Gay & Bisex
RINASCITA BOLOGNESE ... 3
30.08.2025 |
2.093 |
5
"» La voce si incrinò, e per la prima volta Alex non era solo il dominatore feroce che lo aveva posseduto tra muri, tavoli e sgabuzzini, ma un uomo fragile, capace di amare fino al punto di..."
Erano passati pochi mesi da quella prima volta devastante, e Giò non era più lo stesso. Ogni passo, ogni respiro, ogni sguardo verso il cellulare erano scanditi dall’attesa di Alex, dal pensiero di quei muscoli caldi e di quegli occhi scuri che lo bruciavano fino dentro le ossa. Viveva sospeso tra ossessione e desiderio, come se il mondo intero ruotasse solo attorno a quell’uomo che lo dominava e lo custodiva al tempo stesso, con una ferocia che era dolore e conforto insieme. Ogni messaggio, ogni segnale di attenzione, bastava a incendiare il suo corpo, a farlo tremare come un fuoco incontrollabile. Le loro notti erano un vortice di sesso senza tregua: sgabuzzini dimenticati, corridoi stretti, bagni dell’università, persino stanze prese all’ultimo momento, rubate al mondo esterno. Alex non si limitava a possederlo: lo smontava e lo ricostruiva, lo faceva urlare e gemere di piacere, riduceva il suo corpo a carne tremante e lo ricomponeva con baci feroci e carezze improvvise, crude ma stranamente tenere. Col passare del tempo, però, Giò sentì nascere qualcosa di più profondo, qualcosa che lo spaventava quasi quanto il loro sesso: l’amore. Lo percepì un mattino, sdraiato accanto a Alex, il petto nudo che si sollevava e abbassava lentamente, le labbra socchiuse come un invito silenzioso. Giò si avvicinò, sfiorò il volto di Alex, tremando, e sentì il cuore farsi un nodo stretto tra felicità e paura. Capì di essersi perso, che non esisteva più alcuna via di fuga, eppure non voleva scappare: quello che provava era troppo totale, una condanna e un miracolo insieme, una sensazione di completezza che non aveva mai conosciuto.Fu una sera di pioggia che la verità esplose tra loro, tra gemiti e sospiri, nello sgabuzzino dell’università, loro alcova ormai da mesi, dove il mondo esterno era ridotto al rumore lontano di gocce sulle tegole e lampi sul vetro, e loro erano soli, nudi e consumati dal desiderio. I corpi erano ancora madidi di sudore, i capelli incollati alla fronte, e Giò, con la voce spezzata dall’emozione, lasciò cadere le parole che teneva dentro da settimane: «Io ti amo, Alex.» Il silenzio calò denso, quasi insostenibile, e Giò ebbe paura di aver rovinato tutto, di aver detto ciò che non avrebbe dovuto dire. Ma Alex non si mosse subito; lo fissò con quegli occhi scuri che sembravano attraversare pelle e pensieri. Poi sorrise, quel sorriso storto e tenero che lo faceva tremare, e sussurrò: «Lo so.» Quelle due parole furono una scossa elettrica, un urlo silenzioso che attraversò tutto il corpo di Giò. «Lo sai?» balbettò, incredulo. Alex annuì, si sporse verso di lui e lo baciò piano, quasi con pudore, un gesto che contrastava con tutta la violenza che avevano condiviso fino ad allora. «Ti amo anch’io, Giò. Ti amo da molto più tempo di quanto tu possa immaginare.» Giò tremava, incapace di distinguere se fosse il piacere o la felicità a farlo vibrare così. «Ma… come?» riuscì a chiedere. Alex lo prese per il viso, lo strinse forte e disse: «Ti conoscevo già... amici in comune mi avevano parlato di te, delle tue notti con Daniel, di quella storia che ti aveva spezzato. Io sapevo tutto, Giò. Ti desideravo già allora, quando ancora non ci eravamo mai toccati.» Ogni parola era un colpo, un marchio indelebile sulla mente e sul corpo di Giò e il desiderio si mescolava a un’emozione nuova, più profonda, quasi dolorosa per quanto era intensa.
Quelle confessioni lo lasciarono senza fiato, nudo in un modo che non aveva nulla a che fare col sesso, nudo nell’anima. «Perché non me l’hai detto prima?» domandò, la voce rotta dall’emozione, gli occhi lucidi e pieni di stupore. Alex rise piano, lo strinse ancora più forte al petto e Giò sentì le braccia dell’uomo avvolgerlo completamente, un’ancora nel mezzo della tempesta del suo desiderio. «Perché volevo che mi desiderassi per quello che ero con te, non per il fantasma di qualcuno che avevi amato prima. Non volevo essere un sostituto, Giò. Volevo essere la tua condanna e la tua salvezza, insieme.» La voce si incrinò, e per la prima volta Alex non era solo il dominatore feroce che lo aveva posseduto tra muri, tavoli e sgabuzzini, ma un uomo fragile, capace di amare fino al punto di nascondere se stesso. Giò scoppiò a piangere, lacrime calde e liberatorie, e mentre Alex lo stringeva, il desiderio tornò a mescolarsi all’amore in un bacio lento che diventò presto feroce, mani che cercavano corpi, fianchi che si univano in un ritmo selvaggio e dolce allo stesso tempo. Le loro urla, i gemiti e i sospiri rimbalzavano tra le pareti dello sgabuzzino, e Giò comprese, più che mai, che non avrebbe più potuto fuggire: Alex era il suo destino, la sua ossessione, la sua salvezza, nascosto tra i contorni di ogni ferita e pronto a possederlo e custodirlo insieme, per sempre.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per RINASCITA BOLOGNESE ... 3:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
