentre Kael lo avvicinava sempre di più, i loro sguardi che si cercavano in silenzio, parlando con occhi e gesti ciò che le parole non avrebbero mai potuto esprimere.
Ogni centimetro che li separava si riduceva, e la temperatura nell’aria sembrava crescere insieme al bisogno che emanavano. Kael si strinse ancora a Giò, il respiro affannoso, le mani che cercavano contatto e conferma, un invito silenzioso a cedere alla tensione accumulata.
E in quell’attimo, chiaro come il suono di un violino che riempie la stanza, Kael tirò fuori il cazzo, senza parole, un gesto deciso e audace che trasmetteva tutto il desiderio represso e l’impazienza che provava. Giò sentì un brivido immediato corrergli lungo il corpo, e capì che non c’era più ritorno.
Giò si chinò verso di lui, sentendo la tensione e il calore del cazzo di Kael, nodoso e duro come il marmo. Kael cominciò a reagire come non mai: un brivido lo percorse tutto e per la prima volta in vita sua il contatto con la gola di Giò lo fece vibrare in pochi attimi, cedendo completamente alla sensazione intensa e travolgente iniziò ad eruttare colpi di sperma che prontamente Gio gustò fino all'ultima goccia.
Kael lo prese per mano e lo trascinò in camera, lo spinse sul letto e gli strappò la camicia di dosso con una foga nuova, affamata. Lo spogliò con furia, baciandogli la pelle in ogni angolo, succhiandogli i capezzoli finché Giò non gemette piano, le mani tra i capelli di lui.
— Stai facendo sul serio, — sussurrò Giò, eccitato.
— Sto cominciando a essere l’uomo che meriti, — rispose Kael, le pupille dilatate, il sesso duro e pulsante contro il ventre.
Si inginocchiò tra le sue gambe, gli aprì le cosce e lo leccò con lentezza, con dedizione. Giò si inarcò, gli occhi rovesciati all’indietro, le mani strette alle lenzuola. La lingua di Kael esplorava ogni piega, ogni segreto, mentre i suoi gemiti si facevano più profondi, più disperati. Poi salì su di lui, lo baciò a lungo e, senza staccare mai lo sguardo dai suoi occhi, lo penetrò con lentezza, centimetro per centimetro, come se volesse scolpirsi dentro il corpo dell’altro.
Iniziò a muoversi con ritmo crescente, prima lento, poi più deciso. Giò lo guardava come si guarda un miracolo, le mani strette ai fianchi di Kael per tenerlo lì, per sentirlo fino in fondo. Kael gemeva piano, le parole rotte dal piacere:
— Ti amo, Giò… Ti amo da morire…
— Mostramelo… fallo…
E Kael lo fece. Lo prese con forza, con passione, con un desiderio furioso e tenerissimo insieme. Si abbassò, gli morse il collo, gli accarezzò il petto con le dita tremanti, gli sussurrò parole incerte, ma vere. Lo scopava con una fame nuova, come chi non vuole solo godere ma essere dentro l’altro. Perdersi e trovarsi.
Giò venne con un urlo, il corpo inarcato, le gambe che tremavano. Kael lo seguì poco dopo, dentro di lui, profondamente, stringendolo mentre il piacere lo attraversava come una scossa.
Rimasero uniti a lungo, i corpi incollati dal sudore e dal seme, i cuori impazziti nel petto.
— Non lo so spiegare, — sussurrò Kael, ancora dentro di lui. — Ma quando sono con te… sento che posso diventare chi ho sempre voluto essere.
— Lo sei già, amore. Ma se vuoi imparare, io sarò qui. Ogni notte, ogni giorno.
Kael si strinse a lui, con la fronte sul petto, il respiro che lentamente si calmava.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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