Gay & Bisex
"Nudo intero" 2
04.05.2025 |
1.328 |
0
"Perché quando ero piccolo, l’unico uomo che mi ha toccato, dicendo ti amo, era mio padre..."
La mattina dopo, Giò si svegliò con il cazzo ancora duro. Non era un’erezione da sogno. Era reale. Calda. Viva.E non era solo.
Lui era lì, nudo, seduto sul bordo del letto. Guardava il suo telefono, poi lo posò senza dire niente.
Giò si tirò su, passandosi una mano sul petto.
«Non te ne sei andato.»
«No.»
Silenzio.
Poi il ragazzo lo guardò. Gli occhi erano diversi. Meno distanti.
«Non ho scopato mai così in vita mia.»
Giò rise piano, ma aveva il cuore in gola.
«Neanche io. E ho vissutopiù di te.»
Il ragazzo si avvicinò, lo baciò sul collo. Poi sulle labbra. Poi più in basso.
Giò lo fermò con una mano sul petto.
«Di nuovo?»
«Non abbiamo ancora finito.»
Lo spinse giù sul letto. Gli aprì le gambe, lo leccò ovunque. La lingua era sporca, avida, entrava ovunque. Senza pietà. Senza pudore.
«Mi piace il tuo sapore», sussurrò. «Mi piace il tuo odore. Sei vero. Sei mio.»
Giò gemeva, le mani nei capelli dell’altro.
«Fammi male. Fammi godere.»
Il ragazzo lo girò. Gli infilò due dita, poi tre.
«Vuoi che ti sfondi, eh?»
«Sì... Cristo, sì.»
Lo scopò in ginocchio, con violenza. Senza parole. Le palle gli sbattevano contro, la mano stretta sui fianchi.
Giò si piegava, ma non si spezzava. Godeva come non aveva mai fatto.
Poi si voltò, lo spinse sul letto e gli cavalcò il cazzo.
Gli sputò sul petto. Lo morsicò. Lo baciò con foga.
«Non so come ti chiami», disse ansimando. «Ma voglio il tuo cazzo ogni giorno.»
Il ragazzo si portò le mani alla testa.
«Non puoi dirmelo. Non farmi questo.»
«Perché?»
«Perché se rimango... ti voglio tutto. Non solo il culo. Voglio la tua testa. La tua anima. Il tuo sonno. Il tuo odore nel mio cuscino.»
Giò si bloccò. Il respiro si spezzò in gola.
«Allora resta.»
L’altro lo guardò. Gli occhi rossi. Sudati. Confusi.
Ma non scappò. Non questa volta.
Lo abbracciò da dietro.
«Non so fare l’amore. Ma con te... non voglio scopare e basta.»
Giò chiuse gli occhi.
«Ti insegno io. Ma devi venirmi dentro. Di nuovo. Ora.»
E lui entrò. Senza preservativo. Senza più niente tra loro.
Solo pelle, ansimi, voglia.
Sesso. Amore. Possesso. Follia.
Dopo l’orgasmo, il sudore e il silenzio, Giò lo sentì tremare.
Erano ancora intrecciati, pelle contro pelle, ma qualcosa era cambiato.
Il respiro di Michael non era più solo eccitazione. Era trattenuto. Rotto.
«Ehi...» sussurrò Giò. «Che succede?»
Michael, così si chiama il tenebroso sconosciuto, non rispose subito. Poi si alzò, si avvolse in una coperta, e si girò di spalle.
«Non guardarmi. Non ora.»
Giò lo seguì con lo sguardo, ancora nudo, il corpo caldo di desiderio, ma il cuore attraversato da un gelo che non aveva previsto.
«Parlami. Perché ti chiudi ogni volta che ti stringo? Perché tremi quando ti bacio senza volere niente? Cosa c’è che ti fa scappare appena il piacere diventa vero?»
Michael restò in silenzio. Poi, con voce bassa e ruvida, disse:
«Perché non so cosa significa amare. Perché quando ero piccolo, l’unico uomo che mi ha toccato, dicendo ti amo, era mio padre. E non era amore. Era abuso. Era potere. Era pedofilia di merda.»
Giò si paralizzò. Sentì le parole entrare sotto pelle, come lame.
«Michael...»
«Non dire niente. Non fare quella faccia. Non mi serve la tua pietà. Voglio solo che mi scopi. Voglio che mi usi. Voglio che mi fai dimenticare. Voglio che mi entri dentro così forte da spaccarmi.»
Poi si voltò. Lasciò cadere la coperta.
«Ti prego... fammi male. Ma non dire che mi ami.»
Giò si alzò. Lo raggiunse. Lo baciò piano, con dolce violenza. Poi lo spinse sul letto, con la decisione di chi sa che non si torna indietro.
«Ascoltami bene.»
Gli accarezzò la schiena, poi gli aprì le gambe.
«Io non scopo da attivo. Non è il mio modo. Non è la mia natura. A meno che non ami. A meno che non senta che quello che ho davanti... è mio. È parte di me.»
Michael lo guardò, gli occhi lucidi.
«E allora?»
«E allora oggi ti scopo. Ma non per possederti. Per liberarti.»
Giò lo leccò dappertutto, con lentezza feroce. La lingua lo penetrava come se volesse riscrivere ogni memoria, ogni impronta sbagliata lasciata da mani sbagliate.
Michael gemeva. Si mordeva la mano per non urlare.
«Sei mio», sussurrava Giò. «E io ti rimetto al mondo per amarti.»
Poi lo penetrò. Piano. A fondo.
Ogni spinta era precisa. Non c’era violenza, solo potere buono. Solo amore che faceva male perché era nuovo, sconosciuto.
Michael si lasciò andare. Si aprì. Si arrese.
«Non so come si fa...» disse in un lamento. «Non so come si ama. Ma io... io ti voglio.»
Giò lo scopava con un ritmo lento, ipnotico. Il suo cazzo dentro non era solo carne: era verità. Era appartenenza.
«Te lo insegno io. Ma devi fidarti.»
Michael tremò. Piangeva. Ma veniva. Forte. Sporco.
Si svuotava in un orgasmo che era più di piacere: era liberazione.
Dopo rimasero così. Fusi. Confusi. Silenziosi.
Poi Michael parlò, piano, con la voce ancora rotta:
«Sei il primo uomo che non mi fa sentire una puttana.»
Giò lo baciò sulla nuca.
«E tu sei il primo per cui io faccio l’amore così. Sporco. Vero. Da attivo. Da innamorato.»
Michael si voltò. Lo baciò.
E capì che, stavolta, non voleva più scappare.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per "Nudo intero" 2:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
